Smart City è la trasmissione di Radio24 – IlSole24ORE in onda dal lunedì al venerdì alle 20.55 dedicata alle città intelligenti e all’innovazione. 
La trasmissione è condotta da Maurizio Melis. Triwù collabora alla trasmissione proponendo contenuti e interviste.

Per facilitare la ricerca, le puntate sono divise per argomenti.

GOVERNANCE

29 luglio 2016
Governance
Geolander: un laser e un furgone per mappare la città
Geolander, è un servizio messo a punto dalla società Studio SMA che consente di creare una mappa digitale della città e di tutti gli arredi urbani. Funziona più o meno così: un laser scanner montato a bordo di un un furgone, girando per le strade, è in grado di creare una nuvola tridimensionale di punti che rappresenta con un errore di un centimetro tutte le superfici visibili degli elementi urbani; in seguito, un software ad hoc elabora questo dato grezzo ricavandone una mappa geo-referenziata che individua edifici, pali della luce, cassonetti della spazzatura e così via. A partire da questo inventario digitale diventa possibile sviluppare molti dei servizi che ricadono nell’alveo della cosiddetta smart city, quell’idea di città del futuro da cui prende il nome anche la nostra trasmissione. Ascolta la puntata…

28 luglio 2016
Governance
Le infrastrutture come telaio diagnostico per monitorare il territorio
Servirebbero 25 miliardi per mettere in sicurezza il territorio italiano dal punto di vista idrogeologico. Ne sono saltati fuori 2,7 dalle pieghe del bilancio: soldi già stanziati su questo capitolo, ma mai spesi. Pochi, decisamente, ma meglio di niente, soprattutto se sapremo spenderli bene, e questo dipenderà anche da quanto saremo bravi a identificare le priorità e a intervenire in modo puntuale. Ecco perché stasera andremo al CESI, il Centro Elettrotecnico Sperimentale Italiano, dove si occupano da sempre di monitoraggio di frane e di fulmini, e dove hanno una proposta per affinare la capacità del paese di monitorare il territorio e individuare le criticità: sfruttare le infrastrutture esistenti come telaio diagnostico: parliamo di reti in alta tensione, reti del gas, reti ferroviarie e stradali (pensiamo a certi ponti), che vista la loro importanza sono già dotati di sistemi di monitoraggio i cui dati potrebbero essere centralizzati e sfruttati per migliorare il monitoraggio e la conoscenza del territorio italiano. Ascolta la puntata…

21 luglio 2016
Governance
Infrastrutture verdi: la tecnologia più vecchia del mondo per cambiare il clima nelle città
Esiste una tecnologia in grado di sequestrare la CO2, accumulare acqua durante le precipitazioni evitando gli allagamenti, depurare l’aria e ridurre l’effetto delle ondate di calore in città. È una tecnologia che esiste da centinaia di milioni di anni: ogni pianta, infatti, fa normalmente tutte queste cose. Ed eccoci al tema di cui ci occuperemo questa sera a Smart City: è possibile pensare al verde urbano come a una tecnologia; una fabbrica di aria pulita e di ombra; un serbatoio d’acqua di emergenza e così via? Ed è possibile immaginare infrastrutture che mettano a sistema questa tecnologia facendo in modo che abbia un impatto strutturale sulla città? Come vedremo stasera, c’è un’intera branca dell’urbanistica che si sviluppa intorno alla possibilità di progettare questo tipo di infrastrutture, grazie anche all’enorme mole di mappe e dati satellitari e aerei oggi disponibili, che permettono di progettare soluzioni ad-hoc per le diverse problematiche degli spazi urbani. Ascolta la puntata…

7 luglio 2016
Governance
Reti per la smart city: dalla start-up Meterlinq una nuova tecnologia wireless
Con la progressiva diffusione dei contatori intelligenti del gas, che avverrà nei prossimi anni per effetto delle disposizioni dell’Autorità per l’energia, l’Italia punta a rimanere in pole position nel settore degli smart meter, ma l’occasione è considerata propizia da numerosi operatori delle telecomunicazioni per avviare la realizzazione di una rete dedicata ai servizi cosiddetti smart nelle città: parliamo di monitorare e gestire un un mix di sensori, persone e cose connesse a internet: stato dell’inquinamento, posizione dei mezzi pubblici, consumo di energia, livello di illuminazione stradale, disponibilità di parcheggi ecc. Oggi una rete dedicata a questo tipo di servizi non esiste, anche perché non è chiaro quale sia la tecnologia più adatta a realizzarla. Ma una possibile soluzione è quella messa a punto da Meterlinq, una start-up nata nel 2013 che ha puntato su una tecnologia a basso costo, derivata dal wi-fi. Con Massimo Cesaro, Chief Technology Officer Meterlinq. Ascolta la puntata…

4 luglio 2016
Governance
Fiume verde: una proposta per trasformare Milano
Sette parchi al posto di altrettanti vecchi scali ferroviari, collegati da corridoi verdi che potrebbero nascere lungo i vecchi binari e sulle aree di rispetto tutto intorno, e ospitare nel contempo una ciclabile. Risultato: un fiume verde che gira intorno al centro di Milano tenendosi tra il nucleo e la zona periferica del centro; quella sviluppatasi negli anni dell’industrializzazione. L’idea, che aleggia da anni a Milano e che ha trovato una forma più precisa grazie alla proposta dell’architetto Stefano Boeri ricorda, ma in versione decisamente più estesa, la High Line di New York, la tratta di ferrovia sopraelevata che la Grande Mela ha trasformato in un parco lineare di grande successo. L’occasione di realizzare questa sorta di infrastruttura verde è offerta dalla dismissione dei vecchi scali ferroviari, oggi di proprietà della rete Ferrovie dello Stato, che rappresenterà anche una delle più importanti occasioni di rigenerazione urbana con cui si misurerà la nuova amministrazione. Ne abbiamo parlato con l’architetto Stefano Boeri. Ascolta la puntata… 

22 giugno 2016
Governance
SENSEI: il software che coglie il sentiment della rete
Milioni di commenti pubblicati ogni giorno su quotidiani on-line, blog e social network fotografano istante per istante, come non era mai accaduto prima, l’evoluzione dell’opinione pubblica su argomenti di ogni tipo, come per esempio il referendum con cui il Regno Unito decide se rimanere o meno nell’Unione Europea. E’ possibile trasformare questa mole di dati in statistiche e previsioni sensate? SENSEI, finanziato dalla Commissione Europea nell’ambito del 7° Programma quadro, è un progetto di ricerca che punta esattamente in questa direzione, e che si è esercitato proprio sul tema Brexit. Ebbene, quali sono le previsioni di SENSEI? E come è possibile trasformare una massa di milioni di post – talvolta oscuri anche per noi umani – in numeri e previsioni affidabili, o quantomeno sensate? Con Giuseppe Riccardi, professore all’Università di Trento e coordinatore del progetto. Ascolta la puntata…

14 giugno 2016
Governance
Neptune, rabdomante spaziale
Incubata presso il Business Innovation Centre Lazio, a Roma, c’è una start-up che ha reinventato il mestiere del rabdomante in versione spaziale. Le cifre sulle perdite degli acquedotti sono sconfortanti in molti territori, e d’altronde la ricerca delle perdite è un processo lungo e costoso. Tutto questo potrebbe essere superato sfruttando appieno dati satellitari già disponibili. Diversi satelliti, infatti, hanno a bordo radar in grado di penetrare la superficie terrestre per alcuni metri fornendo indicazioni sulla umidità del terreno. Elaborando opportunamente questi dati, e sovrapponendo le immagini satellitari con i tracciati degli acquedotti è possibile individuare le perdite idriche con una grande efficienza, permettendo alla manutenzione di intervenire andando a colpo sicuro, e prima che si verifichino situazione come quella vista a Firenze sulle rive dell’Arno. Ne abbiamo parlato con Riccardo Marchetto, cofondatore e amministratore della Neptune Srl. Ascolta la puntata…

2 giugno 2016
Governance
Crime & Tech: statistica contro criminalità
Crime & Tech è uno spin off universitario fondato nel 2015 da Università Cattolica del Sacro Cuore e dal Centro TransCrime, il centro di ricerche sul crimine transnazionale. E’ specializzato nella raccolta e successiva elaborazione di dati che concernono ogni tipo di attività criminali: statistiche ufficiali, ma anche articoli di giornale, rapporti della DIA eccetera – insomma, una sorta di big data del crimine – e a partire da questi dati produce strumenti e indici sintetici che forniscono una fotografia dei diversi rischi di natura criminale, come per esempio il livello di infiltrazione mafiosa di una provincia, ma anche la probabilità che un certo quartiere si verifichino furti o scippi, reati, questi ultimi, caratterizzati da una certa regolarità, sia nel tempo che nello spazio, che li rende entro certi limiti prevedibili. Ascolta la puntata…

25 maggio 2016
Governance
ForumPA call For Ideas: 12 idee per innovare la pubblica amministrazione
CondividiPA è un servizio che permette alle pubbliche amministrazioni di condividere beni strumentali. Per esempio più comuni possono mettere in condivisioni i mezzi spazzaneve, contenendo i costi e migliorando il servizio. SPERO, invece, è uno sportello virtuale: un sistema che permette di interloquire con un funzionario della pubblica amministrazione attraverso lo schermo del computer, senza che il cittadino debba recarsi allo sportello. Idee apparentemente semplici che pure, una volta messe in pratica, potrebbero avere un impatto significativo. I progetti sono stati presentati nel corso della 27esima edizione di Forum PA insieme a quelli degli altri dieci finalisti del concorso di idee “ForumPa call For Ideas”, rivolto a start up e iniziative pensate per migliorare la pubblica amministrazione. Con Gianni Dominici, Direttore di Forum PA. Ascolta la puntata…

19 maggio 2016
Governance
GaiaG: dai satelliti ai big data
Con migliaia di satelliti in orbita c’è una enorme disponibilità di dati satellitari che in molti casi sono liberamente fruibili. In teoria, almeno, perché una cosa è dire che i dati ci sono e sono pubblici, altra è che siano realmente fruibili da parte di chi ne può avere bisogno. Partendo da questo dato è nata GaiaG, una start-up con sede a Cesena, che si è specializzata nello sviluppo di piattaforme di decision making basate su dati raccolti da satelliti e reti di sensori sparsi su tutto il pianeta. Parliamo soprattutto di dati ambientali, che vengono elaborati e resi disponibili in tempo reale… Ed è proprio il real time (cruciale per molte applicazioni) a rappresentare l’aspetto più innovativo del lavoro della start-up. Con Stefano Campagnolo, amministratore delegato GaiaG. Ascolta la puntata…

