Smart City è la trasmissione di Radio24 – IlSole24ORE in onda dal lunedì al venerdì alle 20.55 dedicata alle città intelligenti e all’innovazione. 
La trasmissione è condotta da Maurizio Melis. Triwù collabora alla trasmissione proponendo contenuti e interviste.

Per facilitare la ricerca, le puntate sono divise per argomenti.

GOVERNANCE

16 giugno 2015
Governance
Brevetto unitario: meglio trattare che aderire
Il sottosegretario agli affari europei Sandro Gozi ha annunciato in un recente Consiglio Europeo l’intenzione di far aderire l’Italia, a partire dal 2016, al “brevetto unitario europeo”. La dichiarazione di Gozi ha scatenato reazioni di segno opposto, da un lato infatti il brevetto unitario promette costi più bassi e procedure più semplici in fase di registrazione di un’idea, ma introduce complicazioni e costi non indifferenti quando si parla di difendere il brevetto in tribunale, o di difendersi da brevetti ostili provenienti da oltre frontiera. Infatti la nuova procedura (che comunque non diventerà operativa prima dell’istituzione degli appositi tribunali, nel 2017) prevede che i brevetti vengano registrati in una lingua a scelta tra inglese, tedesco e francese, col risultato che anche eventuali contenziosi giudiziari in materia si svolgeranno solo in quelle tre lingue. Per le PMI italiane, ciò potrebbe comportare costi insostenibili, e d’altronde senza l’adesione dell’Italia il brevetto unitario perde molto del suo significato. É, insomma, il momento giusto per far pesare la nostra adesione, portando a casa qualche miglioramento. Ascolta la puntata…

8 giugno 2015
Governance
Guida ai fondi strutturali europei
Come sapete l’anno scorso è partita la nuova programmazione settennale dei fondi strutturali europei: 2014-2020. Per l’Italia, sui capitoli della coesione sociale ed economica e dello sviluppo delle infrastrutture, ci sono in gioco 32 miliardi di euro, in gran parte gestiti a livello regionale. Fin qui il Paese non ha brillato quanto a capacità di spesa; tuttavia non è stato l’unico ad avere difficoltà e rispetto al passato sono stati introdotti alcuni aggiustamenti, sia a livello europeo sia a livello nazionale. Ne parliamo con l’autore di “Guida ai Fondi strutturali europei 2014-2020”, Mauro Cappello, componente del Nucleo Verifiche e Controlli dell’Agenzia per la Coesione Territoriale, istituita con la nuova programmazione europea e che avrà, allimite, il potere di commissariare le regioni che non spendono le risorse disponibili. Ascolta la puntata…

13 maggio 2015
Governance
Banda larga e paradossi piemontesi
In questa puntata ci muoviamo tra due paradossi: quello di Settimo torinese, comune alle porte del capoluogo piemontese, che in circa un anno è riuscito nell’impresa di portare quasi tutto il territorio in banda larga, facendo collaborare i tre principali operatori di rete (Telecom, Vodafone e Fastweb); e il paradosso della regione Piemonte, che invece è molto indietro per quanto concerne le infrastrutture di rete, tanto che in varie aree – quelle un po’ meno popolate – non arriva nemmeno l’ADSL, e si va avanti con il vecchio Modem, come negli anni ’90. Un ritardo che potrebbe non essere così diverso da quello di altre regioni italiane, se non fosse che queste, tutte o quasi, si sono mobilitate per colmare il gap, lanciando bandi di gara sia per la banda larga che, negli ultimi mesi, anche per la banda ultra larga. Ascolta la puntata…

12 maggio 2015
Governance
Quali confini per la città metropolitana: il caso del Veneto
Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli e Reggio Calabria, più Roma con disciplina speciale. Le 10 città metropolitane nate dalla riforma Delrio, il cui territorio coincide con quello della vecchia provincia, non hanno la necessaria coerenza dal punto di vista insediativo, ambientale e infrastrutturale, ambiti per ottimizzare i quali le città metropolitane sono state concepite.
Ma mettendo in campo criteri scientifici, che tengano conto di popolazione, densità abitativa e soprattutto della mobilità (studiando la quale si può capire quali centri urbani hanno maggiore capacità di attrazione e su quale territorio la esercitano) è possibile tentare di tracciare i futuri confini delle città metropolitane in modo più coerente. Vi racconteremo di uno studio che ha applicato questo approccio per disegnare un’ipotetica Città metropolitana Veneta, in alternativa all’attuale Provincia di Venezia. Ascolta la puntata…

11 maggio 2015
Governance
Quali confini per la città metropolitana?
La legge Delrio dello scorso aprile ha istituito 10 città metropolitane: Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli e Reggio Calabria, più Roma Capitale. La riforma ha fatto coincidere il territorio delle città metropolitane con quello delle vecchie province, ma questa identificazione è poco convincente dato che le attuali province non riflettono quasi mai un’entità territoriale coerente dal punto di vista né insediativo, né ambientale né infrastrutturale: settori in cui ci aspettiamo che queste nuove entità amministrative svolgano una funzione di coordinamento.
Tuttavia i confini delle città metropolitane non sono definitivi e potranno cambiare in futuro con l’adesione di nuovi comuni. Cerchiamo di capire in due puntate se non esistano dei criteri scientifici legati a popolazione, densità abitativa e soprattutto mobilità, oltre a quelli politici e burocratici, per guidare un tale sviluppo. Ascolta la puntata…

6 maggio 2015
Governance
BIM
BIM sta per Building Information Model, ed è uno strumento avanzato di progettazione destinato a sostituire i vecchi programmi, come il CAD, che da anni vengono utilizzati per progettare edifici.
La differenza sostanziale sta nel fatto che, mentre i vecchi strumenti di progettazione servono per disegnare e maneggiano punti e linee, i software di tipo BIM trattano oggetti fisici, permettendo di creare una versione virtuale dell’edificio che si sta progettando; un modello fisico in grado di simularne il comportamento. Questo nuovo paradigma di progettazione ha molti vantaggi; per esempio permette di evitare, prevedendoli, problemi in cantiere; aumenta la trasparenza e porta a una forte riduzione dei costi di manutenzione dell’edificio. La nuova direttiva europea sugli appalti rende obbligatorio l’uso del BIM negli appalti pubblici, ma manca lo strumento legislativo per renderla operativa anche in Italia. Ascolta la puntata…

8 aprile 2015
Governance
Progetto conta persone
Andiamo a Cesena dove, dopo una prima fase sperimentale, sta per partire il “Progetto conta persone”: un sistema innovativo per contare gli ingressi e le uscite pedonali dal centro storico che, grazie a uno speciale software, permette di ricavare questo tipo di informazioni dall’analisi delle immagini delle telecamere di sicurezza, e quindi senza bisogno di infrastrutture ad hoc. Quando si parla di smart Mobility e di dati di traffico la maggior parte delle infrastrutture sono mirate al conteggio di auto, motociclette, furgoni e ogni altro mezzo di trasporto dotato di ruote, ma anche misurare il flusso pedonale ha la sua importanza, per esempio per valutare la capacità di eventi e iniziative culturali di attrarre pubblico, e quindi, in definitiva, il loro successo. Ascolta la puntata…

7 aprile 2015
Governance
Droni e sicurezza
Forse il momento in cui ordineremo una pizza o un libro, e ci arriverà a casa nel giro di mezz’ora con un drone aereo, non è poi dietro l’angolo. Ci sono un’infinità di problemi da superare prima di concretizzare uno scenario del genere, primo fra tutti quello della sicurezza. Per esempio, per esercitare un minimo di controllo su ciò che gira per le strade si possono sempre mettere delle pattuglie a fare dei controlli, ma come si fa a fermare un drone mentre è in volo per ispezionarlo? Come si fa a controllare un traffico aereo formato da migliaia di piccoli robot volanti ognuno con il suo carico e la sua destinazione? Intanto però le applicazioni, anche solo nel campo del tele-rilevamento, sono già numerose, e una prima soluzione non troppo restrittiva potrebbe venire dall’adozione generalizzata di uno speciale transponder; mentre per situazioni particolari come i cantieri si attende una netta semplificazione normativa. Ascolta la puntata… 

20 marzo 2015
Governance
Se la banca centrale diventa un algoritmo
Il dibattito sulla politica monetaria è estremamente attuale, soprattutto in Europa e soprattutto in tempi di Quantitative Easing. Ma mentre dibattiamo sull’opportunità di una banca centrale più o meno interventista, c’è chi si occupa di come farne a meno del tutto, sostituendola con un algoritmo matematico.
Bitcoin è il primo e più affermato esempio di moneta matematica senza banca centrale. Lanciata nel 2009, ha avuto un grande successo: i 14 milioni di bitcoin messi in circolazione finora, a oggi, hanno un controvalore di 4 miliardi di dollari: niente male per l’iniziativa individuale di un anonimo – e a tutt’oggi sconosciuto – programmatore di software.
Ma l’algoritmo alla base dei bitcoin ha un punto debole: una forte spinta alla deflazione, che non è certo una qualità per una moneta di scambio. Infatti chi la possiede non la cede, in attesa che aumenti ancora di valore, ed ecco perché c’è chi sta studiando nuovi algoritmi per nuove monete matematiche, che non abbiano questo tipo di problemi. Ascolta la puntata…

23 febbraio 2015
Governance
Amped: il software per la polizia scientifica
Creata nel 2008, oggi collabora con le forze di polizia di una quarantina di Paesi. Amped, nata da una tesi di laurea svolta in collaborazione con la scientifica di Padova, ha sviluppato un software specializzato nella elaborazione di immagini a scopo forense. Per esempio, molte delle immagini riprese dalle telecamere di sicurezza sono di pessima qualità: forti riflessi, buio, nebbia, una prospettiva sfavorevole o il semplice fatto che la fotografia sia molto mossa, possono distorcere talmente l’immagine da renderla indecifrabile all’occhio umano. Applicando opportuni “filtri software”, invece, si possono recuperare immagini sorprendentemente leggibili in molte di queste situazioni. Ma al contrario di quanto si potrebbe desumere da famose serie televisive come CSI, le polizie scientifiche, per elaborare le immagini, difficilmente hanno a disposizione sofisticate piattaforme software progettate ad-hoc, ma utilizzano tanti applicativi diversi, nati per scopi del tutto differenti.
Ascolta la puntata… 

20 gennaio 2015
Governance
Il progetto CockpitCI per la sicurezza delle reti elettriche
Si sente sempre più spesso parlare di cyber-terrorismo con riferimento alla possibilità che haker ben addestrati possano colpire le nostre infrastrutture informatiche mettendo in crisi importanti aziende, oppure colpendo i siti di istituzioni nazionali, o ancora rubando dati riservati. Meno nota è la vulnerabilità di altre infrastrutture, come la rete elettrica, che sono diventate col tempo sempre più soggette ad attacchi hacker proprio perché sempre più spesso vengono connesse a internet e gestite tramite internet. Una situazione destinata a divenire ancora più critica in futuro, con lo sviluppo delle smart grid. Il progetto CockpitCI, una collaborazione che vede impegnati istituti di ricerca e gestori di rete provenienti da vari paesi tra cui Norvegia, Israele e Italia, ha l’obbiettivo appunto di rafforzare la capacità di risposta delle infrastrutture di rete nei confronti di scenari critici. Ascolta la puntata…

19 dicembre 2014
Governance
Mettere in pratica un’Agenda digitale per l’Italia
Che l’Italia abbia bisogno di una seria agenda digitale, e soprattutto di metterla in pratica, è una certezza. Da vari anni ormai è un fatto assodato, ma se di piani se ne sono visti molti, di fatti, finora, se ne sono visti davvero pochi. Così dobbiamo augurarci che l’ultimo della serie, denominato Crescita Digitale, reso pubblico qualche settimana fa e su cui è in corso proprio in questi giorni una consultazione pubblica, sia oltre che il più generoso in termini di cifre (si parla di 10 miliardi di investimenti), anche il più concreto. Ma perché l’Italia è così in ritardo su questo fronte? Quali sono gli aspetti più critici e i freni che fino a oggi hanno rallentato lo sviluppo digitale del Paese? Lo chiediamo a Francesco Sacco, membro del tavolo permanente per l’innovazione e l’agenda digitale della presidenza del consiglio, e uno degli estensori del nuovo piano.
Ascolta la puntata…

4 dicembre 2014
Governance
Prevedere il futuro
Dai politici agli imprenditori, dai ricercatori agli operatori economici e finanziari, sono moltissimi i soggetti che per un verso o per l’altro devono preoccuparsi di pianificare e programmare il futuro, e perciò, in qualche misura, anche di prevederlo. Tuttavia in un’epoca di cambiamento accelerato, disseminata di eventi imponderabili eppure di grandissimo impatto (dall’incidente di Fukushima alla comparsa degli smartphone), non è possibile pensare che il domani sia uno sviluppo lineare dell’oggi. Infatti, mentre in tempi di progresso più lento è lecito aspettarsi che il futuro sia un prolungamento dei più importanti processi in atto nel presente, quanto le cose cambiano a velocità esponenziale, quelli che contano sono i segnali deboli e i trend, e soprattutto, la capacità di prepararsi a più scenari, perché nessuno è davvero in grado di prevedere come andrà a finire. Ascolta la puntata… 

20 novembre 2014
Governance
Ingredienti per un Open-Data di successo
Parliamo ancora di Open-Data: vaste collezioni di dati di vario tipo, a partire da quelli relativi alle attività della pubblica amministrazione, che vengono resi liberamente fruibili su internet. La partita molto promettente degli Open-Data è stata affrontata in modo molto superficiale inizialmente, e così si spiegherebbe anche come mai, a parte qualche effetto in termini di trasparenza della pubblica amministrazione, che già si vede, quanto ai tanti servizi e ai nuovi business promessi si vede poco e nulla. Cerchiamo quindi di capire alcuni degli ingredienti di un Open-Data di successo, come la gestione attenta dei commenti e dei suggerimenti degli utenti, e delle discussioni che si sviluppano tra di loro. Strumenti che paiono ovvi nell’era dei social ma che molti dei primi Open-Data pubblicati non mettevano a disposizione degli utenti. Ascolta la puntata…

19 novembre 2014
Governance
I miti degli Open-Data
Il termine Open-Data suscita nel giovane politico rampante un brivido di eccitazione: è un pot-pourri di retorica della rete, della trasparenza e della democrazia partecipata. E qualcosa deve pur esserci di vero, se un altro brivido, ma questa volta di orrore, percorre la schiena di altri politici e di molte burocrazie all’idea di mettere on-line incarichi, stipendi, forniture e appalti; o magari l’erogazione di premi ai dirigenti di un comune per obiettivi mai raggiunti, come è accaduto di recente a Genova.
Ma al di là del versante pur importantissimo della trasparenza, finora si è visto ben poco dei tanti nuovi servizi che gli Open-Data avrebbero dovuto innescare. Forse anche perché intorno a essi circolano una serie di miti che finiscono per portare molte amministrazioni pubbliche a mettere in rete basi di dati inutilizzabili o inutili. Ne parliamo con Marijn Janssen – tra i massimi esperti europei di questa materia. Ascolta la puntata…

28 ottobre 2014
Governance
Un simulatore sociale per il decisore politico

Decine di migliaia di piccole entità virtuali popolano da qualche mese i computer di un gruppo di ricercatori dell’Università di Bologna. Questi esserini vivono una rapida parabola, durante la quale però evolvono, si influenzano tra loro e prendono decisioni e, così facendo, danno vita una simulazione del comportamento della società della regione Emilia Romagna; certo, questa simulazione è ristretta a comportamenti ben specifici che riguardano il settore dell’energia, ma il principio è valido in generale. Questa specie di formicaio virtuale è chiamato “simulatore sociale”, e come il motore di datamining, che serve per saggiare l’opinione pubblica che emerge spontaneamente dai social, è uno degli strumenti sviluppati all’interno del progetto europeo e-Policy, mirato a fornire strumenti al decisore politico, che d’altro canto, sollevano anche qualche interrogativo. Ascolta la puntata…

27 ottobre 2014
Governance
Il progetto e-Policy

In una vecchia puntata di Star Trek, un super-computer governava un’intera civiltà, con risultati – diciamo così – contrastanti. Naturalmente oggi siamo lontani da un tale scenario, tuttavia i tentativi di creare dei software in grado di simulare le dinamiche sociali ed economiche e fare previsioni non mancano. Attualmente l’obbiettivo è fornire strumenti a supporto delle decisioni politiche, come fa e-Policy, progetto europeo: una complessa piattaforma informatica per supportare la pianificazione delle regioni nel settore dell’energia. Messa a punto utilizzando come prototipo la Regione Emilia Romagna, permette di calcolare il probabile esito di una certa scelta politica in campo energetico, come per esempio l’adozione di un incentivo piuttosto che un’altro. E-Policy è la punta dell’iceberg di un fenomeno di grande interesse perché queste simulazioni sono molto sofisticate e il loro impatto sulle scelte dei politici potrebbe essere sempre più rilevante in futuro.
Ascolta la puntata…

13 ottobre 2014
Governance
Progetto TORCIA: lancia l’allarme in anticipo

Grazie all’analisi del flusso di tweet che invadono la rete, oggi è possibile, con largo anticipo rispetto ai canali tradizionali, lanciare l’allarme che un evento calamitoso si è verificato. E’ questo il primo obbiettivo di TORCIA, una piattaforma software sviluppata da un team di partner tra cui Alcatel Lucent, Politecnico e Fondazione del Politecnico di Milano, e finanziata da Regione Lombardia, che grazie a un potente motore semantico è in grado di setacciare l’enorme mole di dati che circola nei social network in tempo reale, alla ricerca di informazioni utili per identificare tempestivamente una situazione di emergenza e rendere disponibili alla protezione civile e anche ai singoli cittadini tutta una serie di informazioni utili. Torcia infatti è anche un’App, che nel momento del bisogno permette di veicolare notizie cruciali come strade chiuse, vie di fuga disponibili ecc.
Ascolta la puntata…

9 ottobre 2014
Governance
Patto di stabilità interno e detrazioni fiscali: intervista col vice ministro dell’economia Enrico Morando

Un pezzo importante della modernizzazione del paese passa dagli investimenti degli enti locali sull’edilizia pubblica, sulle infrastrutture, sui nuovi servizi. Come sappiamo, tuttavia, circa metà dei comuni hanno soldi nelle casse che non riescono a spendere a causa di un patto di stabilità interno assurdo al punto da impedire persino gli interventi volti a ridurre la spesa corrente, come quelli di efficienza energetica. Tuttavia nella legge di stabilità che si sta discutendo in questi giorni, ci sarebbero misure per il passaggio graduale a un nuovo regime contabile basato sul pareggio di bilancio, che dovrebbe garantire gradualmente, alle PA coi conti in ordine e risorse disponibili, di spendere liberamente. Ne parliamo con il vice ministro dell’economia Enrico Morando, che oltre a confermarci la proroga delle detrazioni fiscali per l’efficienza energetica e le ristrutturazioni ne delinea una possibile traiettoria futura.
Ascolta la puntata…

2 ottobre 2014
Governance
i-Protect
Una sorta di kit destinato agli agenti dei corpi di polizia e delle forze dell’ordine: un indumento intimo dotato di sensori che misurano battito cardiaco e pressione arteriosa, e accelerometri che permettono di stabilire se l’agente cammina, corre o è steso a terra. Altri sensori, posti sull’arma, permettono di capire se si trova nel fodero o se è stata estratta, se ha sparato, quanti colpi e quanti ne rimangono, oltre a tutto un sistema di registrazione ambientale che si attiva non appena l’arma esce dalla custodia.
Una sorta di scatola nera che potrebbe consentire di sciogliere dubbi ogni qual volta si sospetta, a torto o a ragione, un uso eccessivo della forza. Tutti questi dati, veicolati da uno smart-phone, che garantisce anche la geolocalizzazione, vengono inviati in tempo reale a una centrale di comando che, così, può prendere decisioni tempestive e coordinare più efficacemente le forze sul campo.
Ascolta la puntata…

29 settembre 2014
Governance
Riuso del software nella PA: il passaparola non basta
C’è un dato che emerge nel rapporto stilato dall’Osservatorio e-Government curato dal Politecnico di Milano, dedicato all’innovazione nella Pubblica Amministrazione, che riguarda il tasso di riuso delle soluzioni informatiche da parte dei vari enti pubblici. Infatti, solo il 16% della Pubblica Amministrazione adotta software già in uso ad altri enti pubblici, e solo il 2% degli enti pubblici ha visto riutilizzare un software sviluppato al proprio interno.
Questa situazione è all’origine di un evidente spreco; ma oltre al passaparola, le pubbliche amministrazioni hanno ben pochi modi per sapere se ciò di cui hanno bisogno è già stato sviluppato da altri. Esistono le banche dati dell’Agenzia per l’Italia Digitale: uno dei tanti Open data pubblici che stanno fiorendo ultimamente, e che però tanto open non sono.
Ascolta la puntata…

10 settembre 2014
Governance
Scuole 2.0
Il comune di Bologna ha messo a punto un nuovo sistema automatizzato che rileva nelle scuole comunali la presenza del personale scolastico, la presenza o assenza di ogni alunno e contestualmente anche l’ordinazione dei pasti, personalizzati per ogni bambino. Ottimizzando il processo, si hanno chiaramente dei vantaggi dal punto di vista di riduzione degli sprechi alimentari, di maggior controllo della spesa e della fatturazione e anche un risparmio per i genitori dei bambini che pagano effettivamente i pasti consumati e non una cifra forfait.
Ascolta la puntata…

5 settembre 2014
Governance
Prove di smart metering multiservizio
Partirà a breve in Italia uno degli esperimenti più avanzati in fatto di smart metering multiservizio. Parliamo della realizzazione di una infrastruttura telematica che utilizza un mix di tecnologie radio, telefoniche e di rete, in grado di raccogliere e gestire opportunamente le misure effettuate dai contatori dell’elettricità, del gas e dell’acqua, nonché di ospitare anche il transito di altri dati, come quelli legati a teleriscaldamento, rifiuti, traffico ecc. La sperimentazione è stata voluta dall’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas, e riguarderà nove città italiane: Torino, Reggio Emilia, Parma, Modena, Genova, Verona, Bari, Salerno e Catania per un totale di circa 60 mila punti di fornitura coinvolti.
Ascolta la puntata…

^Torna all’inizio^

ENERGIA E AMBIENTE

7 settembre 2015
Energia e ambiente
Nanoparticelle fluorescenti per incrementare l’efficienza del fotovoltaico
Parliamo di uno speciale film che, spalmato sul retro delle celle fotovoltaiche, potrebbe aumentare di un terzo il rendimento degli attuali pannelli fotovoltaici. Infatti le comuni celle solari che si trovano in commercio riescono a convertire in energia elettrica non più del 20% dello spettro solare. Ad abbatterne l’efficienza contribuiscono varie cause, tra cui il fatto che ogni cella assorbe solo la luce di certe lunghezze d’onda – in altri termini solo certi colori – mentre è trasparente al resto della radiazione.
Tuttavia, alcuni ricercatori dell’Università di Kyushu, in Giappone, e dell’Università Milano Bicocca hanno trovato il modo di aggirare il problema mettendo a punto il prototipo di un film a base di nanoparticelle fluorescenti in grado di convertire la radiazione a cui la cella fotovoltaica è trasparente in luce che, invece, la cella è in grado di assorbire. Ascolta la puntata…

4 settembre 2015
Energia e ambiente
ELMINMR: il microscopio per le celle a combustibile
Parliamo di ELMIN MR, un nuovo tipo di microscopio in grado di investigare le caratteristiche di celle a combustibile, batterie e altri apparati elettrochimici mentre sono in funzione. ELMIN MR è figlio della risonanza magnetica funzionale, utilizzata da alcuni anni in medicina, grazie alla quale è stato possibile fare grandi progressi nel campo della neurofisiologia proprio perché ha consentito di studiare il funzionamento del cervello in tempo reale. Ora il gruppo di ricercatori dell’Università di Pavia che ha messo a punto questo nuovo microscopio si appresta a utilizzarlo per studiare le celle a combustibile a idrogeno con l’obiettivo di risolvere uno dei problemi più frequenti cui va incontro questa tecnologia cruciale per lo sviluppo dell’economia all’idrogeno: l’avvelenamento da acqua.
Ascolta la puntata…

3 settembre 2015
Energia e ambiente
La prima trasmissione quantistica satellitare è made in Italy
Una collaborazione tra due eccellenze italiane ha portato, all’inizio dell’estate, a un record: unendo le forze, l’Università di Padova e il Centro di Geodesia spaziale dell’Agenzia Spaziale Italiana – che è dotato di uno dei laser per misure geodetiche più precisi al mondo – sono infatti riusciti a realizzare la prima trasmissione quantistica satellitare. Poiché non esistono apparati satellitari che ospitino ricevitori quantistici, l’equipe è ricorsa a uno stratagemma, sparando un raggio laser su satelliti dotati di speciali riflettori, simili a dei catarifrangenti, e misurando poi il riflesso da terra. La crittografia quantistica è considerata strategica dagli esperti di sicurezza informatica dato che rappresenta l’unica possibilità per poter contare, in futuro, su trasmissioni di dati completamente sicure. Un bit quantistico, infatti, non può essere copiato impunemente; qualunque interazione nel mondo dei quanti lascia una traccia visibile: una prova, se parliamo di una trasmissione, che i dati sono stati origliati o manomessi. Ascolta la puntata…

