AriSLA: i progetti vincitori della Call for Projects 2020

Sette progetti di ricerca italiani sono stati selezionati e finanziati da AriSLA per contrastare la SLA, malattia neurodegenerativa che non ha ancora una cura efficace

AriSLA, Fondazione Italiana di ricerca per la Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA), finanzierà i sette progetti vincitori del Bando 2020, aperto la scorsa primavera per selezionare la migliore ricerca scientifica in Italia sulla SLA, malattia neurodegenerativa che nel nostro Paese colpisce circa 6000 persone e che non ha ancora oggi una cura efficace.

L’investimento

L’investimento complessivo sui progetti sarà di 762 mila euro e coinvolgerà 9 gruppi di ricerca distribuiti tra Milano, Pavia, Padova, Torino, Trieste e Verona.

>>>> I progetti <<<<

Progetto ‘DDR&ALS’

È coordinato da Fabrizio d’Adda di Fagagna dell’IFOM – Istituto Fondazione FIRC di Oncologia Molecolare di Milano.
Parte dall’osservazione che nei motoneuroni dei pazienti affetti da SLA, i meccanismi di “risposta al danno del DNA” sono alterati e portano progressivamente alla neurodegenerazione. Obiettivo del progetto è testare nuovi approcci farmacologici in grado di modulare l’attivazione di questa risposta, utilizzando inibitori chimici già in fase di sperimentazione in studi clinici per il trattamento del cancro.

Progetto ‘AZYGOS 2.0’

È coordinato da Nicola Ticozzi dell’Istituto Auxologico Italiano, IRCCS, di Milano e Università degli Studi di Milano.
Mira a identificare nuove mutazioni genetiche autosomiche recessive, selezionando un gruppo di pazienti con SLA i cui genitori siano cugini di primo o di secondo grado. Tramite una metodica chiamata “mappatura di autozigosi” saranno identificati in questi pazienti le regioni del genoma ereditate in modo identico da entrambi i genitori (chiamate ROH); successivamente sarà sequenziato l’intero genoma di questi pazienti per individuare nuove mutazioni all’interno delle regioni ROH. In ultimo si cercherà di riprodurre i risultati ottenuti in un altro gruppo indipendente di pazienti con SLA e saranno eseguiti degli esperimenti funzionali per capire in che modo le mutazioni identificate dal progetto contribuiscono a causare la morte dei motoneuroni, le cellule nervose principalmente colpite dalla malattia.

Progetto ‘EPICON’

È coordinato da Marco Baralle del Centro Internazionale di Ingegneria Genetica e Biotecnologie (ICGEB) di Trieste.
Si pone l’obiettivo di comprendere come la regolazione epigenetica (che porta a modificazioni dell’espressione genica senza però alterare la sequenza del DNA) influenzi i livelli di  di TDP-43, proteina riscontrata in aggregati patologici nella maggior parte dei pazienti che soffrono di SLA.
E verificare se anche nell’uomo TDP-43 sia regolata in maniera tessuto-specifica ed età-dipendente, come riportato dal gruppo in modelli animali. Infine, saranno valutati gli effetti sulla sua espressione e aggregazione in seguito a trattamenti diretti a modulare le modificazioni epigenetiche sia in modelli cellulari che animali.

Progetto ‘ALSoDJ-1’

È coordinato da Marco Bisaglia del Dipartimento di Biologia, Università degli Studi di Padova.
Ha l’obiettivo di capire in che modo la proteina DJ-1 sia implicata nella SLA. Più specificamente, sarà valutata l’interazione tra DJ-1 e altre proteine associate a forme familiari di SLA come SOD1, TDP-43 e FUS e il suo ruolo nel promuovere l’insorgenza della malattia, utilizzando Drosophila melanogaster (moscerino della frutta) come modello sperimentale. Inoltre, si cercherà di comprendere come DJ-1 agisca in risposta alla stress ossidativo mitocondriale.

ProgettoMacrophALS’

È coordinato da Giovanni Nardo dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri IRCCS di Milano.
Intende studiare se sia possibile modulare gli effetti del sistema immunitario sulle fibre muscolari in modelli SLA murini (topi) che presentano una diversa velocità di progressione della malattia. Utilizzando sia modelli cellulari che murini, lo studio vuole definire l’utilità dei macrofagi nella stimolazione delle cellule satellite durante la degenerazione muscolare associata alla malattia.

Progetto ‘zebraSLA’

È coordinato da Andrea Vettori del Dipartimento di Biotecnolgie dell’Università degli Studi di Verona.
Ha come obiettivo quello di studiare la mutazione nel gene ALS2 (alsina2) che svolge un ruolo importante nello smistamento delle proteine all’interno dei neuroni e il suo coinvolgimento nella SLA giovanile (JALS). A tal fine sarà generato un nuovo modello di zebrafish – pesce utilizzato negli studi di genetica – in grado di riprodurre le principali caratteristiche della JALS che verrà utilizzato per analizzare in vivo come le alterazioni del gene ALS2 possano incidere sul differenziamento, la sopravvivenza e lo sviluppo dei motoneuroni.

Progetto ‘MOVER’

È coordinato da Emanuela Zuccaro dell’Istituto Veneto di Medicina Molecolare (VIMM) di Padova.
Partendo dall’osservazione che non tutti i neuroni sono suscettibili alla degenerazione nel medesimo modo, ha l’obiettivo di studiare la diversa vulnerabilità dei motoneuroni nella SLA attraverso l’identificazione del profilo trascrizionale di specifici gruppi neuronali. Per far ciò saranno utilizzate tecniche all’avanguardia che permettono di studiare il nucleo di singoli motoneuroni. Inoltre, per comprendere quali siano i fattori molecolari che portano a un diverso decorso della patologia, verranno isolati e analizzati i motoneuroni derivati da un modello murino di SLA in due differenti stadi della patologia.

Per maggiori info QUI il webinar di presentazione dei progetti e qui il sito di AriSLA.

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