23 marzo 2016
Governance
Smart CITY Index
A Smart City parliamo dell’ultimo Rapporto Smart City Index 2016 curato da EY, che prova a fotografare lo stadio di sviluppo, in 116 città capoluogo italiane, di quell’insieme di infrastrutture, reti e servizi alla città e ai suoi abitanti, che nel loro complesso chiamiamo, appunto, Smart City. L’indice, basato su oltre 470 indicatori, non è l’unico di questo tipo, ma è caratterizzato da un approccio peculiare, ovvero un analisi per strati (sono quattro: infrastrutture di rete, sensori, presenza di piattaforme per la condivisione dei dati Open, e servizi ai cittadini) che tenta di individuare un ordine logico e di priorità, e quindi anche un possibile percorso di avvicinamento all’ideale di città intelligente. Ascolta la puntata…

21 marzo 2016
Governance
Progetto RoMA: Resilience Enhancement of Metropolitan Areas
Andiamo a Roma per parlare di un’altra RoMA, acronimo che sta per Resilience Enhancement of Metropolitan Areas – cioè potenziamento della resilienza delle aree metropolitane: un progetto che si sta sperimentando nella Capitale e che vede protagonisti Enea e protezione civile, in collaborazione con diverse utility del territorio. Tra gli aspetti affrontati dal progetto il tema dell’interdipendenza delle infrastrutture tra di loro. Per esempio, dopo una forte pioggia, le antenne della rete di telefonia mobile di una certa area possono essere messe fuori uso dall’allagamento delle cabine elettriche che le alimentano. Spesso, per ragioni di riservatezza, queste interdipendenze non sono note nemmeno agli operatori, che hanno una conoscenza approfondita della propria infrastruttura, ma poche informazioni su quelle da cui questa dipende: un punto di debolezza nella situazione di emergenza. Con Vittorio Rosato, centro ricerche Enea Casaccia. Ascolta la puntata…

10 marzo 2016
Governance
Architettura nazionale di cyber-difesa: servono meno data-center e più cervelli
Continuiamo a parlare dello stato del Paese in merito alla sicurezza informatica. Uno degli elementi che stanno emergendo con chiarezza è che la sicurezza informatica, oltre che essere una qualità individuale, è una qualità dell’ecosistema in cui operano impresa, cittadini e servizio pubblico. In un sistema iper-connesso, infatti, c’è sempre il rischio che l’anello più debole possa fare da back-door, come si dice in gergo, una “porta sul retro” che metta gli attaccanti in condizione di infiltrarsi nel sistema. Ecco perché, per esempio, 40 mila centri di spesa che acquistano HW, SW e servizi informatici non segnalano solo una questione di spreco, ma soprattutto un problema di sicurezza informatica. Ridurre questi centri di spesa a 100 o 200, come accade in altri Paesi, è solo una delle tante sfide per riorganizzare l’architettura nazionale di cyber-difesa che richiederanno risorse ma soprattutto competenze in più. Con Roberto Baldoni, professore all’Università La Sapienza di Roma e direttore del Cyber Intelligence and Information Security Center. Ascolta la puntata…

9 marzo 2016
Governance
Un Framework Nazionale per la cybersecurity
A Roma è stato presentato il primo Framework Nazionale per la Cyber Security: poco meno di 100 regole di alto livello, pensate più per i consigli di amministrazione che per i tecnici, che disegnano un percorso progressivo grazie al quale entità pubbliche e private, civili e militari, piccole e grandi, possono rendere più sicure le proprie infrastrutture informatiche. La questione della cybersecurity, d’altronde, riguarda tutti. Oggi per esempio, le PMI che hanno segreti industriali da proteggere sono tra i soggetti più attaccati. D’altronde, chi non si è dotato di adeguate protezioni dagli attacchi informatici rischia di essere utilizzato come cavallo di troia per colpire fornitori o clienti più strutturati dal punto di vista della sicurezza, e di vedersi chiedere i danni. Un rischio, almeno quest’ultimo, che l’adesione al framework per la cybersecurity può senz’altro contribuire ad allontanare in una logica di “due diligence”. Ne abbiamo parlato con Roberto Baldoni, professore all’Università La Sapienza di Roma e direttore del Cyber Intelligence and Information Security Center (CIS). Ascolta la puntata…

17 febbraio 2016
Governance
Immagini digitali: un motore di ricerca permetterà di risalire alla macchina che ha realizzato lo scatto
A chi non è successo, almeno una volta, di pubblicare un’immagine presa da internet senza preoccuparsi troppo di chi l’abbia pensata e realizzata, in barba al diritto d’autore. E naturalmente c’è di peggio: immagini e filmati che mostrano contenuti illegali, o usati per ricattare i soggetti che vi compaiono. Ma al Politecnico di Torino hanno messo a punto un algoritmo in grado di risalire, data una qualsiasi immagine, alla macchina fotografica che l’ha ripresa, sfruttando minimi difetti di fabbricazione presenti in ogni sensore fotografico. Presto questa tecnologia verrà implementata in un nuovo tipo di motore di ricerca, grazie al quale sarà più facile difendere la proprietà intellettuale, scovare gli autori di immagini illecite, ritrovare macchine fotografiche rubate e così via. Ne parliamo con Enrico Magli, professore di elaborazione di immagini e video del Politecnico di Torino e coordinatore del progetto Toothpic. Ascolta la puntata…

29 gennaio 2016
Governance
Telecamere intelligenti: più privacy, meno banda
Siamo pieni di telecamere, ce ne sono ormai ovunque e pongono almeno due ordini di problemi: per la privacy, per via delle immagini messe in circolazione; e di banda, considerato che il video è un formato che genera molti dati. Torneremo all’Area del CNR di Pisa, dove si stanno sperimentando telecamere dotate di una loro intelligenza di bordo, in grado di elaborare quanto stanno osservando e di inviare solo i dati rilevanti: ciò che in gergo viene definita la semantica della scena, come per esempio il numero di posti liberi di un parcheggio o di automobili che passano da un varco. Oppure il tentativo di intrusione attraverso una recinzione: solo in casi come questi le immagini vengono registrate e conservate, e si evita che per il resto circolino inutilmente. Ascolta la puntata…

22 gennaio 2016
Governance
Banda ultra-larga ai confini del mercato – 2a parte
Torniamo a occuparci di banda ultra-larga, e delle condizioni che ne possono permettere l’estensione anche nelle cosiddette aree a fallimento di mercato. Abbiamo visto che esistono varie opportunità di utilizzare infrastrutture esistenti – come le reti di teleriscaldamento piuttosto che i cavi aerei delle linee elettriche – per dare un passaggio alla fibra ottica abbattendo da 2 a 5 o 6 volte i costi di infrastrutturazione. Tuttavia per poter sfruttare appieno questo potenziale è necessario completare il censimento delle infrastrutture sotterranee, oggi in forte ritardo. Ma soprattutto, è necessario che le comunità residenti nelle aree a fallimento di mercato organizzino un primo nucleo di domanda di connettività, senza la quale la fibra rischierebbe di rimanere spenta. Con Mauro Fasano, Dirigente Unità Organizzativa Energia e reti tecnologiche Regione Lombardia. Ascolta la puntata…

21 gennaio 2016
Governance
Banda ultra-larga ai confini del mercato – 1a parte
La partita della banda ultra-larga è segnata da un confine, quello che separa le cosiddette aree a fallimento di mercato dalle aree, come le grandi città, in cui l’economia di mercato rende attraente per gli operatori delle telecomunicazioni portare la fibra ottica. Ma questo confine non è del tutto netto perché in molti casi nelle aree a fallimento di mercato sono presenti infrastrutture che possono dare un passaggio ai cavi della rete ultra-veloce abbattendo i costi di installazione fino a 5 o 6 volte. Per esempio si possono usare tubature o cavidotti esistenti ma soprattutto cavi aerei, come quelli delle reti elettriche, attorno ai quali ci sono persino robottini specializzati nell’avvolgere i cavi di fibra ottica. Sono questi alcuni degli strumenti su cui si punta per allargare i confini della banda ultra larga in Italia. Con Mauro Fasano, Dirigente Unità Organizzativa Energia e reti tecnologiche Regione Lombardia. Ascolta la puntata…

14 gennaio 2016
Governance
Il CNR di Pisa diventa smart
Con oltre 5000 addetti sparsi su 130 mila metri quadri di superficie, il CNR di Pisa ha una popolazione superiore a quella di oltre metà dei comuni italiani e sperimenta problemi simili di mobilità, gestione dell’energia e della sicurezza, a cui si aggiungono problemi tipici degli insediamenti industriali, come la gestione dei flussi di lavoratori che entrano ed escono.
Per far fronte a tutto questo, dallo scorso novembre, l’area di ricerca del CNR di Pisa si è trasformata in una piccola smart city, dotandosi di sistemi intelligenti di parcheggio, navigazione, gestione dell’energia, dei badge ecc. E così facendo, si è trasformata anche in una sorta di grande show-room delle tecnologie che il CNR stesso sviluppa. Con Domenico Laforenza, Direttore dell’Istituto di Informatica e Telematica del CNR, IIT. Ascolta la puntata…

6 gennaio 2016
Governance
Sistemi e prevenzione: sensori negli edifici per sapere in tempo reale se hanno resistito
All’indomani di un terremoto è necessario stabilire il più rapidamente possibile l’agibilità delle strutture da cui dipende l’erogazione di servizi vitali: ospedali, scuole, caserme, ma anche edifici come le palestre, in grado di ospitare gli sfollati. Parliamo quindi di un progetto dell’Istituto nazionale di oceanografia e geofisica sperimentale, il quale ha messo a punto un sistema di sensori a basso costo ma con una precisione elevata, che permetterà di monitorare il comportamento strutturale di numerosi edifici pubblici strategici del Friuli Venezia Giulia e, in caso di sisma, di valutarne l’agibilità in tempo reale. Una pratica che potrebbe risultare di grande interesse anche per edifici privati di particolare rilevanza, come i centri direzionali. Ascolta la puntata… 

5 gennaio 2016
Governance
Università e infrastrutture in banda larga: l’Italia è già in Europa
Con Sauro Longhi, presidente del GARR, facciamo il punto in merito allo stato delle infrastrutture di banda larga delle università e degli istituti di ricerca scientifica italiani. Il GARR è il consorzio che gestisce la Rete Italiana dell’Università e della Ricerca, di cui cura l’ampliamento e l’interconnessione con tutte le altre reti informatiche della ricerca scientifica a livello internazionale e con la rete internet commerciale. Su questo punto l’Italia non ha nulla da invidiare all’Europa e – sorpresa – il Sud batte il Nord. Ascolta la puntata…

