Sanguisughe: il fascino della robotica per i corpi molli

sanguisuga_OK

Con Danilo De Rossi, del centro di ricerca “Enrico Piaggio” dell’Università di Pisa, esploriamo le nuove frontiere della robotica soft

 

L’epoca delle viti, dei bulloni e dei motori per i robot è passata. Il robot 4.0 che ci descrive Danilo De Rossi del Centro Enrico Piaggio è un corpo per lo più molle, molto più simile a una sanguisuga, semi gelatinosa, piuttosto che al Terminator dello stereotipo classico.

Anche in questo caso però c’è un banco di prova, un test da superare, o meglio da affrontare con successo. Il nemico sono le zanzare, un problema, molto grave laddove portatrici di malattie.

L’idea è quella di creare un robot biologico, in grado di rintracciare le larve e ucciderle partendo dai punti deboli delle zanzare. I presupposti sono chiari: le larve sono rilasciate in acqua, in pozze piuttosto piccole, generalmente in un areale di distribuzione non più ampio di 100 metri di diametro (le zanzare sono tutt’altro che grandi volatrici), inoltre le larve non sanno nuotare, respirano e hanno un “alito cattivo”.

L’idea quindi è quella di creare delle sanguisughe in grado di individuarle per le “scie chimiche” che liberano, raggiungerle (grazie all’energia prodotta chimicamente da un seme di quinoa o miglio) e affogarle dal momento che non sanno nuotare (liberando della saponina che abbatte la tensione superficiale nello specchio d’acqua dove galleggiano).

L’idea ad alta tecnologia, per quanto diabolica, è assolutamente a fin di bene e sarà presentata in questi giorni per la partecipazione a un bando europeo. A Moebius Scienza  Federico Pedrocchi e Simona regina ne hanno parlato con Danilo De Rossi. 

C689DtSXAAQNURn

Vai alla pagina di Triwù sul Centro Enrico Piaggio


CONTATTI

Centro Enrico Piaggio

 

In this article