Le strategie del team RhOME

Le peculiarità della casa italiana: 5 punti per vincere la competizione parigina

Le strategie adottate dal team RhOME e le caratteristiche della casa possono essere riassunte in 5 punti ognuno dei quali rappresenta un ambito di ricerca di cui si occupa una parte del team anche fuori dalla competizione.
Le illustra Gabriele Bellingeri presso la Rubner di Bolzano dove si stanno effettuando i primi montaggi della casa.

1) Massivamente leggera: più massa e meno peso
E’ una casa adatta al clima mediterraneo, lontana dagli stereotipi comuni che vorrebbero prefabbricati “pesanti” e universalmente considerati di bassa qualità. La soluzione adottata prevede pareti in legno con sabbia nelle intercapedini con un peso tipo che passa dagli 80 ai 230 kg. La sabbia inserita non dona solo massa, assorbendo il calore durante il giorno e rilasciandolo di notte, ma migliora il comportamento acustico delle pareti.

2) Costruzione veloce: più stabilimento e meno cantiere
La soluzione adottata è quella di concentrare tutti gli impianti della casa in un unico elemento realizzato in officina, quindi prima della fase di cantiere. Questa scelta che rappresenta un vincolo per l’organizzazione degli spazi dell’abitazione, perché il 3D Core (come è stato chiamato questo centro “operativo”) deve essere collocato centralmente. È una sorta di scatola dove ci sono tutte le schemature di bagno, della parte di climatizzazione e tutte le canalizzazione della ventilazione climatica controllata, c’è il sistema che gestisce captazione termodinamica e flusso dell’acqua. Il vantaggio è che la scatola è già completa e collaudata e una volta posizionata è subito pronta a operare. Tutto questo serve non solo a semplificare il montaggio in gara, ma soprattutto a diminuire in generale i tempi di costruzione e quindi i costi. La casa così realizzata non è una capsula spaziale inarrivabile, super costosa, ma è un prodotto industrializzabile in tempi rapidi.

3) Energeticamente positiva: più sin-ergia e meno consumo
RhOME è una casa in cui consumo e produzione di energia si bilanciano: tutte le soluzioni adottate convergono verso l’obiettivo di risparmiare energia e produrne il più possibile. Le scelte che riguardano la forma e il posizionamento dell’edificio e degli impianti sono un esempio di questo approccio, ma la soluzione più innovativa è il fotovoltaico, pensato per svolgere contemporaneamente la funzione di “tenda” ombreggiante e di sistema di captazione solare, quindi fonte di energia.

4) Ambientalmente attenta: più ecologia e meno energia
In questa casa ci sono circa 60 m3 di isolante, materiale molto utile per migliorare il comportamento termico della casa, ma che potrebbe aumentare a dismisura l’impronta ambientale della casa. Infatti molto spesso i materiali sintetici, molto performanti, hanno un forte impatto ambientale; in questo caso l’impegno nella progettazione ha spinto verso l’utilizzo di materiali che inglobino poca energia primaria.
Impatto zero vuol dire anche pensare al trasporto: il prefabbricato è costruito in pezzi sufficientemente piccoli da poter essere trasportati via treno (quindi di dimensioni tali da poter essere inseriti in container), in modo da abbattere le emissioni di CO2.

5) Consapevolmente controllata: più informazione e meno automazione
Una casa semipassiva, che fa lavorare l’involucro e una serie di accessori di corredo, funziona solo se utilizzata in maniera appropriata. Bisogna quindi prevedere che chi la abita sappia utilizzarla e sfruttarla al meglio. Non potendo e non volendo fornire un manuale d’uso pesante come un’enciclopedia e non considerando valido un sistema automatico, che standardizzando disumanizza la casa e ne diminuisce le performance, i progettisti di RhOME hanno puntato sulla creazione di un sistema ispirato al cruscotto di un automobile che consenta agli utilizzatori di interfacciarsi in maniera più facile ed efficace con l’abitazione. Una sorta di pannello di controllo sempre disponibile e di immediata comprensione.

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