11 dicembre 2015
Governance
Il punto sull’agenda digitale – 2° parte
Come abbiamo visto, anagrafe digitale, pagamenti e fatturazione elettronica e identità digitale unica sono ormai in funzione o stanno per esordire. Insieme ai progetti per la diffusione della banda ultra-larga, questi servizi di base andranno a costituire l’ossatura digitale del Paese. Ora toccherà alle amministrazioni pubbliche locali e centrali, oltre che al mondo dei privati, imparare a sfruttare le opportunità che questo processo di ammodernamento può sprigionare. Perché, per citare il rapporto del Politecnico di Milano sull’agenda digitale italiana, ora non ci sono più alibi. Ne continuiamo a parlare con Alessandro Perego. Ascolta la puntata…

10 dicembre 2015
Governance
Il punto sull’agenda digitale – 1° parte
Anagrafe digitale, pagamenti e fatturazione elettronica, e infine la tanto attesa identità digitale unica, con cui potremo accedere a tutti i servizi della pubblica amministrazione. Sono questi i quattro pilastri dell’agenda digitale della pubblica amministrazione su cui facciamo il punto con Alessandro Perego, a partire da quanto emerso dal rapporto annuale stilato dall’Osservatorio del Politecnico di Milano sulla Digital Innovation che considera il 2015 l’anno della svolta. Ascolta la puntata… 

4 dicembre 2015
Governance
Attacchi informatici del II tipo: per difendersi l’anti-virus non basta più, ci vuole “intelligence”
Seconda parte dell’intervista a Stefano Lamonato, esperto di sicurezza informatica, con cui, dopo aver cercato di capire come sono cambiati gli attacchi informatici negli ultimi anni, ci chiederemo come deve cambiare il modo di difendersi. Come abbiamo visto, infatti, oggi gli attacchi più pericolosi sono quelli che mirano a sottrarre dati, per le informazioni che contengono o a scopo di ricatto. Ma soprattutto: sono attacchi quasi invisibili. In questi casi, per difendersi, l’antivirus non basta, serve qualcosa di più simile a una intelligence. Ascolta la puntata…

3 dicembre 2015
Governance
Attacchi informatici del II tipo: il cambio di strategia degli attaccanti
Prima di due puntate dedicate al mondo delle Cyber minacce, ci chiederemo come sono cambiati gli attacchi informatici, sia nelle modalità che nei fini. Parliamo di attacchi mirati a imprese, banche, istituzioni. Un tempo lo scopo era “distruggere” i dati del nemico, con attacchi palesi che avevano per obiettivo le stesse infrastrutture informatiche; oggi gli attacchi più pericolosi mirano a sottrarre dati, per le informazioni che contengono o a scopo di ricatto. E soprattutto: sono attacchi quasi invisibili. Ascolta la puntata… 

2 dicembre 2015
Governance
Big data: una miniera ancora poco sfruttata
“La miniera dei big data: come funzionano i grandi archivi di numeri” è il secondo capitolo della collana “Lezioni di futuro”: quindici quaderni dedicati a famiglie, imprese e Pubbliche Amministrazioni che spiegano in modo semplice come alcune innovazioni chiave del nostro tempo (dai robot alla vita sintetica fino all’industria 4.0) stiano rivoluzionando tanto l’economia quanto la società e la cultura. Tra questi i cosiddetti big data, grandi basi di dati non strutturati, che grazie alle moderne tecnologie informatiche è possibile analizzare ricavandone informazioni talvolta del tutto inattese. Sempre che chi ha i dati, come spesso accade, non faccia di tutto per evitare di condividerli. Ascolta la puntata… 

30 novembre 2015
Governance
Comuni, open data e spending review
Big data e open data possono essere la chiave per realizzare una vera spending review, cioè tagli mirati alle situazioni di spreco, anziché gli ormai famigerati tagli lineari. Lo dimostra una ricerca nata dall’iniziativa individuale di un esperto in gestione dell’energia, e oggi sostenuta anche dal Kyoto Club, che ha raccolto i dati di consumo energetico (ben noti alla Ragioneria di Stato) di tutti i comuni italiani e sviluppato una metodologia per individuare gli scostamenti più eclatanti dalla media. Sarebbero almeno 500 i milioni di euro risparmiabili ogni anno, a livello nazionale, in gran parte con misure a costo zero o quasi; per esempio spegnendo il riscaldamento negli uffici pubblici quando sono vuoti. Eppure queste informazioni, ormai disponibili in molti ambiti, vengono prese in considerazione molto raramente. Ascolta la puntata…

27 novembre 2015
Governance
Patent Box: occhio all’opzione
Introdotto nel nostro ordinamento lo scorso anno, il “patent box” è uno strumento che mira a collocare o mantenere il Italia la titolarità di brevetti e marchi che potrebbero fuggire verso paesi con politiche fiscali più accomodanti verso i redditi da proprietà intellettuale. Ma attenzione, si tratta di un regime opzionale, per accedere al quale è necessario registrarsi entro il 31 dicembre. Intanto, su richiesta dell’Organizzazione Mondiale del Commercio, l’Italia si prepara a escludere i marchi dal patent box, che resterà applicabile solo ai brevetti. Ascolta la puntata…

24 novembre 2015
Governance
Fly Bag: una sacca anti-bomba per voli più sicuri
Fly Bag è una tecnologia brevettata dal Centro Sviluppo Materiali: è una grande sacca fatta con speciali tessuti e dotata di una gigantesca zip a prova di bomba, da posizionare nella stiva di un aereo e all’interno della quale disporre i bagagli dei passeggeri; mentre una versione più piccola può essere tenuta in cabina in caso di bagagli a mano sospetti. Fly Bag funziona con un principio simile a quello dell’air bag, contenendo i gas dell’esplosione in un primo istante, ma permettendogli allo stesso tempo di sfogarsi, mentre il tessuto antiproiettile blocca gli eventuali frammenti. Fly Bag è in grado di neutralizzare i danni dell’esplosione di un ordigno di media potenza, del tipo che si può pensare di nascondere in un bagaglio. Ascolta la puntata…

18 novembre 2015
Governance
Come si aggiusta una città?
Quello della manutenzione ordinaria (dal tappare le buche nell’asfalto, alla gestione del verde, alla sostituzione del palo della luce che ha smesso di funzionare) è uno dei temi più sentiti sia dai cittadini che dalle amministrazioni comunali, dove il sogno di tutti i sindaci è una sorta di Cruscotto urbano, una centrale di comando verso cui convergono tutte le segnalazioni di malfunzionamenti e da cui gestire gli interventi di riparazione.
Ci sono diverse esperienze di questo tipo e ci hanno insegnato una cosa: raccogliere le segnalazioni è la parte facile (oggi ci sono mille modi per farlo) il problema è gestirle in modo efficace e dare una risposta rapida. L’EXPO, da questo punto di vista, è stato un esempio di come questo approccio possa funzionare a patto di sposare alcune, semplici regole. Ascolta la puntata…

6 novembre 2015
Governance 
Milan Food Policy Pact: dal GAS per single al frigorifero di quartiere
Siete una famiglia e state per partire per le vacanze e sapete che molti degli alimenti che si trovano nel frigo, quando tornerete a casa dopo un paio di settimane, saranno da buttare. Ecco allora che sareste felici di aver sottomano un frigorifero di quartiere, cioè un frigorifero dove lasciare questo cibo a disposizione di chiunque ne voglia approfittare, magari perché non può permettersi di comprarlo. Oppure potreste essere un single, come il 50% degli abitanti di Milano. Vi piacerebbe partecipare a un GAS; uno di quei gruppi di acquisto che si riforniscono di alimenti a km zero, ma come single non potete comprare frutta a cassette o quarti di bovino, ma una soluzione ci potrebbe essere: riservare a questi utenti degli spazi dedicati all’interno dei mercati comunali. Sono due delle oltre 100 idee emerse nel corso del progetto Milan Food Policy Pact. Ascolta la puntata… 

5 novembre 2015
Governance 
eSecurity: un progetto per prevedere il crimine (o quasi)
Si è concluso il progetto eSecurity, ne avevamo parlato all’avvio, ormai tre anni fa, e adesso vediamo quali sono stati i risultati. Finanziato dall’Unione Europea e portato avanti da Università, questura e Comune di Trento insieme alla Fondazione Bruno Kessler, il progetto eSecurity ha mappato per quattro anni i reati compiuti nel capoluogo trentino, le situazioni di degrado ambientale, la percezione di sicurezza da parte dei cittadini e correlato tutto questo a varie condizioni ambientali (dalla pioggia al livello di illuminazione). Risultato: un software in grado di prevedere, con una affidabilità superiore al 60%, la probabilità che in una certa area si verifichi un dato reato. Parliamo di reati con caratteristiche intrinseche di prevedibilità, quali scippi, furti in appartamento, spaccio di droga, nei confronti di quali, grazie a questo software, è possibile mettere in campo una governance e azioni di contrasto più efficaci. Ascolta la puntata…

3 novembre 2015
Governance 
Il rapporto ICity Rate 2015: piccole capitali crescono
Secondo il rapporto ICity Rate 2015 (una delle indagini più dettagliate e ad ampio spettro sulle città italiane, sulla loro attrattività e capacità di innovazione) 6 delle prime dieci città italiane sono città medio piccole, come Modena, Padova o Trento. In un paese come l’Italia, caratterizzato proprio da tante città da 100 o 200 mila abitanti e poche grandi città, è un dato che indica una via italiana alla smart city.
Cercheremo di capire cosa ha permesso a queste “piccole capitali” di battere aree metropolitane come quella di Torino, e a città come Lecce (che pure è lontana dalla testa della classifica) di migliorare più di tutte le altre città italiane. E come vedremo, alla base dei risultati più brillanti, c’è l’attitudine di un territorio alla sperimentazione. Ascolta la puntata… 

2 novembre 2015
Governance 
Il rapporto ICity Rate 2015: la classifica delle città intelligenti
Economia, Stile di vita, Ambiente, Mobilità, capitale sociale, governance, e infine legalità, categoria introdotta solo quest’anno: sono le sette dimensioni analizzate da ICity Rate 2015, una delle indagini più dettagliate e ad ampio spettro sulle città italiane, sulla loro attrattività e capacità di innovazione.
Vi dedicheremo due puntate iniziando con la classifica, con Milano prima che continua a correre, Bologna seconda che rallenta, e Firenze che accelera. Impressionante la performance di Modena, che si piazza al quarto posto e inaugura una serie di città medio piccole, che dopo le tre di testa, dimostrano di saper essere più attrattive di molte capitali regionali. E l’effetto legalità? A parte qualche caso specifico non ha sconvolto la classifica: d’altronde una città dove la criminalità imperversa e tutto funziona perfettamente non si è mai vista. Ascolta la puntata…

