Politiche temporali e smart city

Un libro sulla dimensione del “tempo” per il miglioramento della qualità della vita nelle comunità locali

E’ in libreria e disponibile in versione ebook il libro “E’ sempre questione di tempo – Politiche temporali e Smart City: buone prassi dalla Lombardia all’Europa”.
Il libro, di Attilia Cozzaglio di Triwù, nasce dalla passata esperienza dell’autrice nell’ambito delle politiche temporali, e dal monitoraggio dei progetti Smart City, per Triwù e per Smau.
Il libro, edito da Edizioni Ambiente, è stato realizzato nell’ambito del progetto “Supporto tecnico-scientifico per lo sviluppo delle politiche temporali“, affidato a Eupolis Lombardia da Regione Lombardia.

Ne anticipiamo le conclusioni.

“La rilettura di quasi venticinque anni di politiche temporali in Italia e il racconto di alcune buone pratiche europee suggeriscono alcune osservazioni.

Un documento che ci arriva dalla Francia, il “Rapport d’information fait au nom de la délégation aux collectivités territoriales et à la décentralisation sur les politiques temporelles des collectivités territoriales“, registrato alla Presidenza del Senato nel maggio 2014, a firma del senatore M. Edmond Hervé, dedica un paragrafo alle politiche temporali italiane, intitolato “L’Italie aux avant-gardes des politiques temporelles“. Questo riconoscimento, non richiesto, porta a dire che nel nostro paese ha avuto origine e si è consolidata nel tempo un’area di competenza, una risorsa che deve essere valorizzata.

Le politiche temporali esprimono competenze trasversali e specialistiche, accresciute attraverso il lavoro di donne e uomini negli enti di ricerca, nelle università, nelle amministrazioni degli enti locali e delle regioni, negli uffici tecnici e legali, che hanno studiato, sperimentato e sviluppato sul territorio progetti e iniziative di cambiamento.
Le politiche temporali, sviluppate localmente, hanno creato reti di relazioni, tra pubbliche amministrazioni, enti pubblici, imprese, associazioni di categoria, i servizi, i sindacati, il mondo dell’associazionismo.
Nei progetti e nelle azioni sono state coinvolte cittadine e cittadini, attraverso percorsi di partecipazione che in molte situazioni sono diventati un modello e lo strumento per la gestione delle città.

Competenze, reti di relazioni, partecipazione, questa è la dotazione, gli strumenti con i quali le politiche temporali possono contribuire ad affrontare le sfide del presente, il miglioramento della qualità della vita attraverso lo sviluppo sostenibile e la coesione sociale.

Per raggiungere questi obiettivi, le politiche temporali hanno però bisogno di continuità e di tempo, perché agiscono localmente, non ci sono modelli che possono calare dall’alto, procedono per piccoli cambiamenti, per aggiustamenti, per tentativi che richiedono pazienza e determinazione. E il risultato è sempre “altrove”, in un servizio che funziona meglio, in uno spazio che torna a vivere, in un autobus che arriva quando serve, in una famiglia che ha un po’ più di tempo libero.

Il potenziale visionario, che ha guidato le prime fasi delle politiche temporali, ha portato all’attenzione delle società grandi tematiche – la conciliazione dei tempi di vita, la progettazione spaziotemporale delle città, l’accessibilità di servizi e di luoghi, la qualità della vita di donne e uomini di tutte le età – sulle quali si sono poi esercitate riflessioni, dibattiti, e le politiche degli ultimi trent’anni. E ancora si sta lavorando.
Quella stessa capacità di guardare avanti, di proporre una visione che tutti possono fare propria, deve adesso indicare nuovi orizzonti.
Il terreno più fertile dove contaminare altri saperi sembra essere quello delle smart city, o meglio delle Smart Communities, dove le tecnologie, apparentemente atemporali e delocalizzate, pervadono lo spazio e il tempo, abitati da donne e uomini. Per far questo le politiche temporali devono sapersi comunicare, facendo della trasversalità, una apparente debolezza, il loro punto di forza.

È una grande sfida, che merita di essere raccolta.”


CONTATTI

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Intervista ad Attilia Cozzaglio a “L’altra Europa” a Radio24

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