OpenStreetMap aiuta a mappare le zone colpite da calamità naturali

Questo progetto vuole fornire a chiunque ne abbia bisogno dati cartografici dettagliati e gratuiti grazie a una mappa globale che tutti possono aggiornare

Una mappa globale, liberamente consultabile e costantemente aggiornata da migliaia di persone sparse nel mondo: è questa l’essenza del progetto OpenStreetMap, che – sfruttando i principi dell’open source e dell’open data – vuole offrire a chiunque ne abbia bisogno dati cartografici dettagliati e gratuiti.

openstreetmap

Il servizio, lanciato nel 2004 da Humanitarian OpenStreetMap Team, utilizza le conoscenze locali degli utenti – semplici cittadini, ma anche professionisti GIS e ingegneri – per aggiornare il suo server. Attraverso immagini aree, dispositivi GPS e mappe low-tech, una vasta comunità di “mappatori” volontari restituisce fotografie puntuali del territorio. In questo modo si può visionare ogni sorta di dettaglio relativo a strade, negozi, linee ferroviarie, nella propria regione o dall’altra parte del Globo.

Il servizio risulta particolarmente utile in caso di emergenza: fornisce infatti aggiornamenti rapidi sulla situazione delle aree colpite da disastri ambientali e consente di ottenere una mappatura anche di quelle zone difficili (soprattutto nei Paesi in via di sviluppo) in cui l’informazione geografica è incompleta. In questo modo lo strumento può supportare gli interventi di risposta alle calamità, oltre che quelli umanitari e di sviluppo.

Le potenzialità di OpenStreetMap in tale ambito sono state saggiate, per esempio, in seguito al terremoto di Haiti nel 2010: le immagini aeree fornite dalla piattaforma hanno facilitato le operazioni delle squadre di soccorso a terra.

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