19 ottobre 2015
Governance  
Progetto Urbanscope
Con il progetto Urbanscope i ricercatori del MOX, il laboratorio di modellistica e calcolo scientifico del Politecnico di Milano, analizzano il traffico di telefonate da rete mobile, i tweet e le segnalazioni di Foursquare (un social network dedicato al turismo). Applicando a questi dati quattro diverse “lenti informatiche”, i ricercatori hanno potuto mettere a fuoco aspetti della vita sociale milanese che prima dei cosiddetti big-data sarebbe stato impossibile cogliere, come la presenza e la dislocazione sul territorio delle minoranze linguistiche, la distribuzione territoriale dei rapporti con paesi esteri, sia per ragioni di business che familiari, piuttosto che permettere di cogliere l’effetto expo: è vero, per esempio, che ha sottratto pubblico alle altre attrazioni presenti in città? Ascolta la puntata…

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ENERGIA E AMBIENTE

22 luglio 2016
Energia e ambiente
Progetto PODEBA: un nuovo processo, meno inquinante, per la concia delle pelli
Andiamo a Faenza, al Laboratorio di Tecnologie dei Materiali dell’ENEA, per parlare dei risultati del progetto europeo PODEBA, premiato come BEST LIFE Environment Project 2015 e finalizzato a individuare reagenti e processi sostenibili per la concia delle pelli. Parliamo di un settore che in Italia conta oltre 18 mila addetti e più di 5 miliardi di fatturato, leader nel mondo soprattutto per quanto concerne la produzione di pellami di pregio. Il progetto PODEBA ha dimostrato come sia possibile sostituire i reagenti chimici usati normalmente per macerare le pelli – uno dei passaggi più impattanti del processo di concia – con un prodotto a base di pollina, ottenuto quindi dalle deiezioni degli uccelli, il cui smaltimento rappresenta invece un problema per gli allevamenti. Oltre alle minori emissioni di azoto e solfuri, i benefici sarebbero notevoli anche sotto il profilo dei consumi energetici e di acqua. Ascolta la  puntata…

15 luglio 2016
Energia e ambiente
Progetto MEDONIA: arredamenti balneari per risolvere il problema delle alghe spiaggiate
Trasformare un rifiuto in una nuova materia prima: intorno a questo paradigma stanno nascendo nuove imprese e nuove filiere. Sta sera parleremo del problema della Posidonia, una pianta acquatica che si arena in grandi quantità sulle spiagge del nostro Paese e che, grazie al progetto MEDONIA dell’Enea, ha trovato una possibile applicazione proprio nella realizzazione di arredi balneari. Ascolta la  puntata…

14 luglio 2016
Energia e ambiente
SOIL Monitor: una piattaforma internet per combattere il consumo di suolo
Cosa succede al suolo e ai servizi che eroga (produzione di cibo, ritenzione delle piogge ecc.) quando cementiamo un’area o al contrario quando la riportiamo a verde? E quali possono essere gli effetti sugli equilibri idrogeologici? Anche nell’ipotesi, non troppo frequente, in cui si pongano questo tipo di problemi, politici e tecnici che hanno responsabilità di gestione urbanistica e del paesaggio incontrano grosse difficoltà a fare tali valutazioni, che richiedono forti competenze tecniche e la disponibilità di dati difficili da rintracciare. Da pochi giorni, però, il CRISP, Centro di ricerca interdipartimentale per il supporto alla gestione del paesaggio e dell’agroambiente, ha messo online SOIL Monitor, una piattaforma internet, liberamente utilizzabile da chiunque, che consente di generare statistiche di ogni tipo sull’uso del suolo e di fare delle prime valutazioni di impatto in caso di opere che ne possano modificare le caratteristiche. Con Angelo Basile, Isafom-Cnr. Ascolta la puntata… 

13 luglio 2016
Energia e ambiente
STEM: il primo impianto solare termodinamico “a sabbia”
Seconda puntata che dedicheremo alle innovazioni nel settore del solare termodinamico. Parliamo di una famiglia di tecnologie che usano grandi specchi per concentrare la luce del sole per scaldare un fluido fino anche a 600 gradi, per poi produrre vapore ad alta pressione e da questo energia elettrica. Tale fluido caldo, inoltre, ha la funzione di accumulare calore in modo da costituire una riserva di energia da spendere quando il sole viene a mancare, e perciò costituisce l’elemento più critico della tecnologia. Al posto di oli minerali o sali fusi, la tecnologia STEM (Solare Termodinamico Magaldi) di cui parleremo stasera, all’indomani della installazione in provincia di Messina del primo impianto industriale su piena scala, usa della comunissima sabbia. Per la precisione un letto fluido di sabbia, tecnologia usata da più di un secolo nel settore della combustione. Con Gennaro Somma, Responsabile sito sperimentale STEM. Ascolta la puntata…

12 luglio 2016
Energia e ambiente
STS Med: il solare termodinamico si fa piccolo-piccolo
Il solare termodinamico è quella tecnologia in cui si usano grandi specchi per concentrare la luce del sole e riscaldare un fluido a temperature che vanno dai 300 ai 600 gradi, a partire dal quale viene prodotto vapore ad alta pressione, e da questo energia elettrica. Il suo principale vantaggio consiste nella possibilità di accumulare grandi quantitativi di fluido bollente in modo da costituire una riserva di energia da spendere quando il sole viene a mancare. A Smart City torniamo a occuparci di questa tecnologia raccontandovi di due progetti innovativi. Il primo vede protagonista l’ENEA, che usa la tecnologia del solare termodinamico da ormai parecchi anni. Parliamo di 4 nuovi impianti, uno in Italia e tre in Medio Oriente: la novità sta nel cambio di scala. Non più grandi impianti dedicati alla produzione di energia elettrica, ma impianti molto più piccoli e flessibili, pensati per convivere con altre fonti, e dove la produzione di energia elettrica è solo una delle possibili applicazioni. Con Alberto Giaconia, Centro Ricerche Casaccia ENEA. Ascolta la puntata… 

11 luglio 2016
Energia e ambiente
Tecnologia Stirling per produrre energia elettrica da rifiuti e fumi di scarico
Andiamo nel Campus di Gorizia dell’Area Science Park, dove la start-up innovativa ITS è impegnata nello sviluppo di una nuova tecnologia di cogenerazione basata sul Motore Stirling che, inventato nel XIX sec., è stato usato soprattutto nel settore del freddo intenso, ma che ha caratteristiche che lo rendono molto interessante anche nel settore della cogenerazione. Infatti lo Stirling è un motore a combustione esterna: è meno efficiente dei motori a combustione interna come quelli delle auto, ma si presta a funzionare e produrre energia elettrica a partire da qualunque fonte di calore, come i fumi di scarico dei motori dei pescherecci, o il biogas proveniente da piccoli impianti – su scala di quartiere – di trattamento dei rifiuti organici. Con Claudio Fontana, co-fondatore di ITS –Energy. Ascolta la puntata…

8 luglio 2016
Energia e ambiente
Fusione Nucleare: l’Italia si candida per ospitare il Divertor Test Tokamak
Da decenni gli scienziati sono impegnati nel tentativo di replicare sulla Terra, in modo controllato e gestibile, la fusione termonucleare, il processo che fa brillare il sole e tutte le altre stelle. Per riuscirci bisogna essere capaci di mantenere confinato un plasma di idrogeno a oltre 100 milioni di gradi di temperatura, cosa che si cerca di fare, con grandi difficoltà, con dei potentissimi campi magnetici, dato che non esiste alcun materiale solido in grado di sopportare temperature del genere. Ma questo è solo uno dei problemi: per mantenere in vita a lungo la reazione e produrre energia bisogna trovare il modo di rifornire costantemente di combustibile questo plasma rovente; e portare via le ceneri del processo, e cioè l’elio, che in caso contrario avvelena rapidamente la reazione. Proprio per mettere a punto quest’ultimo aspetto, l’Italia si è da poco candidata a ospitare DTT, Divertor Test Tokamak, una macchina sperimentale che potrebbe costituire una pietra miliare nella road-map verso la fusione nucleare. Con Flavio Crisanti, ricercatore ENEA Frascati. Ascolta la puntata…

6 luglio 2016
Energia e ambiente
Un “Piano Condomini” per far volare l’efficienza energetica
2 milioni e mezzo di interventi di efficientamento energetico effettuati dalle famiglie italiane per un controvalore di 28 miliardi di Euro in dieci anni hanno permesso di risparmiare 10 milioni di tonnellate di petrolio ed evitare 3 miliardi di importazioni di combustibili fossili. Seppure significative, le cifre che emergono dall’ultimo rapporto sull’efficienza energetica dell’ENEA dicono che il potenziale di riqualificazioni immobiliare del Paese è stato appena scalfito. Il motivo non è un segreto: le detrazioni fiscali, il principale incentivo alla riqualificazione energetica in ambito edilizio, sono un buono strumento, ma che si adatta a una platea troppo ristretta se l’ambizione è rilanciare un processo di riqualificazione profondo ed esteso. La soluzione potrebbe venire da un progetto che circola da qualche giorno, che punta a trasformare le detrazioni in incentivi fiscali in modo da poter coinvolgere la Cassa Depositi e Prestiti in una vasta operazione di riqualificazione energetica dei condomini in Italia. Ne parliamo con Federico Testa, Presidente ENEA. Ascolta la puntata…

5 luglio 2016
Energia e ambiente
LISA Pathfinder: tra ricerca fondamentale e miracoli tecnologici
Vi raccontiamo di una delle più spettacolari dimostrazioni di capacità tecnologiche dei nostri tempi: parliamo di Lisa-Pathfinder, la missione – molto made in Italy – che prelude alla realizzazione di LISA, il primo osservatorio spaziale di onde gravitazionali, le minuscole “vibrazioni” dello spazio causate da cataclismi lontani, di cui da poco è stata provata sperimentalmente l’esistenza. Lisa Pathfinder ha messo alla prova con successo la tecnologia al cuore di Lisa: parliamo di misurare con una precisione di dieci miliardesimi di millimetro la distanza tra due cubi d’oro posti a qualche milione di chilometri di distanza tra loro, mentre orbitano intorno alla Terra. Sebbene questo esperimento sia decisamente rivolto alla ricerca fondamentale, già sono evidenti le possibili ricadute tecnologiche, come l’implementazione di comunicazioni satellitari che usano il laser, e sistemi di navigazione ultraprecisi. Ne parliamo con Stefano Vitale, ordinario di Fisica sperimentale all’Università di Trento. Ascolta la puntata…

