Eni, una energy company data driven a 360°

Gestire l’energia è sempre più una questione di dati, dalle prospezioni geologiche alla distribuzione dell’energia, fino alla costruzione e alla difesa della reputazione aziendale. Tutto è dati

Eni è tra le migliori aziende energetiche nella prospezione dei giacimenti grazie a un mix di competenze che vanno dall’uso di super computer, l’ultimo arrivato è l’Hpc4, al possesso e alla capacità di analizzare dati costruendo delle correlazioni e quindi degli algoritmi.

Mix di competenze prezioso nel core business di una energy company, ma ancor di più in una energy company del XXI secolo che ha deciso di intraprendere un percorso di trasformazione digitale e di puntare, con forza, sui dati.

Una decisione che risale ad anni fa, quando di big data non si parlava e quando la digital transformation non era nella road map di nessuna azienda.

Se nel presente i dati sono utilizzati per ottimizzare i singoli business, che comprendono anche i settori del b2c (nella distribuzione e vendita di energia) e nello sharing, in futuro potranno essere incrociati per migliorare ulteriormente le performance o inventarsi nuovi servizi.

Quello che già si sta facendo, e che è molto innovativo, è valorizzare il patrimonio di competenze e di dati dell’azienda per costruire un nuovo asset, quello della reputazione. Da questo punto di vista la storia dell’azienda Eni è significativa ed emblematica. Il crollo dei Media tradizionali porta con sé un rinnovamento nelle strategie che le aziende devono utilizzare per parlare con i loro stakeholders, soprattutto per un’azienda come Eni per sua natura sottoposta a continue pressioni e al centro di infiniti dibattiti politico/culturali/ambientali.

In questo contesto il saper utilizzare e gestire i dati risulta fondamentale per riuscire a interpretare la rete, riuscire a pesarla, intercettare i messaggi e le diverse fonti, cogliere il sentiment e imparare a gestirlo.

Se l’Eni di Mattei sentì il bisogno di avere a fianco a sé il Giorno di Baldacci e Pietra oggi per parlare con i propri stakeholders ha costruito il suo Reputation Lab attraverso il quale riesce a monitorare e interagire con i più diversi interlocutori in rete (qui, per approfondire un’intervista a Daniele Chieffi di Agi).

Non solo, ma si propone di utilizzare la comunicazione per rafforzare il proprio asset reputazionale nella convinzione che nel momento di una crisi aziendale la miglior difesa sia l’avere una forte credibilità merce quanto mai preziosa.

Oltretutto continuando sul tema dell’impatto del digitale su Eni, Dario Pagani, uno dei responsabili del processo di digitalizzazione, ci ha spiegato di come si stiano sperimentando e valutando anche nuove tecnologie, per rafforzare l’indirizzo verso un business sostenibile puntando sull’economia circolare e per disegnare un percorso che si è capito non possa essere lineare.

Emerge, inoltre, anche l’interesse verso tecnologie non ancora a terra come la blockchain su cui si sono attivate delle sperimentazioni per il p2p con i partner.


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