Dal simulatore del 118 all’ambulanza auto-sterilizzante

Le idee più smart e innovative derivano spesso da una diretta richiesta di intervento da parte di un determinato contesto sociale, in questo caso la sanità. Dall’esigenza di aiuto della Centrale Operativa 118 di Milano-Niguarda, che deve fronteggiare un costante aumento del numero di missioni delle ambulanze, nasce il simulatore interattivo della flotta, che consente di sfruttare nel modo migliore e più efficace possibile i mezzi di soccorso disponibili in ogni momento e con la massima copertura del territorio.
Il sistema è stato messo a punto a Crema nel laboratorio di ricerca operativa “OptLab” dell’Università degli Studi di Milano, coordinato dal professor Giovanni Righini.
L’interfaccia grafica del simulatore consente agli operatori della centrale di assegnare con un solo click il nuovo incarico alle ambulanze libere oppure di dirigerle presso apposite aree di parcheggio, così da averle sempre a disposizione. È anche possibile ri-direzionare un’ambulanza già in viaggio assegnandole una missione di maggiore priorità.
Il simulatore è basato su dati storici, desunti dal database delle missioni archiviate in passato, e su dati geografici. Le mappe stradali utilizzate dal sistema servono per calcolare i percorsi più brevi e veloci, segnalando le manovre vietate e i vincoli di viabilità ordinaria. Il software consente di impostare i parametri generali del sistema (numero delle ambulanze, velocità media, data e ora del giorno da simulare) e fornisce il valore di alcuni indicatori di prestazione critici, come i tempi medi e massimi di attesa per ogni categoria di chiamata (codici rosso, giallo e verde).
Quando funziona in modalità on-line il software si alimenta con i dati aggiornati in tempo reale nel database della centrale e suggerisce istantaneamente agli operatori le scelte ottimali per rispondere alle chiamate.
Il sistema possiede anche una modalità off-line che permette comunque agli utenti di simulare situazioni ipotetiche critiche per l’addestramento del personale e di studiare “a tavolino” come fronteggiare emergenze particolarmente impegnative.
Il simulatore funziona anche come “pilota automatico”, riesce cioè ad automatizzare completamente il processo decisionale di allocazione delle missioni in momenti di particolare congestione o di insufficienza di personale.
Risultati preliminari sull’efficienza di questo sistema mostrano che, grazie a questo tipo di supporto decisionale, è possibile ridurre sensibilmente il tempo di attesa delle ambulanze e assistere i casi più gravi (codici rossi) in meno di otto minuti, che è la soglia prescritta dalla legge.
Anche la tecnologia a bordo dell’ambulanza ha un ruolo primario nell’efficienza e  nell’ottimizzazione dell’uso di questi mezzi di soccorso. E’ stata da poco brevettata e distribuita la prima ambulanza antibatterica al mondo, che, grazie ai nano materiali con cui è costruita, si auto-sterilizza e non necessita di essere sottratta al servizio per numerose ore a causa della pulizia routinaria.
È stata chiamata Pure Health ed è frutto della società di Prato Next Technology Tecnotessile, con capitale di aziende private e per il 40% di proprietà del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR).
«Si tratta di materiali antibatterici – ci spiega l’ingegnere Solitario Nesti, direttore della Next Technology Tecnotessile – leggeri e ad alta resistenza, usati anche per altre applicazioni come i caschi per le moto, gli sci e gli alettoni delle Ferrari. Nel caso dell’ambulanza, sono stati realizzati con procedimenti particolari che utilizzano nanoparticelle di titanio. Una volta stimolate da una luce con lunghezze d’onda particolari (l’aspetto è identico al neon), queste particelle attivano una reazione fotocatalitica che uccide i batteri presenti o ne impedisce la crescita».
Si tratta, in pratica, di un processo in cui una sostanza, detta fotocatalizzatore, attraverso l’azione della luce (naturale o artificiale) modifica la velocità di una reazione chimica.
Il biossido di titanio, in forma di anatasio, rappresenta il fotocatalizzatore più comune, ha un basso costo, un’elevata efficienza ed è del tutto atossico. A seguito di esposizione alle lampade montate nell’abitacolo dell’ambulanza, il titanio produce Specie Reattive all’Ossigeno (ROS), che reagiscono con le sostanze organiche, producendo sostanze inorganiche non tossiche.
I metodi attuali di sterilizzazione fanno uso di ozono o di insetticidi, ma richiedono una procedura più lunga, durante la quale non è possibile usare l’ambulanza. Questo nuovo materiale catalitico, invece, garantisce l’igiene costante delle superfici in qualsiasi momento del loro utilizzo. Sono una decina i mezzi auto-sterilizzanti già in circolazione tra la Toscana e la Lombardia.
Le infezioni batteriche sono, in effetti, uno dei principali problemi sociali da sempre, con pesanti riflessi sulla sanità, sull’economia e soprattutto sulla qualità della vita dei cittadini.
Chissà che prima poi questi nanomateriali vengano impiegati anche sui mezzi pubblici, nelle scuole e negli ospedali. Sarebbe davvero smart.

Articolo di Chiara Albicocco – Smart City n.1 per Smau Milano 2011

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