Da Londra a Taiwan: ecco perché il futuro del trasporto pubblico passa attraverso una gestione intelligente dei Big Data

Smart city è anche mobilità, per questo non può stupire che al congresso mondiale del trasporto pubblico (UITP Union International des Transports Public), uno dei temi centrali sia stato proprio quello dei Big e Smart Data. Protagonisti della giornata i rappresentanti del sistema di trasporto pubblico londinese e finlandese (Vernon EVERITT, Managing Director Customer Experience, Marketing and Communications di Transport for London e Antti VUORELA, Head of Group, HSL – Helsinki Region Transport), un ingegnere del Ministero dei trasporti di Taiwan, LIU Chien-Pang e Nir EREZ, Chief Executive Officer di Moovit, la startup che si sta organizzando per offrire, gratis, informazioni sui servizi pubblici delle più importanti città di tutto il mondo (L’intervista di Triwù a Alex Torres, Vicepresidente Global Product Marketing). In generale quello della mobilità nei grandi centri urbani è un tema enorme che i big data obbligano a complicare ulteriormente: presto cambierà il concetto di proprietà dei veicoli con lo sharing, quello di automobile con le auto senza pilota e perfino il concetto stesso di viaggio o di spostamento con l’auto sempre connessa in grado di supportare realtà aumentata e servizi di entertainment.
In questo contesto il servizio pubblico si troverà a dover integrare servizi in completa evoluzione con performance sempre migliori. Tutto questo, però nel medio periodo. Nell’immediato invece, come hanno ben sottolineato gli interventi, le sfide che il TPL (trasporto publico locale) deve cogliere sono quelle di riuscire a offrire servizi efficienti a una quantità di utenti sempre maggiore, perché le città sono destinate a crescere ulteriormente, cercando di sfruttare tutte le opportunità offerte dalle nuove tecnologie.
In questo i dati svolgono un ruolo centrale, vanno raccolti, analizzati e diffusi perché rappresentano il vero valore aggiunto, anche di imprese così “fisiche” e apparentemente lontane dal tema, come sono quelle del trasporto pubblico locale. È fondamentale capire come vive una città, coglierne i movimenti e gli umori, e trasformare questi segnali in una mappa dei flussi, in grado di aggiornarsi autonomamente, secondo per secondo.
La raccolta dati e la presentazione dello status quo è però solamente una parte del problema, integrare i dati e i servizi di mobilità è il passo successivo, così come quello di creare degli strumenti in grado di prevedere la quantità di traffico e i luoghi da servire con più o meno mezzi (monitorando i social, ma anche per esempio le celle di riferimento dei cellulari che possono servire a tracciare i percorsi più battuti secondo per secondo, metro per metro). È inoltre importante sviluppare politiche di Open Data che favoriscano la nascita di nuovi servizi legati alla mobilità e che costringano le realtà oggi in campo a migliorare continuamente; ed è fondamentale riuscire a coinvolgere gli utenti, che partecipando attivamente possono contribuire ad abbattere i costi della raccolta delle informazioni (ad Helsinki, per esempio, come ha spiegato l’AD di HSL, presto gli utenti potranno segnalare i problemi dei mezzi pubblici postando le fotografie dei danni al sito dell’azienda).
Complessivamente la sfida che le tecnologie legate ai Big Data possono aiutare a vincere è quella di riuscire a organizzare un’offerta di trasporto pubblico locale intelligente, che sia alla portata di tutti, concorrenziale in termini di prestazioni e appeal al mezzo privato, senza dover essere sovvenzionata dalle amministrazioni di riferimento.


La presentazione del Convegno:

Open, big and smart data

Data is worthless if not accessible. Therefore the first step is always to open up, use and share inert data within your own department, company, sector and so on. If additionally you make it available as open data, innovative third parties can help you take advantage. Remember: “Your data is worth more when you give it away”. The next step is to add value to your own data by smartly combining your different internal data sources. Whether this actually creates information, still solely depends on the perception at the receiving end: for some it will still be worthless data. It would however be wasteful not to use your own data to improve your own business. A last big step would be to profit from the combination of your own data with data from external sources. If available as open data: great, provided it has the quality and stability you require; if only available commercially: maybe still great, as long as your business model still flies. Think also of information you could generate for specific external commercial interests! Smart is when you add value to something so it becomes meaningful to someone; smart cities provide smart services; smart services deliver smart data; smart data is data with added value; added value comes from smart combinations of data; the Internet of Things will cause an explosion of data; data is the fuel of tomorrow, in all its forms and shapes, whether big or small! Think about it.

• Chairperson: Paul GWYNN, Chairperson of UITP Information Technology and Service Industry Committee, Managing Director, INIT, Singapore
Innovation in London’s Transport: Big Data as Game Changer

Vernon EVERITT, Managing Director Customer Experience, Marketing and Communications, Transport for London, London, United Kingdom
The Story of Jola and Jola Web – data for more efficient maintenance
Antti VUORELA, Head of Group, Helsinki Region Transport (HSL), Helsinki, Finland
How bus real time information transforms bus service in Taipei

LIU Chien-Pang, Senior Engineer, Ministry of Transportation and Communications, Taipei, Taiwan
The power of crowdsourced technology to change the transit experience
Nir EREZ, Chief Executive Officer, Moovit, Nes Ziona, Israel


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Uitp Milano 2015

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