Scenari futuri “Ambient Assisted Living: rispondere a un’inedita sfida epocale”

Lectio Magistralis di Paolo Mocarelli, IRCCS Fondazione Don Carlo Gnocchi, nell’ambito del 6° Forum Italiano dell’Ambient Assisted Living

A Lecco, presso il Polo territoriale del Politecnico di Milano, si è tenuto – dal 19 al 22 maggio – il 6° Forum Italiano “Ambient Assisted Living”. Si tratta dell’evento di riferimento annuale dell’Associazione Italiana “Ambient Assisted Living” (AitAAL), un’organizzazione senza scopo di lucro che si propone di migliorare le condizioni di vita delle persone portatrici di disabilità, anziane o che presentano varie forme di fragilità fisica, mentale, sociale, attraverso nuove politiche e tecnologie avanzate.

I lavori sono stati aperti da una Lectio Magistralis di Paolo Mocarelli, direttore scientifico della Fondazione Don Carlo Gnocchi.

Guarda il video realizzato da Univerlecco!

Al centro dell’intervento la necessità di inquadrare i grandi cambiamenti che stanno interessando la nostra epoca. Dall’allungamento dell’aspettativa di vita della popolazione mondiale (si stima che nel 2099 l’attesa di vita sarà di 90 anni in tutti i continenti, esclusa l’Africa con una media di 77 anni) all’aumento della fetta di popolazione che supera i 60 anni di età (in Europa attualmente un terzo e gli altri Paesi si allineeranno a questo dato entro il 2050). E le conseguenze che ne derivano: dalla diminuzione della popolazione in età da lavoro (le stime prevedono che si dimezzerà tra il 2015-2030 rispetto al 2000-2014) all’incremento delle persone portatrici di disabilità. Per citare un dato: la malattia di Alzheimer, che nel 2010 colpiva 36 milioni di persone nel mondo, nel 2030 ne colpirà 66 milioni. Parallelamente, assisteremo a un aumento esponenziale delle conoscenze scientifiche, grazie all’uso di nuove tecnologie, alla diffusione di un numero sempre maggiore di informazioni e all’interconnessione dei centri di ricerca.

In uno scenario “assolutamente nuovo nella Storia dell’Uomo” – sottolinea Mocarelli – AitAAL avrà un ruolo centrale e dovrà raccogliere la sfida che questo cambiamento porta con sé, facilitando la creazione di una rete che riconosca e difenda il valore della fragilità, attraverso percorsi di cura a domicilio, terapie puntuali e personalizzate che diano maggiore autonomia al paziente, telemedicina, sistemi e sensori in grado di rendere la casa più agevole e sicura.

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