Le nuove tecnologie possono (e lo stanno già facendo) innovare e migliorare il modo di vivere il calcio dal punto di vista tattico

“Il calcio è l’ultima rappresentazione sacra dell’occidente”, diceva Pier Paolo Pasolini. Forse è anche per questo che ci risulta così strano pensare a un calcio digitale, analizzato fino al midollo, circondato da droni e sensori che sparano dati sul cloud – non più di fantozziana memoria.

Tuttavia, la situazione è questa. E quindi bando ai sentimentalismi: occorre indagare il rapporto tra lo sport più amato dagli italiani e le nuove tecnologie.
Ne abbiamo parlato con un esperto, Adriano Bacconi – giornalista, ex allenatore e analista di dati presso Infront Sports & Media.

Molti di voi lo conosceranno per le sue simpatiche incursioni didattiche all’interno de La Domenica Sportiva, dove – armato dell’onnipresente bacchetta e lavagnetta tattica – spiegava come analizzare al meglio una “semplice” partita di pallone.

Lo abbiamo incontrato al SAS Forum Milan 2018, dove ha tenuto un interessante speech sul Match Analysis; coadiuvato da Ottavio Crivaro di Moxoff – spin off del Politecnico di Milano – che si occupa di Data Science.

In questa breve intervista potrete capire perché, come in molti altri lavori, anche nel mondo del pallone le competenze digitali sono ormai delle skills fondamentali. O meglio, delle frecce in più nell’arco di chi allena e guarda il calcio da un punto di vista teorico, prima che pratico.

Buona visione!


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