28 giugno 2016
Energia e ambiente
Fotovoltaico al grafene
Ancora il grafene. Il protagonista di una miriade di scoperte nel settore delle nanotecnologie e dell’elettronica ha dato mostra dell’ennesima possibile applicazione: questa volta parliamo di un tipo particolare di fotovoltaico detto Dye sensitize solar cell, o DSSC, una tecnologia di III generazione che ha tanti punti di forza (è sottile, trasparente, flessibile) quanti di debolezza; tra questi, l’utilizzo del platino. Il metallo prezioso viene usato per realizzare uno degli strati del sandwich fotovoltaico, facendo lievitare di parecchio il costo di questa famiglia di tecnologie. Ma un team guidato da Aldo Di Carlo dell’Università di Tor Vergata e Francesco Bonaccorso dell’Istituto Italiano di Tecnologia ha scoperto il modo di sostituirlo con l’assai più economico grafene. Ne parliamo con Francesco Bonaccorso, Istituto Italiano di Tecnologia. Ascolta la puntata… 

24 giugno 2016
Energia e ambiente
Dal letame bio-GNL per trattori e camion
Torniamo in Sardegna, da dove siamo partiti lunedì, per parlare di un altro progetto che investe la filiera agroindustriale. Andremo ad Arborea, in provincia di Oristano, che ospita la più grande cooperativa lattiero casearia sarda: 35 mila vacche che, oltre al latte, producono un bel po’ di letame, di cui è diventato difficilissimo liberarsi per via della direttiva azoto che ne limita l’utilizzo come concime nelle zone sensibili ai nitrati. Ne è nato un progetto che prevede la produzione di biogas a partire da questo letame, biogas che verrà raffinato, trasformato in metano, e quindi liquefatto, con l’obiettivo di farne il combustibile per trattori e camion. L’isola infatti non ha una rete del metano, e per sfruttare l’opportunità offerta dal biogas è stato necessario mettere a punto una filiera diversa da quella sperimentata sul continente. Con Massimo Ferniani, direttore di stabilimento Cooperativa Arborea. Ascolta la puntata…

20 giugno 2016
Energia e ambiente
Geolana: i mini-depuratori alla lana di pecora
Prendete dei salsicciotti di lana di pecora, aggiungete se è il caso un po’ di sughero e, soprattutto, una manciata di batteri mangia-petrolio, ed ecco che vi ritrovate per le mani un mini-depuratore in grado di ripulire l’acqua di mare dagli sversamenti di idrocarburi; e di risolvere anche un altro problema: smaltire la lana prodotta da migliaia di pecore da latte allevate in Sardegna. Di filarla non se ne parla, non è il tipo di lana adatta. Inoltre la lana non si bio-degrada, se non in tempi lunghissimi, e nemmeno brucia. Da alcuni anni viene utilizzata per realizzare pannelli isolanti per la bio-edilizia, ma più di recente si è scoperto che la lana di pecora – che per sua natura è idrofoba e attrae invece le sostanze oleose – è considerata alla stregua di un hotel di lusso da certe famiglie di batteri mangia-petrolio, che vi si insediano felicemente. E così è nata l’idea dei mini depuratori in lana di pecora… Con Daniela Ducato, fondatrice di Edizero. Ascolta la puntata…

13 giugno 2016
Energia e ambiente
Idrogeno “catalitico”: un nuovo e sorprendente processo per produrre idrogeno dall’acqua
Quella di cui parliamo in questa puntata, se manterrà le promesse, potrebbe rivelarsi una delle tecnologie chiave della cosiddetta economia all’idrogeno. Parliamo infatti di un nuovo processo, completamente diverso da tutti quelli conosciuti finora, per produrre idrogeno dall’acqua. Un team internazionale guidato da ricercatori dell’Università della Calabria è infatti riuscito a mettere a punto un sandwich di nichel e grafene, all’interno del quale il 20% dell’acqua si dissocia spontaneamente formando ioni idrogeno, che rimangono inizialmente intrappolati nel materiale e che vengono in seguito liberati riscaldandolo alla temperatura, decisamente modesta, di 130°C. C’è ancora da fare prima di poter trasferire questo proof-of concept sulla scala industriale ma una nuova, promettente strada è stata aperta… Ne parliamo con Antonio Politano, Università della Calabria, coordinatore della ricerca. Ascolta la puntata…

10 giugno 2016
Energia e ambiente
Dov’è andata a finire la biodiversità dei vigneti
Nella seconda metà dell’800 un parassita importato accidentalmente dalle Americhe, la fillossera, fece strage di viti in Europa. Il parassita, contro cui le varietà europee sono indifese, attacca le radici della pianta, e così, da allora ogni pianta di vite è ottenuta come innesto di una varietà autoctona su un fusto di vite americana. L’invasione della fillossera della vite fu il primo di una serie di eventi (cui di recente si è aggiunto anche il successo planetario del prosecco) che hanno contribuito a ridurre la biodiversità della viticoltura veneta. Ma un ecosistema poco diversificato è un ecosistema fragile: un solo nuovo parassita e i danni sarebbero enormi. Ecco perché Veneto Agricoltura, l’azienda regionale per lo sviluppo del settore forestale e agro-alimentare, è impegnata da anni a recuperare, catalogare e studiare gli ormai rari esemplari di antiche specie autoctone rimasti qua e là, e a creare una vera a propria riserva genetica per il futuro. Con Stefano Soligo, Veneto Agricoltura. Ascolta la puntata…

9 giugno 2016
Energia e ambiente
Bio-fumigazione: una strategia green per combattere i parassiti in agricoltura
Una delle più antiche pratiche agricole è il sovescio, ovvero la coltivazione di specie il cui unico scopo è migliorare il terreno. In genere queste, che sono colture intercalari, cioè infilate tra una coltura produttiva e l’altra, vengono semplicemente interrate con un’aratura. Questa pratica è stata pressoché abbandonata con l’inizio dell’era dei fertilizzanti, ma oggi si punta a riprenderla con un’altra funzione: la lotta a parassiti e patogeni del terreno. Si parla in questi casi di bio fumigazione, e consiste nell’interramento di specie coltivate per le loro proprietà antiparassitarie e nematocide, o di prodotti ottenuti da queste piante. La biofumigazione è una strategia completamente diversa dal tipo di disinfestazione che si fa oggi, la fumigazione, che uccide tutto quello che abita nei primi venti centimetri di terreno, impoverendolo. Al contrario la biofumigazione aumenta la presenza di microrganismi utili a danno dei patogeni, migliorando il terreno anno dopo anno. Con Luca Lazzeri, ricercatore CREA, Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria.  Ascolta la puntata…

7 giugno 2016
Energia e ambiente
CONAI: rivoluzione delle tariffe per imballaggi più facili da separare
Ci chiedono di separare carta, plastica, vetro, metalli; e gli italiani, o almeno una larga maggioranza, lo fanno. Ma a volte separare i vari materiali di cui sono composti gli imballaggi è impossibile, altre volte è possibile ma decisamente complicato. Per spingere verso la progettazione e l’adozione di imballaggi più facili da recuperare il CONAI – Consorzio Nazionale Imballaggi – sta per modificare il criterio con cui i produttori di imballaggi in plastica dovranno calcolare il contributo per lo smaltimento: al posto di un’unica tariffa legata al peso dell’imballaggio, ce ne saranno tre, che tengono conto delle caratteristiche tecniche come, appunto, la facilità di separazione dei materiali. Si tratta di una discreta rivoluzione per la filiera degli imballaggi, frutto di un lungo lavoro di analisi e tipizzazione dei vari tipi di imballaggi esistenti. Ne abbiamo parlato con Walter Facciotto, Direttore Generale CONAI. Ascolta la puntata…

6 giugno 2016
Energia e ambiente
Prodotti agricoli semilavorati per alimentare la chimica verde
Dalle esperienze degli ultimi 10 o 20 anni, nel settore della chimica verde, è emerso in modo chiaro che la sfida principale, più che nelle tecnologie per trasformare la biomassa in combustibili, lubrificanti, plastiche e così via, consiste nel mettere a punto una filiera di approvvigionamento della biomassa efficiente. L’industria, infatti, ha bisogno di un flusso di materia prima quanto più costante e quanto più standard possibile, mentre la produzione agricola è tutt’altro che omogenea ed è caratterizzata da forte stagionalità. Ma c’è una possibilità ancora poco esplorata, che è anche uno spazio di imprenditorialità da presidiare, quella di mettere a punto dei semilavorati: il pellet ne è un esempio concreto nella filiera del legno, ma si lavora su trinciati, brodi e altro ancora; insomma qualcosa che ricorda da vicino la metafora del “barile di biomassa” che abbiamo usato altre volte. Con Piero Cavigliasso, Biochemtex. Ascolta la puntata… 

3 giugno 2016
Energia e ambiente
Marconi: il supercomputer italiano campione di risparmio energetico
Si chiama Marconi ed è il nuovo supercomputer Italiano che, almeno per un po’ di tempo, sarà anche uno dei più potenti d’Europa e del Mondo, ma soprattutto, il più green, dato che una delle sue specifiche di progetto più importanti riguarda proprio la riduzione dei consumi di energia. Non si tratta semplicemente di uno slancio ambientalista, ma di una necessità che ha richiesto di ridisegnare completamente l’architettura del super-calcolatore. Infatti i supercomputer sono praticamente condannati ad aumentare di 10 volte la propria potenza di calcolo ogni tre anni. Questa corsa, mantenendo l’architettura precedente, avrebbe comportato eccessivi consumi di elettricità, che per un supercomputer moderno sono nell’ordine di quelli di un paesello da 2000 abitanti. Con Sanzio Bassini, Director of SuperComputing Applications and Innovation Department (SCAI) di Cineca. Ascolta la puntata…

26 maggio 2016
Energia e ambiente
Microbi, acque reflue e stampa 3D insieme per alimentare purificatori e sensori ambientali
Una stampante 3D e una spruzzata di batteri è tutto quanto è servito ai ricercatori del Center for Sustainable Future di Torino, uno dei Laboratori dell’IIT, per creare una cella microbica, una sorta di batteria che genera energia elettrica grazie ai batteri da cui è popolata, in grado di nutrirsi di scarti organici, come quelli contenuti nelle acque reflue, e produrre energia. La cosa non deve sorprendere: la vita è essenzialmente un fenomeno elettrochimico, e ogni cellula vivente, dai batteri alle cellule del corpo umano, è sede di fenomeni elettrici. Raccogliere l’elettricità prodotta da miliardi di organismi microscopici, però, è impresa assai difficile. All’IIT il problema è stato risolto con la stampa 3D, creando una struttura trabecolare fatta di lega di alluminio, una sorta di spugna metallica molto fine e regolare, nei cui interstizi i batteri trovano un ambiente ospitale dove vivere, e un materiale conduttore a cui trasferire l’elettricità. Con Tonia Tommasi, Center for Sustainable Future di Torino. Ascolta la puntata…