2 settembre 2015
Energia e ambiente
Perfezionato il “vetro fotovoltaico”
Il vetro fotovoltaico, cioè un qualche tipo di superficie trasparente capace di convertire in energia elettrica una parte della luce che lo attraversa, è da anni uno degli sviluppi più ambiti dalla ricerca nel settore dell’energia solare. L’occasione di trasformare in immensi impianti fotovoltaici le facciate di grattacieli e palazzi a vetri, infatti, è a dir poco ghiotta. L’anno scorso, un gruppo di ricercatori americani e dell’Università di Milano Bicocca aveva avuto successo, primo al mondo, nel creare uno di questi vetri fotovoltaici, sfruttando un principio fisico identificato negli anni ’70 che nessuno, però, era stato in grado di tradurre in pratica. Il team italo-americano è riuscito nell’impresa grazie a una dispersione di speciali nano-particelle fluorescenti all’interno di lastre trasparenti, composte da materiali comuni come, per esempio, il plexiglass. Un anno dopo, lo stesso gruppo ha perfezionato la tecnologia, che ora è pronta per l’industrializzazione. Ascolta la puntata…

1 settembre 2015
Energia e ambiente
Un isolamento antisismico invisibile per gli edifici storici
Tra i danni più gravi causati dai terremoti c’è anche la distruzione degli edifici storici. Questi ultimi sono anche i più difficili su cui eseguire gli interventi antisismici perché essi devono risultare, oltre che efficaci, anche invisibili o comunque molto poco invasivi. A tal fine l’ENEA ha messo a punto una procedura capace di isolare un edificio dalle onde sismiche senza modificarlo. L’intervento infatti è sotterraneo, e consiste, in estrema sintesi, nel dotare di speciali ammortizzatori l’intero edificio, ma anche strutture più grandi, per esempio delle dimensioni di un isolato. Oltre che agli edifici storici, questo approccio, senz’altro più complesso e costoso dei metodi tradizionali, può essere applicato anche nel caso di impianti industriali soggetti a rischio di incidente rilevante, per limitare al minimo l’intrusività dell’intervento. Ascolta la puntata…

25 giugno 2015
Energia e Ambiente
Il potere della Neem Cake
C’è chi, come accade in India, la definisce la “farmacia del villaggio”. É la pianta di neem, coltivata in quasi tutte le aree tropicali del pianeta perché se ne ricava un olio con numerose proprietà.
La Neem Cake è quanto rimane di questa lavorazione, uno scarto abbondantissimo a livello planetario e dalle proprietà sorprendenti. La Neem Cake infatti è un ottimo fertilizzante biologico, che in più ha proprietà insetticide e nematocide naturali. La sua efficacia è paragonabile, in alcuni casi, a quella degli agrofarmaci più potenti, ma senza controindicazioni.
C’è un solo problema: trattandosi di uno scarto di lavorazione biologico, le caratteristiche della Neem Cake sono molto variabili; un problema che, tuttavia, un nuovo sistema di etichettatura potrebbe superare. Ascolta la puntata…

23 giugno 2015
Energia e Ambiente
Nuove applicazioni per la lignina
È il bio-polimero più abbondante in natura dopo la cellulosa: è la lignina, presente nelle cellule delle piante; soprattutto le cosiddette “legnose” da cui prende il nome, e a cui conferisce, appunto, la resistenza tipica del legno.
Visto il suo potere calorifico, doppio rispetto a quello del legno, oggi la lignina, che è il residuo di vari processi di lavorazione della biomassa, viene usata soprattutto come combustibile, ma le sue applicazioni sarebbero numerosissime in settori ad alto valore aggiunto quali la farmaceutica e la nutraceutica. Un obiettivo che si scontra con la difficoltà di raffinarla ottenendo composti sufficientemente puri. La lignina, infatti, è un polimero estremamente complesso, formato da tante molecole diverse legate tra loro a formare strutture difficili da smontare. Ascolta la puntata…

22 giugno 2015
Energia e Ambiente
Al Sincrotrone Elettra un passo avanti verso l’elettronica al grafene
La settimana scorsa abbiamo parlato di Flagship Grafene, progetto bandiera dell’Unione Europea che ha puntato su questo settore della ricerca 1 miliardo di euro in dieci anni. Nel campo dell’elettronica, il grafene, il più sottile materiale esistente, formato da un solo foglio di atomi di carbonio, permetterà di progettare circuiti velocissimi, flessibili e persino trasparenti.
Laboratori di tutto il mondo stanno ponendo le basi di questo scenario, e al Sincrotrone Elettra di Trieste è stato fatto un importante passo avanti con la messa a punto di un nuovo processo per realizzare componenti elettronici in grafene.
Infatti il laboratorio di scienza delle superfici del Sincrotrone ha trovato il modo di evitare uno dei passaggi più critici della procedura, ovvero la necessità di staccare i delicatissimi foglietti di grafene dalla superficie su cui erano stati prodotti. Ascolta la puntata…

18 giugno 2015
Energia e Ambiente
Se l’approccio alle ristrutturazioni diventa industriale
Dieci giorni per riqualificare un intero fabbricato è l’obbiettivo del progetto Transition-zero, in pieno svolgimento in Olanda: un edificio viene scansionato grazie a un drone. Se ne ricava un progetto tridimensionale sulla base del quale vengono prodotti grandi pannelli su misura, che contengono l’isolamento, i nuovi infissi e tutti i nuovi impianti. In pochi giorni vengono rimossi i vecchi serramenti e applicate queste nuove pareti multi-funzione; una ritoccatina agli impianti dei bagni e delle cucine e il gioco è fatto.
Di esperienze come questa, che mirano a rendere industriale l’approccio alla riqualificazione degli edifici, abbattendone drasticamente i costi, si occupa Rebuild 2015, a Riva del Garda, arrivata alla quarta edizione. Ascolta la puntata…

11 giugno 2015
Energia e Ambiente
A Varese il primo “teleriscaldamento solare” del Sud Europa
Otto file di grandi panelli, quasi 20 metri quadri l’uno, per un totale di circa 1000 metri quadri di superficie esposta al sole. Quello che avete sentito non è l’identikit di un mega impianto fotovoltaico, piuttosto si potrebbe parlare di “teleriscaldamento solare”, dato che parliamo di un impianto solare che produce acqua calda per un sistema di teleriscaldamento. É il primo del suo genere nel Sud Europa ed è stato realizzato a Varese, dove un impianto di teleriscaldamento rifornisce l’area Sud Est della città: un centinaio di utenze tra cui un ospedale, l’università e alcune industrie. L’impianto solare permetterà di ridurre il consumo di metano di circa 50 mila metri cubi (l’equivalente di 45 mila litri di gasolio) anche perché, essendo integrato in un sistema più ampio – quale, appunto, è una rete di teleriscaldamento – potrà essere sfruttato in modo ottimale. Ascolta la puntata…

5 giugno 2015
Energia e ambiente
Super-materiali: dente di patella batte tela di ragno
Diciamolo: sarà un brutto colpo per i fan dell’Uomo Ragno… Infatti una ricerca condotta dall’Università di Trento in collaborazione con la Queen Mary di Londra ha sottratto agli aracnidi il primato per il materiale più resistente in natura: la tela di ragno, appunto, circa 5 volte più resistente dell’acciaio a parità di peso. A superarlo i denti delle patelle, con cui questi molluschi con una sola valva, ben noti se non altro perché si mangiano, si attaccano tenacemente agli scogli. Composti da una base di chitina – una proteina molto comune – che ingloba cristalli a base di ferro, i denti delle patelle sono 6 o 7 volte più resistenti dell’acciaio, e non si tratta di una semplice curiosità. La cosa più sorprendente di questi super materiali naturali, infatti, è che esibiscono proprietà quasi ideali, mentre i materiali compositi che produce l’uomo hanno performance molto lontane dai loro limiti teorici. Ed è proprio questa la ragione per cui è così importante studiarli. Ascolta la puntata…

1 giugno 2015
Energia e ambiente
L’efficienza energetica entra in banca
Di recente è stato presentato alla Commissione Europea, che a sua volta lo aveva commissionato, il rapporto “Energy Efficiency – the first fuel for the EU Economy. How to drive new finance for energy efficiency investments”: un lavoro molto esteso e approfondito sul finanziamento a lungo termine dell’efficienza energetica nei settori abitativi e industriali, che si è concentrato soprattutto sull’individuazione dei corretti periodi di pay back par varie tipologie di progetti di efficienza energetica. Spesso, infatti, la filiera dell’efficienza energetica si ferma sulla porta della banca. Questo anche perché, con pochissime eccezioni, le istituzioni di credito e in particolare commercial bank, faticano a comprendere i progetti di efficientamento e a valutarne il rischio, e quindi a individuare modelli di finanziamento adeguati. Ascolta la puntata…

27 maggio 2015
Energia e ambiente
Vino, stronzio e tracciabilità
Come fare per stabilire che le uve usate per produrre un particolare tipo di vino provengono realmente da un certo territorio? Al Dipartimento di scienze della terra dell’Università di Pisa è stata messa a punto una metodologia in grado di rispondere a questa domanda. Ogni terreno infatti ha una peculiare composizione chimico-fisica che gli deriva dalla sua storia geologica, e questa lascia una tracce nella vite, che come ogni altro vegetale assorbe i minerali presenti nel terreno. Tra questi lo stronzio, un metallo alcalino presente in piccole concentrazioni un po’ ovunque, e di cui esistono vari isotopi, cioè versioni caratterizzate da identiche proprietà chimiche ma peso leggermente diverso. L’abbondanza relativa di questi isotopi è tipica di molti terreni, e la si trova tale e quale nelle piante che vi crescono sopra. Ascolta la puntata…

26 maggio 2015
Energia e ambiente
Diatom Helmet
Parliamo di un casco di nuova concezione ispirato alle diatomee. Le diatomee sono piccole alghe monocellulari, molto antiche e presenti in tutti i mari; ce ne sono 200 mila specie diverse e sono dotate di un guscio che sembra un concentrato di tecnologia ingegneristica: estremamente resistente agli urti e alla penetrazione. Diatom Helmet imita la struttura e la stratigrafia di questi esseri primordiali, con l’obiettivo di realizzare un casco particolarmente leggero e confortevole. Un’altra caratteristica innovativa di questo oggetto è l’uso di un materiale scoperto solo nel 2007, il d3o, una specie di gel che cambia forma (adattandosi per esempio a quella della testa di una persona) quando viene maneggiato delicatamente, ma che diventa estremamente rigido e resistente se subisce una sollecitazione violenta come un urto. Ascolta la puntata…

25 maggio 2015
Energia e ambiente
Q-cumber
Considerata una tra le 100 migliori idee al mondo alle olimpiadi delle start up di Londra del 2012, l’italiana Q-cumber è una piattaforma web che permette la segnalazione, la valutazione e la gestione degli impatti ambientali; un geo-social forum a cui chiunque può contribuire segnalando una situazione di compromissione ambientale come un odore o un abbandono di rifiuti. Questi dati si aggiungono a quelli pre-caricati (tipicamente dati ufficiali di enti pubblici) relativi ad autostrade, impianti industriali, aeroporti e ogni altra attività con un qualche tipo di impatto ambientale. Insomma, Q-cumber è una specie di google-maps dell’ambiente, che non calcola tragitti ma fa analisi di impatto ambientale e permette la progettazione di interventi di mitigazione, e la Lombardia lo ha già adottato come strumento ufficiale. Ascolta la puntata… 

22 maggio 2015
Energia e ambiente
I virtuosi del packaging
Il nostro Paese ospita una delle filiere di produzione di imballaggi più importanti al mondo: circa 36 miliardi di fatturato che diventano 40 se includiamo i produttori di macchine per l’imballaggio. In comparti come quello alimentare, lo sviluppo tecnologico intorno agli imballaggi è molto forte. Si lavora a tecnologie di confezionamento per conservare gli alimenti più a lungo o senza refrigerazione, a tag intelligenti che “parlano” col frigorifero dandogli informazioni sullo stato di conservazione del prodotto.
D’altro canto, gli imballaggi si trasformano rapidamente in rifiuti, da qui il problema di ridurne al minimo il peso, di renderli più facilmente separabili, di puntare su materiali più sostenibili. Tutte linee guida espresse chiaramente anche dal CONAI, il consorzio nazionale imballaggi, che si occupa della loro raccolta a fine vita. Peccato che troppo spesso, ancora oggi, capiti di imbattersi in vere e proprie matriosche di imballaggi. Ascolta la puntata…

21 maggio 2015
Energia e ambiente
Bio-fertilizzanti
Uno dei fantasmi tipici della nostra epoca è l’esaurimento delle riserve – o almeno delle riserve a buon mercato – di alcuni elementi o minerali. Tra questi c’è il fosforo, che insieme al potassio e all’azoto è uno dei tre macro-nutrienti principali necessari alla crescita delle piante e, quindi, anche un componente fondamentale dei fertilizzanti. Esistono poche miniere di minerali fosfatici concentrate per il 90% in 5 paesi. Le riserve di potassio sono meno critiche e l’azoto non è un problema, dato che è abbondante nell’atmosfera, ma la sua produzione è molto energivora. Un quadro che suggerisce una direzione evidente: servono fertilizzanti rinnovabili, e i biofertilizzanti sono una possibile risposta. L’idea è che al pari di biocombustibili quali il bio-metano, l’impresa agricola possa produrli in proprio all’interno di piccole bio-raffinerie, a partire dai suoi stessi scarti agricoli e di allevamento, rendendosi, tanto per cominciare, indipendente sotto il profilo dell’acquisto di fertilizzanti. Ascolta la puntata…

15 maggio 2015
Energia e ambiente
Trasporti frigoriferi intelligenti
Una tecnologia sviluppata al laboratorio di Chimica e Tecnologia dei Materiali del Centro ricerca ENEA della Casaccia potrebbe consentire ai mezzi di trasporto refrigerati una riduzione nel consumo di carburante del 15-20%. E’ ben noto che un’auto col condizionatore acceso consuma di più: a seconda delle dimensioni (si va dal tir refrigerato al furgoncino della mozzarella), l’applicazione di questa tecnologia significherebbe risparmiare dai 2.000 ai 20.000 litri di gasolio l’anno per ognuno di questi veicoli, che sono 650 mila solo in Europa. Da tempo si sta ragionando sulla possibilità di mettere a punto un sistema di refrigerazione che ricavi l’energia necessaria al proprio funzionamento dalle grandi quantità di calore di scarto che esce dal tubo di scappamento, anziché sottrarre potenza al motore. Tuttavia le complicazioni tecniche sono notevoli per assolvere a questo compito a bordo di un mezzo di trasporto, con vincoli di peso, volume, e legati alla sicurezza. Ora, però, si possono considerare superate e il primo prototipo di furgone con refrigerazione intelligente è già in circolazione. Ascolta la puntata… 

14 maggio 2015
Energia e ambiente
Smart Upgrading: la tecnologia per il biometano made in Italy
Secondo varie stime in Italia si potrebbe fare fronte al 10-20% del fabbisogno di gas naturale grazie al biogas, un mix di metano e CO2 che si forma quando la materia organica si decompone in un ambiente molto povero di ossigeno, a opera di alcuni batteri largamente diffusi in natura.
Il biogas, tuttavia, non può essere immesso nella rete del gas così com’è; prima è necessario depurarlo fino ad ottenere biometano pressoché puro. Questo passaggio è oggi il collo di bottiglia di tutto il processo. Andiamo quindi all’Università di Milano Bicocca dove è stato messo a punto un processo avanzato che per funzionare consuma pochissima energia e utilizza un reagente biologico non pericoloso per l’ambiente nemmeno in caso di sversamento. La tecnologia prende il nome di Smart Upgrading, e un prototipo è già in funzione a Cavenago, dove produce biometano a partire dai gas emessi dalla ex discarica. Ascolta la puntata…

4 maggio 2015
Energia e ambiente
Melixa
Parliamo di un’idea, un progetto alla base di una start-up trentina, Melixa. Melixa ha messo a punto un apparato dotato di sensori multipli che permette di monitorare da remoto, per esempio attraverso uno smartphone, l’attività di un alveare: parametri come peso, umidità e temperatura interni, ma soprattutto il conteggio del via-vai di api impegnate nella raccolta del nettare. All’origine di questo progetto, la necessità di mettere a punto strumenti per la lotta a un fenomeno noto come “sindrome dello spopolamento degli alveari”. Da circa un decennio, infatti, si susseguono grandi e improvvise morie di api, ancora non del tutto spiegate ma certamente legate all’inquinamento. Il fenomeno è sempre più esteso (nel Nord America, per esempio, l’ape selvatica è praticamente estinta) ed è molto preoccupante perché gli Apoidea – la famiglia di insetti cui appartengono le api – sono responsabili dell’impollinazione del 70-80% delle specie vegetali.
Ascolta la puntata… 

24 aprile 2015
Energia e ambiente
KiteGen
Qualche settimana fa abbiamo visto come sia in corso una sfida fra varie tecnologie per riuscire a sfruttare i cosiddetti venti troposferici. Ebbene, una delle più pronte all’escalation industriale, forse le più pronta, è italiana e si chiama KiteGen: l’avevamo già incontrata nel 2011. Parliamo di un sistema che sfrutta grandi kite, in pratica aquiloni o più correttamente profili alari, simili a quelli del kite-surf, per intercettare i venti fino a 2000 metri di quota, dove soffiano molto più intensi e regolari.
Questi grandi kite volteggiano nel cielo, compiendo vere e proprie evoluzioni mano a mano che salgono di quota, e intanto generano una trazione sul cavo che li ancora a terra, la quale viene convertita in energia elettrica.
La tecnologia c’è, e sarebbe giunto il momento di metterla alla prova su piena scala, ma anche trovare il posto per sperimentare (con un aquilone di oltre dieci metri che si tira dietro un chilometro di cavo) non è facile. Ascolta la puntata… 

23 aprile 2015
Energia e ambiente
2 km di futuro
Con un investimento che negli anni ha raggiunto i 15 milioni di euro, il Gruppo Loccioni – una realtà industriale che produce sistemi di misura e controllo automatici avanzati tra le colline marchigiane – ha adottato 2 chilometri di fiume, riqualificandolo dal punto di vista ambientale, ricostruendone gli argini, dotandolo di piste ciclabili e di una vasta sensoristica per il monitoraggio ambientale. “2 km di futuro” – questo il nome del progetto – è la continuazione di un’attività che era iniziata alcuni anni fa con il lancio della leaf community, una vera e propria smart grid su scala locale; una community energetica che coinvolge la comunità residente ad Angeli di Rosora in provincia di Ancona, dove si trovano gli stabilimenti del gruppo.
Insomma un esempio di corporate social responsibility ben oltre gli slogan e, si potrebbe pensare, persino oltre il buonsenso. Sorge infatti una domanda: stiamo ancora parlando di impresa, l’impresa che deve fare utili e garantire redditività, o di mecenatismo, ottimo ma difficilmente ripetibile come esperienza? Ascolta la puntata… 

21 aprile 2015
Energia e ambiente
Biolubrificanti
Torniamo a parlare di chimica verde e in particolare di biolubrificanti, uno dei settori più promettenti di questo mondo in forte sviluppo.
Prima di tutto perché il mondo vegetale produce già una straordinaria varietà di lubrificanti naturali. Ce ne sono di tutti i tipi senza bisogno di tanta chimica, basta identificare, di volta in volta, le colture oleaginose più adatte allo scopo.
Ma soprattutto, perché i lubrificanti finiscono in buona parte per disperdersi nell’ambiente. Oggi questa percentuale è intorno al 45% e non può essere ridotta più di tanto perché non dipende dalla mancanza di procedure di raccolta o smaltimento degli oli esausti, ma da ragioni intrinseche, legate all’uso che dei lubrificanti si fa. Ecco perché è opportuno che una nuova generazione di lubrificanti biodegradabili sostituisca i vecchi lubrificanti di origine fossile. Ascolta la puntata… 

15 aprile 2015
Energia e ambiente
Chimica Verde: dal PET al PEF
Torniamo a parlare di chimica verde e in particolare di un filone di ricerca che mira a sostituire la plastica forse più diffusa al mondo, di certo la più conosciuta: il PET – polietilene tereftalato; la plastica delle bottiglie. Al suo posto potrebbe diffondersi un nuovo materiale, il PEF, interamente o parzialmente ricavato da materie vegetali.
Il PEF – polietilene furanoato – è un polimero ben noto. E’ una plastica con caratteristiche tecniche superiori al PET (maggiore resistenza meccanica, maggiore impermeabilità ai gas) ma è difficilissimo produrlo a partire dal petrolio; difficile e devastante per l’ambiente.
Invece potrebbe essere molto più semplice a partire da materie vegetali.
Ascolta la puntata… 

10 aprile 2015
Energia e ambiente
Sempre più vicino il fotovoltaico alla perovskite
E se nel mondo del fotovoltaico il dominio del silicio stesse per finire? Esiste una nuova classe di celle fotovoltaiche, le celle alla perovskite: un composto a base di calcio e titanio.
In pochissimi anni queste celle hanno raggiunto prestazioni ragguardevoli, sollevando entusiasmo nella comunità scientifica, e proprio in Italia, il gruppo di ricerca guidato dal Prof. Aldo di Carlo dell’Università Tor Vergata di Roma detiene attualmente il record mondiale di efficienza per una cella fotovoltaica alla perovskite prodotta con tecniche industrializzabili: circa il 10%, analoga a quella del silicio amorfo.
Le celle alla perovskite si possono produrre con molta meno energia di quelle al silicio e con tecniche di stampa convenzionale, come nel caso dei ricercatori di Roma, a partire da speciali inchiostri; c’è ancora da fare prima che possano uscire dai laboratori e entrare nelle fabbriche e in passato anche altri concorrenti del silicio erano sembrati pronti a insinuarne il primato. Ma questa, sono in molti a pensarlo, è la volta buona. Ascolta la puntata…

9 aprile 2015
Energia e ambiente
La chimica Verde cambia direzione
L’obiettivo di fondo della chimica verde è sostituire il barile di petrolio e i suoi derivati con un analogo – potremmo dire così – barile di biomassa. Negli ultimi anni questo paradigma è stato inteso quasi esclusivamente in termini di produzione di bio-carburanti: una direzione alla quale hanno contribuito anche gli incentivi, orientando il mercato, e che oggi viene ritenuta meno facile da percorrere di quanto non si pensasse in origine. Non solo: i carburanti sono sì il prodotto più massiccio dell’industria petrolifera, ma anche uno di quelli a minor valore aggiunto. Molte iniziative recenti di ricerca ed imprenditoriali puntano invece in un’altra direzione, guardando al mondo della chimica fine; dei polimeri e della farmaceutica. E’ un mondo dove il valore dei prodotti non si misura in decimi di euro al litro, ma spesso in migliaia di euro al chilo. E dove non servono grandi economie di scala per competere con la chimica tradizionale. Ascolta la puntata…

5 marzo 2015
Energia e ambiente
L’efficienza energetica nel limbo dei decreti attuativi mancanti
Parliamo della situazione ormai paradossale che si è venuta a creare nel mondo dell’efficienza energetica a causa del cumulo di decreti attuativi mancanti, alcuni dei quali ormai da anni. Per esempio: abbiamo recepito la direttiva europea sull’efficienza energetica, ma per tradurla in pratica bisogna definire nuovi sistemi di calcolo per le prestazioni energetiche degli edifici, nuovi requisiti minimi per le nuove abitazioni, nuovi criteri di progettazione. Vanno definiti gli schemi di accreditamento degli operatori di settore: dalle Energy Service Company agli esperti di gestione energetica. Mentre del principale strumento di incentivazione, i certificati bianchi, si attende l’aggiornamento del meccanismo di calcolo. Un limbo che non facilita certo un settore chiave per la crescita e la sostenibilità del Paese. Governo cercasi… Ascolta la puntata…

1 aprile 2015
Energia e ambiente
All’Expo tutto pronto per sperimentare la smart grid
All’Expo verrà sperimentata, su una scala equivalente a quella di una piccola città, una vera e propria smart grid. Tutto – almeno in questo caso possiamo dirlo – è pronto: due sale comando – una principale e una di riserva – monitoreranno dettagliatamente i consumi dei padiglioni della fiera, con la possibilità addirittura di intervenire da remoto su singoli apparati. Per esempio, visto che il tema è il cibo, l’Expo sarà disseminata di frigoriferi e forni elettrici: in una ipotetica situazione di emergenza, sarà possibile per il gestore della rete sospendere per un breve periodo di tempo l’alimentazione a questi carichi elettrici “non vitali”. Più in generale, verrà messo alla prova, per la prima volta in Italia, il cosiddetto modello demand-response, nel quale gli utenti della rete mettono a disposizione del sistema un po’ di flessibilità in cambio di un qualche tipo di sconto o remunerazione. Ascolta la puntata…

27 marzo 2015
Energia e ambiente
Expo: la sfida di una piccola smart city
L’Expo è alle porte e per sei mesi punterà un faro su come nutrire e rifornire di energia sette miliardi di persone e oltre senza mettere in crisi, più di quanto già non siano, il clima e l’ambiente. Ma di fatto, l’area Expo sarà anche la prima smart city italiana, temporanea e piccola rispetto a una città vera e propria, ma comunque un concentrato di tecnologie come non se ne sono mai viste e una occasione per metterle alla prova. Ci saranno la banda ultra larga, una piccola smart grid gestirà l’energia; si sperimenterà un approccio innovativo per quanto concerne la diffusione delle informazioni al pubblico, cioè i cittadini della futura smart city, e naturalmente c’è la sfida della sicurezza. Venti milioni di visitatori in sei mesi con punte di 250 mila persone in un solo giorno non sono uno scherzo da gestire: anche solo evitare situazioni di calca eccessiva è una sfida.
Ascolta la puntata…

