La maggior parte del traffico è determinata dagli spostamenti sulla direttrice casa-ufficio. Una startup torinese si propone di gestire i passaggi tra colleghi

Jojob è un servizio di carpooling aziendale che permette ai dipendenti di un cluster di aziende limitrofe di condividere gli spostamenti casa/lavoro. L’idea è quella di creare una sorta di mini social network in grado di essere vincente per tutti gli agenti coinvolti: i lavoratori possono condividere gli spostamenti con altri (accordandosi tra loro sulla ripartizione delle spese) mentre l’azienda, oltre a fornire un servizio ai suoi dipendenti, ottiene, a seguito di un accordo con Jojob, certificazioni ambientali. Questo perché gli spostamenti dei dipendenti, una volta iscritti al servizio, sono monitorati e misurati in termini di risparmio di CO2. Oltre a questo, certificando i propri spostamenti casa-lavoro, gli utenti collezionano punti spendibili in promozioni sia su scala locale, sia su scala nazionale.
Un progetto interessante che parte dal presupposto che, soprattutto nei grandi centri, la maggior parte degli spostamenti avvengono su tratte brevi e sono reiterate nel tempo, si ripetono cioè uguali, per più volte alla settimana.
«È una buona idea» – spiega a Triwù, la webtv dell’innovazione, Patrizia Malgieri, responsabile dell’area pianificazione dei trasporti della società di consulenza TRT Trasporti e Territorio, – «che in qualche modo si connette al decreto del 1998 del Ministro Ronchi che istituiva la figura del mobility manager impegnato a organizzare su base volontaria gli spostamenti casa-lavoro dei lavoratori delle aziende con più di 800 dipendenti, se private, e 300 se pubbliche». «Avevamo lavorato su interventi simili per Italcementi (a Kilometro Rosso, nei pressi di Bergamo) e nell’area Nord Milano, dalle parti di Sesto San Giovanni dove resiste una buona concentrazione industriale». «I vantaggi in questo caso, continua Malgieri, sono molteplici: da un lato, insistendo sulla comunità ristretta e contigua, si abbattono i freni psicologici legati alla questione sicurezza, dall’altro anche le aziende, oltre ai crediti verdi, possono, di fatto, abbattere i costi legati al fabbisogno di sosta in destinazione».
Constatazioni che spiegano, come, dopo aver chiuso accordi importanti con Auchan e Arka Service, Jojob stia lavorando per chiudere accordi con aziende di Sesto San Giovanni, un distretto ad alta densità di lavoratori e stia pensando di sbarcare in Polonia dove ci sono zone industriali piuttosto dense.
Dal punto di vista del piano industriale l’articolazione del progetto è sicuramente interessante, e facendo leva su un network “controllato” riesce a bypassare tutte le questioni relative alla sicurezza, orientando, in questo modo, la costruzione di un’infrastruttura software tutto sommato abbastanza semplice.
Il mercato è ormai pronto e proattivo, resta da capire la capacità di penetrazione, dal momento che le concentrazioni industriali, in Italia, ma anche in Europa, sono sempre meno di stampo fordista e più liquide, mentre, in effetti, le occasioni di sharing sono sempre più numerose. Per questo se il limitare il servizio al tratto casa ufficio appare funzionale alla costruzione della app, sembra tagliare fuori molte occasioni in cui una politica di condivisione potrebbe essere molto funzionale. Si pensi alla gestione di eventi come il divertimento serale, lo stadio, i concerti, piuttosto che casa-scuola o casa-supermercato. L’ambizione potrebbe essere quella di diventare il Bla bla car del corto raggio, a meno che l’idea non sia quella di lanciare il concept e prefigurare scenari di crescita importanti in vista di una exit rapida.


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