16 maggio 2016
Energia e ambiente
Arriva il robot super-flessible che evita gli ostacoli
Un robot flessibile, capace di insinuarsi in spazi ristretti e di muoversi aggirando gli ostacoli senza mai toccarli. Lo ha sviluppato il Centro di MicroBioRobotica dell’IIT di Pontedera ed è una novità assoluta: non solo per ciò che sa fare ma anche per la sua architettura del tutto unica: due robot gemelli avvolti l’uno sull’altro come le due eliche del DNA. Alternativamente, uno dei due robot si irrigidisce, in modo che l’altro possa usarlo come guida lungo cui avanzare. Questa sorta di danza permette al robot di aggirare gli ostacoli evitando qualsiasi contatto, caratteristica essenziale in alcuni contesti: per esempio nella ricerca di superstiti sotto le macerie (dove è importante evitare contatti con le macerie per evitare nuovi crolli) o in tutti quei casi in cui è necessario muoversi all’interno del corpo umano, come accade nella chirurgia endoscopica. Con Edoardo Sinibaldi, Centro di MicroBioRobotica IIT di Pontedera. Ascolta la puntata…

12 maggio 2016
Energia e ambiente
Venus Swarm: Sciami di Robot Acquatici
Il filone degli sciami di robot, che si ispira al comportamento degli insetti sociali e di altre comunità di animali come gli stormi di uccelli e i banchi di pesci, è da tempo al centro dell’interesse dei ricercatori. Sciami composti da tanti droni relativamente semplici in grado di coordinarsi tra loro, possono eseguire dare accesso a modalità completamente nuove, per esempio nelle attività di esplorazione, campionamento e mappatura dell’ambiente, nella ricerca di superstiti ecc. Per coordinarsi, però, i droni devono poter comunicare e le cose si complicano in acqua, dove le onde radio non si propagano. Ma una tecnologia sviluppata dall’ENEA presentata il 12 aprile al palazzo delle nazioni unite, Venus Swarm, che usa un mix di suoni e segnali luminosi, come fanno del resto varie creature marine, promette di superare il problema. Con Claudio Moriconi responsabile “Intelligenza Distribuita e Robotica” dell’ENEA. Ascolta la puntata…

11 maggio 2016
Energia e ambiente
Progetto IntCatch: depurazione delle acque e cambiamento climatico
Torniamo sul lago di Garda per raccontarvi di IntCatch, uno dei progetti più avanzati al mondo di monitoraggio e tutela delle acque di un lago, che prenderà il via il prossimo 1° giugno. Oltre ad avvalersi di droni acquatici per le attività di monitoraggio, IntCatch studierà un vasto repertorio di indicatori fisici e biologici nel tentativo di rispondere a un quesito rilevante per molti laghi europei. Infatti, in tutta Europa, quando si verificano precipitazioni molto intense, le acque reflue che i sistemi di depurazione non sono in grado di trattare (contando sul fatto che sono molto diluite) vengono scaricate nei laghi per mezzo di scolmatori. IntCatch studierà per la prima volta l’effetto di questa pratica, diffusa in tutto il continente e considerata innocua, visto anche l’aumento di frequenza degli eventi meteorologici estremi. Con Francesco Fatone, Dipartimento di biotecnologie – Università di Verona. Ascolta la puntata…

10 maggio 2016
Energia e ambiente
Un nuovo Laboratorio Nucleare Mobile per l’ENEA
A trent’anni dall’Incidente di Chernobyll l’ENEA ha presentato un nuovo laboratorio mobile, dotato di soluzioni high tech di ultima generazione, per la gestione in sicurezza di materiale radiologico e nucleare. Il compito del laboratorio mobile è intervenire in caso di ritrovamento di materiale radioattivo o sospetto tale, un evento che non si verifica così raramente come si potrebbe pensare, considerato che in passato parafulmini e rivelatori di fumo contenevano Americio, e andavano di moda bicchieri pieni di Radio per ionizzare l’acqua. Ma il laboratorio è attrezzato per ogni tipo di situazione: c’è per esempio un dispositivo che con un’unica misurazione permette di accertare se in un manufatto sono presenti sia materiale fissile che dell’esplosivo convenzionale, segno che ci si trova davanti a un ordigno nucleare. Ne abbiamo parlato con Alessandro Dodaro, ENEA Casaccia Divisione Tecnologie, Impianti e materiali per la fissione nucleare. Ascolta la puntata…

3 maggio 2016
Energia e ambiente
Biometano: una nuova tecnologia a misura di azienda agricola
È ormai mai entrata nel vivo la corsa per la purificazione del biogas e la produzione di bio-metano. In Italia ci sono ben 1600 impianti che producono biogas, soprattutto all’interno di aziende agricole. Oggi questo bio-gas viene bruciato per produrre energia elettrica, ma esiste una possibilità più interessante: purificarlo, sottraendo la quota di CO2, e trasformarlo così in bio-metano che potrebbe essere semplicemente immesso nella rete del gas. Fare questa operazione in modo efficiente sulla scala di una impresa agricola non è facile. Ci aiuta una tecnologia insignita di numerosi riconoscimenti e messa a punto da RSE – Ricerca Sistema Energetico (l’istituto pubblico di ricerca in seno al Gestore dei Servizi Energetici): parliamo di una sorta di filtro lavabile che quando è attraversato da un flusso di CO2 a temperatura ambiente la trattiene, ma è pronto a rilasciarla non appena viene riscaldato con del vapore. Basta alternare due filtri perché un impianto possa funzionare senza interruzione. Ne abbiamo parlato con Luigi Mazzocchi, Direttore dipartimento Tecnologie di generazione e materiali di RSE. Ascolta la puntata…

2 maggio 2016
Energia e ambiente
Stufe a Pellet e inquinamento: nella disputa una sola domanda conta davvero
La stagione degli allarmi è appena alla nostre spalle… con l’arrivo della primavera la fascia di inversione termica dell’atmosfera (lo strato più basso che intrappola le polveri sottili) ha iniziato a gonfiarsi diluendo il suo contenuto di PM10 e altri inquinanti e rendendolo perciò meno problematico. Negli ultimi anni la combustione di biomasse, e soprattutto la diffusione di stufe a pellet, è stata indicata come causa principale del permanere del livello di inquinamento oltre i livelli di guardia nonostante le politiche di riduzione delle emissioni: un terreno che ha visto anche lo scontro di lobby con opposti interessi, con relativo bombardamento di dati pro e contro. Il problema si riassume in un quesito: cosa stanno sostituendo, in prevalenza, le stufe a pellet: camini e stufe tradizionali, entrambi ultra-inquinanti; o caldaie a metano, che emettono più CO2 ma inquinano pochissimo? Con Giuseppe Tomassetti, FIRE Federazione Italiana per l’uso Razionale dell’Energia. Ascolta la puntata… 

29 aprile 2016
Energia e ambiente
La bio-raffineria flessibile
Se il paradigma dominante della chimica del petrolio sono le economie di scala, nella chimica verde – la chimica basata sulle biomasse – il paradigma dominante è invece l’economia di filiera. Cosa vuol dire? Primo: che per fare chimica verde c’è bisogno di una concreta disponibilità di biomassa a corto raggio. Secondo: che bisogna affiancare alla produzione di biocombustibili l’estrazione dei composti chimici ad alto valore aggiunto di cui la biomassa è ricca. Ma c’è un terzo aspetto: la chimica verde è flessibilità contro standardizzazione. A differenza del petrolio, infatti, le biomasse hanno caratteristiche fisico chimiche molto variabili e, soprattutto, sono stagionali e questo costringe a immaginare impianti chimici molto più votati alla flessibilità di quelli del passato. Un tema di cui parliamo in questa puntata a partire da un caso concreto, il progetto Bioman di riconversione in bio-raffineria del vecchio polo chimico di Mantova. Con Flavio Manenti Dipartimento di Chimica, Materiali ed Ingegneria Chimica, Politecnico di Milano. Ascolta la puntata… 

28 aprile 2016
Energia e ambiente
Progetto BIOMAN: come trasformare in una bio-raffineria il polo chimico di Mantova
In due puntate vi raccontiamo del progetto BIOMAN, un progetto di grande interesse per il nostro paese perché potrebbe rappresentare il primo di una serie. Parliamo di rilanciare il polo chimico di Mantova, caduto in disgrazia e che rischia di perdere un capitale di infrastrutture e competenze difficile da ricostruire. L’idea di fondo è trasformare questa vecchia raffineria, di cui oggi sono attive le sole strutture di stoccaggio, in una bioraffineria su cui far convergere le biomasse di scarto dell’agricoltura locale e altre biomasse provenienti da colture cellulosiche a basso impatto ambientale. Il progetto è stato elaborato da AGIRE, l’agenzia per la gestione intelligente delle risorse energetiche, Università di Parma e Politecnico di Milano, e infine la Provincia di Mantova, ed è partito con una mappatura della disponibilità di biomasse nel circondario. Ne abbiamo parlato con Francesco Dugoni, Agenzia AGIRE. Ascolta la puntata…

25 aprile 2016
Energia e ambiente
Geotermia e condizionamento: il caso Milano
Usare l’acqua pompata dalle idrovore per evitare l’allagamento di metropolitane e scantinati, per ridurre il problema dell’inquinamento atmosferico e dell’isola di calore a Milano. Riprendiamo il nostro viaggio attraverso la buona geotermia per parlare di un caso di grande interesse, quello del capoluogo lombardo, appunto, che consuma ingenti quantità di energia elettrica per pompare acqua di falda (il cui livello è salito con la deindustrializzazione) nei navigli, per evitare che le strutture sotterrane della città vengano inondate; acqua a 15 gradi, ideale per condizionare le abitazioni d’estate e ideale per alimentare le pompe di calore per il riscaldamento nella stagione invernale. Una soluzione che porterebbe grandi benefici anche per le tasche di chi la adotta. Con Giuliano Gabbani, Università di Firenze – Dipartimento scienze della terra. Ascolta la puntata…

20 aprile 2016
Energia e ambiente
Watly: il computer solare termodinamico
E’una piccola centrale elettrica, è un depuratore capace di produrre acqua da bere per 3000 persone, ed è un computer in grado di fornire connettività e potenza di calcolo. Si chiama Watly, e i suoi inventori lo definiscono il primo computer solare termodinamico. Watly nasce dall’idea di portare insieme acqua, elettricità e connettività dove nessuno dei tre servizi esiste. Oggi, d’altronde, molti paesi ancora poveri sono bloccati non per mancanza di risorse naturali ma soprattutto per mancanza di infrastrutture. Watly permette a comunità isolate, per esempio quelle che abitano molti villaggi africani, di dotarsi di un primo nucleo di infrastrutture essenziali, sfruttando le sinergie che la produzione di questi stessi servizi possono avere tra loro. Ne abbiamo discusso con Marco Attisani, inventore di Watly. Ascolta la puntata…

