Casa attiva di Galliate, un recupero a impatto zero

A Galliate un cassero recuperato si trasforma in una casa a impatto zero in grado di produrre più energia di quella che consuma. Un progetto pilota che anticipa i desiderata di un mercato edilizio che premia sensibilità ambientale e nuove tecnologie

I più recenti dati sull’edilizia sottolineano come le abitazioni più moderne e innovative sono quelle che resistono alla crisi del settore trainando vendite e filiera. In questo senso la classe energetica è sempre più un fattore derimente e, inserendo il fenomeno in un contesto più allargato, è un fattore di discussione ben più ampia.

Analizzando i dati sul riscaldamento delle città, anche quelle italiane, emergono, infatti, dei dati piuttosto significativi che delineano all’interno delle nostre città forme di gentrification climatiche.

In pratica ci sono zone delle città che sono più o meno frequentate a seconda delle condizioni climatiche, ma soprattutto zone delle città dove la concentrazione delle persone è determinata dalla possibilità di avere o meno tecnologie rinfrescanti in casa, piuttosto che la possibilità di lasciare la città nei periodi più caldi.
È un tema enorme e sistemico, non esistono, infatti, buone piccole pratiche di per sé risolutorie, esistono però un insieme di tecnologie e di soluzioni, anche tecnologiche, che possono dare vita a piccoli, ma concreti, progetti pilota.

Uno di questi è Casa Attiva, uno dei progetti premiato nel corso dei KNX days tenutisi a Modena a fine 2018 (KNX è oggi lo standard mondiale, aperto, conforme alle principali normative europee e internazionali, che consente la gestione automatizzata e decentralizzata degli impianti tecnologici di un’ampia tipologia di strutture: edifici commercialiindustrieufficiabitazionilocali pubbliciscuole e altre ancora).

In particolare Casa Attiva ha una superficie di circa 180 metri quadri e non necessita di impianto di riscaldamento tradizionale: il comfort interno è garantito dagli apporti solari, dalle caratteristiche dell’involucro e dall’impianto di ventilazione meccanica con recupero di calore. L’acqua calda sanitaria è fornita da una pompa di calore aria-aria, mentre l’impianto fotovoltaico garantisce la copertura del fabbisogno energetico, oltre a ricaricare le batterie dell’auto elettrica dei residenti. In pratica è un edificio residenziale che produce in un anno più energia di quanta ne consumi, nasce come intervento di recupero abitativo di un cassero di cui conserva volume e forma nel rispetto delle caratteristiche tipiche del contesto in cui è inserito (si trova a Galliate).

Abbiamo intervistato Giuseppe Calcagno che ha progettato il recupero e, sebbene siano ancora tanti i nodi da svolgere (tra cui scalabilità del progetto e impatto ambientale della casa e delle sue tecnologie a fine ciclo di vita), è interessante notare come questi pilota inizio a essere sempre più comuni e sempre più vicini alla sensibilità comune.


 

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KNX

Firma Energetica la Casa Attiva di Galliate

 

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