Quando e come la comunità contribuisce a creare nuovi servizi e rendere la città smart


Nel report dell’IBM Center for the Business of Government, a firma di Satish Nambisan e Priya Nambisan (University of Milwaukee) una sintesi delle best practice e delle strategie più efficaci nel coinvolgere la cittadinanza nella risoluzione partecipata dei propri problemi, in alleanza con l’amministrazione pubblica.

Ibm center

Secondo il report, sono quattro i ruoli che i cittadini possono ritagliarsi nel concorrere con l’amministrazione nella creazione di servizi innnovativi e smart:

4 ruoli

  • Gli esploratori sono quei cittadini che scoprono e definiscono i problemi emergenti ed esistenti. Ad esempio, sono esploratori quei cittadini che contribuiscono al progetto newyorkese Datakind, analizzando dati sanitari, scolastici e ambientali per identificare i problemi aperti.
  • Gli ideatori sono quei cittadini che concettualizzano nuove soluzioni per problemi ben definiti. Ad esempio, iniziative come Challenge.gov e OpenIDEO utilizzano dele competizioni online aperte per raccogliere da tutti gli “ideatori” nuovi spunti e nuove soluzioni. 
  • I designer sono quei cittadini che progettano o sviluppano soluzioni implementabili ai problemi. In iniziative statunitensi come NYC Big Apps e Apps for California, ad esempio, i partecipanti hanno progettato app mirate a risolvere specifici problemi (parcheggio, ritardi nei trasporti etc.). 
  • I diffusori sono quei cittadini che facilitano l’adozione e la diffusione delle soluzioni innovative presso un pubblico target ben definito. Ad esempio, i medici possono svolgere questo ruolo nell’interagire con i propri pari in comunità online, incaricandosi di diffondere la conoscenza delle innovazioni presenti nel sistema sanitario.

Gli strumenti di partecipazione rappresentano la vera novità di questi anni, e il motivo fondamentale per cui il problema della co-creazione di servizi pubblici si pone oggi. Nella sintesi del report i principali strumenti sono: le competizioni online, le app mobili, le petizioni in rete, gli strumenti di design virtuale e di prototipazione, i database open-source, i workshop partecipati e le comunità online di cittadini. Ma per supportare al meglio e facilitare l’atteggiamento collaborativo e proattivo da parte dei cittadini occorrono due elementi fondamentali: un ecosistema dell’innovazione e una piattaforma dell’innovazione. Come se si trattasse di una divisione del lavoro su larghissima scala, insomma: occorrono piattaforme comuni su cui lavorare e occorrono sistemi per favorire una visione comune del lavoro di insieme da parte di tutti i partecipanti.

Qui il testo completo del report.

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