Dalla tutina per i neonati prematuri ai tessuti speciali per gli atleti. Ne parliamo con Giuseppe Andreoni

Tra qualche anno registrare la frequenza cardiaca e controllarla minuto per minuto non sarà più un esame medico. Tutte le magliette che indosseremo, o quasi, saranno infatti ricoperte da una fitta rete di sensori in grado di recepire e mandare a una centrale in remoto, tutta una serie di dati sul nostro corpo, in modo da rimanere monitorati senza compromettere la propria libertà.

Questo però, come spiega Giuseppe Andreoni, coordinatore del Sensibilab (Laboratorio di Sensori e sistemi biomedicali) di Lecco, è solo uno dei tanti prototipi in via di progettazione. Tra i tanti progetti in corso, non si può non citare la tutina per bambini prematuri concepita per monitorarne tutti i parametri in sicurezza e senza corre rischi di danneggiare la cute che, non ancora ben formata, rischierebbe lacerazioni superficiali con gli attuali elettrodi. Ci sono anche tessuti speciali pensati per le attività sportive che permettono di monitorare gli sforzi degli atleti in modo, non solamente da aumentarne la sicurezza, ma anche da massimizzarne le prestazioni.

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