Buone pratiche, applicazioni, sperimentazioni che hanno richiesto e richiedono, in una o più fasi, la partecipazione attiva dei soggetti coinvolti

La progettazione dell’innovazione nelle città, l’innesco di cambiamenti che portano ad adottare nuovi comportamenti, nuovi processi e a realizzare nuovi prodotti, con il supporto della tecnologia, si basano sempre di più sul coinvolgimento attivo degli utenti, siano essi le cittadine e i cittadini, le lavoratrici e i lavoratori, o target più ristretti di utilizzatori.

Vi presentiamo un breve percorso tra le pagine di TRIWU’ alla ricerca di buone pratiche, applicazioni, sperimentazioni che hanno richiesto e richiedono, in una o più fasi, la partecipazione attiva dei soggetti coinvolti.
Studi e ricerche

Come rendere grande una città
Un report di McKinsey identifica i driver del successo per i decisori politici:
* Crescita Smart. Con crescita smart si intende una selezione delle migliori opportunità di crescita, coordinandosi con le autorità municipali e regionali vicine e tenendo sempre in vista i fattori economici e ambientali. Parte della crescita smart, dunque, è la transizione a risorse e modi di spostamento e produzione sempre più eco-friendly.
* Fare di più con meno. L’ottimizzazione delle spese e dei processi è una componente essenziale. A questo scopo le inserzioni tecnologiche possono offrire nuove opportunità, quando appunto rappresentano nuovi modi di svolgere meglio (e con meno risorse) le funzioni fondamentali della città.
Cercare e ottenere sostegno pubblico al cambiamento.
La partecipazione pubblica, ormai lo sappiamo, è una parte importante del cambiamento urbano, perché l’innovazione è in questo caso sempre innovazione sociale, e richiede il coinvolgimento delle comunità urbane. I leader che hanno più successo sono tipicamente quelli che fanno comprendere il cambiamento ai cittadini e riescono a suscitare in loro una condivisione di fondo delle strategie adottate.
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Quante variazioni sul tema social network sono ancora possibili?
Crowd Act è un nuovo social network concepito come un luogo di discussione comune
Ogni qual volta viene lanciato un nuovo social network, viene da chiedersi se ci sia ancora uno spazio residuo – o meglio, un tempo della nostra giornata che possa essere investito in un nuovo meccanismo di interazione. E ancora, ci si chiede se il mercato non sia saturo e se gli utenti non siano ormai in grado di trasformare a proprio piacimento i network esistenti o di aggiungere funzioni di condivisione a ogni contenuto o piattaforma web, creando delle sotto-reti specializzate. Forse però si tratta di domande mal poste: la situazione attuale sembra indicare la formazione di un’unica rete di operazioni di condivisione di contenuti, che i vari social network non fanno che interpretare e agevolare, ciascuno con la propria particolare prospettiva. Si tratta di un’unica rete, integrata e fatta dagli utenti, che possiamo guardare da diverse prospettive.
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Workshop a SMAU