25 marzo 2015
Energia e ambiente
Progetto WASP all’Expo 2015
Torniamo a parlare di stampa 3D. In particolare di una delle applicazioni più visionarie e, per certi versi, più controintuitiva di questa tecnologia: stampare case. Può sembrare un’idea bizzarra, ma c’è una vera e propria competizione internazionale tra numerose aziende e start up in questo ambito. In Italia, per esempio, c’è il progetto WASP che probabilmente vedremo all’Expo2015. Parliamo di una mega stampante 3D alta 12 metri, in grado di stampare case composte quasi esclusivamente di terra e acqua e poi essiccate al sole. Uno dei punti di forza di questa tecnologia è proprio quella di abilitare l’uso in edilizia di materiali nuovi e più sostenibili, al posto di cemento e acciaio. Ascolta la puntata…

24 marzo 2015
Energia e ambiente
Un “adattatore urbano” per riparare la città
Le città italiane sono piene di aree industriali dismesse e, soprattutto, di quei retaggi del passato che fanno del nostro Paese uno dei più ricchi per patrimonio culturale, che tuttavia non riusciamo a valorizzare e che in buona parte è lasciato a se stesso.
Recuperare questi spazi di grande valore artistico ma anche “logistico”- pensate per esempio ai saloni alti 4 o 5 metri di tante dimore d’epoca e di come oggi non ci si possa più permettere volumi del genere – richiede spesso la necessità di dotarli di moderne infrastrutture tecnologiche, senza snaturarli.
Progettare impianti leggeri (dalle reti telematiche agli impianti di condizionamento, fino ai servizi igienici) con un design curato e capaci di inserirsi in questi ambienti di grande valore architettonico – come si è fatto per esempio per l’Arsenale di Venezia – è una delle vie possibili per rendere fruibile e far tornare a vivere questo patrimonio, anziché limitarci a conservarlo sotto formalina, come spesso ci limitano a fare… In attesa che scada. Ascolta la puntata…

19 marzo 2015
Energia e ambiente
L’eclissi, il fotovoltaico e le reti elettriche
Il 20 marzo un’eclissi di sole ha coinvolto per la prima volta nella storia un continente, l’Europa, dove una buona parte dell’energia elettrica, durante le ore diurne, viene prodotta dal fotovoltaico. L’ultima eclissi di sole visibile dall’Europa avvenne nel ’99, quando il fotovoltaico era praticamente inesistente. L’eclissi causa una diminuzione piuttosto brusca dell’energia elettrica immessa in rete dal FV, e poco dopo, una sua rapida risalita: parliamo di un’oscillazione della potenza elettrica che su scala europea è equivalente a spegnere e riaccendere, nell’arco di pochi minuti, decine di centrali nucleari. Tutto questo mette alla prova la stabilità delle reti elettriche europee, i cui gestori si devono attrezzare per affrontare l’evento. Vale anche in Italia, dove il sole si è oscurato in modo minore di quanto non avvenuto, per esempio, in Spagna e Germania, Paesi anche questi con una importante dotazione fotovoltaica. E naturalmente non mancano le polemiche.
Ascolta la puntata… 

13 marzo 2015
Energia e ambiente
Realtà aumentata per ristrutturazioni senza brutte sorprese
Non sempre un edificio ristrutturato e riqualificato dal punto di vista energetico rispetta le attese: consumi superiori al previsto, o peggio, muffe o chiazze di umidità dopo la posa di un cappotto o un cambio di infissi, sono spesso il risultato di materiali e componenti edili tecnologicamente avanzati posati male. Al Fraunhofer Institute di Bolzano si stanno domandando come evitare questo tipo di inconvenienti. Le tecnologie costruttive tendono a essere sempre più complesse, e nemmeno la formazione della forza lavoro (che già sarebbe molto) si ritiene sarà più sufficiente in futuro. La risposta della ricerca consiste perciò nella messa a punto di “tecnologie di assistenza” dedicate a supportare il lavoratore edile. Dispositivi mobili come tablet e smart glass, per esempio, possono portare all’applicazione in cantiere di tecniche di realtà virtuale o di realtà aumentata. Ma il primo passo è una progettazione molto più raffinata…
Ascolta la puntata…

12 marzo 2015
Energia e ambiente
Una pompa di calore per le sabbie bituminose
In molti processi industriali si utilizzano grandi quantità di vapore: nell’industria cartaria e in quella alimentare, per citare solo due esempi. Dopo che questo vapore è stato utilizzato, si hanno ancora vapori caldi, magari a 80 o 90 gradi, temperatura alla quale sono inutili e per tale ragione, di solito, vengono dispersi in atmosfera. Ebbene il LEAP (Laboratorio Energia Ambiente dell’Università di Piacenza) ha messo a punto una speciale pompa di calore, in grado di operare con le temperature tipiche di questi vapori, grazie alla quale è possibile riportarli a una temperatura utile consumando poca energia. Per ora il LEAP ha studiato l’applicazione di questa speciale pompa di calore all’estrazione delle sabbie bituminose del Canada – non proprio il massimo dal punto di vista ambientale – ma la tecnologia messa a punto a Piacenza è estremamente flessibile e potrebbe essere usata in moltissimi altri processi. Ascolta la puntata…

11 marzo 2015
Energia e ambiente
Anche le fogne possono diventare intelligenti
A Padova AcegasAcmAmga, l’utility locale, si è lanciata in questa impresa. Di cosa parliamo? Di una mappatura millimetrica della rete fognaria: 1300 km di tubature (e questo solo a Padova) per rappresentare le quali verranno raccolti oltre 3 milioni e mezzo di parametri: lunghezze, diametri, pendenze, profondità ecc. Questa mappa dettagliatissima verrà poi incrociata con i dati pluviometrici allo scopo di identificare, grazie a un modello matematico, i colli di bottiglia della rete fognaria, le zone a rischio allagamento ecc… così da poter concentrare gli interventi laddove diano il massimo dei benefici. Inoltre, dando in pasto allo stesso modello matematico le previsioni del tempo, sarà possibile fare anche prevenzione e limitare i danni causati dalle precipitazioni più intense. Ascolta la puntata…

10 marzo 2015
Energia e ambiente
Eolico troposferico II
Gli esperti di innovazione la chiamano la “valle della morte”: è quella fase, nello sviluppo di una nuova tecnologia, in cui la ricerca considera finito il proprio lavoro, ma la tecnologia non è ancora pronta per il mercato. L’eolico di alta quota, o eolico troposferico, rischia di cadere proprio in questo limbo. Abbiamo visto che sono una ventina le start-up nel mondo che stanno sviluppando progetti – tutti basati su speciali alianti o aquiloni – per riuscire a intercettare i venti che spirano tra gli 800 e i 2000 metri, più intensi e regolari di quelli vicini al suolo, e proprio in Italia si sta sviluppando una delle tecnologie più promettenti. I prototipi ci sono, ma devono dimostrare di reggere ai fenomeni atmosferici estremi e di poter essere controllati (sono pur sempre oggetti volanti) in tutte le condizioni. Per farlo servono prima di tutto normative che chiariscano dove e come si può sperimentare, e possibilmente, anche qualche risorsa economica dedicata. Ascolta la puntata…

9 marzo 2015
Energia e ambiente
Eolico troposferico I 
Recentemente è stato presentato al Parlamento un rapporto che faceva il punto sullo stato dell’arte delle tecnologie per sfruttare i venti troposferici. Ne approfitteremo per fare il punto a nostra volta in due puntate su questo settore di grande fascino e molto promettente. Il punto, come vedremo, è riuscire a intercettare i venti di alta quota. Finora le pale eoliche si sono spinte fino a 200 metri dal livello del suolo. Più si sale di quota e più i venti diventano intensi e regolari, e basta un 25% in più di velocità del vento per raddoppiare la resa di un impianto eolico. Ma per abbattere la barriera dei 200 metri e salire fino a un chilometro o due a intercettare i venti troposferici bisogna cambiare completamente strategia. Niente più grandi tralicci, tanto per cominciare: bisogna staccarsi da terra e volare. E, forse, grandi aquiloni sostituiranno pale e turbine. I progetti, così come gli approcci, sono numerosi, diversificati e in competizione tra loro.
Ascolta la puntata…

6 marzo 2015
Energia e ambiente
Efficienza e antisismicità: per conciliarli serve più ricerca
Il patrimonio edilizio italiano è stato costruito in massima parte in anni nei quali il regolamento edilizio non prevedeva alcun particolare vincolo né per quanto concerne le prestazioni energetiche degli edifici, né per quanto riguarda il comportamento sismico. Per questa ragione, oggi, milioni di edifici in Italia, per un totale di miliardi di metri quadri, hanno bisogno di essere riqualificati. Un’impresa gigantesca, e anche una sfida tecnologica non da poco, visto che riqualificazione energetica e messa in sicurezza dal punto di vista sismico sono obbiettivi non sempre facili da conciliare, in particolare nei climi caldi. Infatti, materiali leggeri e flessibili, in generale, sono preferibili come materiali di costruzione nelle zone sismiche, mentre materiali massicci e pesanti, tendono ad avere un comportamento migliore nelle zone con temperature estive elevate, perché permettono di smorzare i picchi di calore delle ore più calde…Ecco perché serve fare più ricerca… Ascolta la puntata…

2 marzo 2015
Energia e ambiente
Il mercato del fotovoltaico nel 2014
Come è andato il mercato del fotovoltaico nel 2014? Le stime sulla potenza installata l’anno scorso sono ancora incerte: la forbice è compresa tra 400 e 800 Megawatt, metà dei quali realizzati all’interno di SEU, Sistemi Efficienti di Utenza, grazie agli sconti fiscali e para-fiscali di cui godono. Già, perché ormai il fotovoltaico è privo di incentivi e se la gioca ad armi pari sul mercato. Forse, quindi, il dato del 2014 non merita di essere letto negativamente come si è fatto da più parti. Certo, i numeri di solo pochi anni fa sono lontani; lì si viaggiava su un ordine di grandezza superiore, ma il mercato era completamente drogato e quei numeri palesemente insostenibili. Semmai, il 2014 ha dimostrato che il fotovoltaico esiste davvero, anche senza incentivi, e nonostante la recessione e il calo della domanda elettrica. Mentre c’è già chi stima che nel 2015 si tornerà a toccare il Gigawatt (mille Megawatt) di nuove installazioni. Ascolta la puntata…

24 febbraio 2015
Energia e ambiente
SOLWA: una serra solare contro la sete
SOLWA è una start-up innovativa nata nel 2012 come spin off dell’Università Ca’ Foscari di Venezia con l’obiettivo, anzitutto, di trovare una soluzione per fornire acqua potabile in quelle aree del mondo nelle quali non solo l’acqua è un bene scarso, ma in cui spesso mancano anche quelle facilities – prima fra tutte l’energia elettrica – che permettono di ricavare acqua potabile dall’acqua di mare, o da altre fonti idriche in una qualche misura “inquinate”. SOLWA fa tutto questo grazie a una speciale serra solare messa a punto con approfonditi studi di fluidodinamica. Come vedremo, il sistema funziona bene, oltre che per la produzione di acqua potabile, anche per l’essiccazione di legna, alimenti, fanghi di depurazione ecc., tutti processi ad alto consumo di energia. Ascolta la puntata…

20 febbraio 2015
Energia e ambiente
Fotovoltaico a concentrazione: dall’Australia un approccio originale per efficienze da record
Divide et impera. Sembra proprio basato sul vecchio detto romano il nuovo approccio, messo a punto in Australia, al problema di come aumentare l’efficienza dei sistemi fotovoltaici. La ricerca lavora da anni per mettere a punto celle fotovoltaiche sempre più efficienti. Oggi si registrano prestazioni record che in laboratorio superano il 45% di efficienza nella conversione della luce in energia elettrica, ma quando dal laboratorio si passa alle prove sul campo, le prestazioni scendono, e non di poco.
Invece di cercare di creare una cella super-efficiente, i ricercatori dell’Università di New South Wales hanno messo a punto un particolare filtro ottico che suddivide su due celle di tipo commerciale, differenti tra loro, le varie componenti cromatiche della luce solare, raccolta da specchi concentratori. Ogni cella è esposta alla gamma cromatica più confacente, rendendo l’insieme molto efficiente, tanto da raggiungere sul campo il rendimento record del 40,4%.
Divide et impera, appunto… Ascolta la puntata…

19 febbraio 2015
Energia e ambiente
Il ritorno dei Sistemi Efficienti di Utenza
Parliamo dei cosiddetti SEU: sistemi efficienti di utenza. Un SEU è in pratica una configurazione per cui un soggetto giuridico unico, per esempio un’impresa o un gruppo societario, consuma energia elettrica prodotta in loco e a partire da fonti rinnovabili o con sistemi efficienti quali la cogenerazione. In seguito al decreto competitività dello scorso giugno, i SEU godono finalmente di una visibilità di lungo termine sui principali economics, con un forte sconto (ben il 95%) sugli oneri fiscali e para fiscali, che ormai pesano per oltre metà della bolletta elettrica. Questo sconto è possibile perché, quando produzione e consumo di energia sono concomitanti, non serve utilizzare la rete elettrica con tutti i servizi e i costi connessi, e oggi sta diventando la base su cui si costruiscono circa la metà degli impianti fotovoltaici in Italia dopo la fine degli incentivi. Ascolta la puntata…

18 febbraio 2015
Energia e ambiente
Pirolisi e pneumatici
La pirolisi è un processo noto da un secolo e mezzo. Come dice il termine, la pirolisi è un processo che fa uso del calore per decomporre materiali organici, qualcosa di simile alla combustione, ma senza ossigeno. Quando un materiale come il legno, piuttosto che degli pneumatici di scarto, vengono sottoposti a temperature elevate in assenza di ossigeno, quello che succede è che il materiale si disgrega separandosi in una parte gassosa – un gas combustibile chiamato syngas – una parte liquida – di solito degli oli combustibili – una parte solida formata da carbone e altri residui, come i metalli.
I vantaggi di questo approccio sono evidenti: anziché bruciare un rifiuto in modo, diciamo così, un po’ ignorante, questo viene trasformato in materie prime seconde, che possono essere riutilizzate venendo reimmesse in un nuovo ciclo produttivo, o anche utilizzate per produrre energia, ma con processi più efficienti e minori emissioni di sostanze inquinanti. Ascolta la puntata…

12 febbraio 2015
Energia e ambiente
Geotermia al palo
L’Italia è uno dei Paesi con il sottosuolo più caldo del mondo. Ci sono intere aree del Paese (come per esempio buona parte della Toscana e del Lazio) che insistono su immensi giacimenti di acqua calda, con temperature che vanno da poco più di 20 gradi fino al centinaio. Se queste sorgenti “tiepide” venissero sfruttate opportunamente, in queste stesse aree si potrebbe quasi azzerare il consumo di energia per il riscaldamento. Invece la geotermia è al palo ormai da anni: le semplificazioni burocratiche che, per esempio, sono state concesse con lo sblocca Italia alle perforazioni petrolifere, non hanno minimamente sfiorato il mondo della geotermia, pur trattandosi di attività per molti versi simili, e così progetti di sviluppo di nuovi campi geotermici sono bloccati sotto montagne di carta. Certo: in passato ci sono stati episodi di inquinamento e addirittura di sismicità indotta legati allo sfruttamento di risorse geotermiche, ma questi problemi paiono superati, e così potremmo trovarci davanti all’ennesima occasione persa. Ascolta la puntata…

11 febbraio 2015
Energia e ambiente
Se il tombino diventa intelligente
Solo nella città di Roma ci sono circa mezzo milione di tombini per la raccolta delle acque piovane. Per riuscire a controllarli tutti almeno ogni due mesi, verificando, per esempio, che non siano ostruiti o non siano stati rubati, servirebbero qualcosa come 1000 persone: un esercito che nessuna pubblica amministrazione può permettersi, col risultato che gli interventi di manutenzione si fanno su chiamata, quando cioè il problema è già sorto. Smart Manhole è un progetto dell’ACI che, insieme al CNR, ha messo a punto un sistema intelligente di monitoraggio dei punti di raccolta delle acque piovane: grazie ad appositi sensori, montati sugli stessi tombini, permette di verificare se siano liberi o ostruiti, di valutare il livello delle acque nel sistema di drenaggio sottostante e persino di segnalare manomissioni e furti. Ascolta la puntata…

10 febbraio 2015
Energia e ambiente
Un campo solare per dare calore alle industrie di Forlì
A Forlì la pubblica amministrazione si è impegnata nella realizzazione di un progetto per ora unico in Italia: fornire calore di processo alle imprese insediate nell’area, calore prodotto grazie al sole per mezzo di un campo di eliostati. Ventisei grandi specchi parabolici, distribuiti su una superficie di poco superiore a quella di due campi di calcio, concentrano la luce del sole su un tubo in cui scorre un olio in grado di raggiungere e superare i 300 gradi. Questo calore viene poi ceduto alla rete di teleriscaldamento locale, che rifornisce le aziende dell’area, alcune delle quali sono grandi consumatrici di energia termica. Si tratta di un esempio notevole anche per il fatto che è stata la pubblica amministrazione a volere quest’opera, come parte di un progetto mirato, oltre che a salvaguardare l’ambiente, a sostenere la competitività del tessuto industriale locale nel medio lungo termine. Ascolta la puntata…

6 febbraio 2015
Energia e ambiente
ISWEC: una nuova tecnologia per sfruttare il moto ondoso
La sfida è delle più difficili ma in gioco c’è la possibilità di sfruttare l’immensa quantità di energia racchiusa nelle onde del mare e dell’oceano. ISWEC, un generatore di energia da moto ondoso di concezione completamente nuova, verrà sperimentato per la prima volta ad aprile, al largo di Pantelleria. Diciamolo pure. In questo campo le si stanno tentando un po’ tutte, finora con scarsi risultati pratici. Il mare è un ambiente terribilmente difficile, ma il potenziale delle onde è immenso ed è lì da cogliere. Così WaveForEnergy, start-up venuta fuori dall’incubatore del Politecnico di Torino, ci prova con un apparato davvero ingegnoso: un sistema galleggiante con all’interno un grande giroscopio. Il primo segue il movimento ondoso mentre il secondo, una specie di grande trottola, tende a resistervi. Tra i due si sviluppano forze che vengono imbrigliate e usate per produrre energia. Ascolta la puntata…

4 febbraio 2015
Energia e ambiente
Arrivano le navi dual fuel
Continuiamo a parlare del progetto flotta verde della Marina Militare, e in particolare di una tecnologia che la Marina intende sperimentare per prima al mondo: la conversione di una nave a gasolio in un mezzo capace di funzionare, indifferentemente, anche con il GNL, ovvero il gas naturale liquido, mantenuto tale a 160 gradi sotto zero. La tecnologia per farlo esiste solo da poco tempo: sviluppata da un’azienda italiana per essere applicata sul trasporto pesante a terra, verrà testata dalla Marina su un battello da ricerca, e non richiede alcuna modifica al motore, ma solo la sostituzione del serbatoio del gasolio con uno speciale serbatoio criogenico, in grado di mantenere il Gas naturale a 160 gradi sotto zero, temperatura alla quale è appunto liquido. I vantaggi sarebbero molteplici: ambientali, economici, strategici e di filiera industriale. Ascolta la puntata…

3 febbraio 2015
Energia e ambiente
Il progetto flotta verde della marina militare
Parliamo in due puntate del progetto flotta verde della marina militare, il cui obbiettivo è, da un lato, ridurre del 50% la dipendenza della marina dal petrolio, e dall’altro, introdurre carburanti alternativi con migliori performance ambientali, facendo da “lepre”, se così si può dire, per la nautica civile che, tra l’altro, è il settore dei trasporti di gran lunga meno regolato per quanto concerne le emissioni. La marina sta puntando soprattutto sui biocombustibili liquidi, vantaggiosi dal punto di vista delle emissioni di CO2, e sul GNL, cioè il gas naturale liquefatto, che invece è preferibile dal punto di vista delle bassissime emissioni di inquinanti, come particolato, NOX ecc.. La sfida è mettere a punto procedure e tecnologie che permettano di convertire le navi a gasolio in navi dual fuel, con il minimo impatto sia sui motori che sulla logistica dei carburanti. Ascolta la puntata…

2 febbraio 2015
Energia e ambiente
Cina a caccia di cascami termici
Torniamo a parlare di cascami termici, e del loro possibile sfruttamento: enormi quantitativi di calore che vengono sprecati da vari processi, soprattutto industriali, e che invece potrebbero essere utilizzati per produrre energia elettrica. Uno studio della World Bank, per esempio, ha mappato 850 cementifici in cui si recupera il calore dei fumi del forno per produrre energia. Colpisce che 739 di questi siano in Cina. Il gigante orientale ha addirittura reso obbligatorio, per ogni nuovo cementificio costruito, il ricorso al recupero dei cascami termici. In Italia invece, nonostante la presenza di una forte filiera industriale nelle tecnologie del recupero di calore, permangono numerose barriere e, soprattutto, non ci sono politiche che spingano in questa direzione. Ascolta la puntata…

30 gennaio 2015
Energia e ambiente
Fire-Sat: la piattaforma satellitare per combattere gli incendi
Fire-Sat è una piattaforma informatica sviluppata dal CNR IMAA, l’Istituto di Metodologie per l’Analisi Ambientale, che a partire da immagini satellitari consente di fare prevenzione e di fornire indicazioni operative nel corso di un incendio. Fire-Sat è in grado di valutare lo stato della vegetazione, in particolare quanto è secca, e incrociando questi dati con altre informazioni, per lo più di tipo meteorologico, è in grado di stimare il grado di “incendiabilità”, se così si può dire, di un’area; e che tipo di sviluppo avrebbe l’incendio nel caso si verificasse. Inoltre, può aiutare la protezione civile e i vigili del fuoco a stabilire la strategia di attacco più efficace, permettendo di ottimizzare le risorse. Sperimentato in Basilicata, ora lo stanno adottando Cina e Argentina, in attesa che venga preso in considerazione anche dalle altre regioni italiane. Ascolta la puntata…

26 gennaio 2015
Energia e ambiente
Il carburante per razzi del futuro è… la cera
Da alcuni anni si stanno cercando di sviluppare dei propulsori per razzi e per aerei ultra-veloci che funzionino a cera. Missili e quant’altro, infatti, decollano grazie alla spinta fornita da due famiglie di propulsori a seconda del tipo di combustibile: a stato liquido o a stato solido, e ognuno di questi approcci ha i suoi problemi. I razzi a combustibile solido hanno problemi di sicurezza – per esempio non è possibile spegnerli una volta accesi – e sono molto inquinanti. I propulsori a combustibile liquido hanno invece il principale difetto di essere molto complessi e quindi anche molto costosi. Per queste ragioni si sta lavorando su motori ibridi, in grado di unire i vantaggi di entrambi i sistemi di propulsione tradizionali, migliorando la sicurezza e riducendo l’impatto ambientale di queste attività, sempre più frequenti. Ascolta la puntata…

23 gennaio 2015
Energia e ambiente
Fiocchi di grafene per depurare
Scoperto solo pochi anni fa usando una matita e dello scotch adesivo, il grafene sembra essere destinato a divenire uno dei materiali più importanti del futuro. Parliamo di un materiale ultrasottile, un foglio formato da un solo strato di atomi di carbonio (anche se spesso i materiali usati nella realtà hanno più di uno strato) dalle proprietà sorprendenti, l’ultima delle quali sembra essere una straordinaria efficacia nella rimozione degli inquinanti. Una piccola impresa italiana ha infatti dimostrato che con un procedimento semplicissimo e dei fiocchi di grafene è stato possibile rimuovere da un bacino idrico, in Romania, gli idrocarburi disciolti nell’acqua, portando la concentrazione da 300 parti per milione a 0,5. Attualmente non esistono sistemi in grado di rimuovere concentrazioni di inquinanti di questo tipo: si riesce a togliere il grosso, ma non la parte disciolta residua. Il sistema sembra funzionare altrettanto bene con il terreno inquinato e con i fumi di scarico industriali. Ascolta la puntata…

21 gennaio 2015
Energia e ambiente
Un’acciaieria per produrre calore ed elettricità
Andiamo a Brescia dove è in corso di realizzazione, e diventerà operativo a fine ottobre, il primo impianto in Italia per il recupero di calore dai fumi di un’acciaieria, calore che verrà poi ceduto alla rete di teleriscaldamento della città di Brescia o, alternativamente, nel corso della stagione estiva, usata per produrre energia elettrica grazie a una tecnologia chiamata ORC, in grado di sfruttare fonti di calore a temperatura relativamente bassa per produrre, appunto, elettricità. L’energia dei cosiddetti cascami termici, soprattutto di origine industriale, è immensa, ma viene quasi sempre sprecata, mentre potrebbe essere utilizzata con applicazioni di questo tipo, le quali tuttavia sono ancora una rarità. Ascolta la puntata…

