Imparare a imparare: come nasce l’intelligenza artificiale

Alla giornata dedicata sull’intelligenza artificiale in Microsoft l’intervento introduttivo di Fabio Santini chiarisce cosa sia, come funzioni e a che punto siamo nel suo sviluppo

Quanto è complesso costruire un’intelligenza artificiale? È questa la domanda che Fabio Santini, direttore divisione One Commercial Partner & Small, Medium and Corporate di Microsoft Italia, ha posto alla platea dell’Artificial Intelligence Circle, che si è tenuta presso la Microsoft House di Milano il 19 giugno.

Per rispondere è sufficiente considerare l’AI come un bambino. Quando tocca per la prima volta il fuoco, impara che quella è un’azione che non deve compiere, in questo caso l’informazione è stata appresa in maniera autonoma.

Dunque se alla mia macchina insegno confini e regole, questa eseguirà l’azione in maniera molto precisa e avendo una capacità di calcolo enorme sarà più efficiente di noi.

Lo step successivo avviene quando il bambino fa cadere un telecomando e questo si rompe. In questo caso non sa cosa significhi “rotto”, glielo dobbiamo insegnare, cioè spiegare il significato della parola.

All’intelligenza artificiale serve una formazione molto più profonda per comprendere questo concetto: dovrò fargli vedere moltissimi esempi di telecomandi rotti e a quel punto imparerà a distinguerli in maniera molto precisa e anche in questo caso ci supererà.

Inoltre, avendo una capacità computazionale superiore alla nostra, sarà in grado di prevedere se cadendo da una data altezza si romperà o meno.

Oggi siamo a questo punto: con un enorme quantità di dati e spiegandone il significato la macchina è in grado di lavorare, anche meglio di noi. Ma attualmente nessuna AI, da sola, può intraprendere questo percorso di apprendimento.

La capacità di apprendere in maniera autonoma è ancora una prerogativa esclusiva dell’uomo. Un bambino impara a parlare semplicemente ascoltando e guardando. Ma un’intelligenza artificiale in grado di sentire, vedere e parlare non imparerà da sola. Per arrivare a questo saranno necessari, forse, se e quando ci saranno, i computer quantistici.

IA è comunque di fondamentale importanza per le aziende, anche a questo stadio. Alle aziende infatti interessa conoscere meglio i propri clienti, aumentare l’efficienza dei dipendenti nel lavoro di squadra, ottimizzare tutti i processi produttivi interni e infine trasformare i propri prodotti per renderli sempre in linea con le richieste di mercato. In questo l’AI gioca un ruolo centrale per il miglioramento di ciascuno di questi processi.

Segui il dibattito sulla pagina FB dedicata all’Intelligenza Artificiale.

(Niccolo Cupellini)


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