Caserta, un piano urbanistico condiviso
Workshop a SMAU Napoli 2013
Il Comune di Caserta, per accompagnare in forma partecipata la stesura e la formazione del nuovo Piano Urbanistico Comunale (PUC), ha ritenuto utile dotarsi di nuovi strumenti di diffusione di informazioni e servizi per la cittadinanza raccolti all’interno del nuovo Portale dell’Ufficio di Piano – Sistema Informativo Territoriale.
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La città delle persone. Diamo un’anima a smart city
Workshop a SMAU Bari 2013
L’associazione Smartcitizen opera nel territorio barese con un obiettivo molto preciso: agevolare la valorizzazione della partecipazione di cittadini e delle tante piccole realtà artigianali e imprenditoriali alla progettazione di città intelligenti, favorendo la loro funzione di attori del cambiamento. Queste azioni, ovvero lo sviluppo del protagonismo diffuso che il sociale può mettere in campo, sono una componente della progettazione smart city che deve essere valorizzato ed espanso molto di più di quanto sia stato finora. E c’è un dato importante da sottolineare: molte potenzialità delle tecnologie possono emergere solo se una vasta rete di comunità sociali diventa protagonista, con le proprie idee, della vita metropolitana.
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Trasformare gli utenti in cittadini
Workshop a SMAU Milano 2012
Il percorso che vede l’intervento degli strumenti digitali come passaggio dalla condizione di utenti a quella di cittadini è cosa ben diversa. Diversa e connessa a una progettazione di più lungo respiro, che però deve iniziare oggi.
Intervengono: Nadia Busato (Brescia), Francesca Proni (Ravenna), Marco Pistore (Trento Rise), Rosa Bellomo (Oracle).
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Living Labs: costruire, dal basso, la città intelligente
Workshop a SMAU Bologna 2013
L’esperienza europea dei Living Labs sta entrando anche nel nostro territorio. Nel seminario se ne parlerà in generale ma con un focus sulle esperienze in Puglia e Piemonte. Il progetto ha una struttura operativa che si sta esprimendo con evidente efficacia: si parte da una mappatura delle molte e diverse realtà che, in un territorio, possono sviluppare un servizio utile alla comunità e/o rappresentare degli interessi di porzioni della popolazione; dopodiché l’ente regionale – in Puglia è Innovapuglia, in Piemonte è CSP – si impegna a trovare le aziende che possono sviluppare e mettere in campo le soluzioni tecnologiche necessarie a erogare il servizio. Questo processo di mediazione si rivela di fondamentale importanza per il successo dei progetti, riuscendo ad aggregare realtà che molto difficilmente riuscirebbero, per le loro dimensioni e disponibilità economiche, a partecipare alla progettazione smart city, un assenza, per altro, che non potrebbe essere surrogata da nessun altro percorso. Infatti, come si è sottolineato più volte, la partecipazione dal basso è una componente essenziale e ineludibile per progettare città intelligenti.
Relatori: Marco Di Giano (Responsabile dell’Ufficio Ricerca e sviluppo di InnovaPuglia); Sergio Duretti (Direttore CSP Piemonte).
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Il dibattito

C’è qualcosa che manca in Smart City
Conversazione con Paolo Testa, direttore di Cittalia, il Centro Studi dell’ANCI, che sta producendo riflessioni sulla carenza di progetti volti a creare partecipazione di cittadini e cittadine nella progettazione delle Smart City.
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Tim Berners Lee parla del futuro del web
Una finestra sul futuro. Questo era il titolo dell’incontro che si è svolto la mattina di venerdì 22 marzo 2013 a Trento, nella cornice della nuova area chiamata “Le Albere”. Invitato d’onore era Tim Berners Lee, l’informatico inglese che, assieme a Robert Cailliau, ha ideato il World Wide Web, pubblicando – il 6 agosto del 1991 – il primo sito web della storia.
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Il progetto Gaia
Il progetto Gaia è stato selezionato dalla Commissione europea come uno dei migliori progetti co-finanziati dall’Ue su materie ambientali. Per far sì che Gaia non resti un caso isolato, Cittalia-Anci Ricerche, assieme al Comune di Bologna, sta lavorando per promuovere l’adozione di strategie affini da parte di altri comuni, condividendo i tools prodotti nel corso del progetto e favorendo la collaborazione tra Bologna e i comuni italiani ed europei intenzionati a replicare sul proprio territorio simili modelli di coinvolgimento e partecipazione. Si tratta di uno schema di lavoro molto interessante, basato sul partenariato pubblico-privato, la collaborazione con i cittadini e il coinvolgimento costante degli stakeholders più rilevanti del territorio.
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Verso le Città Digitali: la visione di Trento RISE
Nell’ambito della prima edizione della conferenza DCOF – Digital Cities of the Future, svoltasi il 2 e 3 settembre a Trento, abbiamo partecipato al seminario “Verso le Città Digitali: la vision di Trento RISE”.
Nel corso del panel è stata illustrata la visione di Trento RISE sulla smart city e le strategie messe in campo per realizzarla. Hanno discusso di ambienti urbani che rispondano alle esigenze dei cittadini, di sinergie e collaborazioni internazionali, di ambiente ed energia, di “dati aperti”, di infrastrutture intelligenti, di comunicazione e di risorse digitali accessibili a tutti:
* Paolo Traverso (Trento RISE, Director)
* Vittorino Filippas (Trento RISE, Deputy Director and moderator). Presentazione
* Andrea Bondi (Trento RISE, Innovation manager). Presentazione
* Marco Pistore (Trento RISE, Project manager). Presentazione
* Lorenzino Vaccari (Province of Trento, Project manager)
* Michele Ruini (Trento RISE, TechPeakers)
* Daniele Cassini (Trento RISE, TechPeakers)
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Digital Cities of the Future, intervista  a Paolo Traverso
In onda a Radio24 l’intervista di Federico Pedrocchi a Paolo Traverso, direttore di Trento RISE, sulle Smart City.
I temi: come sviluppare servizi tecnologici che possano cambiare la vita? Come coinvolgere le persone? Quali sono i temi da affrontare? Sul territorio ci sono tante diverse comunità, con diversi livelli di problemi: come favorire il loro apporto alla sperimentazione delle tecnologie sviluppate?
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Il punto dell’UE sulle Smart City
Una riunione ristretta in cui si sono discusse le criticità fin qui emerse, come il rischio di appiattirsi sulle tecnologie, e dimenticare le persone.
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Social network e città intelligenti
Che ruolo possono avere i Social Network nella partita delle smart city? E’ questa la domanda a cui cerchiamo di rispondere con l’aiuto di un esperto, e a partire dai primi dati arrivati sull’utilizzo dei social network da parte delle amministrazioni pubbliche. Dati che disegnano un panorama affatto entusiasmante, dove un terzo delle pubbliche amministrazioni aprono pagine su vari social che vengono poi abbandonate a se stesse e lasciate senza aggiornamenti. Più spesso, i social network vengono utilizzati in modo indistinguibile da come si usa un sito, cioè come vetrine per le proprie attività, o come prolungamento dell’ufficio stampo. Pochi i casi in cui le amministrazioni pubbliche dimostrano invece di saper usare il mezzo nel migliore dei modi, cioè per costruire un rapporto fiduciario con i cittadini e recepirne le istanze; per poi, su quelle basi, lanciare anche i nuovi servizi smart.
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Buone pratiche

