Il punto luce diventa polifunzionale

 

Una scelta illuminata e illuminante, non c’è che dire.
Città come Cesenatico e Barletta potrebbero essere sulla strada buona per definirsi ‘smart city’.  Le amministrazioni comunali hanno deciso di sostituire l’illuminazione pubblica ordinaria con i lampioni intelligenti che risparmiano fino al 45% di energia. Se si pensa che in Italia ci sono circa 11 milioni di pali della luce, il risparmio è esorbitante.
L’innovativo lampione si chiama Syra, come l’isola greca delle Cicladi, ed è completamente made in Italy, infatti, viene prodotto a Cattolica presso la Umpi Elettronica. L’idea davvero ‘smart’ è aver pensato di sfruttare una rete capillare e già esistente come l’illuminazione pubblica per migliorare i consumi e la vita dei cittadini. Ma andiamo con ordine, cominciamo col dire che questi punti-luce tecnologici, sfruttando sistemi intelligenti basati sulla trasmissione di dati su linea elettrica (onde convogliate o powerline), possono accendersi e spegnersi in maniera autonoma grazie al collegamento con un orologio astronomico. C’è un forte spreco di energia elettrica nell’accendere tutti i lampioni all’unisono; ci sono luoghi della città in cui l’illuminazione in alcune ore è del tutto superflua, pensiamo ai cimiteri o ai parchi pubblici illuminati anche dopo l’orario di chiusura. Anche il flusso di luce può essere regolato, può affievolirsi e intensificarsi a seconda dell’esigenza. Ad esempio, durante una manifestazione pubblica potrebbe rendersi necessario un potenziamento eccezionale di intensità, che sarebbe, invece, del tutto inutile durante gli altri giorni. Il lampione segnala autonomamente i propri guasti, riducendo gli interventi di manutenzione ordinaria quando non sono necessari.
Ma la vera intelligenza del sistema sta nell’utilizzo del singolo punto luce come strumento polifunzionale: Syra può diventare un hot spot WI-FI per la connessione internet pubblica e gratuita a basso costo infrastrutturale; con l’aggiunta di telecamere si trasforma in un dispositivo efficace per la videosorveglianza e, grazie all’installazione di display informativi, diventa un mezzo per la diffusione di informazioni di varia natura (meteo, balneabilità, informazioni turistiche, orari uffici, farmacie aperte, ecc.).
Un lampione geo-referenziato può essere corredato di un pulsante rosso SOS per inviare ai carabinieri, ad esempio, un messaggio di aiuto in qualsiasi situazione di pericolo e in ogni luogo della città.
Il costo complessivo di questo gioiellino tecnologico varia tra i 250 e i 300 euro a lampione a seconda della dotazione richiesta. Gli ingegneri della Umpi però garantiscono che il costo del singolo lampione è ammortizzabile nell’arco di 5 o 6 anni grazie al risparmio energetico che ne deriva dall’uso.
Questo sistema avanzato di telegestione dell’illuminazione pubblica è utile per le amministrazioni che con un solo click possono monitorare lo stato degli impianti, conoscere in tempo reale il dettaglio dei guasti e decidere come intervenire sul singolo punto luce. Tutto questo è possibile grazie all’utilizzo delle onde convogliate che permettono di comunicare con il singolo lampione sfruttando la rete elettrica esistente, senza dover aggiungere nuovi cablaggi.
Questa tecnologia si sta diffondendo non solo in Italia, che le ha dato i natali, ma è già presente in 5000 km di autostrade nel Regno Unito e lungo le strade di tante città a partire da Kuala Lumpur fino a New York, passando per Salonicco.
Una curiosità: vengono dalla riviera romagnola anche i lampioni che illuminano la statua del Cristo Redentore a Rio de Janeiro, in Brasile, e de La Mecca, in Arabia Saudita.
E se immaginassimo di camminare per le vie delle smart city più ‘illuminate’, potremmo imbatterci in pali della luce utilizzati come jukebox del terzo millennio, dispensatori di musica e filmati, oppure come punti di ricarica per le batterie di bici e auto elettriche o, ancora, come parchimetro per effettuare il pagamento della sosta. Attenzione, c’è anche il rovescio della medaglia: il lampione potrebbe far la spia e inviare il numero di targa agli agenti della municipale se siete in sosta vietata!

Articolo di Chiara Albicocco – Smart City n.1 per Smau Milano 2011


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