La reputazione d’impresa fatta in casa. Eni, i dati e la comunicazione

Dalla tradizionale attenzione per i dati di Eni nasce un super cruscotto pensato per valutare la reputazione d’impresa, ma non solo

Se i dati saranno il petrolio del futuro chi potrà gestirli meglio di Eni?

È ovviamente una provocazione, che sorge però naturale nell’ascoltare Roberto Ferrari, Digital Communication Manager di Eni che abbiamo incontrato al Singularity Italy Summit tenutosi a Milano qualche tempo fa.

Già da tempo l’analisi dei dati è una parte centrale del core business di Eni che è tra le migliori imprese nella localizzazione di fonti fossili. Un mix di competenze e mezzi che richiedono grande esperienza, conoscenza dei territori e strumenti tecnologici (ha uno dei più importanti super computer del mondo) e culturali estremamente raffinati.

Forse i successi o un particolare approccio culturale all’innovazione, hanno fatto sì che Eni si stia impegnando nell’analisi dei dati anche in un settore molto lontano (o meglio, solo apparentemente molto lontano) dal suo core business.

Si tratta dell‘Eni Data Science Lab il laboratorio pensato per gestire tutti i dati relativi alla comunicazione, in senso lato ed allargato, fino ad arrivare a costruire una sorta di cruscotto in grado di valutare la reputazione dell’impresa.

Questo perché il grande mutamento che si sta verificando nel mondo della comunicazione ha portato Eni a considerare inadeguati gli strumenti fin’ora utilizzati e a considerare interessanti le opportunità che si stanno aprendo con i nuovi media.

In questo senso la disintermediazione offre l’opportunità di comunicare direttamente con i clienti, di analizzare in casa i risultati delle campagne, insomma di gestirsi in casa, a costi relativamente imponenti, una vera e propria filiera media.

Pensandoci bene, l’operazione, in salsa 4.0 o 2.0, che dir si voglia, ricalca, almeno in parte, quella che è la storia dell’Eni e del suo fondatore, che un organo di stampa arrivò a fondarlo.

L’idea quindi è quella di gestire direttamente tutti i propri dati, elaborando appositi algoritmi (e qui qualche sinergia con il core business ci sarà anche…) che portino delle informazioni che vadano al di là della “solita reportistica”, che suggeriscano nuove domande e in sostanza aiutino a comunicare meglio.

Non solo, ma in prospettiva il link tra clienti e comunicazione, e per esempio andamenti delle vendite o dei consumi, potrebbe essere sempre più stretto e interessante, arrivando a produrre sinergie ancora da individuare.

L’Eni Data Science Lab è stato aperto l’anno scorso e sarà interessante capire come riuscirà a mettere a sistema e a valore una mole di dati immensa che passa da settori solo relativamente omogenei: dallo sharing delle automobili alla distribuzione dei carburanti fino ai molteplici touchpoint che Eni ha con partner e clienti.


 

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