Didattica a distanza: come usare le tecnologie al meglio

Uno studio comparativo svolto nel 2018 da Nesta Italia diventa oggi di grande attualità e utilità per fronteggiare la difficile situazione della scuola e progettare un futuro migliore

Un paio di anni fa Nesta Italia, fondazione che si occupa di stimolare e diffondere l’innovazione sociale nel nostro Paese, ha avviato un interessante progetto di ricerca che risulta quanto mai attuale.

L’obiettivo era quello di comprendere cosa rendesse gli investimenti in tecnologia efficaci e incisivi nel cambiamento dei sistemi di istruzione.
Risultati che sono molto interessanti, se riletti oggi, alla luce delle nuove forzate necessità di didattica a distanza e utilizzo degli strumenti digitali, ma anche per progettare un futuro migliore per il mondo scolastico.

Il lavoro, intitolato “Come ottenere il massimo dalle tecnologie a scuola? Lezioni dai sistemi educativi nel mondo”, ha esaminato nove casi studio in diverse aree geografiche: tre in Italia e sei nel resto del mondo. Casi che hanno sperimentato nuovi modelli per la valorizzazione degli investimenti tecnologici nelle scuole.

Nell’analizzare queste realtà gli autori hanno posto particolare attenzione al tipo di strumenti che sono stati utilizzati, ai sistemi e alle strategie che hanno avuto maggior impatto e al modo in cui si sono create relazioni innovative anche con soggetti diversi e inusuali, portatori di nuove risorse ed expertise.

Lo studio ha anche permesso di osservare come, in contesti diversi, siano state superate problematiche inerenti alla gestione quotidiana delle attività e alle talvolta scarse dotazioni strutturali.

I risultati propongono elementi di replicabilità validi a prescindere dai contesti in cui si trovano, al fine di promuovere percorsi di innovazione aperta e responsabile, in grado di abbattere il muro delle disuguaglianze, che – come riportato dai dati di questo articolo – è un muro ancora molto alto quando si parla di scuola online.

>>>>>>> QUI è possibile scaricare il report completo in italiano <<<<<<<

Il progetto di ricerca è stato promosso da Nesta Italia e Nesta con il contributo di Fondazione per la Scuola.

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