Nessun boom dietro l’angolo (e nessuna bolla)

Dal Time una sintesi degli indicatori della situazione economica dell’information technology

L’andamento dell’industria tecnologica negli anni novanta sembra ormai cosa lontana. C’è stato un tempo in cui la crescita del settore faceva da traino, premiando in modo particolare i paesi così lungimiranti da investire e gettando le fondamenta dei grandi gruppi multinazionali dell’Information Technology. Cosa è cambiato? Possiamo sperare in una ripresa di quell’andamento di crescita a breve termine. Su Time, un articolo di Rana Foroohar (Man vs Machine: why a slowdown in tech progress is good news for jobs) dà una buona sintesi degli indicatori in nostro possesso.

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Alcuni indicatori, ad esempio, non funzionano più. Un buon esempio in questo senso è la potenza dei microprocessori, che ancora sembra rispettare la Legge di Moore – dal nome del cofondatore di Intel – secondo la quale ogni 18 mesi raddoppia la potenza dei chip in commercio. Se i processori continuano a progredire, non può essere questo il settore che vincola e impedisce un nuovo boom. Può essere dunque che in gioco siano altri aspetti hardware (architettura, memoria, alimentazione…). C’è certamente un indicatore che spicca: il calo dei prezzi della tecnologia (che segue da vicino i suoi ritmi di ricambio e rinnovamento) non è più così veloce. Si tratta di un mutamento – nota Foroohar – che potrebbe avere anche un risvolto positivo: se restasse valida la legge che correla aumento delle competenze tecnologiche richieste e aumento della disoccupazione, un rallentamento dei tassi di crescita potrebbe portare ad ancorare nuovamente l’economia dell’Information Technology al mercato del lavoro. Insomma, nessun boom e nessuna bolla.

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