Smart Cities a portata di smartphone

A spasso per le città con i tag

Articolo di Davide Coero Borga
(Smart City N.1 –
Ottobre 2011- Pag 44Pag 45)

Bastano lo smartphone e una rete wi-fi per poter usufruire di guide virtuali e sentieri digitali, grazie ai tag bianchi e neri che scandiscono il percorso di tante città, affissi su strade, lampioni, insegne o cestini. Turisti e cittadini non devono far altro che inquadrare il codice bidimensionale, chiamato QR code, con il proprio dispositivo mobile, per riceverne in cambio video, link e informazioni sul punto di interesse in cui si trovano.

Cos’è un QR code
QR è l’acronimo di Quickly Response, ovvero risposta rapida, ed è l’evoluzione di un codice a barre. Si presenta come un quadratino bianco e nero (bidimensionale) con  una matrice di puntini che può essere letta da smartphone e altri dispositivi mobili, tramite fotocamera, connessione internet e grazie a un apposito software di lettura. All’interno del QR si trovano varie informazioni, link o video. Per ottenerle basta avvicinare lo smartphone all’oggetto taggato e inquadrare il codice: il programma di lettura (da scaricare o già incorporato nel dispositivo mobile), decodificherà il contenuto e lo renderà in formato digitale. L’impiego dei codici a barre 2D sta facendo breccia nelle abitudini d’uso degli utenti, permettendo un punto di contatto tra il mondo reale e quello virtuale e accorciando la strada fra i dispositivi mobili e i contenuti della rete. Dal momento in cui a un pezzo di carta o un oggetto viene applicato un link, attraverso un QR Code, esso porta con sé altri contenuti, attraverso la rete: al posto di portare l’utente a una pagina web, è come se il contenuto della rete fosse portato al fruitore, in un misto tra reale e virtuale.

A Venezia il progetto pilota: TagMyLagoon
Il capoluogo veneto è stato il primo comune italiano a offrire ai propri abitanti – e al flusso inesauribile di visitatori – i contenuti in mobilità in QR code. L’iniziativa ha preso il nome di TagMyLagoon: la città è stata cioè disseminata di piastrelline bianche 15×15 (contraddistinte dal logo dell’iniziativa) che segnalano i punti di interesse e sono decifrabili con sistema operativo Android, iPhone e alcuni modelli Wi-Fi Symbian, scaricando l’apposita applicazione. Agganciati all’arredo urbano, i tag sono leggibili anche di notte o in condizioni di scarsa luminosità, conducendo i turisti alla scoperta del patrimonio artistico, ma arricchendo anche l’esperienza di chi a Venezia già abita e magari vuol scoprire qualcosa di più sulla storia della propria città e sugli itinerari meno battuti. Da piazzale Roma ai giardini Papadopoli, da campo Nazario Sauro alle fondamenta San Simeon Piccolo, l’esperienza di TagMyLagoon – disponibile in italiano e in inglese – ha aperto nuovi scenari tecnologici ai visitatori, in una città che, solo nel periodo estivo, accoglie quasi due milioni di turisti. Vissuto come un gioco interattivo e divertente, oltre che utile e user-friendly, il progetto ha poi misurato la propria validità grazie al feedback diretto da parte del 5 per cento degli utilizzatori ed è stato di volta in volta esportato in altre città italiane. TagMyLagoon è stato anche abbinato a Cittadinanza Digitale, iniziativa del Comune di Venezia per consentire l’accesso alla rete tramite gli hot-spot pubblici, dedicata a chi vive a Venezia, ma anche ai city-users, cioè lavoratori o studenti che svolgono la propria attività in Laguna.

Rivoluzione hi-tech per il turismo: altre esperienze
Dopo Venezia, anche Padova punta all’innovazione nel turismo, con un programma di percorsi assistiti, dotati di aree Wi-Fi, cartelloni con codici QR e possibilità di acquistare biglietti via sms. Fra le idee in cantiere, prenderà vita anche una cabina ultrasensoriale, capace di accogliere una ventina di turisti alla volta, dove saranno proiettate animazioni a 360 gradi, filmati in 3D, informazioni e ricostruzioni, per mostrare tutto ciò che la città veneta ha da offrire. Anche fuori dal Veneto, gli esempi di come la tecnologia lavori sempre più in simbiosi con i luoghi d’arte sono molteplici e in continuo aumento: Pontinia, Benevento, Tarquinia, Terni, Ravenna, Forlì e Alghero sono solo alcune delle città che offrono o offriranno in futuro itinerari virtuali grazie ai codici QR. A Bologna, oltre al progetto di tag per le vie della città, gli smartphone possono diventare anche delle vere e proprie audio guide, per mezzo dei codici disseminati in oltre 200 opere dei musei civici, contenenti file audio. A Torino, invece, i QR code sono già superati e le informazioni in mobilità sono racchiuse in quadratini colorati, affissi presso il Museo Egizio, quello del Cinema, a palazzo Madama, e in tutti gli altri luoghi di interesse. La tecnologia sperimentata, per la prima volta in Italia, è quella di Microsoft Tag, codici a barre di tipo HCCB (High Capacity Color Barcode), che permettono di codificare, nello stesso spazio, un maggior numero di informazioni rispetto ai QR code.

In this article