report di between

La prima classificata è Bologna. Il report di Between

Diviene sempre più chiaro come la trasformazione delle città in smart city richieda modelli, percorsi esemplari da seguire, declinati in base alla scala e alla tipologia della città – oltre che una serie di best practices da riadattare e replicare in contesti differenti. Per tutto questo, però, occorre una metrica condivisa: occorre poter confrontare le città in base a una stessa unità di misura, per stabilire il successo e la replicabilità dei singoli interventi.

In questo senso il report Between è uno strumento utile:

Il report si basa su 153 indicatori suddivisi in 9 aree tematiche:

  • Smart Health (metodo per la scelta del medico, per il pagamento dei ticket etc.)
  • Smart Education (diffusione dei PC e delle LIM, connessione etc.)
  • Banda Larga (fissa e mobile)
  • Smart Mobility (emissione biglietti, ZTL, servizi informativi etc.)
  • Smart Government (servizi anagrafici online, pagamento dei tributi, open data etc.)
  • Mobilità alternativa (autoelettriche, car sharing e car pooling etc.)
  • Efficienza energetica (teleriscaldamento, illuminazione pubblica etc.)
  • Risorse naturali (gestione rifiuti, dispersione acque, qualità dell’aria)
  • Energie rinnovabili (fotovoltaico, eolico, idroelettrico)

In ciascuno di questi ambiti si è misurata l’efficienza delle città. Bologna è risultata prima in 7 aree su nove (tutte eccetto le energie rinnovabili e le risorse naturali). Fatto 100 il risultato di Bologna, seguono Milano (97,4) e Roma (92,9), Reggio Emilia (92,2) e Torino (91,8). L’ultima città nella classifica è Fermo, di poco inferiore a Vibo Valentia e Messina. La cosa più importante è comunque leggere i risultati in relazione alle dimensioni della città: in generale dunque le aree metropolitane mostrano un buon comportamento; prima classificata nelle città di medie dimensioni è Reggio Emilia, mentre prima delle piccole è Cremona.

report di between

L’indice di smartness è poi stato correlato con l’indice della qualità della vita. I risultati mostrano come i due indicatori siano indipendenti: è perfettamente possibile che una città abbia alta qualità della vita e basso livello di “intelligenza” (come Trieste) o, all’opposto, bassa qualità della vita e alta “intelligenza” (come Bari). Se dunque la qualità percepita della vita di una città è certamente legata alla sua efficienza, non è detto che quest’ultima sia sufficiente: un punto che dovrebbe far pensare e che dovrebbe portarci forse ad includere, nella progettazione di smart city, una maggiore attenzione agli aspetti sociali, anche quando non legati a specifiche tecnologie.

Per tutti gli altri dati che emergono dal report rimandiamo al documento completo. Scaricalo qui

Between è una società di consulenza direzionale specializzata nel settore ICT. Partner dell’iniziativa sono anche l’Agenzia per l’Italia digitale, l’Associazione Nazionale Direttori Generali degli Enti Locali; senza dimenticare il supporto di Poste Italiane, Selex Es e Telecom Italia.

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