Stimoli meccanici per differenziare le cellule staminali

Intervista a Manuela Raimondi, Responsabile del Laboratorio di Meccanobiologia del Politecnico di Milano

Grazie a un finanziamento dell’European Research Council, il laboratorio di Meccanobiologia del Politecnico di Milano – coordinato dalla Professoressa Manuela Raimondi – sta effettuando una ricerca sulle cellule mesenchimali o cellule staminali del tessuto connettivo. Queste cellule sono indifferenziate – non hanno ancora una funzione specifica – ma, in seguito a particolari stimoli, si trasformano all’interno del nostro organismo in cellule del tessuto osseo, cartilagineo o muscolare.
Obiettivo dello studio è quello di provare a conservare in laboratorio la “multipotenza” delle cellule mesenchimali o di guidare la loro differenziazione verso i diversi tipi di tessuto, utilizzando stimoli di tipo fisico (meccanico in particolare) prodotti dai ricercatori, anziché – come fatto fino a oggi – con un cocktail di sostanze chimiche.

Questo tipo di ricerca richiede delle tecnologie avanzate, molto più complesse di quelle usate in campo chimico. Riuscire a controllare il microambiente di crescita delle cellule dal punto di vista fisico, cambiandone per esempio la forma o influenzando le forze che agiscono sulle singole cellule, necessita infatti di dispositivi che operino su scale piccolissime, parliamo di pochi micron. Strumenti del genere sono entrati nei laboratori dei biologi solo in tempi recenti.

Nella videointervista, Manuela Raimondi ci spiega nel dettaglio quali innovative tecnologie vengono utilizzate nel suo laboratorio per svolgere questa ricerca di frontiera e i vantaggi straordinari che tale lavoro potrebbe portare in ambito terapeutico. A cura di Federico Pedrocchi e Sara Occhipinti. Guarda il video!

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