Agricoltura di precisione, volano per nuovi modelli di business

Sensori e dati sono i nuovi player del mondo dell’agricoltura. Erodono i margini già scarsi degli agricoltori? Hanno senso in un Paese dai campi frastagliati e dalle mille colture come l’Italia? Ne abbiamo parlato con Paolo Traso di Tierra

L’agricoltura di precisione è in crescita in tutto il mondo perché permette di ottimizzare le risorse migliorando la resa dal punto di vista qualitativo e quantitativo e perché permette di risparmiare acqua, fertilizzanti e fitofarmaci.

Elemento chiave sono i dati, recuperati da sensori posizionati un po’ ovunque, dai satelliti, sotto terra, dai droni (per quanti pochi lavorino in quest’ambito) e la capacità di collegarli e leggerli, per capire su quale tipo di cultura convenga puntare.

Questo però è solo una parte del problema, che coinvolge come ovvio una filiera (quella che va dai produttori ai consumatori) troppo lunga e troppo povera, dove l’inserimento di nuovi attori è mal vista.

I dati e i vantaggi relativi alla diffusione delle tecnologie aprono, però, nuovi modelli di business che comportano l’utilizzo dei macchinari, siano essi trattori, seminatrici o quant’altro.

La servitizzazione avanza anche in questo settore già da tempo, ma è indubbio che l’avere a disposizione dati migliori e in quantitativi maggiori rappresenta una forte spinta, anche se molto si deve ancora fare. Soprattutto, va tenuto in considerazione che l’economia dell’algoritmo funziona molto bene là dove le colture sono standardizzate, molto meno in paesi come l’Italia dove le produzioni sono molto variegate e differenziate regione per regione, se non addirittura paese per paese.

Questo non vuol dire che non abbia senso applicare i principi dell’agricoltura di precisione, vuol dire che per ottenere dei risultati apprezzabili è necessario lavorare con maggiore delicatezza incrociando una maggior quantità di dati.

Di questi e altri argomenti abbiamo discusso con il Ceo di Tierra Paolo Traso che abbiamo incontrato all’appuntamento annuale sul trasferimento tecnologico organizzato da Jacobacci & Partners.


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