19 gennaio 2015
Energia e ambiente
Una turbina Low cost per gli ambienti difficili
Parleremo di una ricerca che ha ricevuto l’HPC INNOVATION EXCELLENCE AWARD, dedicato alle applicazioni più innovative nelle tecnologie del super calcolo. Si tratta del progetto (di cui è stato poi realizzato anche un prototipo) di una turbina idroelettrica molto particolare in quanto pensata per condizioni diverse da quelle tipiche in cui lavorano questi apparati. Le turbine delle centrali idroelettriche sono tra le macchine più efficienti che esistono, ma sono progettate per lavorare in certe condizioni molto precise, allontanandosi dalle quali, le loro prestazioni precipitano. Ma il mondo è pieno di risorse idriche molto meno stabili e costanti, che tuttavia varrebbe la pena sfruttare per produrre energia. La turbina di nuova concezione vincitrice del premio – per i cui calcoli di progetto sono stati necessari alcuni dei più potenti supercomputer europei – va proprio in direzione di intercettare queste opportunità. Ascolta la puntata…

16 gennaio 2015
Energia e ambiente
Travi Vitree Tensegrity
Si chiamano travi vitree tensegrity e si possono considerare un nuovo componente edilizio. Sono state messe a punto con uno studio durato anni all’Università di Pisa: parliamo di travi in vetro capaci di sostituire le travi in acciaio nelle grandi costruzioni. Architetti e urbanisti chiedono da tempo di lavorare con materiali il più possibile evanescenti o addirittura trasparenti, come appunto il vetro, per realizzare edifici e strutture il meno impattanti possibile sul paesaggio. Ma il vetro è fragile, e pur essendo molto resistente alla compressione si rompe facilmente sottoposto a trazione. Problemi che sono stati superati con un design del tutto innovativo: in pratica le travi progettate dall’Università di Pisa sono delle tensio-strutture. Formate da cavi e pannelli triangolari di vetro. Oggi ne esiste un prototipo con una lunghezza (in gergo si parla di luce) di 12 metri, è già si lavora a una versione da 30 metri. Ascolta la puntata…

14 gennaio 2015
Energia e ambiente
Progetto heat4u
Si è concluso poche settimane fa il progetto europeo Heat4u. Ve ne avevamo parlato al suo avvio, ormai più di due anni fa, perché sembrava già allora molto promettente; adesso vediamo quali risultati ha prodotto. Stiamo parlando dello sviluppo di una nuova classe di pompe di calore alimentate a gas con una importante caratteristica: la capacità di lavorare in modo efficiente con la più diffusa tipologia di impianto di riscaldamento, quello a caloriferi. Le pompe di calore, infatti, sono considerate il naturale successore della ben nota caldaia, rispetto alla quale sono molto più efficienti perché riescono a utilizzare anche una quota di energia termica rinnovabile presente nell’ambiente, tuttavia sono poco efficienti quando devono produrre acqua calda ad alta temperatura, e questo, finora, ne ha quasi del tutto impedito la diffusione negli edifici esistenti. Ma il problema, ora, può essere superato.
Ascolta la puntata…

13 gennaio 2015
Energia e ambiente
Distruggere l’amianto col siero di latte
Prendete un kilo di amianto, aggiungete 5 litri di siero di latte e mescolate bene… È l’inizio di una ricetta davvero sorprendente, una ricetta che potrebbe essere anche la soluzione definitiva a uno dei più noti problemi di inquinamento ambientale costituito dalle oltre 32 milioni di tonnellate di cemento amianto – il ben noto eternit – rimasti ancora da smaltire nel Paese… L’Università di Bologna infatti ha messo a punto un processo che unendo due rifiuti, eternit e siero di latte appunto, produce, per ogni tonnellata di eternit smaltito, 2400 kg di idro-pittura, 50 di fertilizzanti, e 30 di magnesio, oltre a co2 pura (350kg) e altri metalli in quantità inferiori, tra cui il prezioso nikel. E in tutto questo, si distrugge chimicamente l’amianto, di cui al termine del processo non resta più traccia.
Ascolta la puntata…

12 gennaio 2015
Energia e ambiente
Distruggere l’amianto
In Italia restano da smaltire almeno 32 milioni di tonnellate di amianto. Ma toglierlo dalla circolazione non è così facile. Di solito viene smaltito in discarica, da dove, però, c’è chi teme che prima o poi possa sfuggire e magari avvelenare il terreno o le falde acquifere. Una seconda possibilità è distruggerlo. Si contano centinaia di brevetti che individuano altrettanti metodi per neutralizzare o distruggere completamente l’amianto, ma fino ad oggi nessuno è mai riuscito a sostituire la discarica. In Francia, per esempio, in alcuni impianti si usa la torcia al plasma: in pratica viene bruciato (l’amianto, che è ignifugo) con costi che sfiorano i 1000 euro a tonnellata. Altri metodi si basano su acidi e così via… Ma da una ricerca del CNR potrebbe essere arrivata una soluzione sorprendente.
Ascolta la puntata…

9 gennaio 2015
Energia e ambiente
Dal siero di latte ai biocarburanti
L’industria lattiero casearia italiana fattura oltre 14 miliardi l’anno, nello stesso lasso di tempo, produce anche 8 milioni di litri di siero di latte che è classificato come rifiuto speciale. Ecco perché parliamo di come si stiano mettendo a punto vari processi che consentono di valorizzare questo scarto così abbondante. Per esempio, è possibile estrarre la parte proteica, (circa il 7%), che è dotata di proprietà nutrizionali e farmacologiche molto peculiari. Ma soprattutto si possono mettere a punto processi ad hoc per produrre biocarburanti. Il siero di latte, infatti, è ricco di zuccheri, in particolare lattosio: 40/50 grammi al litro. Questo carico zuccherino può essere convertito in bioetanolo, un alcol utilizzato come biocombustibile liquido, oppure in biogas, con cui rendere quasi del tutto indipendenti gli stessi caseifici dal punto vista energetico. Ascolta la puntata…

17 dicembre 2014
Energia e ambiente
Personal Factory
Oltre all’onnipresente calcestruzzo, in edilizia si usano centinaia di prodotti diversi: parliamo di rasanti, colle, stucchi, impermeabilizzanti, intonaci e così via. Si tratta di miscele composte per il 98% da cemento, calce o sabbia, materiali che si trovano ovunque, mentre il restante 2% è chimica: additivi – un centinaio – miscelati tra loro in varie proporzioni. Un po’ come le spezie in cucina, è questo due per cento a fare la differenza, a patto di saperlo dosare con sapienza, cosa non facile. Risultato: milioni di camion pieni per il 98% di comunissima sabbia percorrono e ripercorrono l’Italia, mentre basterebbe far circolare quel 2% di prodotti chimici di alto valore, da miscelare sul posto con materiali edilizi prodotti localmente, per risparmiare denaro e inquinamento inutile. Da questa constatazione è nata Personal Factory, una start-up che ha messo a punto una tecnologia, Origami: una sorta di mini fabbrica che, in soli 6 metri quadri, è capace di confezionare qualunque materiale edilizio a partire dai componenti di base. Ascolta la puntata…

12 dicembre 2014
Energia e ambiente
Fusione fredda: l’ultimo esperimento sull’E-cat

Lo scorso 8 ottobre è stato reso pubblico il report dell’ultimo esperimento condotto sull’E-cat, il misterioso apparato – si tratterebbe di un reattore a fusione fredda – inventato da Andrea Rossi. Il test è l’ultimo di una serie attraverso cui si sta cercando di capire se l’E-cat funziona realmente, visto lo scetticismo della comunità dei fisici, ed è stato condotto dallo stesso team del test precedente, composto da esperti provenienti dall’Università di Bologna, dal Royal Institute of Technology e dall’Università di Uppsala. L’apparato è stato mantenuto in funzione per 32 giorni, durante i quali ha esibito un COP sempre superiore a 3 operando tra i 1200 e i 1400 °C circa, e producendo energia ben oltre la soglia compatibile con qualunque reazione chimica. Ma la novità più importante è che per la prima volta è stato possibile analizzare sia il combustibile sia le ceneri, che secondo il team di esperti mostrerebbero segni evidenti di reazioni nucleari. Abbiamo intervistato Bo Hoisted, Professore di Fisica Nucleare all’Università di Uppsala, che ha partecipato al test. Ascolta la puntata… 

11 dicembre 2014
Energia e ambiente
Fusione fredda: a che punto stiamo

Molti ricorderanno la vicenda di Andrea Rossi e dell’E-cat, torniamo a occuparcene dopo circa un anno e mezzo e a due mesi dalla pubblicazione del report riguardante l’ultimo esperimento sul misterioso apparato dell’inventore, che funzionerebbe sulla base delle cosiddette LENR: Reazioni Nucleari a Bassa Energia, alias fusione fredda. Di questo secondo test, dove finalmente è stato possibile analizzare il combustibile, parleremo nella prossima puntata con il fisico nucleare dell’università di Uppsala Bo Hoisted, che ha partecipato all’esperimento. Cercheremo di ricostruire brevemente il quadro in cui si svolge questa vicenda, di cui Rossi è uno degli attori, e soprattutto di spiegare perché è giusto rendervene conto, nonostante lo scetticismo – peraltro comprensibile – della maggioranza della comunità scientifica. Ascolta la puntata…

10 dicembre 2014
Energia e ambiente
Quantum-dot per la generazione elettrica del futuro

Una ricerca congiunta del Californian Institute of Technology e dell’Università di Milano Bicocca ha posto le basi per sviluppare una nuova generazione di dispositivi fotovoltaici e (usando un termine non ufficiale ma che rende l’idea) “termovoltaici” molto più efficienti degli attuali. Siamo nel campo delle nanotecnologie, e in particolare dei cosiddetti quantum dot: piccolissimi aggregati composti da pochi atomi che godono di proprietà molto speciali. In particolare, la ricerca ha dimostrato che quantum-dot opportunamente progettati – specialità in cui alla Bicocca sono tra i più bravi al mondo – sono in grado di intrappolare l’energia luminosa o termica, e di trattenerla al loro interno, senza che si degradi, per un periodo di tempo sufficientemente lungo da consentire di processarla e trasformarla in una forma di energia utile, tipicamente energia elettrica. E’ un progresso importante che, per ora, è valsa ai ricercatori la copertina di Nano Letters. Ascolta la puntata… 

9 dicembre 2014
Energia e ambiente
Arriva il Radar che misura la CO2 e scova i terroristi

Dalle emissioni di CO2 di una foresta in fiamme alla nuvoletta di acetone che si leva da un laboratorio clandestino intento a fabbricare esplosivi caserecci. Immaginate di poter rilevare queste sostanze, le loro concentrazioni e la loro distribuzione nello spazio tenendovi a distanza: facciamo un buon chilometro.
Roba da Start Trek: diciamolo! Il tricorder in più aveva che lo tenevi nel palmo di una mano, ma per il resto ci siamo. Infatti, il particolare radar ottico progettato dall’ENEA (in gergo LIDAR) è un po’ più ingombrante ma è stato progettato per misurare con precisione la concentrazione di CO2 nel pennacchio di un vulcano, il cui aumento è segno di un’eruzione imminente, ma può essere adattato a vari tipi di molecole, tra cui i precursori di esplosivi e vari tipi di sostanze inquinanti. Una specie di super sensore, insomma. Ascolta la puntata…

8 dicembre 2014
Energia e ambiente
Intensità energetica: un parametro più sensato per perseguire l’efficienza energetica in Europa

Già considerato deludente, il 27% di efficienza energetica al 2030 che l’Europa si è data come obiettivo è calcolato sulla base del consumo di energia: un indicatore che confonde crisi ed efficienza energetica. In Italia, per esempio, i consumi di energia sono tornati indietro di 20 anni, ma non perché siamo stati particolarmente bravi a rendere più competitive le nostre industrie, e più efficienti le nostre case e i trasporti, bensì per effetto della crisi economica: molte fabbriche hanno chiuso e quelle rimaste lavorano a ritmi ridotti. Risultato: si consuma meno energia. In macro-economia si usa da sempre un altro parametro: l’intensità energetica (il cui uso è su base volontaria in Europa) e cioè il consumo di energia per unità di ricchezza prodotta; più coerente e utile a indirizzare gli sforzi verso le soluzioni che uniscono sostenibilità energetica ed economica. Ascolta la puntata…

2 dicembre 2014
Energia e ambiente
I led raddoppiano l’efficienza

Stanno ormai per sbarcare sul mercato: sono i super led annunciati per la prima volta questa primavera da parte di CREE, uno dei giganti dell’industria del led. Oggi, i led più performanti arrivano a produrre fino a 100 lumen per ogni watt di potenza elettrica impiegata: il nuovo dispositivo led, basato sul carburo di silicio, arriva a 200. Parliamo di un raddoppio netto di efficienza che ha ricadute cruciali per questa famiglia tecnologica, dato che comporta una netta riduzione del surriscaldamento del dispositivo durante il funzionamento, uno degli aspetti più difficili da gestire, che pone limitazioni alle dimensioni dei led e ne limita fortemente la durata.
Resta invece tutta da costruire una cultura dell’illuminazione, che vuol dire fare buon uso della tecnologia, e questo non sempre accade nelle nostre città. Ecco perché segnaliamo un concorso: riprenditi la città, riprendi la luce, dedicato ai giovani che, con un video clip di 1 minuto, vogliono cimentarsi sul rapporto tra la città e la luce. Ascolta la puntata…

1 dicembre 2014
Energia e ambiente
Arriva il super-isolante bio

Abbiamo parlato tante volte a Smart city di come – per ridurre il consumo di energia degli edifici – sia necessario dotarli di un isolamento efficace. Tuttavia questo obiettivo si scontra con la difficoltà di intervenire in contesti dove vi sono limiti allo spessore dello strato isolante che si può installare (come accade quando si riqualifica un edifico storico), e con il fatto che la produzione di alcuni isolanti tradizionali impiega sostanze dannose per l’ambiente. Per questo la ricerca è impegnata a sviluppare nuovi materiali e, recentemente, una ricerca finanziata dallo Swedish Strategic Foundation e condotta tra l’altro in collaborazione con il Politecnico di Torino ha conquistato le pagine di Nature Nanotechnology con un nano-materiale del tutto innovativo: un mix di cellulosa, grafene e sepiolite, un minerale naturale, con prestazioni straordinarie di isolamento e resistenza al fuoco, e del tutto neutro per l’ambiente. Ascolta la puntata…

28 novembre 2014
Energia e ambiente
Bio-On
Ne avevamo parlato già un paio di anni fa perché si tratta di una delle storie industriali e di ricerca più rilevanti al mondo per quanto concerne la sostituzione dei materiali di origine plastica che utilizziamo abitualmente (dal polietilene ai policarbonati ecc.) con una nuova generazione di polimeri a basso impatto ambientale. Si tratta di Bio-On, azienda dell’Emilia Romagna che ha selezionato una famiglia di batteri molto speciale, che quando ingrassa, invece di mettere su ciccia, mette su… plastica…. Si tratta per la precisione di Poliidrossialcanoati, un termine difficile per definire una molecola in grado di formare polimeri con le stesse proprietà delle plastiche che conosciamo, ma con una differenza: seppellite questi polimeri nel terreno, o immergeteli in acqua di mare o di fiume, e i microrganismi che popolano questi ambienti se li mangeranno come fossero di cioccolato, facendoli sparire in pochi giorni. Ascolta la puntata… 

27 novembre 2014
Energia e ambiente
Micro4You: microbi per tutti i gusti
Si sono adattati a tutti i possibili habitat del Pianeta, e state certi che se create un habitat nuovo, prima o poi ve lo troverete invaso da qualcuno di loro: parliamo di batteri e altri microrganismi che sono sulla Terra da molto prima di noi e i cui discendenti, quasi certamente, assisteranno anche alla nostra dipartita. Nel frattempo, però, possiamo servircene per i più svariati scopi, così come fa Micro4You, una start-up che si è specializzata nel selezionare in natura ceppi batterici e di altri microrganismi dotati di qualche speciale attitudine. Dai fermenti lattici per combattere la moria delle api, di cui tanto si è parlato negli ultimi anni, fino ai batteri mangia-smog capaci di ripulire i monumenti, o di assicurare alle piante una maggiore resistenza alla siccità. Le possibilità sono davvero moltissime… Ascolta la puntata… 

26 novembre 2014
Energia e ambiente
D-orbit: il dispositivo anti-spazzatura (spaziale)
Uno dei problemi con cui deve fare i conti la Stazione Spaziale Internazionale, su cui in questo momento si trova la nostra Samantha Cristoforetti, sono i detriti spaziali. Nessuna corazza è in grado di resistere a un urto con un oggetto di diametro superiore al centimetro lanciato a 35 mila km orari, velocità per nulla straordinaria per del materiale orbitante. A riempire l’orbita bassa di rifiuti sono state proprio le attività spaziali umane: degli oltre 6000 satelliti spediti nello spazio finora, 5000 sono ormai fuori controllo e rischiano di colpire altre attrezzature spaziali o di rientrare sulla terra incontrollati. E il problema, se non vi si porrà rimedio, è destinato ad aggravarsi in futuro rendendo problematiche le attività spaziali. D-Orbit, un dispositivo sviluppato da una start-up italiana, potrebbe risolvere il problema e l’anno prossimo verrà testato dalla NASA. Ascolta la puntata…

18 novembre 2014
Energia e ambiente
The Barn House: per stare caldi basta un cavallo
Se la vostra casa è ben isolata ed efficiente, tutto quello che potrebbe servirvi per riscaldarvi, anche in un clima freddo è… un cavallo. E’ quanto si sta sperimentando con la Barn House, a Okinawa, isola dell’arcipelago giapponese caratterizzata dal clima particolarmente rigido, dalla presenza di estese aree boschive e, manco a dirlo, di un bel po’ di cavalli. Nella Barn House, il riscaldamento è garantito dalla fermentazione delle deiezioni dell’animale, che raggiungono facilmente i 70 gradi – abbastanza per produrci acqua calda – trasformandosi infine in un ottimo concime. Naturalmente quella della Barn House è un’idea provocatoria, come quasi tutte quelle che finiscono per aggiudicarsi il primo premio della “The next generation sustainable house”, concorso di architettura organizzato dalla compagnia giapponese LIXIL, che ha come obiettivo proprio quello di rompere gli schemi tradizionali e farci riflettere. Ascolta la puntata…

17 novembre 2014
Energia e ambiente
Tortellino HPC
Se mettete per dieci secondi una mano in una stanza dove c’è aria a 100 gradi non succede granché: d’altronde è più o meno la temperatura di una sauna. Se invece la immergeste in acqua bollente finireste dritti all’ospedale. Questo perché i liquidi sono immensamente più efficaci dei gas nel trasmettere (o sottrarre) il calore. Su questo principio si basa Tortellino HPC, start-up romagnola che si è specializzata nel ridurre drasticamente i consumi dei centri di calcolo – dovuti in gran parte al raffreddamento dei computer – semplicemente… mettendo i server a bagno! Naturalmente l’acqua non va bene: ci vuole un liquido che sia anche un isolante, e Tortellino HPC ha messo a punto un liquido di origine vegetale che assolve perfettamente la funzione. Unico effetto collaterale conosciuto: è un potente lassativo. I computer vengono denudati dello chassis e privati delle ventole, che consumano molta energia e non servono più, e quindi immerse nel bio-liquido. Ascolta la puntata…

13 novembre 2014
Energia e ambiente
Gli aerogel
Per anni ha potuto permetterseli giusto la NASA, che ci imbottiva navicelle e tute spaziali per isolarle dalle temperature estreme dello spazio. Parliamo di una classe di materiali, gli aerogel, scoperti negli anni ‘30 e rimasti inapplicati per decenni a causa del loro costo. Sono materiali composti soprattutto da aria, inglobata da una struttura leggerissima a base, per lo più, di silicio o carbonio: insomma, una specie di schiuma solida super leggera. Negli ultimi anni, nuovi processi industriali – oltre alla crescita del settore green building – hanno consentito di abbattere il costo di produzione degli aerogel tanto da renderne possibile l’uso come materiali per l’edilizia. In quanto a proprietà isolanti, infatti, gli aerogel surclassano tutti i materiali tradizionali, e permettono di realizzare coibentazioni estremamente sottili, con cui, per esempio, intervenire sulle facciate di edifici di pregio, e in tutte le situazioni in cui non si vuole o non si può sacrificare spazio a vantaggio dell’efficienza energetica. Ascolta la puntata…

12 novembre 2014
Energia e ambiente
Detrazioni fiscali e rinnovamento edilizio: come potenziare il meccanismo
Abbiamo visto che dei 190 miliardi spesi dagli italiani, dal ’98 a oggi, per operazioni di riqualificazione edilizia, solo l’1% o il 2% ha portato a riqualificazioni profonde, capaci per lo meno di dimezzare il consumo energetico degli edifici. Inoltre, da questa statistica sono quasi assenti i condomini, dove vive la stragrande maggioranza degli italiani. Tra le cause di questo dato negativo c’è il fatto che il principale strumento di incentivazione in vigore in Italia, ossia le detrazioni fiscali del 50% e del 65%, sono poco o nulla attraenti per una larga fetta della popolazione (basta pensare ai pensionati) che ha un prelievo fiscale insufficiente per poter godere appieno delle detrazioni. Ci sono alcune proposte che, per esempio coinvolgendo le banche, mirano a rendere monetizzabili le detrazioni, andando ad allargare la platea dei beneficiari senza di fatto gravare sulle tasche dello Stato. Ascolta la puntata…

11 novembre 2014
Energia e ambiente
Detrazioni fiscali e rinnovamento edilizio: cosa non va
Le detrazioni fiscali del 50% e del 65% dedicate alle riqualificazioni edilizie, recentemente confermate dal governo, sono considerate una delle misure economiche di maggior successo degli ultimi anni; le uniche che hanno mantenuto a galla, se così si può dire, il settore dell’edilizia durante la crisi. Tuttavia, ci sono almeno due grossi problemi. Primo: solo il 3% delle riqualificazioni sono profonde, cioè abbattono di almeno il 50% i consumi energetici dell’edificio, e questo significa che si è persa un’occasione. Secondo: una vasta fetta della popolazione resta esclusa dai benefici delle detrazioni fiscali, e bastano pochi no per bloccare una decisione in un’assemblea condominiale dove magari la maggioranza degli inquilini sarebbe favorevole a un intervento. Insomma, si potrebbe fare di più e meglio, e recentemente, nel corso di un convegno a Palazzo Marino, dedicato alla campagna di riqualificazione Renovate Europe, sono emerse varie proposte per superare le criticità attuali. Ascolta la puntata…

10 novembre 2014
Energia e ambiente
Edilizia efficiente a Bolzano: perché i conti non tornano
Completato pochi anni fa, il quartiere Casanova è stato il primo grande progetto del Comune di Bolzano sull’efficienza energetica in edilizia: un’ampia operazione di edilizia sociale; un complesso di condomini in calasse A in grado di ospitare 3000 persone, all’avanguardia dal punto di vista dei servizi e della mobilità. Tuttavia molti residenti hanno denunciato problemi, chi troppo secco, chi tropo umido… ma soprattutto consumi più alti del previsto. In qualche caso molto più alti. E così è partita subito la querelle: ma non è che questi grandi progetti di edilizia super efficiente, sono una fregatura? Ebbene, una ricerca dell’EURAC (l’Accademia Europea di Ricerca di Bolzano), grazie alla tradizione bolzanina per cui dal 2008 tutti i progetti di edilizia sociale prevedono il monitoraggio, ha permesso di fare chiarezza e di capire come mai i conti non tornano, evidenziando che a pesare sono soprattutto i comportamenti degli inquilini. Ascolta la puntata…

6 novembre 2014
Energia e ambiente
Smart Rainfall System
Alla Smart City Exhibition di Bologna è stata premiata l’invenzione di una piccola azienda genovese, che ha messo a punto Smart Rainfall System, un sistema altamente innovativo per misurare le precipitazioni. Dati precisi, e in tempo reale, sulle precipitazioni atmosferiche permettono, per esempio, di capire dove si verificheranno piene di fiumi e ruscelli, dove possono verificarsi smottamenti ecc.
Normalmente queste informazioni si ottengono grazie a costosi radar meteorologici (non si arriva a 20 in tutta Italia), mentre Smart Rainfall System utilizza il deterioramento che la pioggia e le altre precipitazioni inducono sul segnale televisivo satellitare. Il disturbo viene misurato da una scatoletta applicabile a una qualunque delle parabole per satellite che ormai quasi tutti abbiamo sul tetto. Ascolta la puntata…

5 novembre 2014
Energia e ambiente
Un progetto per riciclare le batterie al litio
Dal 2000 a oggi, il consumo di batterie al litio è decuplicato. E sempre sul litio poggiano molte delle speranze di riuscire a produrre, in futuro, batterie più potenti di quelle attuali, in grado di “alimentare” una rivoluzione nei trasporti e nel mondo dell’energia. Sta di fatto che i prodotti di oggi sono i rifiuti di domani, per di più i giacimenti di litio sono pochissimi sulla faccia della terra, e concentrati in ancor meno Paesi: due buone ragioni per pensare al riciclo. Ma riciclare il litio è tutt’altro che facile, si tratta di un elemento molto infiammabile e difficile da trattare. Per questo il Cobat, che da 25 anni gestisce il riciclo delle batterie, e il CNR hanno stretto un accordo per mettere a punto un sistema efficiente e sicuro per riciclare le batterie di oggi e di domani. Ascolta la puntata…

4 novembre 2014
Energia e ambiente
Bolle e sostenibilità
Non c’è film sui sommergibili in cui l’addetto al sonar, a un certo punto, non gridi: “Suoni di cavitazione! Suoni di cavitazione!”. La cavitazione è quel fenomeno per cui, quando si sottopone un liquido a una forte depressurizzazione – come accade su lato posteriore delle eliche quando girano al massimo – si formano delle bolle che poi collassano improvvisamente e così violentemente da produrre al loro interno pressioni elevatissime e temperature che possono arrivare, anche se per un breve istante, a migliaia di gradi. La cavitazione è uno dei tanti fenomeni collegati alla fisica delle bolle, le quali hanno un gran numero di proprietà sorprendenti. Una giovane società italiana infatti, Biokavitus, ha messo a punto procedimenti che, sfruttando le bolle, permettono di depurare acque industriali, trattare reflui animali e forse, un domani, anche di produrre energia. Ascolta la puntata…

