Open 311: ecco come Chicago diventa smart

Un buon esempio di come la tecnologia non sia nulla, senza trasparenza e sensibilità civica

Più che una rivoluzione, si tratta di un’evoluzione – nella direzione giusta. A Chicago si è inaugurata a settembre una nuova fase per il servizio di segnalazioni dei cittadini alla pubblica amministrazione, il 311. Nato come un servizio telefonico alternativo al 911, per le segnalazioni non di emergenza, il 311 è diventato progressivamente uno sportello virtuale sempre aperto: dal telefono al web, per ritornare poi sul telefono, attraverso però applicazioni dedicate, che permettono di geolocalizzare la nostra segnalazione e di associarle una foto.


Nel più classico dei casi, ci imbattiamo in una buca sulla strada e vogliamo che la cosa sia risolta. Cosa possiamo fare? Una chiamata, certo, al 311. Oppure una segnalazione via web. Un sms o una mail. Oppure semplicemente inviare una foto da smartphone, con la collocazione precisa del problema sulla mappa della città.

Ma se il servizio si risolvesse in questo, non sarebbe gran cosa. L’ennesimo servizio web o mobile, l’ennesima iniezione di tecnologia che potrebbe anche nascondere un malfunzionamento della macchina pubblica, piuttosto che risolverlo. Se la buca permane, se la nostra segnalazione non viene presa in carico o questo accade dopo una lunga attesa, se – insomma – il dialogo reale, mediato dalla tecnologia, non c’è, il servizio serve a poco. Per questo la vera novità di Open 311, sta nella perfetta integrazione di tutti questi servizi con un meccanismo di tracking della segnalazione.

La segnalazione ha un nome, un codice, che garantisce che non cada nel vuoto. Il cittadino può reclamare l’intervento – se questo tarda – perché il comune stesso gli ha messo in mano un’arma, il codice della segnalazione. Proprio come possiamo seguire le peripezie di una spedizione, prima che arrivi a destinazione, così possiamo seguire l’andamento della nostra segnalazione, in tempo reale, prendendocene cura mentre, dall’altro lato, chi di dovere se ne prende cura.
Ecco il video di presentazione di Open 311:

L’efficienza del sistema si è tradotta in un numero di segnalazioni crescenti: ben 3,9 mln l’anno sono le richieste di intervento pervenute; e molte riguardano lo stesso problema, un dato che indica la partecipazione collettiva ai problemi comuni della vita quotidiana e la possibilità, offerta dal sistema, di stabilire immediatamente, grazie a foto e gps, l’identità del problema.

Un esempio virtuoso, insomma, di integrazione di servizi, tecnologie e cultura civica su problemi basici della vita quotidiana. Se diamo un occhio alle segnalazioni più comuni a Open 311, infatti, queste sono abbastanza classiche: lampioni che non funzionano, graffiti da rimuovere, problemi con la raccolta dei rifiuti, presenza di topi, auto abbandonate e – ovviamente – le buche nelle strade.

Naturalmente un’idea così semplice, che si limita a offrire nuovi metodi di segnalazione ai cittadini, è venuta a molti, anche in Italia. E i servizi web che offrono la possibilità di inviare foto, segnalazioni, richieste di intervento, si moltiplicano: citiamo a titolo di esempio il social network tematico ePart, AidYourCity, GenovaMappe e il portale bolognese Percorsi-emotivi, che consente segnalazioni di tipo emozionale (“questa cosa mi piace”, “questa cosa mi ha lasciato perplesso” e così via). Da segnalare la start up Comuni-chiamo, che si rivolge direttamente ai comuni, offrendo loro un servizio di raccolta delle segnalazioni e individuazione dei problemi più rilevanti per la cittadinanza (guarda l’auto-presentazione di Comuni-chiamo su Triwù).

Quello su cui bisogna ancora lavorare molto, in Italia, è la garanzia di efficienza da parte della pubblica amministrazione che deve prendere in carico il problema. Interessante a questo proposito l’intervista a SmartCity (Radio24) di Matteo Lepore (presidente della Commissione Innovazione dell’ANCI e Coordinatore di Giunta del Comune di Bologna  con deleghe alle Relazioni Internazionali, Marketing Urbano, Innovazione e Semplificazione Amministrativa, Progetto Smart City e Agenda Digitale). A Bologna, infatti, un centro di raccolta delle segnalazioni dei cittadini esisteva già, e quando si è intervenuti lo si è fatto per migliorare la gestione e il tracking delle segnalazioni.

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