European Social Innovation Competition
Uno sguardo ai vincitori. Disoccupazione giovanile e categorie disagiate al centro delle idee vincitrici. La ricerca di idee innovative si sposta sempre di più su destinazioni sociali: quale che sia la natura dell’intervento tecnologico proposto, il suo scopo è sempre più spesso quello di risolvere un problema sociale.
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Storia di straordinaria partecipazione
Una buona pratica che unisce memoria e futuro, anziani e bambini, progettazione partecipata e integrazione sociale, tecnologie e pennarelli. A Milano, nel quartiere di Lambrate.
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Bologna, partecipare è smart
Intervista all’assessore Matteo Lepore
Sul finire degli anni novanta si parlava già di Internet per la città e oggi sono moltissimi gli edifici pubblici connessi in banda larga. Bologna è una città da sempre all’avanguardia e, in tema di città intelligenti, la troviamo ancora una volta in prima linea.
La strada scelta dal comune di Bologna per arrivare alla Smart City percorre le vie dell’Open government, della trasparenza e dell’Open data. Sono queste le piattaforme per lo sviluppo dell’innovazione e degli strumenti di governo che l’amministrazione locale ha scelto per lanciare la sua corsa verso lo sviluppo intelligente. Il disegno di Bologna come Smart City è “social”, sostenibile e aperto al contributo creativo dei cittadini (civic commons).
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Open 311: ecco come Chicago diventa smart
Un buon esempio di come la tecnologia non sia nulla, senza trasparenza e sensibilità civica
Più che una rivoluzione, si tratta di un’evoluzione – nella direzione giusta. A Chicago si è inaugurata a settembre una nuova fase per il servizio di segnalazioni dei cittadini alla pubblica amministrazione, il 311. Nato come un servizio telefonico alternativo al 911, per le segnalazioni non di emergenza, il 311 è diventato progressivamente uno sportello virtuale sempre aperto: dal telefono al web, per ritornare poi sul telefono, attraverso però applicazioni dedicate, che permettono di geolocalizzare la nostra segnalazione e di associarle una foto.
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Cartoniadi
Partono le olimpiadi della raccolta della carta. E dove passano, lasciano un segno nella cultura dei cittadini, che imparano a differenziare di più e meglio. Un progetto milanese e napoletano, che si è diffuso anche in Umbria e nelle Marche, e a Massa Carrara per coinvolgere i cittadini nella raccolta differenziata della carta.
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Centro d’ascolto 2.0
A Bologna da tempo si raccolgono in ogni modo le segnalazioni dei cittadini, ma gestirle a tutta un’altra cosa. Per farlo si lavora a un nuovo SW: sarà open source e tutti lo potranno “copiare”.
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Spazzatura a premi
A Pisa, grazie a una carta fedeltà, i cittadini che portano in discarica i rifiuti più pericolosi e ingombranti ricevono uno sconto sulla Tarsu, la tassa comunale dei rifiuti.
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Sentinelle Verdi
Tentare di modificare le cattive abitudini dei propri concittadini è una delle imprese più difficili e, per un politico, anche delle più pericolose per la carriera. Parliamo di evitare cioè tutto quanto è cartacce e rifiuti vari gettati sui marciapiedi, cacche di cane abbandonate su aiuole e strada, partite di pallone e bivacchi su un bel prato inglese. Eppure c’è un progetto, in corso a Gaeta, si chiama “Sentinelle verdi” e non solo ha come obbiettivo il miglioramento del decoro cittadino, ma anche quello, ancora più importante, di favorire l’integrazione nella comunità di Gaeta di alcuni disabili, dei ragazzi con sindrome di Down, che si sono lanciati con entusiasmo nell’impresa e imparato presto a far ragionare i loro concittadini più maleducati.
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Digital distillery
E’ una piccola srl che nasce da un’idea: collezionare emozioni collegate ai luoghi significativi delle città. Luoghi di culto, punti di interesse sociale o culturale ben noti all’amministrazione pubblica in termini di cura e manutenzione, e che sono regolarmente mappati negli open data che le pubbliche amministrazioni stanno rilasciando progressivamente. Un modo per mettere in relazione i cittadini intorno a un patrimonio sfuggente, come per esempio gli alberi secolari che punteggiano le nostre città, e porre così le basi per creare interesse e promuoverlo. Ascolta la puntata di Smart City