3 novembre 2014
Energia e ambiente
Progetto Hidro-life
Da qualche anno c’è un gran fermento intorno a fognature e depuratori, acque reflue e scarichi fognari: c’è chi ci fa biogas, chi bio-plastiche, chi ne tira fuori fertilizzanti e acqua purissima, chi ci coltiva alghe e così via. Il progetto Hidro-life è uno dei primi tentativi di produrre energia elettrica in un impianto di depurazione sfruttando il dislivello tra varie parti dell’impianto; configurazione peraltro comune in molti impianti. Il principio è lo stesso delle tradizionali centrali idroelettriche, ma in questo caso le turbine hanno a che fare con un liquame molto aggressivo e materiali “solidi”, per cui ci vogliono tecnologie speciali. Ma una volta superati i problemi tecnici, il modello sarebbe largamente replicabile. Ascolta la puntata…

31 ottobre 2014
Energia e ambiente
Accumulo termico stagionale: il caso Braedstrup
Continuiamo a parlare di accumulo termico stagionale, un passaggio cruciale per riuscire a incrementare la quota di energia solare nel mix energetico. Infatti il sole abbonda quando ce n’è meno bisogno, ed è quindi necessario prevedere sistemi di stoccaggio che facciano scorta di calore d’estate per poi renderla disponibile d’inverno: strada che solo di recente si è iniziato a percorrere con un po’ di convinzione. Così, dopo aver parlato del progetto della città di Marstal, andiamo a Braedstrup, sempre in Danimarca, dove è stato realizzato un accumulo termico di concezione diversa: in questo caso il calore, prodotto da un campo di pannelli solari termici, anziché in grandi vasche piene d’acqua viene immagazzinato direttamente nel terreno. Ma affrontiamo anche soluzioni, molto più semplici, che sarebbero praticabili nei contesti più piccoli, come il condominio o la singola abitazione. Ascolta la puntata…

30 ottobre 2014
Energia e ambiente
Accumulo termico stagionale: il progetto SUNSTORE
A Marstal, piccola cittadina della Danimarca, grazie al progetto SUNSTORE è entrato in funzione il più grande accumulo termico solare d’Europa. In pratica, un campo di pannelli solari termici, durante l’estate, riscalda 75.000 metri cubi d’acqua contenuti in una grande cisterna, ben isolata e posta sottoterra. Questa riserva di calore viene poi utilizzata nel periodo freddo, col risultato che la domanda di acqua calda e riscaldamento delle 1500 utenze cittadine viene soddisfatto per il 55% da energia solare… in un Paese non proprio famoso per il clima. Ma l’aspetto più interessante è forse il costo dell’energia: 2c€ per kWh termico quello dichiarato. Tanto che Marstal non manterrà a lungo il primato: sempre in Danimarca, molto attiva su questo fronte, è già in costruzione un impianto grande il doppio. L’accumulo termico stagionale è la via maestra per aggredire la pancia del consumo residenziale con le rinnovabili. Ascolta la puntata…

29 ottobre 2014
Energia e ambiente
Acciaio pre-ridotto per dare un futuro all’industria siderurgica
C’è l’Ilva di Taranto, e ci sono le acciaierie di Piombino. Luoghi e nomi che oggi sono sinonimo di crisi di un’industria, l’industria siderurgica, schiacciata da una concorrenza internazionale che può contare su un costo dell’energia più basso e, in molti casi, su normative ambientali lasche, per non dire assenti.
Ma una soluzione, per quanto non facile, potrebbe esistere e ha un nome ben preciso: acciaio pre-ridotto. Si tratta di un processo industriale per la produzione dell’acciaio completamente diverso da quello tradizionale, che fa uso non di carbon coke – come si fa negli altoforni – ma di gas naturale, e perciò con un impatto ambientale intrinsecamente più basso: -60% di CO2, ed emissioni di sostanze inquinanti ridotte al lumicino. Questo procedimento si sta diffondendo rapidamente in tutti i Paesi, tra cui gli USA, dove il gas è a buon mercato, ma anche in Europa e in Italia potrebbe funzionare, a patto di fare alcune scelte di politica energetica. Ascolta la puntata…

20 ottobre 2014
Energia e ambiente
Spazzatura pneumatica
Probabilmente meriterebbe un posto tra le dieci infrastrutture più avanzate della Smart city, ma in realtà ce ne sono solo pochi esempi e su scala mai troppo estesa: è la “spazzatura pneumatica”, un sistema sotterraneo di tubi al cui interno i rifiuti viaggiano spinti da aria compressa fino a raggiungere un punto di raccolta, da dove vengono prelevati dopo essere stati ridotti in volume. Sistemi di questo genere, che possono arrivare fin dentro singole case o appartamenti, fanno sparire, insieme, quasi tutti gli inconvenienti legati alla raccolta differenziata dei rifiuti: da quelli di tipo igienico, dovuti alla necessità di conservare in casa i rifiuti per alcuni giorni; al traffico e all’inquinamento acustico causato dai mezzi di raccolta, oltre che al costo di gestione e ai consumi di carburante di tutta la flotta. Ascolta la puntata…

16 ottobre 2014
Energia e ambiente
Green lease
Una Società di gestione immobiliare svedese, con 10 miliardi di euro di portafoglio, ha ridotto in 6 anni del 97% le emissioni di CO2 e del 30% i consumi del proprio parco immobiliare spendendo, in tutto, 17 milioni di euro. Questo risultato sorprendente è stato raggiunto grazie a un forte coinvolgimento degli affittuari degli stabili e grazie al ricorso a contratti di green-lease. Queste tipologie di contratti, che tipicamente si stipulano tra locatore e locatario di un immobile, sono mirati a redistribuire equamente i vantaggi di una ristrutturazione energetica tra chi possiede l’edificio e chi lo utilizza. Infatti se tutto il costo dell’intervento ricade sul proprietario e tutti i benefici sugli affittuari, come accadrebbe sulla base della maggioranza dei contratti d’affitto, è evidente che il meccanismo si inceppa. Il green lease è dunque una possibile soluzione.
Ascolta la puntata…

15 ottobre 2014
Energia e ambiente
VIRGO: il catasto virtuale del sottosuolo

Nelle città più dotate di servizi, il sottosuolo è un intrico di fili, cavi, tubi, canali e tunnel sempre più complicato da gestire. Il meno che possa accadere è che sullo stesso tratto di strada vi possano essere più interventi di scavo uno dopo l’altro, con tanto di disagi per la circolazione e gli abitanti del luogo, mentre con un solo intervento coordinato si sarebbero potuti risparmiare soldi e fastidi. Mentre nel caso peggiore, come è accaduto alcuni anni fa in Francia, durante uno scavo si centra un tubo del gas di cui si ignorava l’esistenza, con le conseguenze che si possono immaginare. Ecco allora l’utilità di un progetto europeo: Virgo, Registro Virtuale delle Infrastrutture Sotterranee. Un catasto del sottosuolo, che permetterà finalmente una gestione integrata degli interventi sul sottosuolo, e la razionalizzazione e il pieno sfruttamento delle infrastrutture sotterranee esistenti.
Ascolta la puntata…

10 ottobre 2014
Energia e ambiente
Centro Allerta Tsunami

All’indomani del tragico maremoto del 26 dicembre 2004 che ha devastato mezzo sud-est asiatico, il mondo ha scoperto di essere privo di un valido sistema di allerta anti tsunami. Questa situazione riguarda anche il mar mediterraneo e l’Italia, dove, tuttavia, è appena nato il CAT: Centro Allerta Tsunami. Integrato nel North-East Atlantic and Mediterranean Tsunami Warning System, il suo compito è valutare il rischio che un terremoto generi uno tsunami, e in quel caso, calcolare il tempo di arrivo dell’onda sui vari punti della costa italiana e la sua altezza; e tutto ciò quasi in tempo reale, perché il tempo utile per lanciare l’allarme è pochissimo, dato che le onde di tsunami viaggiano alla velocità di un jet e che il mare mediterraneo è, tutto sommato, piuttosto piccolo.
Ascolta la puntata…

8 ottobre 2014
Energia e ambiente
Prevedere e gestire il rischio frane

Secondo l’IRPI, l’istituto di ricerca per la protezione idrogeologica del Consiglio Nazionale delle Ricerche, sono almeno alcuni milioni le frane in corso sul territorio nazionale, di cui solo mezzo milione quelle mappate. Insomma, la situazione idrogeologica italiana, come è noto, richiede grande attenzione; meno noto è che oggi esistono strumenti molto potenti per gestire questa spada di Damocle. Infatti dando in pasto al calcolatore mappe geologiche, rilevazioni pluviometriche e previsioni meteorologiche, oggi è possibile prevedere in modo ragionevole il rischio di frane e prevenirne gli effetti più drammatici. Ed esistono soluzioni come il semaforo anti-frana, che grazie a una rete di speciali microfoni capta il suono di una frana incipiente bloccando i veicoli in arrivo.
Ascolta la puntata…

7 ottobre 2014
Energia e ambiente
Polietilene ad altissima densità

A oltre 50 anni dalla sua invenzione ad opera di Giulio Natta, il polietilene è la plastica più diffusa e conosciuta nel mondo; applicata, nelle sue molte varianti, in settori che vanno dalle bottiglie per l’acqua ai giubbotti antiproiettile fino alle protesi di ginocchio. Ebbene: una ricerca congiunta dell’Iccom CNR, del LENS e dell’Università di Firenze ha messo a punto un procedimento del tutto nuovo per produrre un tipo di polietilene particolarmente pregiato, ad altissima densità dotato di grande resistenza meccanica, che non fa uso di additivi, solventi e quant’altro, e che avviene a bassa temperatura. E ora, questa tecnologia è pronta per entrare in fabbrica.
Ascolta la puntata…

6 ottobre 2014
Energia e ambiente
Le pale eoliche si fanno il lifting

A quanto pare anche le pale eoliche possono avere bisogno di un lifting. Infatti turbine eoliche la cui vita ha superato i due o tre lustri hanno efficienza nettamente inferiore rispetto alle turbine moderne. In particolare, le pale di un impianto eolico con 15 anni di vita, sono state progettate almeno vent’anni fa, e basta confrontare le immagini di un’auto di Formula 1 del campionato 2014 con una del ’94 per rendersi conto di quanti cambiamenti ci sono stati nell’aerodinamica. Oggi si possono progettare pale molto più efficienti, che funzionano con venti più leggeri e quindi per un maggior numero di ore, con cui sostituire le vecchie pale lasciando il resto invariato. In questa “nicchia” del re-blading si è infilata eTa Blades, una PMI nata a Fano raccogliendo l’eredità fisica e il patrimonio di sapere lasciato sul campo dalla crisi che ha colpito l’industria navale e in particolare della vela, la quale per tecnologie costruttive e problemi concettuali è molto simile all’industria eolica.
Ascolta la puntata…

3 ottobre 2014
Energia e ambiente
Fotovoltaico a rischio prestazioni
Si chiama PID, Potential Induced Degradation: si tratta di un processo degenerativo che colpisce alcune tipologie di pannelli fotovoltaici di prima generazione (tipicamente quelli a più buon mercato) causando un crollo progressivo delle prestazioni.
E’ un problema del tutto superato nei nuovi modelli, e comunque risolvibile, ma a patto di accorgersi di averlo. Invece, la convinzione assai diffusa secondo cui gli impianti fotovoltaici sono immuni da qualunque problema fa sì che, spesso, vengano ignorati guasti ben più banali eppure devastanti sul piano dell’efficienza, come fusibili bruciati o cavi rosi dai topi. Infine, per gli impianti che godono del cosiddetto scambio sul posto, c’è quella check-box da spuntare ogni anno sul portale del GSE – di cui molti proprietari di piccoli impianti ignorano persino l’esistenza – senza cui si perde tutto il ricavato della vendita di energia in rete.
Ascolta la puntata…

25 settembre 2014
Energia e ambiente
Off Grid Box
E’ un cubo di 2 metri di lato dotato di sistemi per la produzione e l’immagazzinamento di energia elettrica, acqua potabile e acqua calda che permette di distaccarsi da qualsiasi tipo di rete, sia elettrica che idrica. Il cubo ospita sul tetto pannelli solari termici, fotovoltaici e un sistema di raccolta delle acque, e al suo interno un serbatoio per l’acqua calda, batterie elettriche e un sistema di depurazione idrico.
L’unione del tutto permette di sfruttare le sinergie e ridurre gli sprechi. Per esempio, quando c’è molto sole e viene prodotta energia elettrica in eccesso che non è possibile immagazzinare, il sistema impiega il surplus per distillare acqua potabile. Questi sistemi trovano immediata applicazione nelle situazioni di emergenza e nelle comunità isolate, ma iniziano ad apparire attraenti anche alle nostre latitudini, in circostanze via-via meno estreme.
Ascolta la puntata…

19 settembre 2014
Energia e ambiente
L’Integrated Seawater Energy and Agriculture System
Unire allevamento di pesci e crostacei, depurazione delle acque reflue e produzione di biodiesel e biogas, o bioetanolo. Tutto insieme. E senza consumare un goccio d’acqua dolce. Tutto questo ha un nome: Integrated Seawater Energy and Agricolture System; è un progetto, che sta per essere implementato su scala industriale ad Abu Dhabi, messo a Punto al Masdar Institute of Science and Technology. E’ un sistema integrato che unisce pescicoltura, coltivazioni di speciali piante che proliferano sui terreni salini – la salicornia, da cui si ricavano bio-combustibili – e foreste di mangrovie. In pratica le acque marine reflue della piscicoltura nutrono le piante di salicornia e vengono filtrate dalle piante di mangrovia prima di ritornare in mare.
Ascolta la puntata…

18 settembre 2014
Energia e ambiente
Batteri “elettrici” per purificare l’acqua senza consumare energia
Un salasso di elettroni ai batteri che depurano l’acqua per ridurre, e al limite azzerare, l’energia consumata dagli impianti di depurazione. All’Università di Alcalà, Madrid, un gruppo di ricercatori che studia la bio-elettricità, cercando di capire come estrarre energia elettrica dai processi di depurazione delle acque, ha scoperto che sfruttando fenomeni di elettricità naturale è possibile stressare i batteri che si nutrono degli inquinanti, portandoli a mangiare molto senza ingrassare e senza riprodursi. Ciò rende inutili trattamenti energivori tipici degli impianti di depurazione, come il pompaggio di aria o ossigeno, abbattendone i consumi di elettricità. Consumi che in Italia, per esempio, pesano per circa l’1,5% del fabbisogno di energia elettrica.
Ascolta la puntata…

16 settembre 2014
Energia e ambiente
Il progetto Ascent
Intrappolare la CO2 e intanto produrre idrogeno, puntando su processi sicuri dal punto di vista ambientale ed economicamente sostenibili: parliamo di CCS, ovvero di cattura e sequestro della CO2. L’idea, che piace soprattutto al mondo delle energie tradizionali, è di continuare a utilizzare i combustibili fossili intrappolando però la CO2 all’interno di opportuni strati geologici, che l’assorbono come una spugna imprigionandola in modo definitivo.
Di tutto il processo, l’aspetto più critico è la separazione della CO2 dagli altri gas e fumi di combustione, che con le tecnologie attuali ha un costo energetico ed economico esorbitante. Proprio a questo problema sta cercando di rimediare il progetto europeo Ascent, lavorando su tre diversi filoni di ricerca uniti, però, dall’utilizzo di materiali in grado di assorbire la CO2 a basso costo e sicuri per l’ambiente con concomitante produzione di idrogeno.
Ascolta la puntata…

12 settembre 2014
Energia e ambiente
Agricoltura smart
Come sarà l’atmosfera nel 2050? Sicuramente ricca, ricchissima di CO2. Si calcola che nei prossimi trent’anni ci sarà un incremento di circa 150 parti per milione. Raggiungerà quindi le 550 parti per milione. E l’ambiente? Come reagiranno le piante?
Vi raccontiamo uno studio che indaga il comportamento delle piante, in particolare del nostro prezioso grano duro, in un atmosfera simulata che riproduce appunto quella del 2050. Addio pasta al dente? Lo chiediamo a Luigi Cattivelli, direttore del centro ricerche in agricoltura di Fiorenzuola.
Ascolta la puntata…

^ Torna all’inizio ^

MOBILITÁ

9 giugno 2015
Mobilità
Progetto Silver Stream
Abbiamo automobili sempre più performanti, sempre più infarcite di tecnologia, automobili connesse alla rete, automobili – stanno arrivando, ormai è solo questione di tempo – che si guidano da sole. Eppure, per un anziano, il gesto più semplice e ovvio, quello di salire e scendere da questi concentrati di tecnologia rischia di rimanere anche il gesto più difficile. Ecco perché parliamo di Silver Stream, un progetto europeo che ha come obbiettivo sviluppare un prototipo di veicolo elettrico di nuova concezione, costruito intorno ai bisogni di un’utenza che non è sempre giovane, brillante, di successo come quella che ci mostrano le pubblicità. Un veicolo che, tanto per cominciare, sfrutta il motore elettrico di bordo anche per sollevare e abbassare i sedili e il piano di carico posteriore, per aiutare chi ha problemi di mobilità ridotta a montare e smontare dal mezzo e a fare la spesa. Ascolta la puntata…

2 giugno 2015
Mobilità
L’evoluzione della mobilità in Italia
“L’evoluzione della mobilità degli italiani, dallo scenario attuale al 2020-2030”. E’ il titolo di una ricerca che l’ANIASA, ovvero l’Associazione del noleggio veicoli Confindustria, ha condotto in collaborazione con il CENSIS. Cosa ne è emerso? Alcuni aspetti sono ben noti, come il calo di veicoli immatricolati dai privati: circa un milione e mezzo all’anno dai due e mezzo che erano. Effetto della crisi ma anche di un cambio di approccio nei confronti dell’automobile, percepita sempre meno come uno status symbol. Meno noto è che sono raddoppiate le immatricolazioni dei veicoli destinati al noleggio, tra cui il carsharing, che è un fenomeno letteralmente in esplosione nelle grandi città, ed è destinato a rafforzarsi con l’arrivo sulle strade, per quanto non imminente, di connected-car e veicoli autonomi, come l’ormai famosa google car. Ascolta la puntata…

20 maggio 2015
Mobilità
Cargo bikes seconda parte
Torniamo a occuparci di cargo bikes, quelle biciclette attrezzate per la consegna dei pacchi: ne esistono varie tipologie (alcune sono in grado di trasportare fino a 250 kg di carico utile) e come abbiamo visto nella precedente puntata, secondo i numeri emersi dal progetto europeo Cyclelogistics, in almeno il 50% dei casi sono competitive con i mezzi motorizzati per quanto concerne il cosiddetto ultimo miglio e i servizi speciali come le consegne urgenti di pacchi in città. Il tema è rilevante sia per i modelli di business degli operatori della logistica che per la governance ambientale, ma anche per il contributo che sostituire furgoni con biciclette può dare alla riduzione del traffico, di cui una buona parte è appunto dovuto al trasporto merci. Se poi consideriamo la tendenza a crescere degli acquisti on-line, si capisce che quest’ultimo è destinato ad aumentare in futuro, mentre quasi sempre, quando si parla di regolamentare il traffico, le pubbliche amministrazioni agiscono solo sugli spostamenti dei privati cittadini. Ascolta la puntata…

19 maggio 2015
Mobilità
Cargo bikes prima parte
Con il progetto Cyclelogistics, l’Europa ha fatto il punto sul trasporto di merci in città con cargo bike. Parliamo di quelle biciclette attrezzate per la consegna dei pacchi. Il progetto ha voluto mettere a fuoco con rigore scientifico i punti di forza e i punti di debolezza di questo mezzo come strumento per la distribuzione delle merci in città. Verrebbero interessati i vari servizi dell’ultimo miglio, come entrare nel centro storico magari per la consegna di semplici documenti. Il tutto con notevoli benefici economici, sociali e ambientali. Vediamo quindi cosa è emerso con l’aiuto di Giulietta Pagliaccio presidente FIAB, la federazione italiana amici della bicicletta.
Ascolta la puntata…

30 marzo 2015
Mobilità
Info mobilità 2.0 contro i pericoli della distrazione
I dati sul traffico sono ormai l’ultimo dei problemi nel campo della cosiddetta smart mobility: tra quelli che arrivano dalle piccole scatole nere con funzione antifurto e antitruffa introdotte dalle assicurazioni qualche anno fa, i dati raccolti dalle flotte commerciali e quelli generati dai nostri smartphone – talvolta senza che nemmeno ce ne rendiamo conto – ormai è possibile scattare in ogni istante una fotografia molto precisa delle condizioni del traffico. Altra cosa, invece, è trasformare questa massa di dati in informazioni utili per i viaggiatori, stando anche molto attenti a come vengono fornite. App e navigatori vari, infatti, hanno un difetto: quello di distrarre il guidatore. Così, una delle sfide della mobilità intelligente è mettere a punto strumenti che permettano di informare il guidatore senza distrarlo dalla guida. E proprio la buona vecchia radio, soprattutto nella sua versione digitale che permetterebbe di recapitare informazioni più mirate, se non personalizzate, è tra i candidati più credibili per questo compito. Ascolta la puntata…

26 marzo 2015
Mobilità
Energica: la prima Superbike elettrica
E’ probabile che sarà italiana la prima Superbike elettrica a essere messa in produzione su scala industriale. Si potrebbe forse sostenere che una moto da 240 Km orari e una accelerazione da Gran Premio non sia la priorità in fatto di mobilità elettrica. Eppure in California, e più in generale negli USA, la TESLA, che certo non è una utilitaria ma un’auto sportiva con prestazioni notevoli, ha avuto un ruolo cruciale per lanciare la mobilità elettrica facendo da apripista. Forse perché ha permesso di trasformare un oggetto per fanatici dell’ambiente, o qualcosa che avrebbe rischiato di esserlo, in qualcosa che assomiglia molto ad uno status symbol. Chissà se la nostra italianissima Energica, questo il nome della moto, non finisca per compiere lo stesso miracolo. Ascolta la puntata…

17 marzo 2015
Mobilità
Vernici luminescenti per disegnare il futuro dell’aerodinamica
Il futuro dell’aerodinamica potrebbe essere luminoso, in senso letterale. Infatti un gruppo di ricercatori dell’Università di Milano Bicocca, in collaborazione con l’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova, ha messo a punto una speciale vernice luminescente che si attiva a seconda della concentrazione di ossigeno. Verniciando con questa speciale pittura un velivolo, un’auto da corsa o qualunque altro oggetto, è possibile ottenere informazioni estremamente precise sulla sua aerodinamica: infatti basta metterlo in una galleria del vento per riuscire a identificare con precisione quali sono i punti su cui c’è un flusso d’aria – e quindi di ossigeno – maggiore, o dove si scaricano le pressioni più elevate. Infatti quelli saranno i punti dove la vernice appare più luminosa.
Ascolta la puntata…

9 febbraio 2015
Mobilità
Smart Bus: gli autobus elettrici “senza batterie”
Il sogno di molti amministratori pubblici che si occupano di trasporti, e di tanti loro concittadini attenti all’ambiente, è vedere circolare per la città autobus elettrici al posto di quelli, assai più inquinanti ma anche molto più comuni, alimentati a benzina. Tra le opzioni per ammodernare il parco autobus c’è anche l’elettrificazione dei mezzi esistenti, una strada che, però, si è spesso scontrata con costi elevati, in buona parte da attribuire alle batterie che è necessario installare. E-co, spin-off del Politecnico di Milano, ha invece identificato una terza via, grazie all’utilizzo di particolari sistemi di accumulo detti super-condensatori, diviene possibile effettuare delle cariche rapidissime. In pratica, a ogni fermata, il bus fa una breve ricarica, sufficiente a farlo arrivare (ovviamente con un certo margine) alla fermata successiva. Ascolta la puntata…

5 febbraio 2015
Mobilità
Moovit, per mappare i trasporti pubblici in tutto il mondo
Il progetto è estremamente semplice da descrivere nei suoi obiettivi: una app che consente a uno smartphone di ottenere le informazioni sulle percorrenze in tempo reale dei mezzi pubblici e sui possibili itinerari. E’ qualcosa, direte voi, che non si può certo considerare una novità assoluta, considerato che molte città si sono già dotate di applicazioni simili. A fare la differenza è la dimensione dell’impresa. Moovit punta a fornire questo servizio per migliaia e migliaia di città sparse nei cinque continenti del Pianeta, idealmente tutte, purché disponibili a collaborare mettendo a disposizione i dati. Il progetto, che finora ha mappato 500 città in 50 paesi, ha raccolto finanziamenti da record per un’app: 52 milioni di dollari. Ascolta la puntata…

