Dalla crisi al cambiamento, le shrinking cities

Immaginare il futuro nelle shrinking cities. L’altra faccia dell’urbanizzazione smart nel report di Urbact

Si parla molto spesso di urbanizzazione e crescita delle aree metropolitane e delle conurbazioni produttive, senza parlare però dell’altro lato della medaglia: l’abbandono di altre città, condannate a un costante prelievo di risorse. I circuiti economici si concentrano in grandi aree metropolitane, mettendo a rischio la coesione territoriale delle aree periferiche, che si trovano a gravitare sui grandi centri e a perdere a poco a poco funzioni economiche e decisionali un tempo rilevanti. Questo è lo scenario delle città in declino (“Shrinking cities”).

Tanto per le grandi aree metropolitante in crescita, quanto per le città in declino occorrono percorsi smart, per governare nel modo migliore i processi demografici e socio-economici in atto.

Il report di Urbact – il Programma europeo di scambio e di apprendimento finalizzato allo sviluppo urbano sostenibile – offre da questo punto di vista stimoli molto interessanti. Innanzitutto i dati: le poche isole di crescita urbana sono immerse in un mare di declino (il 40% delle città al di sopra dei 200 mila abitanti hanno perso grosse porzioni di popolazione negli ultimi anni, e la tendenza sembra consolidarsi). Si tratta di un processo che ha molte facce: migrazione della popolazione economicamente attiva, invecchiamento e aumento dei pensionati, disoccupazione, surplus edilizio e di terra, sovradimensionamento delle infrastrutture e dei costi di mantenimento collegati.

Il report intende fornire strumenti per i decisori e gli amministratori di città in calo, perché colgano in quale stadio del ciclo economico si situa la propria città e sappiano gestirne al meglio la descrescita, invece che contrastarla con politiche di crescita “anticicliche” che finiscono per peggiorare la situazione.

urbact

“In generale, la letteratura sulle città in declino oggi concorda su un punto: i decisori devono fare un salto di paradigma dalla pianificazione orientata alla crescita a una decrescita smart” (T. Wiechmann e A. Volkmann, del network CIRES – Cities regrowing smaller). Il punto essenziale è questo: le città in calo sono città in trasformazione verso un nuovo equilibrio. E il processo va accompagnato.

Detroit è presentata come esempio negativo di una gestione del calo inefficace, basata su una eccessiva enfasi sullo sviluppo economico e senza una adeguata integrazione a livello regionale. Qui il declino è stato vertiginoso: da 1,5 mln di abitanti negli anni ’50 si è passati a una popolazione di circa 700 mila unità nel 2010. A dispetto della recente ristrutturazione dell’industria automobilistica, Detroit fa ancora parte di una regione economicamente florida, ma l’assenza di una strategia regionale non ha invertito gli effetti socio-economici dirompenti del declino demografico.

Un esempio positivo portato dal report è invece quello di Altena (una piccola città tedesca, della Renania settentrionale). Altena basava un tempo la propria economia sull’industria metallurgica. Il declino della città iniziò negli anno ’70, con la perdita di grandi porzioni del proprio tessuto produttivo e di molti posti di lavoro: il dimezzamento della popolazione (da 32 mila a 18 mila unità) fu l’effetto più macroscopico. Fino agli anni ’90 la città ha subito questo ciclo di decrescita senza mettere in atto politiche proattive: dopo una fase di ridimensionamento (non indolore) dei servizi urbani e di richiesta di aiuti economici alla regione, si passò a progettare politiche che aumentassero la qualità della vita in questo nuovo assetto. Parti importanti di questo progetto furono: l’adozione di nuovi strumenti di partecipazione, il finanziamento al volontariato e a progetti nati dal basso e individuazione di nuovi asset economici su cui puntare, come la valorizzazione di aree un tempo destinate alla produzione industriale. Iniziative come queste hanno fatto riprendere l’economia e il valore degli immobili, creato un nuovo indotto turistico e in generale migliorato la qualità della vita. Un altro problema da affrontare in modo proattivo è, in casi come questo, l’invecchiamento della popolazione, uscendo dal vecchio schema di una popolazione anziana poco attiva e poco longeva, promuovendo nuovi stili di vita.

Altena “prima e dopo”:

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il 12-14 settembre è in programma anche una conferenza sulle “Shrinking cities”, organizzata dal Programma europeo CIRES (“Cities regrowing smaller”), come conclusione di una Action europea quadriennale, finanziata dal COST (“European Cooperation in Science and Technology”). Qui il programma e tutte le informazioni

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