Le start up vincitrici degli UK-Italy Innovation Awards

Premiate cinque giovani imprese italiane che hanno scelto il Regno Unito per i propri piani di crescita

Il Governo britannico celebra le aziende italiane che nel 2013 hanno scelto il Regno Unito per i propri piani di crescita e internazionalizzazione, conferendo gli UK-Italy Business Awards alle realtà d’eccellenza.

 

Nell’ambito della manifestazione, un premio speciale (l’UK-Italy Innovation Awards) è stato dedicato alle giovani imprese più innovative e in rapida crescita. Ecco le 5 start up a cui è stato conferito il riconoscimento:

NISO Biomed
Nata nell’incubatore I3P del Politecnico di Torino, la start up ha realizzato un dispositivo medico in grado di analizzare in tempo reale il succo gastrico prelevato durante gli esami endoscopici. In soli 60 secondi, la nuova tecnologia fornisce una diagnosi sulla presenza dell’Helicobacter Pylori e individua potenziali fattori di rischio per tumori allo stomaco e al colon.

Optosensing
Lo spin-off della Seconda Università di Napoli (SUN) e della società Hpsystem.it ha prodotto un sistema in fibra ottica in grado di misurare deformazioni, spostamenti e temperatura a elevata risoluzione spaziale su lunghe distanze per il monitoraggio di gallerie, dighe, viadotti, gasdotti, sia terrestri che subacquei.

APWonders
Lo spin-off dell’Università di Palermo sta per produrre una turbina eolica di nuova concezione e sta sviluppando altri prodotti innovativi, per esempio un sistema anti-rollio per piccole imbarcazioni, un silenziatore per motori a combustione interna e un fucile da pesca subacquea.

Qurami
La giovane impresa offre servizi mobile e ha ideato una soluzione tecnologica che consente di evitare le code. Come? Prenotando il posto in fila tramite smartphone, verificando l’attesa in tempo reale e ricevendo una notifica all’avvicinarsi del proprio turno. Guarda la nostra videointervista a Roberto Macina, fondatore di Qurami, che abbiamo incontrato nel 2011 agli inizi della sua avventura imprenditoriale!

On-iris
La start up sta lavorando a una “retina artificiale”: una protesi retinica realizzata con polimeri semiconduttori organici a elevata biocompatibilità che potrebbe risolvere la cecità in pazienti affetti da Retinite Pigmentosa o da altre patologie caratterizzate dalla degenerazione dei fotorecettori.

In this article