28 gennaio 2015
Mobilità
Lybra, il dissuasore per il traffico che produce energia
Su un tratto stradale di medio traffico, si ricava dalle statistiche, transitano circa 10.000 veicoli al giorno. Tutto questo via-vai genera vibrazioni, effetti di pressione e spostamenti d’aria, che vari filoni di ricerca stanno cercando di sfruttare per produrre energia: si parla in questi casi di energy harvesting, e fin qui ha prodotto più idee teoriche che progetti concreti. Lybra è un sistema per rallentare il traffico che ha più o meno la stessa funzione delle bande sonore, ma con una differenza importante: anziché fare rumore produce energia. Si presenta come una superficie in gomma vulcanizzata posta a filo dell’asfalto, leggermente cedevole. Passandoci sopra, il veicolo viene rallentato e cede energia al sistema sottostante, che la trasforma in energia elettrica: dieci metri di questi moduli installati in serie producono l’energia consumata da una trentina di famiglie. Ascolta la puntata…

27 gennaio 2015
Mobilità
Zheus, la start-up che progetta veicoli human hybrid
Sempre più case automobilistiche stanno immettendo sul mercato modelli ibridi, che cioè accoppiano un motore tradizionale a uno elettrico, facendo poi in modo che operino in sinergia. Il vantaggio di questo approccio consiste nella possibilità di recuperare, nelle fasi di frenata o lungo i tratti in discesa, parte dell’energia cinetica del veicolo, che normalmente viene dispersa dai freni. Nei veicoli ibridi questa energia viene invece accumulata sotto forma di energia elettrica in batterie e restituita durante le fasi di accelerazione o in salita, col risultato di aumentare sensibilmente l’efficienza del veicolo. Questo approccio è oggi al centro del progetto di Zehus, una start-up innovativa impegnata a sviluppare veicoli ibridi umani, come biciclette elettriche o monopattini particolarmente evoluti.
Ascolta la puntata…

7 gennaio 2015
Mobilità
La rivoluzione dei trasporti nel Golfo Persico
Andiamo in un’area, quella dei Paesi del Golfo, che senz’altro offre affascinanti opportunità di lavoro rispetto all’asfittico mercato italiano e anche europeo. Per esempio, in tutta l’area ci sono forti investimenti nei trasporti con migliaia di chilometri di nuove linee ferroviarie e metropolitane in corso di progettazione o già in costruzione, tutte ad altissima tecnologia. E’ un settore nel quale l’Italia è forte grazie a esperienze quali l’alta velocità o la metropolitana di Brescia, che sono di punta a livello mondiale, e in effetti molte imprese italiane sono coinvolte nei progetti dell’area, ma il potenziale sarebbe decisamente più alto se venissero curati con più attenzione i contatti e le relazioni con quel mondo. Ascolta la puntata…

21 novembre 2014
Mobilità
Green rail
Green Rail è una start-up costruita intorno a un progetto di ampia portata: mettere a punto la traversa ferroviaria del futuro, che, intanto, le è valso il primo premio della competizione per start-up “Edison Start”. Storicamente le traverse dei binari dei treni erano fatte di legno e più di recente è stato introdotto il calcestruzzo. La traversa progettata da Green Rail è un composito costituito da un nucleo di cemento armato ricoperto da un mix di gomma da pneumatico esaurito e HDPE di recupero: una plastica particolarmente difficile da riciclare. Risultato: una traversina eco-sostenibile che riduce vibrazioni e rumore e abbatte i costi di manutenzione. Inoltre, è predisposta per ospitare i sistemi piezoelettrici in grado di trasformare le vibrazioni e lo schiacciamento dovuto al passaggio dei treni in energia elettrica. Una tecnologia ben nota, ma che fatica a trovare applicazione perché è difficile accoppiarla con le traversine tradizionali. Ascolta la puntata…

14 novembre 2014
Mobilità
Park smart
La ricerca di parcheggio è uno dei fenomeni con più impatto sul traffico, di cui può costituire fino al 30%. Per non parlare dell’anno di vita che, complessivamente, gli automobilisti assidui sacrificano a questa attività. Ottime ragioni per cui molti dei progetti di mobilità intelligente hanno come obbiettivo finale la diffusione di App e altri strumenti che consentano all’automobilista di sapere dove si trova il posto auto, libero, più vicino. Per arrivare a questo, serve però un’infrastruttura composta da una rete di sensori in grado di monitorare lo stato di occupazione, uno per uno, dei posti auto; e il costo e la complessità, anche di gestione nel tempo, di queste infrastrutture è tutt’altro che banale. Ma Park Smart, start-up siciliana vincitrice del premio Edison Start, ha messo a punto un software in grado di ricavare questa informazione dallo streaming video delle telecamere che già oggi, a migliaia, affollano le città. Ascolta la puntata…

23 ottobre 2014
Mobilità
Apx: il motofonino

É tra i vincitori del Premio Marzotto del 2013 e sta per arrivare sulle nostre strade. Apx è un veicolo elettrico tre ruote, a metà tra una moto e un’auto, e predisposto per una forte integrazione dei sistemi di bordo con smart-phone e tablet. L’idea di fondo è che un’ampia categoria di utenti usa la macchina e non la moto per spostarsi, soprattutto per andare al lavoro, perché, per esempio, l’abbigliamento non glielo consente, o per altre ragioni comunque legate al comfort o alla praticità. Apx è un tentativo di dare una risposta a questo tipo di utenza. Per riuscire a portarlo sulla strada evitando che rimanga un bel sogno nel cassetto, come molti altri mezzi avveniristici progettati dalle grandi case automobilistiche, la start-up che lo sta realizzando ha messo in campo tutta una serie di accorgimenti che permettono di realizzarlo con tecnologie tipiche dell’industria della ciclistica, anziché del settore automotive, che sono efficienti solo quando i numeri diventano importanti.
Ascolta la puntata…

22 ottobre 2014
Mobilità
Evbility e il fascino della colonnina

Una infrastruttura di ricarica sufficientemente capillare è una delle condizioni di base per lo sviluppo della mobilità elettrica. E d’altronde, con pochi veicoli elettrici in circolazione, c’è poco interesse a fare grandi investimenti in questa direzione.
Tuttavia, una piccola azienda bergamasca, Evbility, potrebbe aver individuato una terza via, che proprio in questa fase, in cui le colonnine di ricarica sono ancora un oggetto che attira l’attenzione, potrebbe funzionare. Evbility infatti, finanziandosi ogni volta con una raccolta di sponsorizzazioni da aziende del territorio, e a condizione che il comune conceda l’uso di un paio di posteggi, installa gratuitamente colonnine di ricarica che, per di più, offrono la ricarica gratuita. E per utilizzarle, basta la tessera sanitaria che tutti dovremmo avere in tasca.
Ascolta la puntata…

14 ottobre 2014
Mobilità
Pavement management system

E’ un sistema di manutenzione programmata delle infrastrutture stradali cittadine che consente di intervenire nelle fasi iniziali del degrado del manto stradale, quando le operazioni costano meno e sono meno invasive. Tutto inizia con un veicolo speciale dotato di sensori che scannerizzano l’asfalto alla ricerca di crepe e segni di ammaloramento. Quindi, a partire da questi dati, un apposito software, dopo aver suddiviso la rete stradale in tratti di 70 metri, elabora un piano di manutenzione “ottimale” che tiene conto dei vari vincoli, come per esempio il budget disponibile per la manutenzione, gli obbiettivi qualitativi ecc. Questo sistema, in uso in alcuni grandi aeroporti internazionale e cittá del nord Europa, è ora in via di sperimentazione a Roma, grazie all’idea di uno stagista.
Ascolta la puntata…

1 ottobre 2014
Mobilità
Progetto V-Charge
Uno dei momenti più odiati da ogni automobilista è la ricerca del parcheggio, operazione che inoltre genera traffico e richiede tempo, tempo prezioso soprattutto se ragioniamo in termini di multi-modalità, cioè intorno all’idea che, sfruttando un mix di mezzi di trasporto diversi ma fortemente coordinati tra loro, si possa viaggiare più velocemente e in modo più sostenibile.
Immaginate di andare in aeroporto piuttosto che al supermercato, e di lasciare la macchina all’ingresso del parcheggio, potendo contare sul fatto che sarà lei a trovarsi un posto e che la ritroverete, sempre all’ingresso del parcheggio, quando sarete di ritorno. E’ quanto si sta sperimentando col progetto V-Charge, che vede in prima linea il VisLab di Padova, specializzato in visione artificiale e veicoli autonomi.
Ascolta la puntata…

22 settembre 2014
Mobilità
Genny Mobility: la carrozzina per disabili del futuro
Ve lo ricordate il Segway? E’ quella specie di biga con un manubrio, che si guida in piedi spostando in avanti e indietro il baricentro, e che si regge miracolosamente in equilibrio su due ruote grazie a un sofisticato mix di giroscopi ed elettronica. Doveva rivoluzionare la mobilità e chiunque lo provi ne resta affascinato, eppure si può dire che sia stato un flop.
Ma un signore, dopo 15 anni su una carrozzina, ha pensato che a lui sarebbe andato benissimo guidare un segway da seduto, così ne ha comprato uno e lo ha adattato e reso sicuro per un disabile.
Così è nata Genny Mobility, una carrozzina rivoluzionaria, in grado di andare su terreni impossibili per quelle normali, che non si incastra visto che non ha le due “maledette” rotelline anteriori e che, finalmente, lascia libere le mani. Tanto che inizia a piacere anche a chi ha le gambe perfettamente funzionanti.
Ascolta la puntata…

1 settembre 2014
Mobilità
Arrivano i freni che non inquinano
Una piccola azienda italiana ha messo a punto la prima pastiglia frenante costituita di soli composti metallici e perciò priva di sostanze inquinanti, come per esempio i fenoli. Questi composti organici sono molto presenti nelle resine che costituiscono buona parte delle pastiglie frenanti in commercio. Il brevetto è appena diventato mondiale, e ora la ex start-up si sta attrezzando per la sfida industriale.
Ascolta la puntata…

^Torna all’inizio^

LAVORO E SVILUPPO ECONOMICO

26 giugno 2015
Lavoro e sviluppo economico
Walk-man: il robot da disastro
Lo hanno progettato e realizzato in solo 10 mesi i ricercatori dell’IIT (Istituto Italiano di Tecnologia) e lui ha ricambiato il favore piazzandosi diciassettesimo nella Darpa Robotics Challenge, competizione che vede gareggiare i migliori team di costruttori di robot in circolazione nel mondo, il cui obiettivo è definire standard e caratteristiche desiderabili per robot da impiegare in caso di disastro per intervenire dove l’uomo non può arrivare. Lo scenario in cui si è svolta la competizione è stato, infatti, quello di Fukushima, con i robot impegnati a guidare automobili, camminare su terreni sconnessi, fare buchi nel muro, aprire e chiudere valvole. Walk-man, che ha diverse caratteristiche innovative, si è fermato per un malfunzionamento delle batterie dopo un percorso che fino a quel punto era risultato netto, ma avrà presto occasione di rifarsi. Ascolta la puntata…

17 giugno 2015
Lavoro e sviluppo economico
Italia in prima linea nella ricerca sul grafene
All’interno della tavola rotonda organizzata a Milano da Edison in occasione dell’Innovation Week, si è parlato tra l’altro del progetto Flagship Grafene. Si tratta, insieme al progetto Human Brain Project, della più imponente iniziativa di ricerca comune intrapresa dall’Europa: un investimento da un miliardo di euro con l’obbiettivo di portare sul mercato questo stupefacente materiale, scoperto meno di dieci anni fa. Il grafene infatti, formato com’è da un foglio di carbonio spesso un solo atomo, unisce una serie di proprietà sorprendenti sia di tipo meccanico che elettrico e chimico. È, insomma, un materiale strategico che, dopo la scoperta avvenuta in Europa, oggi viene sviluppato soprattutto in Asia. Una circostanza che l’Unione Europea sta cercando di correggere, e in questa partita, l’Italia sta svolgendo un ruolo di assoluto rilievo: dei 10 filoni (energia, ambiente, elettronica, materiali ecc.) in cui è stato suddiviso il programma di ricerca, tre sono a guida italiana. Ascolta la puntata…

15 giugno 2015
Lavoro e sviluppo economico
Stampa 3D: Inaugurato alla LIUC il primo MakerBot Innovation Center d’Europa
Andiamo a Castellanza, in provincia di Varese, dove presso l’Università LIUC è stato inaugurato il primo MakerBot Innovation Center d’Europa: un complesso di 20 stampanti 3D connesse in rete e controllabili a distanza attraverso un’app. Parliamo di una struttura unica se consideriamo che anziché offrire servizi di stampa e prototipazione, come accade negli Stati Uniti, sarà il primo ad essere dedicato alla formazione. Fornirà corsi a progettisti e imprese, ma soprattutto permetterà agli studenti dell’Ateneo di “giocare” liberamente con la Stampa 3D. Studenti del primo anno hanno già realizzato un tessuto stampabile: una maglia resistente e flessibile, concettualmente simile a una cotta medioevale, e quasi impossibile da realizzare con altri mezzi. Ascolta la puntata…

12 giugno 2015
Lavoro e sviluppo economico
Equity Crowdfunding: il MISE ci riprova
Il termine “equity crowdfunding” si riferisce alla possibilità, per una start-up o una PMI innovativa, di finanziarsi raccogliendo una pioggia di piccoli contributi a cui corrispondono delle equivalenti, piccole quote societarie.
L’Italia è stata il primo paese al mondo a regolare l’equity crowdfunding, ma le regole introdotte non hanno prodotto i risultati sperati. Infatti solo 6 sulle 15 piattaforme internet autorizzate a svolgere questa attività sono oggi attive; 4 in tutto i casi di successo, in cui cioè si è raggiunto l’obbiettivo di raccolta; pochissime le Start Up che hanno aderito. Tra le ragioni dell’insuccesso le complicazioni burocratiche (e relativi costi) per cedere le quote una volta acquistate. Di recente, però, il Ministero dello Sviluppo Economico ha introdotto modifiche che rendono molto più semplice acquistare e vendere queste piccole quote societarie, ed è stata ampliata la base dei possibili fruitori. Ascolta la puntata…

10 giugno 2015
Lavoro e sviluppo economico
I robot e il mercato del lavoro che verrà
L’impatto che nel futuro prossimo lo sviluppo di automazione, robotica e intelligenze artificiali avranno sul mondo del lavoro rappresenterà, realisticamente, una delle più importanti questioni sociali. É un tema che stiamo affrontando a Smart City cercando di raccontarvi punti di vista diversi, e questa sera raccoglieremo l’opinione di David Autor, professore e direttore associato del dipartimento di economia del MIT di Boston, i cui studi si concentrano sulle conseguenze che i grandi cambiamenti (economici, climatici e così via) hanno sul mercato del lavoro.
Come vedremo, Autor è ottimista sul fatto che saranno cambiamenti sufficientemente progressivi e perciò gestibili. Soprattutto, secondo Autor, i Robot avranno più il compito di assistere l’uomo che non di sostituirlo, se non altro perché umani e umanoidi eccellono in specialità molto diverse e quasi sempre complementari. Ascolta la puntata…

4 giugno 2015
Lavoro e sviluppo economico
Tecnologia e finanza sporca: seconda parte
Continuiamo la conversazione iniziata con Hervé Falciani, l’uomo che ha rivelato come le banche operano nei paradisi fiscali per far sparire nel nulla il denaro sporco. Ci chiederemo come contrastare questi fenomeni che sfruttano la complessità di un sistema finanziario iper-connesso anche grazie alle tecnologie informatiche. Falciani non ripone molta fiducia nella possibilità di forzare il segreto bancario colmando l’asimmetria informativa tra fisco e mondo della finanza. Al contrario, è necessario immaginare soluzioni che facciano conto sulle informazioni di cui disponiamo. Per esempio si potrebbero usare i condoni fiscali per identificare gli istituti di credito che favoriscono l’evasione e colpirli con pesanti multe; mentre in relazione a quelle società che spostano gli utili nei paradisi fiscali e le perdite nei paesi ad alta tassazione, si potrebbe puntare su un sistema di tassazione non più legato agli utili ma ai volumi di prodotti o servizi erogati, sul modello dell’antica tassa sul grano. Ascolta la puntata… 

3 giugno 2015
Lavoro e sviluppo economico
Tecnologia e finanza sporca: prima parte
In due puntate cercheremo di ragionare sul rapporto tra tecnologia e finanza sporca, anche alla luce di alcune novità che stanno investendo il mondo della finanza e della moneta, come la dematerializzazione del denaro e la comparsa delle monete virtuali come bitcoin. Come vedremo, con milioni di prodotti finanziari gestiti da migliaia di sistemi informatici interconnessi tra loro, la finanza sporca può contare su una complessità tale da garantire l’opacità del sistema.
Ma è possibile ingaggiare con essa un corpo a corpo a colpi di bit? Lo chiederemo a Hervé Falciani, esperto di analisi di dati; l’uomo che ha rivelato i nomi dei titolari di decine di migliaia di conti segreti presso la banca d’affari internazionale HBSC e spiegato come le banche operano nei paradisi fiscali per far sparire nel nulla il denaro. Ascolta la puntata…

18 maggio 2015
Lavoro e sviluppo economico
Il Digital Manufacturing e il ruolo di propulsore delle associazioni di categoria
Torniamo a parlare di Digital Manufacturing. Il tema della fabbricazione digitale – di cui la stampa 3D rappresenta ormai il simbolo pur essendo solo uno degli aspetti tecnologici rilevanti – è insieme una grande opportunità e un rischio per l’impresa italiana. In parte questo ragionamento è vero per ogni innovazione tecnologica significativa: chi non la cavalca la subisce; ma la Digital Manufacturing ha il pregio di invertire la tendenza rispetto al gigantismo che per decenni è stato un leitmotiv dello sviluppo industriale, e questo può essere particolarmente importante per il tessuto industriale italiano caratterizzato da una larga maggioranza di imprese medio-piccole. Il rischio, d’altronde, sta proprio nel fatto che le piccole dimensioni non favoriscono l’accesso all’innovazione. Qui una funzione importante può essere svolta dalle associazioni di categoria, come è accaduto a Varese, dove la Confartigianato dal 2013 è impegnata su questo fronte con il progetto FaberLab. Ascolta la puntata…

1 maggio 2015
Lavoro e sviluppo economico
Le fabbriche di IV generazione – 2a Parte
E’ iniziata come un’evoluzione, finirà con una rivoluzione. Continuiamo a parlare delle fabbriche di IV generazione, o smart factory. E’ un processo per step: tutto parte dalla possibilità, come si dice oggi, di “informare” ogni stadio della produzione, a partire dagli stessi prodotti, che oggi, grazie all’applicazione di piccole etichette intelligenti, sanno a che punto si trovano del processo di produzione, che lavorazioni mancano, se hanno un qualche difetto ecc. Il secondo step consiste nel dotare di una loro intelligenza le macchine utensili, che li renda in grado di prendere decisioni, per esempio sulle lavorazioni da effettuare e sulla loro priorità. Infine, si tratta di mettere a punto un’intelligenza di insieme che permetta agli impianti industriali del futuro di gestire autonomamente la produzione industriale, programmare la manutenzione ecc… E’ un percorso per step, di cui però già esistono esempi a tutti i livelli, per quanto isolati, e in cui la piccola media industria potrebbe essere avvantaggiata rispetto a quelle più grandi e strutturate. Ascolta la puntata…

30 aprile 2015
Lavoro e sviluppo economico
Le fabbriche di IV generazione – 1a Parte
C’è una benna, in un deposito di legna: una grossa pala che serve ad alimentare una grande caldaia a biomassa. E’ speciale perché è dotata di una sua intelligenza: dei sensori le permettono di determinare la qualità del legname valutando parametri come umidità e contenuto di ceneri, e di scegliere il più adatto a seconda del regime di funzionamento della caldaia. La benna analizza la materia prima, crea mix ottimali e nel “tempo libero” riorganizza il magazzino. Le fabbriche del futuro saranno delle collezioni di tanti macchinari intelligenti, capaci di parlarsi tra loro e così di organizzare autonomamente i processi produttivi, la logistica e in prospettiva persino la manutenzione.
E’ uno scenario con impatti straordinariamente profondi di cui si è discusso al Sole 24 ore lo scorso 22 aprile in un convegno dedicato alle Fabbriche di IV generazione, organizzato dalla camera di commercio italo-tedesca. E noi ne parliamo in due puntate con il direttore del Fraunhofer Institute di Bolzano, Dominik Matt. Ascolta la puntata…

29 aprile 2015
Lavoro e sviluppo economico
L’edilizia sull’hi-tech per superare la crisi
Uno studio realizzato dal Cresme (Centro ricerche economiche sociali di mercato per l’edilizia e il territorio), in collaborazione con ANIMA (l’Associazione delle industrie meccaniche) e ANIE (l’Associazione delle industrie elettriche ed elettroniche), ha fotografato il mercato dell’edilizia nel 2014. Ne è venuto fuori il quadro di un’edilizia diversa, trasformata, se non trasfigurata, dalla crisi. Il dato più significativo è il peso degli impianti sul totale dell’edificio, che passa dal 9 al 14 percento. Un balzo in avanti che si spiega solo in parte con il calo dei prezzi nel settore edile, e che trova la sua principale causa nella crescente consapevolezza delle prestazioni che l’edificio è in grado di offrire grazie alla tecnologia, soprattutto in termini di efficienza energetica e sicurezza, i due settori che più di tutti, nel 2014, hanno trainato il comparto degli impianti civili. Insomma, è il segno che un cambiamento culturale, per quanto lentamente, sta avvenendo anche in questo settore tradizionalmente conservatore. Ascolta la puntata…

22 aprile 2015
Lavoro e sviluppo economico
Circolazione della moneta: trasparenza e nuovi pericoli
Casi come Wikileaks, Snowden, la lista Falciani ci dimostrano che nell’era della sicurezza informatica e delle conversazioni criptate è più difficile che mai tenere un segreto, se non altro per il fatto che, quando il muro della difesa elettronica viene bucato, o eluso dall’interno, le fughe di dati sono gigantesche: migliaia o milioni di file alla volta. Tanto che non è azzardato pensare che Paesi come Svizzera o Lussemburgo abbiano deciso di rinunciare al segreto bancario, anche perché non erano più in grado di garantirlo.
D’altronde è noto che la possibilità di spostare capitali in modo anonimo è manna per organizzazioni criminali, evasori fiscali, corrotti e corruttori, e quindi la maggior parte di noi è contenta di quelle novità che complicano loro la vita; ma è possibile che nuovi fenomeni, come le monete virtuali o elettroniche, la più famosa delle quali è il Bitcoin, aprano nuovi spazi per chi vuole far circolare denaro illecito? Ascolta la puntata… 

20 aprile 2015
Lavoro e sviluppo economico
Il supermercato del futuro
A ormai poche settimane dall’apertura dell’EXPO, parliamo con Carlo Ratti, direttore del Senseable City Lab del Massachusetts Institute of Technology e considerato uno dei massimi esperti di design e architettura laddove incontrano la multimedialità e i temi della smart city.
Ratti ha curato il Future Food District, un prototipo di supermercato del futuro che, appunto, potremo sperimentare all’Esposizione Universale. Sarà un supermercato senza scaffali ma con grandi banconi come i mercati di una volta, dove però i prodotti, della cui filiera si potrà sapere tutto, sbucano direttamente dal magazzino automatizzato sottostante. Ma la grande novità è che sarà un supermercato dove si andrà per comprare, ma anche per vendere. E’ l’idea del consumatore-produttore già sviluppata nel mondo dell’energia, trasferita al mondo della grande distribuzione organizzata. Ascolta la puntata…

17 aprile 2015
Lavoro e sviluppo economico
Caccia ai metalli preziosi nelle miniere urbane
Con miniere urbane si fa riferimento all’enorme ricchezza di materiali che si nasconde, per esempio, nei rifiuti elettronici. Una tonnellata dei quali contiene mediamente metalli preziosi per un controvalore di circa 10 mila euro. Alcuni sono così rari che li abbiamo quasi del tutto esauriti e non c’è quasi alternativa se non andare a prenderli dalle carcasse di vecchi apparati elettronici. Così si capisce perché sta crescendo l’interesse per nuovi processi e soluzioni che permettano di sfruttare pienamente questi giacimenti post-moderni di metalli preziosi. All’ENEA, ai laboratori della Casaccia, hanno messo a punto un processo innovativo che consente di recuperarli con un’efficienza molto superiore a quella raggiunta negli impianti di recupero che oggi esistono nel nord Europa, e che per di più è adatto alla realizzazione di impianti molto più piccoli, e quindi collegati al territorio. Ascolta la puntata…

16 aprile 2015
Lavoro e sviluppo economico
Tecnologia laser tra moda e design
Nuovi materiali e nuove lavorazioni oggi sono al centro della ricerca nel campo del design e della moda, almeno quanto lo sono le forme. Parliamo di due settori, moda e design, in cui sono presenti grandi realtà italiane, e dove l’industria tessile ha un ruolo centrale riconosciuto a livello mondiale.
Infatti, anche dove nuove tecnologie avanzano stiamo avendo un ruolo importante: parliamo di un progetto – si chiama Moda Futuribile – che ha come obbiettivo raccogliere e raccontare tutti i soggetti, siano essi singoli designer o aziende, che lavorano nelle tecnologie di frontiera. Quest’anno, per il Fuori Salone del Mobile, si è scelto un focus preciso: le tecnologie laser e altre che a queste si affiancano. Ascolta la puntata… 

