Intervista all’assessore Pier Francesco Maran

Abbiamo posto una serie di domande all’assessore Pier Francesco Maran per capire come Milano si stia muovendo per diventare una Smart City.

L’obiettivo è quello di mettere in atto interventi che riescano a far emergere cambiamenti sensibili nella vita di tutti i giorni?
«Sì, questo è un primo criterio fondamentale. Prendiamo i flussi del traffico, per esempio. Noi stiamo attivando un sistema di semafori intelligenti che possa agire lungo alcune traiettorie cruciali per il trasporto pubblico. I filobus della linea 90 e 91 corrono su un anello che percorre tutta la città con un potenziale di trasporto enorme. Oggi, sebbene vi siano corsie riservate, tutti i mezzi devono adattarsi alle scansioni della rete semaforica. L’innovazione che stiamo introducendo prevede che, all’avvicinarsi dei filobus, i semafori siano in grado di variare il proprio timing in modo da offrire il verde ai mezzi di trasporto. Fatti un po’ di conti si è visto che è possibile ottenere variazioni da 10 a 15 minuti sul percorso medio. Sono cifre molto significative che rendono questa linea decisamente concorrenziale rispetto al trasporto su auto. Per questo genere di interventi prevediamo l’entrata in funzione di una Centrale per l’infomobilità, che sarà gestita dalla polizia urbana e che sarà progressivamente in grado di agire in più modi sulla regolazione del traffico. Anche per i servizi di emergenza, come ambulanze e vigili del fuoco, sarà possibile un intervento della Centrale: sarà possibile prevedere, per esempio, rapidi interventi nella gestione dei semafori in modo che possano muoversi con tranquillità, trovando sempre il verde al loro passaggio. E comunque il nostro obbiettivo principale è dare al servizio di trasporto pubblico tempi certi di percorrenza. Questo è un cambiamento enorme per la quotidianità dei cittadini».

Se non vi fossero così tante auto non sarebbe così difficile avere un trasporto pubblico preciso e veloce. Che si farà a Milano per migliorare la gestione del fiume di auto?
«Nessuna novità, l’abbiamo già detto in tutti i modi: bisogna ridurre il numero di mezzi che possono entrare in una vasta area centrale. Però qui bisogna mettere in campo interventi nuovi, non limitandosi quindi agli ecopass. Nella zona centrale un problema grosso è quello delle migliaia di piccoli mezzi di trasporto per il commercio. Una prima strategia: parcheggi informatizzati. Questo vuol dire avere spazi che sono dedicati ai furgoni. Se ci si mette qualcun altro, dalla Centrale di infomobilità la cosa è immediatamente avvertita e si può intervenire per rimuovere la sosta abusiva. Però i parcheggi riservati e informatizzati possono anche essere prenotati. Oggi accade che più furgoni arrivino contemporaneamente nello stesso breve tratto di strada, con evidenti inefficienze nel traffico e nelle consegne. Sul lungo periodo, poi, si deve arrivare a un sistema di consegna merci basato su furgoni elettrici».

Qui però sono le aziende che devono innovare la propria flotta, giusto?
«Ovviamente sì, ma quello che può fare il Comune è fornire incentivi perché ciò accada. Tornando ai parcheggi informatizzati: vogliamo anche rendere tali quelli riservati ai disabili, perché oggi è frequente che siano abusivamente occupati».

Anche sui sistemi di sosta si dovrebbe fare qualcosa: stanno nascendo esperienze interessanti in questo senso?
«Entro fine 2011 avremo 500 parcometri distribuiti in città, che andranno a sostituire i gratta e sosta. Continueranno ad aumentare. Dobbiamo guardare a queste apparecchiature come a una rete che si espande in tutta la città, il che significa non fermarsi alla semplice funzione di fornire un biglietto per la sosta. I parcometri possono vendere i biglietti per i servizi notturni dei mezzi pubblici, che abbiamo appena introdotto su alcune tratte; ma possono anche erogare gli abbonamenti ai servizi pubblici stessi e consentire il pagamento delle multe. Terminali, insomma, che consentano al singolo cittadino di effettuare in un solo punto più operazioni».

C’è qualche primo obiettivo sul fronte del risparmio energetico?
«Il teleriscaldamento. Con A2A puntiamo ad avere 700mila cittadini in grado di usufruire del teleriscaldamento, un intervento che utilizzerà le molte centrali di produzione che già abbiamo nel perimetro urbano. Su un altro fronte, quello dei risparmi che l’amministrazione pubblica può mettere in campo sulle proprie attività, un obbiettivo è quello di convertire a elettrico tutto il nostro parco macchine. Una struttura che può agevolare tale trasformazione è la Centrale Bicocca, ex centrale elettrica: la nostra intenzione è riconvertirla a luogo di parcheggio e caricamento batterie per i nostri mezzi».

Articolo di Federico Pedrocchi (Smart City N.1 – SMAU Milano 2011)


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