La Malaleche va sul “Palco senza barriere”

Dalla collaborazione tra la band La Malaleche e la cooperativa sociale Fondazione Stefania il primo concerto di “Palco senza barriere”. Il 16 giugno a Lissone

        

Un palco per far suonare chi soffre di disabilità

Sabato 16 giugno a Lissone si terrà il primo concerto di “Palco senza barriere”progetto della cooperativa sociale Fondazione Stefania in collaborazione con la band La Malaleche, che coinvolge dieci persone affette da autismo, ritardo cognitivo, difficoltà relazionali e comunicative in un percorso di costruzione di un vero show musicale.

Le persone affetta da disabilità motorie e cognitive potranno esprimersi in quanto artisti musicali grazie alla strumentazione soundbeam (raggio di suono), una specie di theremin 3.0, che permetterà loro di suonare percussioni, flauti ma anche di attivare effetti acustici quali sirene, treni e onde marine.

Il sistema consiste in un insieme di 8 pad e 2 sensori del movimento ad ultrasuoni che permettono a chiunque di riprodurre note, melodie o effetti sonori, campionati e riproducibili grazie a una library interna al software. Questi suoni sono attivabili attraverso gesti semplici, quali schiacciare un pad, o il movimento di braccia e mani davanti al sensore ad ultrasuono. Quest’ultima componente del soundbeam è, infatti, considerabile a tutti gli effetti un moderno Theremin, in quanto, esattamente come il primo strumento elettronico ideato da Lev Termen nel 1919, non necessita di alcun tocco, né di mani né di piedi, per far sì che possa emettere suoni. Particolarità che permette a persone affette da forti disabilità fisiche, di poter “suonare” qualsiasi strumento.

Come funziona l’interazione soundbeam e artista

Il Soundbeam emette degli impulsi che vengono riflessi da un eventuali ostacoli (la parte del corpo usata per “suonare”). Un rivelatore di ultrasuoni è in grado di rilevare tale presenza fisica, ad esempio una mano, grazie all’eco da essa prodotta. Non solo, valutando il ritardo tra l’istante di emissione dell’impulso e quello del suo ritorno (il tempo di volo dell’impulso), il sistema risale alla distanza dell’ostacolo. Tale informazione, relativa al movimento, viene poi convertita in un’istruzione MIDI per la produzione di note o sequenze sonore pre-campionate.

Vi sono, inoltre, altri parametri su cui intervenire per calibrare la risposta del sistema e ottenere un’infinità di effetti diversi. Così, ad esempio, è possibile impostare il numero di frazioni in cui dividere il cono di sensibilità, e ciò si tradurrà, in fase esecutiva, nella produzione di poche note con movimenti ampi o, all’opposto, di molte note con movimenti modesti. L’insieme di questi parametri va a influenzare la relazione tra artista e strumento, dunque l’interpretazione musicale con la quale, anche nel caso di artista effetto da disabilità, si costruisce la propria performance.

La differenza non è una sottrazione”

Lo spettacolo messo in scena dal gruppo di “Palco senza barriere”, un’orchestra composta dalla band La Malaleche e i 10 artisti soundbeam, vedrà l’esecuzione dei brani del trio patchanka riarrangiati attraverso il soundbeam, per una performance musicale e sonora allargata. Per l’occasione è stata scritta anche la canzone inedita dal titolo “La differenza non è una sottrazione”, brano composto all’interno del progetto e costruito partendo dal motto della stessa Associazione Stefania, attraverso una massima condivisione artistica e produttiva tra la band La Malaleche, gli operatori di Associazione Stefania e gli artisti del soundbeam, condivisione e integrazione che sono due pilastri del progetto “Palco senza barriere”.

                                              ****** Per sostenere il progetto “palco senza barriere” ******


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