Staminali, buone da mangiare e presto nei supermercati

Hamburger dalle staminali, di vitello, ma non solamente, anche di pesce e maiale. Per risparmiare risorse e assicurare il giusto apporto proteico a un mondo con oltre 10 miliardi di abitanti. Una nuova frontiera tutta da esplorare

Entro due o tre anni mangeremo carne sintetica prodotta da cellule staminali.

È quanto sostiene Mark Post della Maastricht University che è riuscito a sintetizzare carne edibile dalla “coltivazione di cellule staminali” che, a suo dire, è anche buona e del tutto simile a quella “vera”. Tanto che la distinzione tra “vera” e “falsa” potrebbe essere non avvertibile. 

Procedimenti analoghi sono in corso anche per altre tipologie di carni (pesce e maiale tra tutti). Non solo: in altri settori, soprattutto in medicina, si sta lavorando sulla applicazione di questa tecnologia.

Il risultato dal punto di vista alimentare è certamente molto affascinante dal momento che la coltivazione in vitro permetterebbe di abbattere l’impatto ambientale della produzione di carne risparmiando suolo, acqua e alimentazione degli animali, e in generale su quanto è connesso all’allevamento.  

Dal punto di vista della sicurezza alimentare, nonostante tutte le rassicurazioni e gli esperimenti in corso, sorge qualche perplessità a partire da un principio di precauzione; infatti, i tempi di analisi sull’affidabilità del prodotto dovrebbero essere davvero lunghi dovendo valutare gli impatti sull’essere umano. 

Queste e molte altre questioni sono state affrontate da Mark Post nel suo intervento tenuto a Milano in occasione del SingularityU Summit di Milano, comprese, appunto, le ripercussioni in termini etici e i rischi sanitari. 

Post, e non potrebbe essere altrimenti, assicura che non ci saranno problemi per i consumatori, dal momento che il muscolo che cresce in provetta è del tutto indistinguibile da uno proveniente da una vacca allevata. 

Di certo c’è che le sperimentazioni, di tutti i tipi, stanno procedendo a ritmi serrati. I tempi di produzione, ma soprattutto i costi, si stanno abbassando velocemente come dimostra il fatto che il prezzo di un hamburger è passato da 250mila a 11 Euro.

In generale i tre anni di attesa preventivati da Post per arrivare all’acquisto dei primi hamburger nei supermercati, sembrano pochi.

Il problema economico però, effettivamente, sembra davvero quello più facile da risolvere, anche se poi sarebbe interessante capire come sarebbe accolto sul mercato un prodotto sintetico dal momento che si stanno moltiplicando le richieste e le esigenze di tracciabilità e di sempre maggior “naturalità”.

E poi: la “nuova” carne diventerebbe una sorta di super cibo per ricchi o un prodotto mass market per le masse?
Insomma, le questioni aperte sono davvero tante, ed è certo che il dibattito è solo all’inizio.


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