Design e innovazione al Fuorisalone di Milano 2012

Qualche riflessione sul modello del Fuorisalone. E alcuni oggetti di design che ci hanno colpito

La nostra attenzione al Salone del Mobile e al Fuorisalone di Milano è causata da due motivi.
Il primo è di tipo economico: Milano è la città vetrina del mobile perché con un fatturato di circa 6 miliardi di euro la Lombardia rappresenta oltre il 21% del totale del fatturato italiano del mobile, pari a circa 30 miliardi di euro.
Il primo “distretto del design” è quello di Monza e Brianza e Como (2,4 miliardi di euro, il 42% del totale regionale e il 9% di quello nazionale), seguito da Milano (1,5 miliardi di euro, il 26% lombardo, 5,5% nazionale) e Brescia (584 milioni, 10,3% lombardo).
La produzione lombarda pesa il 21,8% sul corrispondente totale italiano rendendo la Lombardia la prima regione italiana, seguita dal Veneto, secondo con il 18,4%.
L’export nel 2011 ha superato i 2 miliardi di euro, registrando un +5,6% rispetto al 2010.
(I  dati provengono dalla Camera di Commercio di Monza e Brianza).

Il secondo motivo riguarda invece il fenomeno “Fuori Salone”: accanto ad una fiera di settore “professionale”, la città di Milano ha organizzato (e consolidato negli anni) diversi poli espositivi nei quartieri cittadini, aperti al design più giovane e creativo. Il Salone è così diventato una manifestazione “diffusa”, accompagnata da centinaia di eventi culturali, artistici, commerciali, che attraggono ogni anno per una settimana oltre 500.000 persone e coinvolgono i milanesi.
Il sito ufficiale del Fuorisalone ha registrato 280.000 visite nel mese di aprile,  1.500.000 pagine viste, 947 eventi inseriti sul portale, 8.500 guide scaricate in quattro giorni, 839 giornalisti accreditati all’area press sul sito (dati Vodafone).

Si tratta di un modello interessante, replicabile anche in altre città, per altre manifestazioni. E’ un’idea anche per Expo 2015?

Queste sono le riflessioni che abbiamo fatto a chiusura del Fuorisalone. Triwù si è addentrato in modo particolare tra i padiglioni di Ventura-Lambrate: anche in questo caso, siamo andati alla ricerca delle idee più innovative. Ecco qualche esempio.

Al circolo Acli di via Conte Rosso 5, abbiamo visitato il padiglione Design&iSud, dove sono esposti alcuni oggetti pensati e realizzati per rispondere alle esigenze dei paesi in via di sviluppo.

Rototanica: la tanica per l’acqua che può essere inserita in uno pneumatico usato

My little cookstove: la stufa realizzata in terra cruda, per bruciare i residui della coltivazione del riso

Glowing Water: la lampada costituita, semplicemente, da una boccia d’acqua.

L’unione di artigianato e tecnologia è alla base di Diffusion, un diffusore audio a 360 gradi, realizzato in ceramica.

Nei capannoni di via Massimiano 6 abbiamo visitato lo spazio della Bezalel Academy of Arts and Design di Gerusalemme. Qui troviamo: Earthquake Table, il banco per la scuola che in caso di terremoto diventa un riparo resistente alle macerie

Future Lab è Il finestrino di auto touch-screen di nuova generazione, progettato da General Motors in collaborazione con gli studenti israeliani.

In Via Ventura 6, presso lo spazio Unit#3, XYZ Design espone alcuni prodotti dal proprio catalogo, ma soprattutto si propone come incubatore di nuove idee lanciando l’Operazione Prototozoi. Si tratta di un contest per giovani designers: in palio, la realizzazione e commercializzazione dei progetti migliori. Tutte le informazioni sulle modalità di partecipazione sono contenute nel sito di XYZ Design.

In Via Massimiano 25 ci ha colpito l’installazione Analogia #003, di Andrea Mancuso e Emilia Serra. É uno schizzo a matita di una stanza, con un tavolo, una sedia, una lampada e un vaso di fiori.. ma è sospeso nell’aria e si ha quasi l’impressione di essere all’interno di un disegno.

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