Dagli ambiziosi progetti di Elon Musk al primo incidente mortale di una Uber “driverless”:  uno sguardo allo stato dell’arte della nuova mobilità


La mobilità sta diventando un’urgenza e un trend contemporaneamente. Da un lato la mobilità attira gli investitori e, dall’altro, crea grandi aspettative per una vita migliore nelle nascenti megalopoli. Le città del futuro, di cui la mobilità sostenibile è uno dei principali tasselli, dovranno essere più focalizzate sull’individuo e sulle sue necessità molto differenziate. hyperloop-one-come-funziona
Dai tunnel che Elon Musk sta costruendo in via sperimentale sotto Los Angeles, al suo progetto di Hyperloop One che trasporterà persone a 1220 km/h da una città all’altra fino al robot che consegna la posta a Cremona, gli esperimenti sono all’ordine del giorno. E l’obiettivo resta unico: ottimizzare la spesa, guadagnare tempo libero, disintossicare l’aria delle megalopoli.
Ma c’è anche una zona d’ombra rappresentata, per esempio, dagli incidenti causati dalla macchine driverless. E’ notizia di questi giorni, infatti, il primo incidente mortale causato da una macchina Uber automatizzata (ossia, senza autista): anche in questo caso, occorre essere cauti nel gridare all’apocalisse. Qualsiasi auto è (teoricamente) portatrice di morte, a prescindere che sia guidata o meno da un essere umano. L’obiettivo deve essere quello di far diminuire le morti da incidenti automobilistici. Solo allora la nuova mobilità sarà davvero un grande affare per tutti. Questo tema è stato dibattuto anche durante la recente Milano Digital Week, in un panel condotto dal giornalista Gabriele Di Matteo, che potete rivedere qui sopra. Hanno partecipato al dibattito: Andrea Leverano di Drive Now Italia, Paolo Dosi di Clear Channel Italia, Riccardo Santoro di Ferrovie dello Stato, Andre Vecci di ESTÀ  e Paolo Riganti del Comune di Sesto San Giovanni.

Qui potete trovare tutti i nostri streaming per la Milano Digital Week a Base!


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