Il grande orizzonte del cibo come strumento terapeutico

Relatori:
Amleto D’Agostino, Direttore generale del Distretto Campania Bioscience 

Non si tratta certo di guardare al cibo con una attenzione esclusivamente terapeutica, soprattutto in un paese nel quale la cultura e le tradizioni enogastronomiche occupano il vertice mondiale in questo comparto produttivo. Ma l’enfasi sul valore terapeutico del cibo può e deve essere significativo perché la ricerca contemporanea sta delineando un futuro, sia prossimo che a medio e lungo termine, nel quale dalla alimentazione possono arrivare soluzioni di grande impatto per agire sulle patologie più diverse. Una direzione centrale, ad esempio, è quella di usare degli alimenti di base – è il caso dell’olio – come vettori in grado di incorporare, in porzioni della produzione, dei principi attivi con mission terapeutiche. Non si pensi alla trasformazione del cibo in farmaci, perché le tecnologie sulle quali si sta lavorando seguono altri criteri, che sarebbe superfluo descrivere in questa sede ma che invece al seminario saranno spiegati. Olii tarati sulle esigenze dei piccoli nella fase di svezzamento: ecco un caso. Oppure alimenti basati sulle farine, dai quali estrarre componenti che possono innescare allergie, ma con una forte attenzione a non alterare le caratteristiche organolettiche.
Le declinazioni di questa attività di ricerca e sviluppo sono innumerevoli, e il distretto Campania Bioscience, che mette insieme 47 imprese e 8 centri di ricerca, ha orizzonti molto ampi.
Non solo cibi e bevande funzionali – questa la definizione più specifica per l’attività che abbiamo descritto – rientrano nell’area di interesse del distretto. Campania Bioscience si muove anche nel territorio della cosmesi e degli integratori alimentari; come in quello della creazione di procedure più “snelle”, se vogliamo usare questa definizione, per implementare nei laboratori d’analisi medica di base l’individuazione della mappa genetica, strumento fondamentale per mettere in luce delle predisposizioni genetiche, appunto, verso specifiche malattie. Oggi la lettura del patrimonio genetico è una procedura complessa e costosa, ma stanno delineandosi soluzioni decisamente più praticabili.

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