A margine del convegno sulle Digital Cities del futuro, abbiamo incontrato alcuni dei protagonisti dell’evento

Come saranno – e come dovranno essere – le città digitali del futuro? Quale ruolo può avere la cultura digitale, con tutto ciò che questa comporta in termini tecnologici, per il cambiamento della struttura sociale delle comunità urbane? Questi sono stati i temi al centro della due giorni di workshop, riflessioni e presentazioni “Digital Cities of the Future” (2-3 settembre 2013, Trento), organizzata da TrentoRISE, assieme ad Anci (l’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani), al Consorzio dei Comuni e al nodo italiano dell’EIT ICT Labs.

La manifestazione è stata anche l’occasione per delineare il particolare punto di vista di TrentoRISE sul tema della progettazione delle Smart City. Qui trovate la registrazione video del seminario “Verso le Città Digitali: la vision di Trento RISE”.

Abbiamo partecipato all’iniziativa e abbiamo incontrato alcuni dei protagonisti dell’iniziativa. Ecco le nostre interviste:

  • Smart City, la strategia di TrentoRISE
    Intervista con Paolo Traverso, direttore di TrentoRISE

    La strada privilegiata per progettare e costruire città intelligenti è quella della partecipazione dal basso delle comunità urbane. Occorre però a questo scopo una grande sperimentazione, finalizzata a comprendere innanzitutto quali siano i problemi fondamentali nella percezione dei cittadini e quindi a offrire loro strumenti di comunicazione e risoluzione delle criticità. TrentoRISE ha idee molto chiare sui principi generali dell’urban development: ne parliamo con il suo direttore, Paolo Traverso.

  • iFame ovvero “Ho Fame”
    Intervista con Marco Pistore, Project Manager di TrentoRISE

    A Trento gli studenti universitari hanno avuto modo di proporre soluzioni per i problemi che quotidianamente incontrano. E un gruppo di giovani sviluppatori ha così prodotto iFame: uno strumento per comunicare i propri gusti e le proprie preferenze ai responsabili della mensa, ma anche per evitare la formazione di code. Il social networking permette così di intervenire migliorando uno degli aspetti fondamentali per la vita quotidiana di un campus: l’alimentazione. Smart Campus è questo, ma è anche molto altro. Ne parliamo con Marco Pistore, Project Manager di TrentoRISE.

  • Crowdfunding per salvare Pompei
    Intervista con Derrick de Kerckhove, Presidente dell’Osservatorio Tuttimedia

    Le nuove tecnologie offrono nuove opportunità per risolvere un problema cruciale: la preservazione dei siti archeologici, e in particolare di Pompei. Gli strumenti di realtà aumentata possono ad esempio offrire nuove opportunità di fruizione e dunque di partecipazione ai cittadini, che si sentiranno coinvolti e motivati a preservare il luogo. Come, concretamente, potranno fare la loro parte? Attraverso il crowdfunding. Un giorno sarà possibile adottare “a distanza” una villa di Pompei, prendendosene cura con piccoli contributi. Ne parliamo con Derrick de Kerckhove, Professore ordinario presso l’Università Federico II di Napoli e Presidente dell’Osservatorio Tuttimedia.

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  • Smart City, la metà che manca
    Intervista con Barbara Poggio del Centro Studi Interdisciplinari di Genere dell’Università di Trento

    La valorizzazione della diversità e la partecipazione di tutti i cittadini sono fondamentali per la costruzione di città intelligenti. Per questo motivo il superamento delle discriminazioni legate al genere è una componente essenziale per lo sviluppo intelligente del territorio. I temi cruciali e classici della formazione, del mercato del lavoro, dell’ambiente, della salute possono essere declinati in modo da dare un’attenzione specifica alle differenze di genere. Questo è il progetto del Centro Studi Interdisciplinari di Genere dell’Università di Trento.

  • Cambiare: ci vogliono gli smart citizen ma anche gli smart amministratori
    Intervista con Nadia Busato, Coordinatrice del progetto Brescia Smart City

    Per fare una smart city occorre partire dal basso, certo. Ma anche la selezione della classe dirigente e degli amministratori deve essere presa in considerazione. E formare gli amministratori significa, innanzitutto, dissolvere la loro paura del cambiamento.

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