31 marzo 2015
Lavoro e sviluppo economico
La precarietà 2.0 si chiama temporaneità
Con un gioco di parole forse un po’ infelice, potremmo dire che se c’è qualcosa di permanente nella condizione delle nuove generazioni, è la temporaneità: lavori temporanei, alloggi temporanei, matrimoni temporanei. Tutto ciò sta creando un mix di nuovi bisogni e, parallelamente, di nuovi servizi che spesso vedono protagonisti gli stessi giovani, i quali di fronte all’alternativa tra una vita da dipendente precario, e una da imprenditore precario, chissà com’è scelgono la seconda, finendo per inventarsi qualcosa.
A New York, per esempio, va fortissimo Agent Anything, un’App che aiuta le persone che hanno bisogno di piccole commissioni a trovare uno studente che gliele sbrighi, gestendo anche tutta la parte burocratica. SlowD, invece, è un’iniziativa decisamente più italiana, ed è una piattaforma che mette in contatto designer che progettano nuovi prodotti, artigiani in grado di realizzarli, e possibili acquirenti. E c’è anche chi si è specializzato nello stampare in 3D pezzi di ricambio per auto d’epoca.
Ascolta la puntata… 

23 marzo 2015
Lavoro e sviluppo economico
Riqualificare il settore edile con il formatore di quartiere
BRICKS è il progetto con cui l’ENEA, Agenzia nazionale per l’ambiente e l’energia, mira a ri-qualificare le competenze degli operatori del settore edile. Il progetto fa parte della più vasta iniziativa europea “Build Up Skills”. Una delle novità più importanti è l’introduzione del formatore di cantiere, una figura nuova con cui si intende portare la formazione nei cantieri, anziché attendere che siano gli operatori del settore edile a frequentare corsi e seminari. I fondi per sostenere l’operazione potrebbero arrivare, per buona parte, dal Fondo Sociale Europeo. In Francia, l’applicazione di questo modello agli appalti pubblici ha permesso in pochi mesi di riqualificare il personale del 4% delle imprese edilizie. Vista la mancanza in Italia di un percorso professionale codificato per i professionisti di questo settore, cruciale per l’economia e l’ambiente, è un’occasione da non perdere. Ascolta la puntata…

18 marzo 2015
Lavoro e sviluppo economico
Giovani designer e innovazione sociale
Molti dei nuovi servizi che stanno nascendo in questi anni, e che contribuiscono a dare corpo alla visione della smart city, sono venuti alla luce sotto il segno della cosiddetta shared economy – ovvero economia condivisa – e hanno spesso per protagonisti giovani designer.
Non è un caso: chi riceve una formazione da designer impara a mettersi nei panni dell’utente, a capire di cosa ha bisogno e di come ne ha bisogno. E sono proprio gli utenti e i loro bisogni che stanno cambiando rapidamente. Gli anziani, per esempio, sono più attivi, più competenti, più in forze di un tempo. Non disperdere questo patrimonio di energie e conoscenze è l’obiettivo di varie iniziative: dalle piattaforme on line come Grannies, che mette le nonne d’Inghilterra a sferruzzare su ordinazione, fino alle reti per scambiarsi favori e piccoli servizi, che in Giappone esistono da tempo.
Ascolta la puntata…

27 febbraio 2015
Lavoro e sviluppo economico
Pi-Campus
Pi-campus non è un coworking, non è un distretto tecnologico, né un incubatore, non è nemmeno un venture capital, ma è un po’ di tutto questo. E’ una sorta di ecosistema imprenditoriale nato dal basso a partire dall’esigenza di due imprenditori che dovevano fare i conti con la difficoltà, che moltissime piccole imprese e in particolare le start-up incontrano, di attrarre collaboratori di talento.
Pi-campus è oggi una realtà insediata in diversi stabili recuperati nel quartiere dell’EUR a Roma, dove un mix di aziende selezionate, accomunate da un carattere fortemente innovativo, ma per il resto molto diverse quanto a dimensioni e stadio di sviluppo, coabitano, lavorando a stretto contatto.
Il valore aggiunto di questa scelta non è tanto la riduzione dei costi logistici, o il piccolo contributo economico che viene offerto ai nuovi arrivati in cambio di una altrettanto piccola quota, ma le sinergie che si vengono a creare tra le imprese, e il trasferimento informale di conoscenze. Ascolta la puntata…

25 febbraio 2015
Lavoro e sviluppo economico
S-peek: l’App che calcola il rating delle imprese di tutto il mondo
Quante imprese, negli ultimi anni, sono fallite perché il loro principale cliente ha chiuso, o si sono trovate in difficoltà perché abbandonate da un fornitore caduto in disgrazia? Soprattutto in tempi di vacche magre, la gestione del rischio dovrebbe essere tra le priorità per qualunque impresa che voglia evitare brutte sorprese, ma mentre acquisire informazioni su una SPA, in particolare il suo rating, è piuttosto semplice e immediato, non si può dire la stessa cosa di piccole e medie imprese che quotate non sono, soprattutto se hanno sede in Paesi (tra cui anche Germania e Stati Uniti) dove i sistemi camerali zoppicano e questo tipo di informazioni, a dir poco, scarseggia.
Per riempire questo vuoto è nata S-peek, una piattaforma informatica sviluppata da una start-up dell’Area Science Park di Trieste, in grado di fornire in tempo reale tutta una serie di informazioni, tra cui il rating di decine di milioni di aziende in tutto il mondo grazie a un algoritmo nato – pensate un po’ – per progettare grandi navi cargo. Ascolta la puntata…

16 febbraio 2015
Lavoro e sviluppo economico
WOLLYBI, l’osservatorio digitale del lavoro
Capita di tanto in tanto di leggere a proposito di professioni per le quali, persino negli anni di crisi, vi è stata sistematicamente più domanda che offerta, oppure di professioni scomparse o emergenti. Quasi sempre però, le informazioni disponibili e gli studi su queste materie sono frammentari. Ci sono i dati e le statistiche sull’occupazione, i licenziamenti e le assunzioni, naturalmente, dai quali però è difficile ricavare, per esempio, quali siano le competenze più richieste per un dato profilo, o se per certe posizioni l’inglese sia importante, ecc. Wollybi è una nuova piattaforma; un Osservatorio digitale dei servizi realizzato da Tabulaex, spin-off dell’università Milano Bicocca, in collaborazione con il CRISP – Centro di Ricerca Interuniversitario per i Servizi di Pubblica utilità, in grado di spulciare il web trovando, classificando ed elaborando i dati relativi a centinaia di migliaia di inserzioni per offerte di lavoro.
Ascolta la puntata… 

8 gennaio 2015
Lavoro e sviluppo economico
Proof of Concept Network
Per molti motivi, le idee che si sviluppano nel mondo della ricerca, anche brevettate, possono finire in un vicolo cieco pur non essendo prive di potenzialità. Per esempio perché il gruppo di ricerca che le ha prodotte si disperde, oppure è emersa una difficoltà economica di base, magari anche minima ma che comunque è risultata non aggirabile. Senza contare quei casi in cui brevetti sviluppati in un settore dove non hanno avuto successo, possono invece funzionare in ambiti diversi. POCN, Proof of Concept Network è una struttura che, basata a Trieste, opera su scala nazionale su questo patrimonio sommerso, con l’obbiettivo di rivitalizzarlo. Appena partito, con una attività che viene considerata una versione “zero” ha già permesso a più di 60 brevetti di trovare una loro strada verso concrete soluzioni di mercato. Ascolta la puntata…

6 gennaio 2015
Lavoro e sviluppo economico
Mathesia: il network che fa incontrare domanda e offerta di competenze matematiche
Quante volte, di fronte a un problema, vi siete detti: “qui ci vorrebbe un matematico”? Probabilmente molto meno spesso di quanto non dovreste… in effetti il contributo che possono dare dei bravi matematici a risolvere problemi o a ottimizzare procedure nei più svariati settori è largamente sottovalutato. Né, d’altronde, è facile capire a chi rivolgersi se, al contrario, si ha questo tipo di intuizione. Mathesia nasce proprio per fare incontrare domanda e offerta di competenze matematiche, e per promuoverle. E’ un portale, nato da due realtà vicine al politecnico di Milano, una piattaforma di crowdsourcing che permette a persone e aziende che hanno un problema da risolvere di sottoporlo alla comunità dei matematici mettendoli in competizione tra loro affinché trovino una soluzione. Ascolta la puntata…

5 gennaio 2015
Lavoro e sviluppo economico
Arriva la prima smart card biometrica
Parliamo della prima smart-card biometrica al mondo, messa a punto da una start-up italiana dopo 8 anni di ricerca e sviluppo. Per capire di cosa stiamo parlando immaginate di andare al supermercato e di pagare col bancomat. Ma al momento dell’autenticazione, invece che inserire il pin, di limitarvi a toccare la tessera, la quale, dopo aver riconosciuto la vostra impronta digitale, autorizza il pagamento. Una sfida tecnologica notevole se considerate che tutto questo avviene in meno di 0,7 millimetri di spessore. Il sistema è sicuro perché nessuno, nemmeno la banca, ha una copia dell’impronta digitale. Questa informazione è presente solo all’interno della smart-card da cui è impossibile estrarla. Prima che come bancomat, si prevede che queste smart card biometriche inizino a diffondersi nei luoghi di lavoro e dove è necessario autenticarsi per l’accesso. Ascolta la puntata…

16 dicembre 2014
Lavoro e sviluppo economico
Agroils: per trasformare in realtà il potenziale della Jatropha
Studiata da anni per le sue caratteristiche eccezionali, la Jatropha è considerata una delle cultivar del futuro. Produce un seme, una specie di mandorla, ricchissimo di oli (più del 30%) e proteine (60% in peso), e cresce in condizioni difficili, su terreni poveri e con poca acqua. Ma proprio perché produce semi così nutrienti dove il cibo scarseggia, questa pianta ha dovuto mettere in atto una strategia evolutiva per difendersi dagli animali sviluppando anche una tossina che, di fatto, ha impedito un utilizzo ampio di questa specie vegetale così promettente. Infatti la presenza di questa tossina ha costretto fin ora a smaltire il residuo della spremitura – la parte solida dove si concentrano le proteine – come rifiuto, ciò che ne ha reso anti-economico lo sfruttamento. Ma una start-up italiana, Agroils, recentemente ha messo a punto un nuovo processo, simile a quello per l’estrazione dell’olio di oliva, in grado di separare la tossina, che può essere così utilizzata come agrofarmaco naturale, rendendo nel frattempo commestibile quanto resta del seme dopo la spremitura.
Ascolta la puntata…

15 dicembre 2014
Lavoro e sviluppo economico
Younivocal e l’etichetta anti contraffazione sicura come la firma digitale
Immaginate di acquistare un bene di un certo valore, una borsa firmata, un orologio o magari un prosciutto: come fare per essere certi che sia un originale, e non un’abile contraffazione? In Italia, poi, il fenomeno della contraffazione colpisce due volte, perché oltre al consumatore colpisce le imprese, dato che il nostro Paese produce non pochi dei beni che più vengono scopiazzati nel mondo. Younivocal, una start-up premiata tra le 10 più innovative del concorso Changemakers for Expo 2015, ha messo a punto un sistema che permette di appurare se ci si trova davanti a un originale o a una contraffazione semplicemente avvicinando all’oggetto del vostro interesse uno smart-phone dotato dell’ormai quasi onnipresente tecnologia NFC – Near Field Communication. Il sistema ha lo stesso livello di sicurezza della firma digitale, ha un costo materiale di pochi centesimi e consente di identificare gli oggetti rubati.
Ascolta la puntata…

5 dicembre 2014
Lavoro e sviluppo economico
Il futuro del lavoro è… robotico

Secondo un recente studio inglese, nei prossimi 10 o 20 anni, la Gran Bretagna perderà 10 milioni di posti di lavoro – circa un terzo del totale – a causa dell’automazione. È uno scenario che, naturalmente, non riguarda solo il Paese d’oltremanica e che può essere esteso, con le varianti del caso, a tutte le economie avanzate; una trasformazione rapida e radicale del mondo del lavoro, di cui si parla poco o nulla nonostante sia già in atto. All’inizio saranno soprattutto i lavori meno specializzati e a basso reddito a saltare, compensati dall’emersione di almeno altrettante posizioni lavorative altamente specialistiche. Ma sul lungo periodo, a meno di mettere in campo politiche adeguate, l’unico trend a resistere sarà quello che porta a una progressiva distruzione di posti di lavoro; una sorta di marea montante capace di sommergere progressivamente anche professioni che oggi sembrano inattaccabili. Ascolta la puntata…

7 novembre 2014
Lavoro e sviluppo economico
Manuale del personal fundraiser
Cene ed eventi per raccogliere fondi per una buona causa, se ne sono sempre fatti. Tuttavia, i social network stanno conferendo una dimensione nuova a queste iniziative e ne sta emergendo una nuova figura: il personal fundraiser. E’ una persona che sfrutta la propria rete sociale per sostenere una causa, raccogliendo fondi per essa. Oggi esistono piattaforme web che mettono a disposizione del personal fundraiser gli strumenti per presentare il progetto, promuoverlo all’interno della propria cerchia di conoscenze personali e professionali, insomma il proprio social network, e quindi raccogliere e convogliare le mini e micro donazioni in modo trasparente. Ascolta la puntata…

24 ottobre 2014
Lavoro e sviluppo economico
GipsTech: magnetismo naturale per la geolocalizzazione indoor

La partita per quello che diventerà lo standard futuro della geo-localizzazione in-door è ancora tutta da giocare. E’ ormai del tutto evidente come la diffusione del GPS sia stata tra le innovazioni con più ricadute sulla vita quotidiana. Ma al chiuso il GPS non funziona, e non permette di determinare, per esempio, in che punto ci si trovi all’interno di un museo, di un ospedale, di un grande stabilimento industriale. Tra le possibili soluzioni GipsTech: messo a punto da una Start-Up calabrese, è un sistema basato sulle anomalie del campo magnetico terrestre causate proprio dagli edifici, le cui parti metalliche deviano leggermente l’ago della bussola: proprio a partire da queste deviazioni diventa possibile ricostruire la propria posizione all’interno di un edificio. Il grande vantaggio di questo sistema è che per rendere mappabile un ambiente non serve dotarlo di alcuna infrastruttura tecnologica.
Ascolta la puntata…

21 ottobre 2014
Lavoro e sviluppo economico
Streap Plantoid: il robot con le radici

Ci sono molti studi di robotica ispirati alla natura; si parla in questi casi di biorobotica, e ha prodotto fin’ora ragni robot, cani robot, lombrichi robot e così via. Il fatto è che la natura in miliardi di anni di sperimentazione a cielo aperto ha risolto una gran quantità di problemi, e si fa prima ad imitarla che cercare di risolverli di nuovo partendo da zero.
Nessuno però, fin’ora, aveva provato a realizzare un “plantoide”, ovvero un robot ispirato al comportamento delle piante, che è invece quanto hanno fatto al Centro di micro-robotica dell’Istituto Italiano di Tecnologia. Lui si chiama Streap Plantoid ed è il primo robot con le radici: radici che crescono, sondano il terreno alla ricerca di sostanze nutrienti, di umidità, di inquinanti e di quant’altro potremmo voler sapere su ciò che è celato sotto i nostri piedi.
Ascolta la puntata…

17 ottobre 2014
Lavoro e sviluppo economico
Social Housing 2.0

Si parla spesso di edilizia popolare e di come sarebbe necessario che ripartisse in Italia. Ma quanto deve essere diverso il social housing di oggi rispetto a quello del passato? È una domanda rilevante per tutti quei soggetti che oggi, nonostante la sostanziale latitanza dello Stato, investono su questo settore. Infatti tra giovani, anche laureati, senza lavoro, o che devono cambiare città per trovarlo; coppie separate e una popolazione sempre più anziana, con tutte le necessità peculiari che si porta dietro l’ultimo tratto della nostra vita, serve un social housing molto diverso da quello tradizionale, dove la scommessa è passare dalla logica del tetto sopra la testa a forme avanzate di welfare abitativo. Un social housing 2.0 che miri a realizzare forme di mutualismo e di convivenza solidale, ma anche a rendere più sostenibili in termini economici, in futuro, gli investimenti di oggi in edilizia sociale.
Ascolta la puntata…

26 settembre 2014
Lavoro e sviluppo economico
Stampanti 3D e design autoprodotto
Permettono di stampare un oggetto tridimensionale a partire dal file di un computer: sono le stampanti 3D e abbiamo già visto come stiano penetrando con successo alcune filiere, per esempio dove è necessario creare pezzi unici – come nel caso delle protesi dentarie – o dove servono numeri ridotti, come nel caso dei ricambi di auto d’epoca.
Ma queste macchine sono all’origine anche di vari fenomeni che coinvolgono il mondo del design. Molti giovani designer, per esempio, vedono le stampanti 3d come mezzo per promuovere le proprie idee permettendo loro di realizzare piccole produzioni in serie: il cosiddetto design auto-prodotto. Mentre, sempre intorno a questa tecnologia, sta nascendo anche una nuova professionalità: il designer di servizi, inteso come collante tra il mondo delle piccole imprese manifatturiere, altamente tecnologiche ma rimaste senza ordinativi a causa della crisi, e la domanda crescente, spesso di origine extra-europea, di prodotti dotati di elevati standard formali e un alto tasso di originalità.
Ascolta la puntata…

23 settembre 2014
Lavoro e sviluppo economico
POLARIS: il “radiatore spaziale” che cambia forma
La frontiera spaziale è da sempre un terreno nel quale si mettono alla prova nuovi materiali e tecnologie che poi finiscono per trovare nuove applicazioni sulla Terra: basta pensare al teflon delle padelle antiaderenti.
Potrebbe succedere anche a POLARIS: un “radiatore spaziale” progettato da studenti dell’Università di Padova, che verrà lanciato con un pallone sonda a ottobre. Nello spazio è difficilissimo disperdere il calore e soprattutto adattarsi a condizioni mutevoli, cosa che POLARIS riesce a fare cambiando forma: idea mai tentata prima. Per farlo, inoltre, POLARIS metterà alla prova un tipo del tutto nuovo di dispositivo “attuatore”, in grado di generare movimento e poi conservare la posizione senza consumare energia.
Ascolta la puntata…

15 settembre 2014
Lavoro e sviluppo economico
Edilizia low cost tra tradizione e innovazione
Salvare l’artigianato locale in pericolo e quello che ruota intorno al comparto edile, in crisi ormai da anni: è quanto si propone l’associazione artigiana della provincia di Treviso – Confartigianato Marca Trevigiana – con quello che potremmo definire un “modello innovativo di edilizia tradizionale”. Attraverso una progettazione molto attenta è stato messo a punto un processo costruttivo che, da un lato, impiega materiali e competenze tradizionali, e dall’altro è molto innovativo dal punto di vista della progettazione dell’edificio e del coordinamento del lavoro in cantiere, dove le maestranze sono tutte piccolissime imprese artigiane. Risultato: una villetta bifamiliare in classe A da 1000€ al mq che, pure, garantisce una buona redditività alle imprese artigiane.
Ascolta la puntata…

11 settembre 2014
Lavoro e sviluppo economico
Fondo di Investimento etico
Ci sono le iniziative che nascono dal mondo privato e poi quelle che mettono in campo gli enti pubblici. Ma riescono, questi due attori che intervengono su così tante cose, a coprire tutto quanto va fatto? Sappiamo che non è così, e che spesso non lo è anche per ragioni materiali ben precise. L’apporto del volontariato, per esempio, l’abbiamo tutti ben presente. Però poi ci sono attività che richiedono una specifica “via di mezzo”, si può usare questa definizione. Sono attività che necessitano di strutture di intervento consistenti, dotate di strumentazione e con capacità organizzative che, per esempio, vanno oltre i confini delle possibilità di azione del volontariato. E anche delle possibilità di soggetti come i Comuni, soprattutto in anni di casse vuote come quelli che stiamo vivendo. In breve: una iniziativa privata che sappia erogare servizi a costi estremamente contenuti è la risposta a queste esigenze. Una formula è quella del Fondo di Investimento etico, accoppiata a strutture private in grado di esporre prezzi largamente accessibili.
Ascolta la puntata…

^Torna all’inizio^


CULTURA E TURISMO

19 giugno 2015
Cultura e turismo
Corporation 2020
“Corporation 2020, trasformare le imprese per il mondo di domani”, è il titolo di un libro pieno zeppo di esempi concreti, aneddoti e dati che fanno riflettere, come il fatto che le prime 3.000 aziende del mondo generano esternalità – ovvero costi sociali – per 2.150 miliardi di dollari, equivalenti al 3,5% del PIL mondiale; e soprattuto, più o meno equivalenti alla ricchezza che producono. Ma con Corporation 2020, l’autore Pavan Sukhdev, indiano, economista di fama mondiale, vuole soprattutto proporre un nuovo modo di fare impresa; un modello “scalabile”, buono per le grandi quanto per le medie e piccole aziende, premessa indispensabile per arrivare a un sistema economico sostenibile ed equo. Un modello che non rinuncia al mercato ma che lo sottrae dal circolo vizioso del produci, usa e butta, che non può avere futuro. Ascolta la puntata…

28 maggio 2015
Cultura e turismo
Invisible: il timbro invisibile che non si può contraffare
Come proteggere un’opera originale e distinguerla da una eventuale copia contraffatta? Per capirlo, andiamo al sincrotrone di Trieste ELETTRA, un acceleratore di particelle grazie al quale si produce una luce molto particolare, detta appunto luce di sincrotrone, con cui si effettuano centinaia di esperimenti ogni anno. Questa luce ha permesso di creare un materiale fluorescente con proprietà uniche: simile a una di quelle vernici fluorescenti che si vedono solo quando si spegne la luce, questa polvere – con cui si possono confezionare inchiostri di ogni tipo – brilla solo quando è esposta alla luce di una lampada UV. Ma la caratteristica più importante è la tonalità della luce emessa, che è unica e impossibile da replicare da parte di un falsario a meno di non possedere una macchina come il sincrotrone di Trieste: un anello lungo 260 metri infarcito di ogni genere di diavoleria elettronica. La tecnologia si chiama Invisible ed è ormai ben sperimentata. Ascolta la puntata… 

7 maggio 2015
Cultura e turismo
Il design entra in chiesa
I nuovi stili di vita, di lavoro, di comunicazione che stanno emergendo in questi anni ci obbligano a ridefinire gli spazi che abitiamo. Per esempio lavoro e vita privata tendono a confondersi: si lavora sempre più spesso da casa, che così ha bisogno di diventare anche un po’ ufficio, mentre l’ufficio è sempre luogo di incontro coi colleghi e sempre meno postazione di lavoro. Si diffondono il coworking e il cohousing; le scuole diventano dei civic center.
E le chiese?
Afflitte dal crollo del numero di fedeli, le chiese si svuotano. E allora, forse, è il caso di immaginare nuove funzioni per questi spazi, oltre a quella tradizionale di ospitare le messe. E’ quello che deve aver pensato il vescovo di Francoforte, che ha deciso di affidarsi a un designer per riprogettare l’area centrale della chiesa, dove i fedeli seguono la messa, in modo da renderla più flessibile e adatta a vari scopi. Ascolta la puntata…

5 maggio 2015
Cultura e turismo
Fotografare la danza degli elettroni
Ci sono fenomeni così rapidi, così veloci che la loro dinamica ci sfugge completamente o quasi. Per esempio, sappiamo poco di quanto accade durante una reazione chimica: ci sono due atomi che hanno un momento di intimità e si trasformano in una molecola. Ecco: questo momento di intimità è così fulmineo che ci sfugge, e lo stesso può dirsi di molti altri fenomeni che, come le reazioni chimiche, comportano dei trasferimenti di carica elettrica: dal processo di fotosintesi alla generazione di energia elettrica nei pannelli fotovoltaici. Andiamo allora a Trieste, all’Area Science Park, dove da un paio d’anni è entrato in funzione FERMI, un acceleratore unico nel suo genere – per la precisione si tratta di un laser a elettroni liberi che, come una potentissima luce stroboscopica, riesce a catturare in una sequenza di immagini la danza furiosa degli elettroni.

