Tutti i materiali della giornata del 20 maggio organizzata da SAME DEUTZ e Confindustria Bergamo, di Triwù il coordinamento scientifico

Il futuro delle macchine agricole passa attraverso una completa ristrutturazione della filiera produttiva. Il valore aggiunto, infatti, come ha ben sottolineato l’ing. Taroni, responsabile del settore ricerca e sviluppo di SAME DEUTZ, si sta spostando dalla novecentesca ghisa, al silicio del 2000, ma è destinato a cristallizzarsi nei prossimi anni nei dati (qui la presentazione). È questa una delle linee di sviluppo più interessanti proposte nel corso della giornata del 20 maggio sulla Meccanizzazione Agricola tecnologie 2.0 tenutasi a Kmrosso.
Il professor Sartori dell’Università di Padova ha aperto la tavola rotonda inaugurale con una breve introduzione sull’agricoltura di precisione giustificandone le ragioni storico-tecnologiche e le prospettive (qui la presentazione).
In chiusura di tavola rotonda Mario Freri di Cisco, una delle multinazionali più impegnate nello sviluppo dell’IoT (internet delle cose), ne ha mostrato le tendenze di sviluppo e l’impatto rivoluzionario anche su un settore vischioso, restio al cambiamento come l’agricoltura (qui la presentazione).
Filo rosso dei tre interventi l’imminente rivoluzione che necessiterà risposte culturali e finanziarie; è sempre più importante, infatti, che gli agricoltori, ma più in generale i cittadini, siano pronti a cogliere e rispondere alle innovazioni che stanno per arrivare. Dove rispondere vuol dire avere anche la capacità di investire per riuscire a governare e soprattutto, utilizzare, gli strumenti.
La rete e le nuove tecnologie, tra cui, per esempio i droni sono stati i protagonisti della seconda parte della giornata. Daniele Trinchero del politecnico di Torino ha presentato un sistema attraverso il quale una serie di sensori disseminati intorno ad alcune vigne riescono a monitorarne lo stato di salute ottimizzando gli interventi e le risorse da impegnare (in termini di acqua – fertilizzanti – trattamenti). Proponendo contemporaneamente la risoluzione di quello che al momento sembra uno dei maggiori limiti infrastrutturali dell’agricoltura italiana: nei campi spesso manca la connessione internet, tanto che e a volte anche il cellulare fatica a prendere. Apporto tecnologico che richiede investimenti, che, però, possono essere abbastanza agevolmente recuperati, non solo per la diminuzione degli interventi richiesti, ma anche per il susseguente miglioramento della produzione in termini qualitativi e quantitativi.
Le mode tradiscono però una cattiva conoscenza degli strumenti, il cui abuso produce danni, spiegava lo stesso Paolo Dosso di Terradat, presente nella parte see&touch della giornata, con i suoi strumenti di analisi dai droni ai sensori collegati ai trattori. Proprio su queste ultime tecnologie si è concentrata la relazione di Aldo Calcante dell’Università di Milano che ha focalizzato il suo intervento su le potenzialità e i limiti dei diversi strumenti di analisi evidenziandone in particolare i differenti campi di azione.


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Technologies for food industry

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