Tra big data e nuove tecnologie: anche Google entra nell’agrifood e si prepara a sconvolgerlo

Il futuro dell’agricoltura è già qui. E la rivoluzione digitale, per semplificare, sta penetrando in profondità anche in un settore, solo apparentemente, così tradizionale.
Il mese scorso John Deere e General Motors hanno chiesto alle autorità statunitensi di sancire il fatto che venduto un veicolo, agricolo o non, il software non sia considerato come acquistato dall’agricoltore, ma resti di fatto di proprietà del produttore (l’articolo pubblicato su Wired di Kyle Wiens). Come a dire: cambiate le ruote la scocca, agite sulla carrozzeria e sulle parti meccaniche come volete (o quasi), ma il software no, quello no. Non si può toccare. Il problema non riguarda solamente la possibilità di riparare o meno uno strumento di cui si detiene la proprietà, che in questo caso è anche uno strumento di produzione, ma anche il fatto che proprio in quelle che sono delle vere e proprie scatole nere sta il vero valore aggiunto del mezzo agricolo. E non sono solo importanti in quanto cuore pulsante di una macchina complessa, che coordina tanti sistemi complessi, ma sono importanti anche per i dati che generano e in parte conservano.
Pochi giorni dopo un’altra notizia ha impressionato chi si interessa di agricoltura, Google ha investito in una start up – Farmers Business Network – che sta realizzando una rete computerizzata di dati su semi e terreni per aiutare gli agricoltori a coltivare di più e meglio ottimizzando la resa. «I dati sono uno strumento per spingere la prossima ondata di guadagni in termini di produttività nell’agricoltura» ha affermato Andy Wheeler, general partner di Google Ventures che entrerà nel consiglio di amministrazione della start up. E il modello di business lascia pochi dubbi, gli agricoltori danno tutti i loro dati presenti passati e futuri e in cambio, pagando 500 Euro all’anno, ricevono un servizio di consulenza che li aiuta a compiere le scelte migliori in termini di sementi, di come e quando piantarle, di previsioni meteo e di quali e quanti fertilizzanti o acqua utilizzare.
Le due notizie, per quanto occasionali o strampalate possano apparire, sono significative perché evidenziano chiaramente la rivoluzione che l’agricoltura contemporanea sta vivendo. Una rivoluzione che è solo all’inizio, ma che, nel giro di pochi anni è destinata a stravolgere, non solo le modalità di produzione, ma anche tutte le aziende implicate nella filiera produttiva.

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