Progetto pilota dell'ESA

1M di Euro per studiare adattamenti delle tecnologie spaziali in funzione di alcune disabilità

L’Agenzia spaziale europea per la prima volta è alla ricerca di persone psicologicamente, cognitivamente, tecnicamente e professionalmente qualificate per diventare astronauti, ma con una disabilità fisica che normalmente impedirebbe loro di essere selezionati a causa dei requisiti imposti dall’uso delle attuali tecnologie spaziali.
L’ESA è pronta a investire ricerca dei necessari adattamenti, nel tentativo di permettere a questi professionisti qualificati di diventare membri dell’equipaggio in una missione spaziale, in sicurezza. Il progetto è molto ambizioso, ma ESA si impegna a fare un tentativo serio per spianare la strada verso lo spazio ad astronauti con disabilità.

Parallelamente alla selezione di astronauti con disabilità ESA avvia uno studio per lavorare internamente, con partner internazionali e con fornitori di tecnologie e dispositivi, per identificare i potenziali adattamenti per consentire ad un astronauta con disabilità di andare nello spazio.

La valenza simbolica di questa decisione dell’ESA è straordinaria. ESA infatti dichiara: “Abbiamo bisogno di ampliare il pool di talenti su cui possiamo contare per continuare a progredire nella nostra impresa. Un modo efficace per farlo è quello di includere un maggior numero di persone professionalizzate, diverse per genere, età e background, ma anche persone con bisogni speciali, persone che vivono con disabilità fisiche”.
In questo momento ESA ammette di essere al punto zero. La porta è chiusa alle persone con disabilità. Con questo progetto pilota c’è l’ambizione di aprire questa porta e fare un salto, passare da zero a uno, rendendo possibili missioni sicure e utili, come qualsiasi altra missione di qualsiasi altro astronauta professionista.
Il percorso per arrivare all’obiettivo è iniziato con un confronto con il Comitato Paralimpico Internazionale e con l’adozione della tabella sviluppata per classificare i diversi tipi e gradi di disabilità – in particolare la lista delle menomazioni ammissibili.
Sono state analizzate le diverse tipologie di disabilità rispetto all’ esperienza nello spazio e alla conoscenza dei prerequisiti per svolgere il lavoro nell’ambito di una missione spaziale sicura e utile.
Sono stati individuati tre livelli:
1) Rosso, quando il tipo e il grado di disabilità non è compatibile con le attività previste in una missione spaziale.
2) Verde, quando il tipo e il grado di disabilità possono essere compatibili.
3) Giallo, quando il tipo e il grado di disabilità potrebbero diventare pienamente compatibili le attività,  con alcuni aggiustamenti, modifiche o innovazioni.

E questo è il livello di maggiore interesse: cosa si deve fare perché un astronauta, donna o uomo con una disabilità fisica, possa volare?
Concretamente, è stato iniziato questo progetto per affrontare le incognite di una situazione completamente nuova e chiarire i prerequisiti necessari per la missione spaziale di un astronauta con disabilità. Quando questi prerequisiti saranno chiariti, e quando gli adattamenti e forse le innovazioni saranno state implementate, ESA spera di aprire la strada per permettere a questi astronauti di volare.
Con il progetto pilota ESA apre un avviso per due posti vacanti riservati a persone con tutte le qualifiche per il lavoro di astronauta e le seguenti disabilità, considerate di livello giallo:

  • Persone che hanno una mancanza all’arto inferiore (ad esempio a causa di un’amputazione o di una deficienza congenita dell’arto), la mancanza di uno o entrambi i piedi fino alla caviglia; la mancanza di una o due gambe sotto il ginocchio.
  • Persone che hanno una differenza di lunghezza delle gambe (arti mancanti o accorciati alla nascita o a seguito di un trauma).
  • Persone di bassa statura (<130 cm).

Può sembrare poca cosa, ma è una vera innovazione perché la posta in gioco è l’inclusione delle diversità.
ESA dichiara “Se c’è una cosa che abbiamo imparato lavorando sulla Stazione Spaziale Internazionale (ISS), è che c’è un grande valore nella diversità. Includere persone con bisogni speciali significa anche beneficiare della loro straordinaria esperienza, della loro capacità di adattarsi ad ambienti difficili e del loro punto di vista…I nostri astronauti eseguono un gran numero di esperimenti di scienze della vita nello spazio, e avere persone con disabilità che eseguono tali esperimenti potrebbe portare alcuni nuovi, sorprendenti risultati nel campo delle scienze della vita a beneficio di ancora più persone sulla Terra”.


INFORMAZIONI

Sito di ESA 

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