Politiche integrate verso Pisa Smart City

Tracciare gli orizzonti digitali di una città con un passato importante, ma che vuole guardare al futuro certa di poter contare, in maniera intelligente, sulle più innovative tecnologie per supportare il proprio sviluppo. Siamo a Pisa e ne parliamo con il sindaco, Marco Filippeschi. Quello della città toscana è un piano che si fonda su una visione indubbiamente corretta di quella componente insita in ogni progetto di Smart City e cioè che gli interventi nell’area dei servizi digitali è bene siano effettuati con un disegno unitario e non a macchia di leopardo.

Un piano regolatore digitale, dunque, in una città che già conta su un considerevole knowhow informatico: ce ne parla?
«Certamente questo è un patrimonio che dobbiamo utilizzare. A Pisa ci sono centri universitari e di ricerca di primissimo livello: la Normale e la Scuola Superiore Sant’Anna. Abbiamo centri di calcolo di grande importanza, e questo insieme di realtà propone già una cablatura significativa. Utilizzeremo quindi una infrastruttura sotterranea già esistente, che però sarà notevolmente ampliata. Altro discorso è poi quello che riguarda la rete in superficie e qui infatti ci sono molti progetti. Abbiamo Wi-Fi Pisa, per esempio, che soprattutto nelle zone centrali, frequentate da molti studenti e turisti, porterà la connessione a Internet all’aperto. In particolare per i turisti saranno disponibili molti hot spot dedicati, gazebo informatizzati dove recuperare tutte le informazioni. Ma anche per la cittadinanza vogliamo dislocare in molti punti dei totem attraverso i quali sia possibile recuperare documenti e inviare e ricevere informazioni. Altro intervento sarà quello dell’infomobilità. Alle porte d’accesso alla città abbiamo dei sensori che misurano – costantemente e in tempo reale – i flussi in entrata e in uscita. Vogliamo avere dati che rilevano in ogni momento la mappa del traffico. Il sistema dei parcheggi, poi: anche questo sarà fortemente informatizzato, con una attivazione delle tessere munite di chip che potrà essere aperta e rinnovata on line, evitando quindi lunghe code agli sportelli, e risparmiando anche molta carta, ovviamente».

Con le reti telematiche si possono avere dati anche sull’ambiente. Ci state pensando?
«A Pisa abbiamo l’Arno. Il piano regolatore digitale si preoccuperà anche di centralizzare tutti dati che riguardano i suoi livelli. E poi ci sono anche le centraline che misurano l’evoluzione dell’inquinamento».

Quando si parte?
«Noi partiamo nel 2012. L’azione sarà in parallelo a quella del piano regolatore classico, quello urbanistico. Complessivamente, quindi, vogliamo avere uno strumento integrato che deve “riconoscere” la città e individuare tutti gli obiettivi di trasformazione. È un’operazione complessa alla quale, ci sembra interessante sottolinearlo, parteciperanno anche molte piccole aziende che hanno un know-how di frontiera, nella maggior parte dei casi molto avanzato, aziende che spesso sono gestite da giovani tecnici che escono dal polo tecnologico diffuso che Pisa ha sul suo territorio».

Articolo di Federico Pedrocchi – Smart City N.1 – Smau Milano 2011


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