28 aprile 2015
Cultura e turismo
Un “Magnete” a Milano per attrarre il futuro
E’ questione di ore e finalmente si saprà il destino dell’area che attualmente ospita i padiglioni 1 e 2 della vecchia Fiera di Milano, nella zona del Portello. Si tratta di un’operazione urbanistica importante per la città – oltre 57 mila metri quadri da riqualificare – per la quale, alla fine, sono rimasti due progetti a competere: il nuovo stadio del Milan (in realtà una sorta di mega centro commerciale di cui lo stadio occupa la parte centrale, con l’aggiunta di un liceo dello sport e di un albergo) e il Magnete, un centro polifunzionale dedicato alle tecnologie del futuro e alla multimedialità, con all’interno un polo musicale, un polo tecnologico interattivo, un polo dedicato alla sanità preventiva e altro ancora. Ma l’aspetto qualificante di quest’ultimo progetto è la scelta di costruire sul costruito, salvaguardando quasi tutte le strutture esistenti e smontando (anziché demolire) il poco che è inutilizzabile. Ascolta la puntata…

3 marzo 2015
Cultura e turismo
Traduzione automatica di oggi e di domani
Chiunque utilizzi internet oggi sa che è possibile, con un semplice click, ottenere una traduzione automatica della pagina che si sta visitando. L’idea di usare i computer per tradurre da una lingua all’altra risale addirittura agli anni ’50, a quando, cioè, i computer li stavano ancora inventando, ma ancora oggi c’è parecchia strada da fare prima di arrivare a traduzioni del tutto affidabili. Ma come funzionano i sistemi di traduzione automatica di oggi, e come si pensa che funzioneranno in futuro? Come vedremo, oggi i computer, per tradurre una frase, vanno in cerca di una frase simile già tradotta, tra i miliardi che hanno in memoria. Mentre il futuro si chiama intelligenza artificiale.
Ascolta la puntata…

29 gennaio 2015
Cultura e turismo
Serious game e mondo digitale (ovvero i videogiochi per imparare la scienza)
Di recente è emerso che l’ISIS, lo stato terrorista nato tra Siria ed Iraq, fa largo uso di videogiochi per addestrare e soprattutto “indottrinare”, convincere, gasare, i propri combattenti, bambini inclusi. Lascia interdetti che una sottocultura brutale come quella sia allo stesso tempo così sofisticata, mentre questi stessi strumenti vengono oggi del tutto ignorati, per esempio, dalla scuola, che certamente potrebbe farne un uso migliore. Il filone dei cosiddetti serious game, cioè quei giochi che uniscono all’intrattenimento una funzione formativa o informativa, come insegnare dei concetti, o sensibilizzare l’utente rispetto a temi sociali rilevanti, esiste da tempo, ma ancora oggi è una realtà molto limitata. Spillover è una start-up impegnata proprio su questo terreno. Nata da poco tempo, ha già ricevuto parecchi riconoscimenti. Ascolta la puntata…

25 novembre 2014
Cultura e turismo
Tooteko: l’arte è per tutti
Alcune tecnologie nascono per rispondere a un bisogno specifico legato a una disabilità, ma presto viene fuori che hanno il potenziale per rispondere alle esigenze di un’utenza più ampia. Ci sono precedenti notevoli in questo senso: dalla cannuccia al pelapatate. E’ anche il caso del progetto Tooteko che nasce da una tesi di laurea presso lo IUAV di Venezia, come tecnologia per consentire ai non vedenti di ricevere informazioni ad hoc quando si trovano al museo. L’idea è che il non vedente, toccando un punto specifico di una riproduzione tridimensionale di un’opera d’arte, come un bassorilievo che rappresenta un dipinto, possa ottenere informazioni sul dettaglio che sta toccando tramite un’audio guida. D’altronde, in molti contesti, la possibilità di ricevere informazioni semplicemente toccando qualcosa, può essere interessante anche per chi ci vede benissimo. Ascolta la puntata…

30 settembre 2014
Cultura e turismo
CER-SEA: al mare d’inverno
E’ possibile far vivere gli stabilimenti balneari anche d’inverno? Tra estati sempre più piovose, e l’arrivo della direttiva europea Bolkestein, che accorcia drammaticamente i tempi di concessione degli stabilimenti balneari, è stato inevitabile per gli operatori di questo settore chiedersi come allungare la stagione turistica e attrarre visitatori anche d’inverno.
Quesito cui ha tentato di rispondere CER-SEA, costola del CERSAIE di Bologna, la fiera internazionale della ceramica e delle forniture da bagno, dove sono state messe in mostra soluzioni innovative per creare ambienti accoglienti e di grande fascino che permettono di godere il mare d’inverno: come pavimenti flottanti riscaldati e altre strutture, come saune e giardini d’inverno, posabili direttamente sulla sabbia e facilmente rimovibili, che lasciano intravedere una sorta di nomadismo dell’impresa balneare.
Ascolta la puntata…

4 settembre 2014
Cultura e turismo
GIS e archeologia
La grande ricchezza di reperti archeologici che troviamo in Italia si può tramutare in una forte complicazione quando si tratta di effettuare interventi urbanistici o opere pubbliche. Esiste un software, sviluppato come tesi del master di II livello in Architettura per l’archeologia dell’Università la Sapienza, che ci viene in aiuto: grazie alle tecnologie informatiche di geo-referenziazione – quelle alla base delle applicazioni che sul web gestiscono delle mappe – permette di estrapolare, in una data area di territorio, la probabilità di incappare, o meno, in qualche vestigia del passato. Questo software agisce in modo sofisticato, soppesando un gran numero di dati ottenuti da scavi archeologici, carotaggi e rilievi di vario tipo. Anche le assenze di rilievi vengono valutate opportunamente, così come il tipo di ritrovamenti.
Ascolta la puntata…

3 settembre 2014
Cultura e turismo
Il rilancio della cultura passa dalla rete
Si fa un gran parlare di Open Data, grandi database di pubblico dominio, a partire dai quali sviluppare nuovi servizi e modelli di governance. Ma mettere tutto online non basta per avere dati realmente fruibili.
Perché ciò possa avvenire serve una capacità di immedesimazione negli utenti e nei loro bisogni che la Pubblica Amministrazione, a quanto pare, possiede in rari casi. Ne parliamo con Francesca Traclò, che dirige la Fondazione Rosselli, attiva nella ricerca in campo culturale, settore particolarmente colpito dopo la pioggia di tagli ma potenzialmente adatto a sfruttare questi nuovi servizi. Infatti proprio le tecnologie web potrebbero essere una grande occasione di rilancio puntando sulla nascita di imprese innovative.
Ascolta la puntata…

2 settembre 2014
Cultura e turismo
Il progetto “Cultura e Territorio”
E’ un progetto della Fondazione Rosselli, un grande database, un GIS – sistema informativo geografico tipo Google Maps – dedicato alla cultura e ai beni culturali. Immaginate di essere un appassionato di musica celtica: grazie a strumenti come “Cultura e Territorio” potreste ricevere un avviso sul vostro cellulare quando passate vicino a un locale dove, la sera, ci sarà un concerto di musica celtica, e magari prenotare un tavolo. Ma, oltre a favorire l’incontro tra domanda e offerta, piattaforme georeferenziate come “Cultura e Territorio” sono anche preziosi strumenti di analisi nelle mani delle amministrazioni, che spesso non sanno dove vanno i turisti, né cosa cercano, né se le iniziative culturali sostenute con soldi pubblici danno i risultati sperati.
Ascolta la puntata…

 

^Torna all’inizio^


SALUTE E BENESSERE

24 giugno 2015
Salute e benessere
Nasi Elettronici
I sensori chimici sono poco diffusi nella nostra vita quotidiana, mentre si stanno diffondendo rapidamente nel mondo professionale. Da alcuni anni, in particolare, si stanno sviluppando veri e propri nasi elettronici, in grado di riconoscere molecole presenti nell’aria anche in piccolissime concentrazioni. La maggior parte di questi dispositivi è basato su delle schiere di piccolissimi sensori, ognuno dei quali funziona come una piccola bilancia molto specializzata, in cui, cioè, si incastrano – e quindi si possono pesare – solo certe molecole. Tutti insieme i sensori generano una “impronta olfattiva”, quella stessa che noi chiamiamo odore. Le applicazioni sono soprattutto nel campo della sicurezza (pensate alla ricerca di esplosivi) della salute (esistono nasi elettronici che fiutano le malattie) e dell’agroalimentare, dove sono utilizzate, per esempio, per valutare lo stato di maturazione della frutta. Ascolta la puntata…

29 maggio 2015
Salute e benessere
Brain Control
La fantascienza ci ha spesso raccontato di macchine, robot, avatar controllati col pensiero. E’ uno scenario che oggi inizia a muovere i primi passi e per alcune persone è anche l’unica speranza di tornare a interagire con il mondo. Infatti patologie come SLA, sclerosi multipla, distrofia muscolare, possono rendere una persona incapace di una qualunque interazione fisica. In questi casi l’unica possibilità è intercettare segnali prodotti dal cervello. Brain Control è una tecnologia sviluppata da Liquidweb, una start-up innovativa italiana: è una sorta di joystick mentale che permette a un paziente in stato di locked-in, come si dice in gergo, di selezionare col pensiero una parola o una frase da un frasario predefinito, restituendogli così la capacità di comunicare. Ma questo è solo il primo passo. Già si lavora a un robot avatar, attraverso il quale una persona bloccata a letto possa tornare a esplorare l’ambiente fisico, a iniziare da quello di casa. Ascolta la puntata…

8 maggio 2015
Salute e benessere
Globuli rossi come lenti ottiche…
Usare i globuli rossi come lenti per mettere a fuoco dettagli in mezzo al flusso sanguigno e per rilevare eventuali anomalie o patologie in corso: è quanto sono riusciti a fare all’Istituto di scienze applicate e sistemi intelligenti del CNR di Pozzuoli, aprendo la strada per diverse applicazioni in campo medico.
Prima di tutto, questo studio fornisce un nuovo metodo per valutare in modo più rapido e preciso eventuali anomalie nella forma dei globuli rossi, che quasi sempre indica la presenza di una precisa patologia. Ma in futuro, sfruttando le proprietà dei globuli rossi scoperte al CNR, sarà possibile usarli per focalizzare raggi laser nelle operazioni microchirurgiche, e per ottenere immagini di dettagli dell’interno del corpo umano, che prima sfuggivano..
Ascolta la puntata…

27 aprile 2015
Salute e benessere
Il cubo acustico
A Bolzano, fuori dalla Fiera, da qualche mese c’è un grosso cubo. Un cubo acustico per la precisione. Dentro ci sono tre stanze. In una c’è una batteria, e nel caso non ci fosse nessuno per suonarla due casse acustiche sprigionano il volume di una band a pieno volume: 110 decibel. Diciamo che nella scala dei vicini rumorosi questo è il peggio che può capitare.
Ai due lati altre due stanze. Non hanno niente di speciale, a dire il vero, i materiali e le tecniche usate non fanno altro che rispettare le norme. In un caso però si presta la massima attenzione a evitare i ponti acustici, come per esempio due scatole elettriche allineate sui lati opposti di una parete; nell’altro si simula la tipica messa in opera degli impianti, che invece è priva di queste attenzioni.
La differenza? Potete sentirla nella puntata, con un piccolo esperimento radiofonico… ed è piuttosto sorprendente. Ascolta la puntata…

14 aprile 2015
Salute e benessere
Internet of Things 2014: è l’anno di svolta per domotica e smart home
Sono passati in un solo anno da 6 a 8 milioni e continuano a crescere a ritmi vertiginosi. Parliamo degli smart object, gli oggetti connessi. In particolare, 8 milioni sono gli oggetti, in Italia, dotati di una connessione mobile, di tipo telefonico, con Internet: parliamo per metà di automobili, e poi di contatori e centraline di vario tipo, un mercato che nel 2014 è stato di oltre un miliardo. Difficile stimare, invece, il numero di oggetti connessi alla rete con tecnologie come wi-fi, bluetooth ecc., quindi non di tipo telefonico, il cui mercato, nel 2014, è comunque valutabile in 400 milioni di euro.
Ma la vera novità di quest’anno è il cambio di passo che si è registrato nel mondo dell’edilizia, con una forte accelerazione delle tecnologie domotiche e l’impegno dei big del settore a garantire l’interoperabilità fra i produttori di tecnologia. Ascolta la puntata…

13 aprile 2015
Salute e benessere
Tavoli da pranzo e nuovi modi di abitare
Parte a Milano il Salone del Mobile, uno degli appuntamenti più importanti che offre la città e uno dei più interessanti per il fatto di occupare uno spazio teorico e pratico su cui oggi il dibattito è ancora embrionale ma che sarà sempre più rilevante e riguarda i luoghi in cui viviamo, quelli della casa, quelli del lavoro, rispetto ai quali è necessario porsi la domanda seguente: non si stanno prefigurando modi e tempi di vita, comportamenti, relazioni sociali, che hanno bisogno di spazi diversi da quelli in cui abbiamo vissuto finora? Facciamo una prima riflessione su questo tema partendo da un tipico oggetto di casa: il tavolo su cui si pranza e si cena. Carlo Forcolini, uno dei più noti designer italiani, ne ha progettato uno – lo ha chiamato Leonardo – che, molto semplicemente, può assumere altezze diverse, consentendo di consumare i pasti comodamente sdraiati su un divano. Bene, da qui si può partire, accettando quella che è una tipica provocazione del design italiano, spesso anticipatore di cambiamenti, per parlare di nuove forme dell’abitare. Ascolta la puntata… 

3 aprile 2015
Salute e benessere
Microonde per estrarre polifenoli dagli scarti vegetali
Andiamo a Genova, al dipartimento di farmacologia dell’Università degli Studi, dove il gruppo di ricerca guidato da Carla Villa ha messo a punto una procedura innovativa per produrre soluzioni ricche di polifenoli dagli scarti vegetali. I polifenoli sono sostanze presenti soprattutto nei frutti rossi, e come è ben noto sono dotati di varie proprietà desiderabili: sono potenti antiossidanti e quindi combattono l’invecchiamento cellulare; hanno effetti benefici sul sistema cardiovascolare ecc. A Genova hanno trovato il modo di estrarli – per esempio dalle bucce e da altri rimasugli della spremitura della frutta – con un sistema molto semplice che fa uso di un forno microonde, il quale è più efficiente energeticamente, richiede meno tempo e, soprattutto, non fa uso di alcun tipo di solvente, come invece accadeva con i metodi tradizionali. E ora da questo lavoro di ricerca sta per nascere Accadermica, una nuova impresa. Ascolta la puntata…

16 marzo 2015
Salute e benessere
Network Physiology
Big data è una parola che sentiamo pronunciare sempre più spesso e significa, letteralmente, una grande massa di dati. Ma il punto è che oggi non solo produciamo enormi quantità di dati, ma abbiamo anche la potenza di calcolo necessaria a manipolarli ed elaborarli, tirandone fuori informazioni. Per esempio, il data-mining è un mix di tecniche per scavare nei dati alla ricerca di correlazioni, ricorrenze ecc. Queste metodologie permettono di fare emergere relazioni anche inattese e oggi la medicina di frontiera inizia a interessarsene per affrontare un territorio ancora poco esplorato: quello delle patologie legate al malfunzionamento di più organi. Finora la medicina si è concentrata soprattutto sui singoli organi e apparati, ma poco sulle loro influenze reciproche: la Network Physiology, una nuova disciplina che mescola medicina, sensoristica e informatica, nasce appunto per colmare questo vuoto. Ascolta la puntata…

4 marzo 2015
Salute e benessere
Innovazione e sanità: i Percorsi Diagnostici Terapeutici Assistenziali
Torniamo a parlare di innovazione nel settore della sanità, e in particolare dei cosiddetti PDTA – Percorsi Diagnostici Terapeutici Assistenziali, a cui un’indagine della Federazione Italiana Aziende Sanitarie Ospedaliere assegna un ruolo cruciale per assicurare sostenibilità economica ed efficacia del servizio sanitario a lungo termine. Di cosa parliamo? Parliamo di individuare un insieme di procedure e di standard, accompagnati da un minimo di infrastruttura tecnologica e informatica, che consentano di spostare il più possibile l’assistenza sanitaria sul territorio, riducendo l’ospedalizzazione e aumentando la capacità di cura, soprattutto nei confronti dei soggetti cronici, che grazie ai PDTA possono ricevere un monitoraggio molto più puntuale. Oggi una quarantina di ASL in Italia ha già attivato percorsi di questo tipo, ma la strada da fare, che potrebbe portare a risparmi miliardari in sanità, è ancora lunga…
Ascolta la puntata…

26 febbraio 2015
Salute e benessere
BEAST: la scienza dei missili applicata allo sport
Da anni siamo abituati a vedere runner e appassionati di corsa con grandi orologi al polso grazie ai quali, tra cronometro, contapassi, cardiofrequenzimetro e altre diavolerie simili, semplici appassionati si trasformano in esperti di statistica, misurano le proprie prestazioni con precisione ultra-professionale, le confrontano e le condividono con altri appassionati, e soprattutto, sulla base di questi dati, programmano i propri allenamenti. Niente di tutto questo era disponibile per le attività sportive indoor: insomma, se invece di correre preferisci sollevare pesi, e vuoi allenarti in modo scientifico, fino a oggi ti dovevi arrangiare o pagare un personal trainer. A metterci una pezza ci hanno pensato tre studenti di ingegneria aerospaziale appassionati di sport, che hanno messo a punto un piccolo sensore da polso, BEAST, in grado di valutare con grande precisione la potenza dei nostri gesti atletici. Usa un algoritmo del tutto simile a quelli usati in campo missilistico, ma a scopi decisamente più pacifici. Ascolta la puntata…

17 febbraio 2015
Salute e benessere
COELUX: il cielo in una stanza
Sono ormai ben noti gli effetti che diverse condizioni di illuminazione possono avere sulla produttività lavorativa e nello studio, dimostrati al di là di ogni dubbio da numerose ricerche. In particolare ci sentiamo più a nostro agio e, in generale, siamo più efficienti nello svolgere le attività quotidiane, quanto più percepiamo una situazione ambientale “naturale”, e la cosa non è certo sorprendente.
COELUX, una tecnologia ma anche una start-up con sede al parco tecnologico di Como, va proprio nella direzione di ricreare negli ambienti chiusi condizioni di illuminazione del tutto simili a quelle naturali. COELUX riproduce con incredibile fedeltà l’illuminazione offerta da una finestra o un lucernario. Grazie a un mix di sistemi ottici e a nanotecnologie sviluppate in un decennio all’Università dell’Insubria, che in pochi metri cubi simulano la distanza tra Sole e Terra e gli effetti fisici di dieci chilometri di atmosfera, COELUX è in grado di ricreare in modo estremamente realistico un’apertura nel soffitto, con tanto di sole e cielo azzurro. Insomma: il celo in una stanza… Ascolta la puntata…

13 febbraio 2015
Salute e benessere
Mine, fumetti e sensori open source
Play link è una start-up che produce fumetti e story-telling per aiutare le comunità di Paesi in grande difficoltà – come l’Afghanistan, dove il sistema scolastico fa acqua da tutte le parti – a mantenere viva la memoria storica, e per diffondere messaggi con un contenuto tecnico e culturale, a partire dalle norme sanitarie. Altro dramma di molti paesi poveri è poi la presenza di mine. Bibak, anche questa una start-up innovativa, si è allora impegnata nella messa a punto di un nuovo tipo di sensore, in grado di individuare mine di tutti i tipi. Costruito con tecnologie open source come arduino, in modo da ridurne al minimo il costo, e con componenti, inclusa l’elettronica di controllo, che possono poi essere smontati e riutilizzati dalle comunità locali una volta finita l’opera di sminamento. Insomma, si può fare innovazione anche guardando a mercati poveri e puntando su attività con un forte contenuto sociale. Ascolta la puntata…

22 gennaio 2015
Salute e benessere
System biology per ricostruire il puzzle molecolare umano
Un filone di ricerca destinato ad acquisire sempre più rilevanza in futuro, risultato di una commistione recente, quella tra la biologia molecolare e l’informatica: parliamo della cosiddetta System Biology, il cui obiettivo ultimo, anche se molto di là da venire, è la realizzazione di una simulazione a livello molecolare dell’intero corpo umano, un progetto che va sotto il nome di virtual human. Il dato di fondo è che oggi conosciamo bene i processi chimici fondamentali che avvengono all’interno delle nostre cellule, ma questi tasselli di conoscenza non formano ancora un disegno coerente, ovvero non capiamo come questi processi di base si influenzino tra loro; abbiamo tanti dati ma poca informazione e ancor meno conoscenza, e così ci sfuggono i fenomeni biologici complessi, tra cui quelli che sottendono a molte patologie. Compito della system biology è proprio ricostruire il puzzle molecolare umano. Ascolta la puntata…

18 dicembre 2014
Salute e benessere
Come difendersi dal radon
Questo gas radioattivo è la prima causa di tumore al polmone dopo il fumo. Si tratta di un gas nobile che si sviluppa costantemente nel sottosuolo in presenza di uranio, minerale assai più diffuso di quanto non si creda, o di torio. Essendo un gas pesante, il radon tende a ristagnare negli ambienti chiusi, e tanto più efficace è la coibentazione e quanto più è sigillato l’edificio, tanto più il radon rischia di concentrarsi. Ma i fattori che possono influire sulla presenza di radon in casa sono numerosi. Cerchiamo di comprenderli meglio e, insieme, di capire quali sono gli accorgimenti o, nei casi peggiori, gli interventi sull’edificio, che si possono mettere in atto per risolvere il problema.
Ascolta la puntata…

3 dicembre 2014
Salute e benessere
Horus Technology

Horus è un dispositivo che si monta sugli occhiali in grado di tradurre in parole ciò che vi si para davanti. Lo sta sviluppando Horus Technology, una Start-Up formata da giovanissimi con parecchi riconoscimenti alle spalle, ed è rivolto alle persone cieche e ipovedenti. Horus è un concentrato di intelligenza artificiale; è in grado di riconoscere lo spazio intorno a sé individuando ostacoli, strisce pedonali, oggetti di vario tipo e persino volti, ed è in grado di leggere testi, dai nomi delle vie alle parole scritte sulle pagine di un quotidiano o di un libro. Tutte queste informazioni vengono tradotte in parole che il dispositivo recita attraverso un trasduttore osseo, scelto al posto della cuffia auricolare per non interferire con l’udito della persona. Quali possano essere i benefici per chi non può più fare affidamento sulla vista è facile immaginarlo. Ascolta la puntata…

24 novembre 2014
Salute e benessere
Orange Fiber
Il pastazzo, ovvero ciò che rimane degli agrumi dopo la spremitura, è un rifiuto difficile da smaltire e questo è un grosso problema soprattutto in considerazione del fatto che il prezzo di vendita all’ingrosso delle arance è bassissimo. In Italia si producono 700 mila tonnellate l’anno di pastazzo, e l’alto impatto del suo costo di smaltimento induce alla pratica, ancora frequente, delle discariche abusive. Ma come accade sempre più spesso se parliamo di rifiuti, da un problema può nascere un’opportunità: Orange Fiber è una start-up nata da un progetto imprenditoriale di moda volto alla creazione di tessili da rifiuti di agrumi. Le bucce degli agrumi sono molto ricche di cellulosa (la parte bianca e spugnosa) e di oli essenziali, da cui, grazie a un percorso di sviluppo tecnologico non banale, si ricava un filato in grado di rilasciare progressivamente vitamine e altri principi attivi per un certo periodo di tempo, esauriti i quali ha anche una certa capacità di ricaricarsi con uno speciale lavaggio. Ascolta la puntata…

24 settembre 2014
Salute e benessere
Biofeedback e medicina anti-aging
La tecnologia può aiutarci a gestire lo stress? Il terreno della salute, e in particolare quel territorio più sfumato che è la ricerca del benessere, è senz’altro tra i più inquinati da fanfaroni e venditori di fumo.
Tuttavia esistono anche linee di ricerca molto serie, come quelle che afferiscono alle tecniche di biofeedback, che oggi, per esempio, vengono applicate dagli astronauti per imparare a gestire la tensione durante i viaggi spaziali. In pratica, un apparato converte in un segnale visibile o udibile un parametro vitale che, tipicamente, non siamo in grado di percepire e tantomeno di modificare volontariamente, come la frequenza cardiaca o la pressione del sangue; ma che tuttavia è possibile imparare a influenzare in modo indiretto, per esempio agendo sul ritmo e sulla profondità della respirazione. Le tecniche di biofeedback permettono appunto di allenarsi a fare ciò, aiutando a gestire le situazioni che mettono alla prova i nostri nervi, prima che comporti danni alla salute.
Ascolta la puntata…

17 settembre 2014
Salute e benessere
ENDOTICS
Si chiama Endotics ed è nato da uno spin-off della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa: è un “bruco robot” in grado di rendere meno invasiva, dolorosa e traumatica la colonscopia, un esame chiave nella diagnosi del tumore al colon, purtroppo non raro, ma che è anche molto fastidioso da subire. In pratica, con questa tecnologia, la sonda che esamina il paziente, anziché avanzare spinto a forza lungo l’intestino, procede per i fatti propri, guidato da un joystick, imitando i movimenti tipici del bruco. Niente anestesia, niente dolore, rischi di infezione ridotti praticamente a zero, Eppure questa nuova tecnologia, che ha anche benefici di carattere economico, fa fatica ad affermarsi, mentre rendere meno spiacevole la colonscopia potrebbe aiutare a fare prevenzione e salvare parecchie vite.
Ascolta la puntata…

9 settembre 2014
Salute e benessere
Cittadini a quattro zampe
Se nel conteggio degli abitanti di una qualsiasi delle nostre città ci mettessimo i nostri amati cani e gatti, possiamo avere dubbi sul fatto che si arriverebbe facilmente a un raddoppio delle cifre? Però dobbiamo riconoscere che fra i tanti, tantissimi progetti raccontati a proposito di Smart city, quanti riguardavano buone idee per i nostri adoratissimi animali? Bene, il numero è prossimo a zero. Nella trasmissione di oggi, allora, facciamo un primo passo in controtendenza. Tra le malattie più diffuse di gatti e cani ci sono certamente la dermatite allergica e la displasia. Dopo accurate ricerche, una azienda, la Olipet, ha trovato dei tessuti innovativi che risolvono il problema.
Ascolta la puntata…

8 settembre 2014
Salute e benessere
Ricetta rossa addio!
Stasera parliamo innovazione e tecnologia in ambito sanitario. Le ASL regionali si stanno muovendo per digitalizzare tutti i processi, dalla registrazione dei pazienti, alle tessere sanitarie magnetiche, alla prescrizione dei farmaci fino alla composizione della cartella clinica digitale. Anche la tradizionale “ricetta rossa”, la classica ricetta per la prescrizione dei farmaci rilasciata dal medico di base, andrà in pensione. Verrà sostituita dalla ricetta smaterializzata o digitale. E’ partita la sperimentazione in molte regioni. Qualcuno si sta attrezzando e qualcuno ha già iniziato a usarla.
Oggi sentiamo uno dei primi medici italiani che la sta già utilizzando, Luciano Fanciullacci, medico di medicina generale dell’ASL11 di Empoli.
Ascolta la puntata…

^Torna all’inizio^