Quando i big data sono quelli della sanità

Cluster Alisei Scienze della vita e Cluster CTN-TSC Tecnologie per le Smart communities a confronto

In generale, con Big Data si intendono degli insiemi di dati che sono molto grandi rispetto a quanto possa essere trattato con le tradizionali tecnologie computazionali. I Big Data sono il risultato, tipicamente, di un qualche processo di acquisizione di dati “generati dal mondo”. Cosa sia il mondo dipende dal caso specifico. Si può andare da una sorgente di tipo “sociale”, per esempio l’insieme di tutti i tweets originati in Italia, a sorgenti di tipo sperimentali  come, per esempio, l’ultima generazione di macchine per il sequenziamento del genoma. Big Data è un fenomeno legato allo sviluppo delle tecnologie informatiche e, cosa intimamente legata a quest’ultimo, alla discesa vertiginosa del costo della sensoristica, ovvero dei sistemi – davvero tanti e in continuo sviluppo – per “catturare” dati dalla realtà. Nel campo della sanità la grande trasformazione che sta profilandosi risiede su due aspetti fondamentali. Il primo riguarda la raccolta di dati relativi a un singolo individuo e raccolti da una vasta gamma di esami diversi e con un monitoraggio esteso nel tempo. La gestione centralizzata di questi dati ci darà un livello di conoscenze sulle specificità soggettive di una patologia in grado di mutare in profondità le strategie terapeutiche. La seconda rivoluzione che ci attende vede i Big Data alimentati da casistiche estese a una popolazione estremamente vasta di soggetti, ottenendo sintesi e validità statistiche nettamente superiori a quelle attuali.

Relatori: Gianluigi Zanetti, CRS4, Pula; Massimo Caprino, Reply SpA

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