Nel report di Gigaom Research tutte le opportunità imprenditoriali aperte dall’ecosistema delle città intelligenti

Start up e Smart city costituiscono un binomio ormai consolidato. Dagli open data ai programmi di sviluppo imprenditoriale, dalla risoluzione delle nuove sfide tecnologiche all’offerta di nuovi strumenti di partecipazione, le opportunità aperte dalle smart city per le start up innovative si moltiplicano di giorno in giorno. Il report appena pubblicato da Gigaom Research, in questo senso, offre una buona introduzione ai temi più caldi di discussione. Sono quattro, secondo il report, le strategie che le start up devono mettere in atto per intercettare tutte le opportunità offerte dalle smart city:

  • Rivolgersi direttamente ai cittadini – I cittadini sempre più spesso cercano senza intermediazioni istituzionali nuove soluzioni tecnologiche (ad esempio per quanto riguarda la mobilità) e sono pronti anche a pagare le start up in grado di offrire servizi innovativi.
  • Basarsi sugli archivi di open data delle città – Nuovi standard e nuove policy nella gestione dei dati stanno offrendo una mole impressionante di basi dati da cui occorre progressivamente estrarre valore.
  • Elaborare soluzioni scalabili e replicabili – Le città sempre di più esportano e adattano modelli di intervento operativi in altre città, e tendono a coordinarsi in vista del raggiungimento di risultati smart più sistemici. In questo senso anche le start up che offrono servizi alle smart city devono pensare da subito alla possibilità di applicare i medesimi servizi in contesti di dimensione e tipo differente.
  • Offrire servizi alle città via bandi di concorso aperti – La transizione alla smart city si associa anche alla pubblicazione di numerosi bandi con cui l’amministrazione va alla ricerca di competenze e iniziative imprenditoriali dal basso. Questo costituisce naturalmente un ottimo bacino in cui pescare.

Ecco una figura che illustra l’ecosistema start up emergente: gli attori in gioco sono i decisori politici e ammistrativi (linea gialla), i cittadini (individui e associazioni: linea blu), gli investitori e gli enti “abilitatori” (dalle scuole alle università e le fondazioni: linea rossa).

mappa città

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