Poche donne in Accademia

I dati dello studio She figures 2013 sulla presenza femminile nelle università

Rettrici, professoresse, ricercatrici e dottorande: la carriera accademica – soprattutto in ambito scientifico – è irta di ostacoli quando si tratta di donne. A farlo sapere è lo studio “She figures”, presentato dalla Direzione generale per la ricerca e l’innovazione della Commissione Europea, in collaborazione con i corrispondenti statistici del gruppo di Helsinki “Donne e scienza”.

Quello pubblicato, è il quarto report “She figures” (il primo è del 2003) e restituisce un’immagine del mondo della formazione per niente roseo. Nonostante il numero di studentesse universitarie sia superiore a quello degli studenti e la percentuale delle laureate tocchi il 59% del totale, le quote rosa calano drasticamente nei livelli superiori della realtà accademica: le donne rappresentano solo il 33% dei ricercatori, il 20% dei professori ordinari e il 15,5% dei direttori.

E le percentuali scendono ulteriormente in campi quali la scienza e l’ingegneria, dove le donne sono solo il 31% degli studenti, il 38% dei dottorandi e solo il 7,9% dei professori.

Tuttavia il numero di ricercatrici sta crescendo più velocemente di quello dei ricercatori, con una percentuale di crescita – tra il 2002 e il 2009 – del +5,1% annuo contro il +3,3% dei colleghi uomini. E la proporzione è ancora più favorevole alle quote rose nel caso di Scienza e Ingegneria, con una crescita del numero di ricercatrici del +5,4% annuo, contro il +3,1% dei ricercatori.

Ma lo squilibrio tra i generi aumenta con il progredire dell’età, con una forte diminuzione della percentuale delle quote rosa nelle cariche accademiche superiori. Infatti nonostante il numero delle dottorande abbia eguagliato quello di dottorandi, le donne ricoprono solo il 20% delle maggiori cariche accademiche, un dato che scende all’11% nel caso di Scienza e Tecnologia.

“Nonostante alcuni progressi negli ultimi anni – ha commentato la commissaria UE per la Ricerca, l’Innovazione e la Scienza Máire Geoghegan-Quinn – le donne nel campo della ricerca rimangono una minoranza. Questa situazione costituisce una grave ingiustizia e uno scandaloso spreco di talenti”.

Il report può essere scaricato qui>>>

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