Seminiamo ricerca per raccogliere innovazione

X rapporto NETVAL sulle attività degli Uffici di trasferimento tecnologico (UTT) delle Università e degli Enti pubblici di ricerca

Il X rapporto NETVAL, “Seminiamo ricerca per raccogliere innovazione”, presenta l’esito della survey relativa al 2011 sulle attività degli Uffici di trasferimento tecnologico (UTT) delle Università e degli Enti pubblici di ricerca.

In sintesi i dati principali delle 61 università che hanno partecipato alla ricerca.
– gli addetti impegnati negli Uffici di Trasferimento Tecnologico sono leggermente aumentati, passando da 3,6 a 3,8. Incoraggiante anche il fatto che è aumentata la percentuale di personale strutturato;
– il budget medio annuale degli UTT è leggermente calato, passando da 226,4 a 217,3 K Euro, ma anche questo è un dato abbastanza in linea con il trend attuale di contrazione della spesa;
– il numero medio di invenzioni identificate nelle università è leggermente calato, passando da 9,5 a 9,4, ma le università italiane non sono particolarmente appassionate di questo tipo di “schedatura” delle invenzioni. Molte di più sono le invenzioni che vengono esaminate dagli uffici;
– è aumentato il numero totale dei brevetti presenti nel portafoglio delle università che hanno partecipato all’indagine, arrivato a 2.787 brevetti, che costituisce un patrimonio di un certo valore, al quale andrebbero idealmente aggiunti i brevetti che non sono a titolarità di docenti e ricercatori universitari ma nei quali uno di essi figura come inventore; il numero medio di brevetti in portafoglio è invece passato da 50 a 55,7;
– la spesa media sostenuta per la protezione della PI è aumentata, passando da 43,7 a 57,9 mila Euro; si tratta di una spesa che le università cercano di tenere sotto controllo e che inevitabilmente aumenta un po’ di anno in anno, anche per il mantenimento dei brevetti in portafoglio;
– è stato registrato un lieve aumento del numero medio di licenze e/o opzioni concluse nell’anno, passate da 1,2 a 1,3; si tratta ancora di numeri al di sotto della media europea;
– sono aumentate le entrate medie derivanti da licenze attive nell’anno, passate da 30,6 a 31,4 mila Euro, e di quelle derivanti da tutte le licenze concluse, da 3,9 a 8,1 mila Euro; anche in questo caso, si tratta di aumenti ancora lontani dai migliori casi europei;
– è diminuito lievemente il numero medio delle spin-off create nel 2011, passato da 2,9 a 2,6, arrivando ad un totale pari a 1.082 imprese attive al 31.12.2012; le università però nel campo delle imprese spin-off hanno ormai obiettivi più di qualità che di quantità.

Commenta Riccardo Pietrabissa, Presidente NETVAL: “Il rapporto Netval da dieci anni ci racconta lo sforzo che le università e gli enti di ricerca compiono per valorizzare i risultati della ricerca pubblica, sforzi che non vengono sostenuti dal Paese, basti pensare che ancora nel 2013 abbiamo una legge che da il diritto al brevetto all’inventore e non all’università, basti pensare che in Italia non è riconosciuto il ruolo di manager della ricerca e del trasferimento tecnologico, ruolo che nella maggior parte delle università straniere è attribuito a persone con un PhD scientifico che gestiscono processi economici, contratti e relazioni con le imprese.
Quest’anno le università hanno cominciato ad essere misurate anche sulla cosiddetta “terza missione” e presto saranno identificati i criteri per farlo. Auspichiamo che questo passaggio induca i  decisori a considerare l’importanza delle attività di trasferimento tecnologico non tanto per la quantità di brevetti o di spin-off prodotti, quanto piuttosto per l’impegno nel generare ricadute sul territorio e che la conseguenza possa essere un ritorno a investire nella ricerca pubblica che noi consideriamo come uno dei principali semi con cui raccogliere l’innovazione per il rilancio del Paese.”

Il X rapporto è stato predisposto da un gruppo di lavoro coordinato da Andrea Piccaluga e composto da Antonio Bax dell’Università del Salento, Sabrina Corrieri dell’Università di Roma ‘Tor Vergata’, Claudia Daniele della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, Luca Guarnieri dell’Università di Verona e Laura Ramaciotti dell’Università di Ferrara.

Fondato nel novembre del 2002 come network tra università e trasformato in associazione nel settembre 2007, il Network per la Valorizzazione della Ricerca Universitaria (Netval) oggi annovera 59 membri , di cui 55 università. Queste ultime rappresentano il 66,3% di tutti gli atenei italiani (compresi quelli senza discipline scientifico-tecnologiche), nonché il 76,2% degli studenti e l’80,4% dei docenti sul totale nazionale. Le università aderenti a Netval vantano il 82,9% dei docenti afferenti a settori disciplinari scientifici e tecnologici (S&T) e  il 90,2% del numero complessivo di imprese spin-off della ricerca pubblica (n=1.082 al 31.12.2012) ad oggi identificate in Italia.


 

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