19 aprile 2016
Energia e ambiente
Onda Solare: 6 metri quadri di pannelli fotovoltaici per attraversare il deserto
Andiamo in Cile per incontrare il Team Onda Solare, che è impegnato in una competizione durissima, la Carrera Solar Atacama: 2300 km da percorrere attraverso il deserto più arido del mondo, a bordo di veicoli alimentati esclusivamente dall’energia del sole. Unico team italiano, Onda Solare è formato da studenti e ricercatori delle Università di Modena e Bologna e dell’Istituto tecnico Ferrari di Maranello, tutti volontari, che insieme hanno progettato Emilia 3, un veicolo elettrico alimentato da 6 metri di pannelli fotovoltaici e una batteria di scorta, capace di superare anche i 100 km orari. Ne abbiamo parlato con Matteo Carpanelli, ex alunno della scuola IIS A. Ferrari di Maranello e laureando in ingegneria meccanica. Ascolta la puntata…

11 aprile 2016
Energia e ambiente
Più monitoraggio, meno energia: col brevetto dell’ENEA 4 depuratori d’acqua su 5 possono risparmiare
Abbattere del 36% il consumo di energia negli impianti di depurazione dell’acqua, che Italia assorbono, secondo una stima dell’Autorità per l’Energia Elettrica, il 2,3% del fabbisogno di energia elettrica nazionale. La prospettiva riguarda concretamente l’80% degli impianti, dove non è presente un sistema di monitoraggio che permetta all’impianto di adattare il processo alle reali necessità del momento. La maggior parte dei depuratori d’acqua, infatti, funziona a regime fisso, più o meno al massimo della sua capacità nominale, perché monitorare i parametri di processo richiede sensori molto costosi. Ma un ricercatore dell’ENEA, Luca Luccarini, ha trovato il modo di aggirare l’ostacolo individuando un set di parametri indiretti, assai più facili ed economici da monitorare, che permettono ugualmente di controllare il processo di depurazione. Ascolta la puntata…

8 aprile 2016
Energia e ambiente
Troppo isolamento fa aumentare i consumi
E se alle nostre latitudini, isolare troppo gli edifici – soprattutto gli edifici produttivi e gli uffici – fosse controproducente? Se cioè, oltre un certo livello di isolamento, i consumi invece di diminuire ricominciassero a crescere? Parliamo di uno studio condotto dalla società ROSS e dall’Università di Torino che porta esattamente a questa conclusione. Il motivo è semplice, mentre l’isolamento ha solo benefici nella stagione invernale, d’estate, uno strato troppo spesso di isolante rende più difficile smaltire il calore prodotto dagli abitanti, dagli elettrodomestici e dalle sempre più numerose apparecchiature elettroniche, costringendo il sistema di raffrescamento a un super-lavoro. Ne abbiamo parlato con l’ing. Michele Vio, ex-presidente di AICARR. Ascolta la puntata… 

7 aprile 2016
Energia e ambiente
Stillwater: la centrale ibrida che unisce tre rinnovabili nel nome dell’efficienza
In questa puntata ci occuperemo della centrale dell’ENEL di Stillwater, in Nevada, che ha conquistato le pagine dei quotidiani dopo l’annuncio della messa in funzione di un impianto solare termodinamico che si è aggiunto alla capacità di generazione geotermica e da pannelli fotovoltaici, già presenti nel sito, creando un ibrido a tre rinnovabili che, attualmente, è qualcosa di unico. D’altronde, l’unione di più fonti rinnovabili nello stesso sito, oltre a consentire di mettere a sistema infrastrutture come quelle di trasmissione, può offrire altri benefici. Per esempio l’associazione del fotovoltaico con una fonte di energia costante come il geotermico, permette alla centrale di inseguire meglio la curva della domanda di energia elettrica, mentre l’impianto solare termodinamico compensa il calo di rendimento della geotermia nelle ore più calde della giornata. Ne abbiamo discusso con Francesco Venturini, Amministratore Delegato e Direttore della Divisione Energie Rinnovabili Enel Green Power S.p.A. Ascolta la puntata…

5 aprile 2016
Energia e ambiente
Micro cogenerazione con la geotermia
Proseguiremo il viaggio attraverso quell’idea di geotermia a bassissimo impatto ambientale individuata con la Carta della Buona Geotermia ad Abbadia San Salvatore a fine gennaio scorso. Parliamo di Micro cogenerazione geotermica, ovvero della possibilità di dotare piccole imprese, e addirittura condomini, di macchine in grado di produrre elettricità e calore per il riscaldamento grazie all’energia geotermica. Un nuovo paradigma, reso possibile grazie allo sviluppo di tecnologie capaci di produrre energia elettrica con temperature anche di soli 70 gradi centigradi, che si incontrano in molte aree in Italia entro i 400 metri di profondità. Con Fabio Roggiolani, vicepresidente G.I.G.A. Ascolta la puntata…

4 aprile 2016
Energia e ambiente
La geotermia oltre Larderello e il fracking
Lo sfruttamento dell’energia geotermica per produrre elettricità ha una lunga tradizione in Italia, ma si è scontrato nel tempo anche con oggettivi problemi ambientali, a cui si sono aggiunte le paure (spesso amplificate) dell’opinione pubblica. E tutto ciò ha portato a un sostanziale arresto di queste attività nel Paese. Nel frattempo, però, molti dei problemi tecnici alla base di questo arresto sono stati superati, mentre l’avanzamento delle tecnologie per convertire il calore in elettricità ha ampliato le possibilità di sfruttare questa fonte di energia, per esempio rendendo possibile la cogenerazione geotermica (quindi la produzione contestuale di energia elettrica e calore) su piccolissima scala, addirittura su scala di condominio. Ne parliamo a Smart city, nella prima di una serie di puntate che dedicheremo ai nuovi orizzonti della geotermia. Con Fabio Roggiolani, vicepresidente G.I.G.A. Ascolta la puntata…

1 aprile 2016
Energia e ambiente
Riforma tariffa ed effetti sul mondo industriale
Nell’ultimo Mille proroghe è presente un emendamento di non più di tre righe che, in buona sostanza, dà all’Autorità il mandato di riformare la tariffa elettrica trasformando una quota significativa dei costi della bolletta dei consumatori industriali da costi variabili (tanta energia consumi, tanto paghi) a costi fissi (paghi in base alla potenza del contatore), replicando la logica della riforma tariffaria già entrata in vigore per gli utenti domestici. I due mondi, tuttavia, sono molto diversi. Mentre nel comparto civile e residenziale, come abbiamo visto, questo cambio di paradigma ha alcuni effetti negativi ma anche molti effetti positivi, la stessa riforma applicata al comparto industriale farebbe saltare i business plan di gran parte dei progetti che prevedono la realizzazione di impianti fotovoltaici in autoconsumo, e metterebbe in grave difficoltà la cogenerazione, senza altrettante contropartite. Con Tommaso Barbetti, società di consulenza eLeMeNs. Ascolta la puntata…

31 marzo 2016
Energia e ambiente
Riforma tariffa e tecnologie nel residenziale
Lo scorso 1 gennaio ha preso il via la riforma delle tariffe elettriche per il settore residenziale che, progressivamente, da qui al 2018, porterà al superamento dell’attuale tariffa progressiva in base alla quale chi consuma poco riceve un ulteriore sconto e chi consuma tanto paga un ulteriore sovrapprezzo. Delle ricadute della riforma sulla bolletta degli italiani si è molto discusso; meno attenzione c’è stata su quali tecnologie verranno favorite da questa riforma e quali penalizzate. E come vedremo stasera a Smart City, mentre gli impianti fotovoltaici domestici risulteranno meno convenienti così come l’adozione di apparecchiature elettriche a basso consumo; altre tecnologie a elevata efficienza energetica e a basse emissioni come pompe di calore, piastre a induzione e veicoli elettrici, che spostano il consumo dai combustibili fossili all’elettricità, verranno invece premiati. Ne abbiamo parlato con Livio De Santoli, presidente AICARR. Ascolta la puntata…

29 marzo 2016
Energia e ambiente
Funghi espresso
Nei bar di tutta Italia si producono circa 380 mila tonnellate di fondi di caffè all’anno, che devono essere poi smaltiti. A Firenze, una start-up ha trovato un modo per utilizzarli: come substrato per farci crescere sopra dei funghi. Funghi Espresso, questo il nome della piccola impresa fiorentina, segnalata dal Ministero dell’Agricoltura tra le 25 start-up agricole più innovative, ad oggi ha già prodotto una tonnellata di funghi in questo modo e ora punta a diffondere in tutto il paese il suo modello di coltivazione a bassissimo impatto ambientale mettendo a punto dei container serra, controllabili e gestibili da remoto, che permettano di coltivare i funghi in città, il più vicino possibile ai luoghi dove i fondi di caffè vengono prodotti; e per questo ha lanciato un crowdfunding. Ne abbiamo parlato con Antonio Di Giovanni, co-founder Funghi Espresso. Ascolta la puntata…

25 marzo 2016
Energia e ambiente
Il dirigibile antismog
E’ rimasto sospeso sopra il tetto dell’edificio U9 dell’Università di Milano Bicocca fino a qualche giorno fa, ma presto riprenderà il volo: parliamo di un piccolo – ma non piccolissimo, 14 metri di lunghezza – dirigibile bianco, con una scritta in bella evidenza: Scienze Ambientali. Partito dai tetti dell’Università della Bicocca, il dirigibile porta con sé la strumentazione necessaria a studiare lo strato inferiore dell’atmosfera, con particolare riferimento ad alcuni fenomeni meteorologici (come la cosiddetta inversione termica) che sono fortemente correlati al problema dello smog. Non solo, il dirigibile (che grazie alla capacità di sollevare carichi pesanti e di mantenerli in quota per lungo tempo con un basso dispendio di energie, è stato preferito all’uso dei droni) effettuerà anche tutta una serie di misurazioni di inquinamento acustico. Con Ezio Bolzacchini, docente di Chimica dell’ambiente. Ascolta la puntata…

24 marzo 2016
Energia e ambiente
Giappone e Italia insieme per studiare le super-grid
Le supergrid del futuro, quelle con cui si pensa di trasferire energia elettrica da un continente all’altro, necessarie nell’ottica di far crescere la quota di rinnovabili sul mix elettrico, ha bisogno di speciali linee elettriche, in grado di trasmettere con efficienza energia su distanze molto lunghe. Le attuali linee di alta tensione in corrente alternata non sono adatte a questo scopo, servono invece delle speciali linee elettriche in corrente continua, dette HDVC. L’Italia è già dotata di tre linee di trasmissione di questo tipo, e anche per questa ragione, l’agenzia per lo sviluppo tecnologico sostenibile del Giappone ha scelto il suo omologo italiano, l’ENEA, per testare un nuovo tipo di linea HDVC che promette prestazioni di punta a livello mondiale. Questo tipo di infrastruttura interessa particolarmente il Giappone, Paese molto avanzato su numerosi ambiti ma dotato di una rete elettrica arretrata, dove addirittura la frequenza di rete non è la stessa su tutto il territorio. Ne abbiamo parlato con Giorgio Graditi, centro di ricerca Portici ENEA. Ascolta la puntata…

