Le criticità della stampa 3D, dai materiali alle effettive potenzialità

La stampa additiva offre numerosi vantaggi, ma ha anche qualche limite strutturale: non tutti i materiali possono essere stampati in 3D e, in alcuni casi, i processi di produzione tradizionali offrono risultati migliori

Siamo pronti ad andare su produzione di massa oppure no? È il principale tema posto nella tavola rotonda condotta da Isabella Castiglioni (Cnr – Responsabile INLAB) che ha coinvolto Filippo Tazzari, creative director Tazzari Lab e Claudia Reder, Senior Material Researcher di Material ConneXion Italia.

Dalla discussione emergono diversi spunti utili per discussioni che, sicuramente, proseguiranno in altre sedi.

I principali limiti riguardano i materiali e le temperature di utilizzo, così come, in termini di performance, la possibilità di funzionalizzare le superfici e personalizzare le decorazioni.

Se i vantaggi della nuova modalità produttiva additiva sono evidenti, rimangono quindi delle criticità significative spesso poco chiare, soprattutto per i non addetti ai lavori.

Non di poco conto è il sistema di approvvigionamento delle materie prime, dei filamenti, che spesso sono forniti in esclusiva da chi vende le stampanti con costi fuori mercato, ma soprattutto con una compressione dell’offerta.

Il risultato è che c’è ancora molta ricerca da sviluppare e che, per adesso, è bene scegliere il processo produttivo da adottare a seconda di quello che si vuole fare dal momento che la stampa 3D propone ancora delle rigidità molto significative.

Il servizio è stato presentato in #07 Café Triwù
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