Intelligenza artificiale e dati, cambia il mondo e cambiano le aziende

Come funziona l’intelligenza artificiale e come può essere applicata per creare valore nelle aziende. Ne ha parlato Fabio Moioli all’Artificial Intelligence Circle di Microsoft

A cura di Niccolò Cupellini

A livello internazionale Microsoft ha stretto partnership molto importanti per quanto riguarda l’AI in ambito aziendale.
Divertente e significativo l’esempio di McDonald’s, dove l’intelligenza artificiale è stata applicata nella ricezione delle ordinazioni nelle corsie McDrive. Qui gli algoritmi sono stati ottimizzati per permettere la completa comprensione dell’ordinazione, anche in presenza di forti rumori ambientali come quelli generati dal traffico e dai motori dei veicoli in attesa.

Altre applicazioni sono altrettanto interessanti e forse più utili, la svedese Tele 2 sta sviluppando un software in grado di tradurre le telefonate in tempo reale, in modo che due interlocutori possano dialogare tra loro ognuno nella propria lingua.

Non mancano poi applicazioni della “computer vision” in ambito sicurezza. In questo caso l’intelligenza artificiale è in grado di segnalare oggetti fuori posto o situazioni potenzialmente pericolose. Strumento molto utile in fabbriche o magazzini dove le telecamere potrebbero avere il compito di monitorare gli spazi, riconoscendo gli oggetti, e avendo la possibilità di lanciare degli alert.

Con Coca-Cola, invece, si stanno studiando algoritmi predittivi, che consentono di anticipare la richiesta di bibite in particolari periodi dell’anno o in coincidenza di eventi o festività, permettendo così di ottimizzare distribuzione e produzione.

Questi esempi sono importanti perché, come ha spiegato Fabio Moioli, Direttore Divisione Enterprise Services di Microsoft, rappresentano la dimostrazione concreta di come l’AI andrà a cambiare il nostro mondo e le nostre imprese. E soprattutto servono a spiegare e a giustificare alcuni numeri presentati dallo stesso Moioli in occasione dell’Artificial Intelligence Circle: da una ricerca che ha coinvolto migliaia di aziende emerge, infatti, che le imprese definibili come leader digitali sono molto più profittevoli di quelle che “inseguono” (+48% nel margine lordo e +57% margine netto), spendono poco di più in IT, ma soprattutto – e qui sembra stare la grande differenza – lavorano molto di più sui dati. Secondo la statistica presentata i leader utilizzano 40 volte più dati degli inseguitori e lo fanno lavorando sul cloud e utilizzando tutte le nuove tecnologie basate sui dati.

Una notizia che non dovrebbe stupire se si pensa che praticamente tutti gli unicorni (le startup che sono arrivate a valere più di 1 miliardo di dollari) utilizzano raffinati strumenti per l’analisi dei dati e l’intelligenza artificiale.

La visione portata avanti da Microsoft è quella che l’AI sia una general purpose technology, come l’elettricità, ossia una tecnologia che ha molti margini di miglioramento, ma che è destinata a essere largamente utilizzata, arrivando a influenzare il trend tecnologico e in generale il mondo del business.

Già oggi si stanno sviluppando moltissimi nuovi modelli di business basati su alcune “nuove” funzionalità, è il caso per esempio delle Conversation platform. Piattaforme di conversazione costituite da un’intelligenza centrale, da canali di comunicazione dall’interno all’esterno dell’azienda e, infine, da una componente di analisi dei dati.
In questo, Microsoft si propone come un agente abilitante offrendo una serie di “capacità” modulari da assemblare, quasi come un Lego, a seconda delle proprie specificità e delle proprie necessità.
Una cognitive platform, invece, mette a disposizione diversi servizi cognitivi, come la capacità di visione, comprensione o di linguaggio che a loro volta includono una serie di capabilities da targettizzare sui propri desiderata. Si configura quindi come uno strumento flessibile, che può essere modificato e integrato in maniera dinamica, aggiungendo o rimuovendo specifici moduli nell’ambito dell’intelligenza artificiale. In questo caso non sarà più necessario ricreare l’intelligenza da zero, ma sarà sufficiente modificarla a seconda delle esigenze.

Segui il dibattito sulla pagina FB dedicata all’Intelligenza Artificiale.


CONTATTI

Microsoft AI school

 

In this article