La strada per Smart Cosenza
Parte dalla consultazione delle categorie professionali, cui si chiede un contributo di idee. Questa la via scelta dal comune calabrese. Il punto è evitare che le politiche di sviluppo targate smart city siano orientate dai fornitori di tecnologie, anziché dai bisogni del territorio.
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City Protocol
In questa puntata ci porremo il seguente interrogativo: esistono dei criteri di fondo che devono essere alla base di ogni progettazione di una città intelligente? Evidentemente sì, ma la loro definizione non è banale. Due grandi aziende, la multinazionale Cisco e la GDF francese, e una grande città, Barcellona, si sono messe insieme per promuovere questa riflessione e chiamare tutti, compresi i singoli cittadini, a individuare quali siano le tessere fondamentali che compongono la parte centrale di un mosaico smart city che poi ogni amministrazione pubblica potrà declinare secondo le proprie specificità.
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Crowdfunding cittadino
In questa puntata parliamo di progetti comunali sovvenzionati dai cittadini. Non sembri una follia, soprattutto di questi tempi critici. Infatti, l’idea si basa sul coinvolgimento di porzioni mirate di una cittadinanza che siano articolarmente interessate a qualcosa che, nella propria area abitativa, può diventare importante. Un giardino, una zona pedonale, la modifica di un trasporto pubblico. L’Amministrazione pubblica presenta un progetto e chiede alla gente una partecipazione finanziaria. In cambio, a fine progetto, si può anche ricevere un premio.
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Il quartiere San Salvario a Torino
San Salvario è un quartiere storico di Torino, che recentemente è diventato un esempio di riqualificazione urbana, sociale e culturale. Il centro propulsore di questo processo è la “Casa del Quartiere”. Ne parliamo con il direttore dell’agenzia di sviluppo di San Salvario, Roberto Arnaudo.
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iFame ovvero “Ho Fame”
Incontro con Marco Pistore, Project Manager di TrentoRISE. Parliamo di una app pensata in collaborazione con gli studenti del campus trentino, che hanno trovato il modo per migliorare il servizio mensa attraverso una applicazione per smartphone.
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Brescia comincia dalle risorse interne
La condizione di base di ogni smart city è che gli addetti ai lavori dell’amministrazione pubblica siano smart a loro volta. Ma l’amministrazione pubblica vive di procedure consolidate e, a volte, autoreferenziali, che tuttavia costituiscono anche un perimetro di sicurezza, all’interno del quale i funzionari si sentono al riparo da contestazioni, ricorsi, ritorsioni e così via. Ma proprio queste persone conoscono anche le scorciatoie e le procedure come nessun altro. E sono già a libro paga, a differenza dei consulenti esterni. Ecco perché a Brescia, che da poco si è buttata nella partita delle Smart City, si sta ponendo il massimo dell’attenzione nel cercare di coinvolgere tutti gli interni che, per qualche ragione, sono già sintonizzati sulle frequenze giuste.
Ascolta la puntata di Smart City

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