Come crolla la piramide. L’impatto delle nuove tecnologie sulla governance

Il mutamento generato dalla rivoluzione tecnologica in corso è troppo profonda perché non vi siano trasformazioni di analoga portata nella gestione delle imprese

Federico Butera nei suoi saggi, semplificando un po’ la questione, ha ben spiegato come ormai l’azienda voglia un operaio propositivo, proattivo, come fosse un manager disposto a mettere nel suo posto di lavoro non solamente la sua energia meccanica, ma anche la sua testa. In pratica anima e corpo.
Siamo dunque di fronte al quesito del secolo: se è vera rivoluzione, quella tecnologica che stiamo vivendo, per definizione sconvolgerà non solo i modelli produttivi, ma anche quelli organizzativi e di governance.
Un problema non da poco. La rivisitazione dei modelli di business, per esempio, processo già ampiamente in corso, ne impone, infatti,  anche uno organizzativo e di governance destinato a coinvolgere tutta la struttura gerarchica aziendale (interessante in questo senso la progressiva affermazione del digital marketing e delle digital PR, così come le difficoltà, di cui abbiamo già parlato, di comunicazione tra ingegneri meccanici e elettronici).
Da qui la riflessione di Cristina Farioli Director of Industries and Business Development di IBM che parte dal caso emblematico di Freitag, l’azienda famosa per le borse ricavate dal riciclo dei teloni dei camion, che ha mutato il suo assetto organizzativo smantellando la tradizionale gerarchia a favore di una gestione orizzontale.

L’idea più in generale è quella di integrare in azienda i valori, i modi e le nuove competenze affermatisi e generatisi nella quotidianità dello sharing, della condivisione e della comunità, con le più collaudate scale di valori di stampo novecenteso. Un classico per esempio le hackathon che affiancano dipendenti di multinazionali molto tradizionali come banche o assicurazioni a giovani hacker o “smanettoni”.

Una sfida che alcune grandi multinazionali stanno affrontando offrendo, per esempio, degli ecosistemi in grado di rispondere alle molteplici (e ipertargettizzate) esigenze dei clienti. Risposta necessaria, da un lato per le infinite sfaccettature della domanda, dall’altro per l’estrema volatilità e varietà degli sviluppi tecnologici in corso che spingono verso la ricerca di partner specializzati, piuttosto che verso la creazione di competenze interne.

Non esistono però delle formule magiche, delle soluzioni plug and play, ma esistono dei percorsi e delle soluzioni specifiche che devono ancora essere indagate e studiate e che rappresentano solo l’inizio di una nuova grande trasformazione.

Il servizio è stato presentato in #05 Cafè Triwù
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