L’esoscheletro ideato dal laboratorio Percro della Scuola Superiore Sant’Anna è pensato per la riabilitazione, ma anche per l’assistenza in lavori molto faticosi

Non è fantascienza, ma un prototipo funzionante, in via di industrializzazione. L’esoscheletro progettato e realizzato dal laboratorio Percro dell’Istituto Tecip della Scuola Superiore Sant’Anna assomiglia ai robot umanoidi che abbiamo visto in mille film, ma ha un ambito di applicazione più immediato.

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L’assistenza del robot interviene infatti sia a facilitare i movimenti di chi ha un difetto permanente o transitorio nella mobilità (e dunque necessita di aiuto o di riabilitazione) sia ad assistere chi deve compiere un lavoro particolarmente gravoso, come sollevare un peso ingente a braccia. Esistono due versioni dell’esoscheletro, una più completa e ingombrante e una più leggera, che si indossa come uno zaino (Wearable light exoskeleton).

Abbiamo incontrato Alessandro Filippeschi, del Laboratorio Percro, che ci ha spiegato prospettive, vantaggi e carattere innovativo di questa tecnologia. L’esoscheletro Percro si è recentemente aggiudicato il premio Gaetano Marzotto nel settore “Impresa del Futuro”.

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