16 marzo 2016
Energia e ambiente
Droni acquatici sul Garda
A partire da quest’anno e fino al 2020 una piccola flotta di barche robot, droni galleggianti lunghi un metro dal peso di circa 6 chili, esploreranno il lago di Garda sotto la guida di ricercatori ed esperti dell’Università di Verona, misurando parametri significativi della qualità dell’acqua e raccogliendo campioni. Si tratta di uno dei filoni sviluppati all’interno del progetto IntCatch, finanziato con oltre 8 milioni di euro dall’Europa all’interno della programmazione Horizon 2020 e sarà uno dei programmi più avanzati al mondo di monitoraggio e tutela delle acque di un lago. I droni acquatici saranno capaci di svolgere gran parte del lavoro di monitoraggio da soli, con un’attività da parte degli operatori che si limiterà a vigilare sul loro corretto funzionamento, tanto che un solo operatore potrà gestirne anche 5 in acqua contemporaneamente. Con Alessandro Farinelli, professore di Intelligenza artificiale presso l’Università di Verona. Ascolta la puntata…

11 marzo 2016
Energia e ambiente
Near Zero Energy Buildings: rischio di confusione
Saranno lo standard di riferimento europeo per tutte le nuove costruzioni a partire dal 2020, data anticipata al 2018 per gli edifici pubblici del vecchio continente: sono i Near Zero Energy Buildings, edifici a energia quasi zero. Ma cosa vuol dire “QUASI” zero? Ed è lecito, per chi vivrà in uno di questi edifici, aspettarsi anche bollette quasi zero? Come vedremo, la definizione data dall’Europa di edifici NZEB rende impossibile rispondere in modo univoco a queste domande. Anzi, quello che tutti si aspettano è una certa confusione. Per esempio, due edifici che rientrano nella stessa classe energetica (il sistema a cui ci siamo abituati per riconoscere gli edifici efficienti da quelli che non lo sono) potrebbero essere l’uno NZEB, e l’altro no. Ne abbiamo discusso con il professore Giuliano Dall’O’, Politecnico di Milano. Ascolta la puntata…

8 marzo 2016
Energia e ambiente
Uno “spazzolino a memoria di forma” per sostituire il condizionatore…
Può un filo piegato funzionare come un frigorifero? Sì, se il filo è composto di un materiale a memoria di forma. Queste particolari leghe metalliche, infatti, se vengono deformate, tendono lentamente a riacquistare la propria forma iniziale, e in questo processo assorbono calore dall’ambiente. Sfruttando questo effetto, un team di ricercatori tedeschi ha pensato di mettere a punto un dispositivo che permetta di realizzare un nuovo tipo di apparecchio per la refrigerazione: una sorta di spazzolino rotante dotato di setole di nichel-titanio, il più noto tra i materiali a memoria di forma. I primi esperimenti hanno avuto successo e così il lavoro degli scienziati teutonici sta per entrare in una seconda fase, con la quale puntano a determinare il numero ideale di fili a memoria di forma e la velocità ottimale di rotazione dello “spazzolino”… Con Alberto Molinari, professore ordinario di Metallurgia al Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università di Trento. Ascolta la puntata…

4 marzo 2016
Energia e ambiente
Diptera: mangime da insetti
Forse non vi farà piacere saperlo, ma mangiamo circa mezzo chilo di insetti l’anno, per via della pur minima tolleranza alla presenza di proteine di insetto nelle farine di cereali. D’altronde gli insetti sono considerati ottimo cibo in gran parte delle culture umane e sono ancora più popolari tra molti degli animali che alleviamo. Così, complice anche l’aumento del 600% del costo delle farine di pesce negli ultimi anni, l’attenzione si sta rivolgendo verso la produzione di mangimi animali basati su farina di insetti (parenti dei crostacei, lo ricordiamo) che, a parità di valore nutrizionale, consumano pochissime risorse ambientali. Ne abbiamo discusso con Vittorio Bava, fondatore di Diptera, start-up pugliese che sta allevando la mosca soldato nera, nome temibile per un insetto innocuo, a cui l’uomo fa un po’ senso per cui ne resta alla larga e nessuno lo conosce. Da adulto neppure mangia mentre nella fase di larva è voracissimo: dategli frutta scaduta, pane secco e roba simile e lui vi restituirà proteine in abbondanza con cui nutrire – non appena le regole sanitarie saranno definitivamente chiarite – pesce e pollame. Ascolta la puntata…

3 marzo 2016
Energia e ambiente
“Decarbonizzazione idrotermale”: un nuovo modo per trattare i rifiuti organici
Ha ricevuto il certificato di eccellenza da parte della Commissione Europea, e si accinge a muovere i primi passi proprio in Italia. Si tratta di una tecnologia chiamata “decarbonizzazione idrotermale” e consiste in una riproduzione estremamente accelerata del processo di carbogenesi, lo stesso che ha trasformato antiche foreste di centinaia di milioni di anni fa in carbone. Il processo in questione lo fa invece in 8 ore, e nasce per trattare i rifiuti organici: dalla raccolta dell’umido in città a quella degli sfalci di potatura, fino agli scarti agricoli. Dal processo si ottengono bio char – una sorta di lignite rinnovabile – e una fase acquosa in cui sono concentrati i principali nutrienti contenuti nelle biomasse di partenza: praticamente un fertilizzante liquido. La rapidità è il punto forte di questo processo, che permette di fare impianti molto più piccoli e riduce a pochissime ore il tempo di stazionamento dei rifiuti in stato putrescibile. Con Massimo Manobianco VP & Managing Director Ingelia. Ascolta la puntata…

2 marzo 2016
Energia e ambiente
Vernici isolanti: attenzione alle fregature
Basta una mano di vernice (o due o tre) per ottenere lo stesso effetto di un cappotto? Esistono certamente vernici molto efficaci nell’abbattere il surriscaldamento estivo, grazie a una grande capacità di riflettere la radiazione solare e di irraggiare infrarossi. Ma da qualche tempo circolano anche offerte commerciali a proposito di vernici isolanti che sarebbero in grado di sostituire i materiali tradizionalmente usati nell’edilizia per l’isolamento invernale: dal polistirene alle varie fibre di vetro, legno e così via, fino all’aero-gel. Spesso il messaggio che viene dato è che basta uno strato millimetrico di queste vernici per ottenere lo stesso effetto di 10 cm di isolanti tradizionali. Cerchiamo allora di fare chiarezza sull’argomento con l’aiuto dell’ANIT, associazione italiana per l’isolamento termico e acustico, ma vi diciamo subito che la risposta è un secco No. Con Valeria Erba, Presidente ANIT. Ascolta la puntata…

23 febbraio 2016
Energia e ambiente
Futur-E: 23 centrali in cerca di futuro
Tra il calo della domanda di energia elettrica in seguito alla crisi economica, e il forte aumento delle rinnovabili, l’Italia si trova con un parco di generazione elettrica largamente sovradimensionato: 120 GW di capacità produttiva contro un picco di consumo che non arriva a 60. Questa e altre considerazioni hanno convinto l’ENEL a dismettere 23 vecchie centrali, per un totale di 13 GW di potenza. Sparse per tutta l’Italia, localizzate a volte in periferia, a volte in mezzo alla città, queste vecchie centrali sono uno dei tanti esempi di aree industriali a cui è necessario trovare un nuovo futuro, per identificare il quale, la compagnia elettrica ha dato il via al progetto Futur-E, con il quale sta cercando di raccogliere idee e coinvolgere tutti gli attori presenti sul territorio. Ne abbiamo parlato con Carlo Tamburini direttore Country Italia ENEL. Ascolta la puntata…

15 febbraio 2016
Energia e ambiente
Batterie al rabarbaro
Abbiamo ricordato spesso a smart city che per potersi affidare sempre di più a fonti energetiche aleatorie come sole e vento è necessario accumulare grandi quantità di energia elettrica, e per farlo batterie più potenti e soprattutto molto più economiche delle attuali. Una possibile soluzione arriva dall’Università di Roma Tor Vergata, dove hanno perfezionato una tecnologia inventata dall’Università Americana di Harvard: un nuovo tipo di batterie basate su molecole simili ai cosiddetti “chinoni” che si trovano nel rabarbaro e in altre piante, sostenibili e a bassissimo costo. Inoltre, queste batterie sono peculiari anche dal punto di vista del funzionamento. Infatti si tratta di batterie a flusso in cui l’energia viene immagazzinata chimicamente in serbatoi riempiti da una soluzione liquida ricca di elettroliti, di cui si possono accumulare quantitativi a piacimento. Ne abbiamo parlato con Silvia Licoccia, Università Tor Vergata. Ascolta la puntata…

12 febbraio 2016
Energia e ambiente
Nuovo conto termico: le opportunità per le pubbliche amministrazioni
Seconda puntata di Smart City intorno al nuovo conto termico, con cui è stato ridisegnato il sistema di incentivi dedicato alla produzione di energia termica da rinnovabili (quindi pompe di calore, pannelli solari termici ecc.) e, per quanto concerne gli enti pubblici, anche a tutti gli interventi di efficientamento dell’edificio, come l’adozione di caldaie a condensazione, l’isolamento dell’involucro e la trasformazione di uno stabile in un edificio NZEB, ovvero a consumo energetico quasi zero. Nuove possibilità che il nuovo conto termico dischiude per le pubbliche amministrazioni piuttosto consistenti anche grazie alla generosità dell’incentivo, che arriva a finanziare il 65% del costo di intervento. Con Alberto Montanini Presidente Assotermica (ANIMA). Ascolta la puntata…

11 febbraio 2016
Energia e ambiente
Nuovo conto termico: le opportunità per i privati
Dopo una lunga attesa è finalmente in dirittura di arrivo il nuovo conto termico, il nuovo incentivo dedicato alla produzione di energia termica da rinnovabili. E ci sono buone notizie – forse le prime buone notizie per il mondo delle rinnovabili dall’inizio dell’era Renzi: procedure più semplici, incentivi un po’ più generosi e con tempi di erogazione ridotti (tutto nel primo anno se l’ammontare dell’incentivo è inferiore a 5.000 euro). Il budget è di 900 milioni all’anno, 700 dedicati ai privati e 200 agli enti pubblici, che possono usufruire di questo incentivo per una gamma molto più ampia di interventi e con premi più sostanziosi. Ecco perché ne parliamo in due puntate, iniziando dal nuovo conto termico destinato a imprese e cittadini. Con Alberto Montanini Presidente Assotermica (ANIMA). Ascolta la puntata… 

4 febbraio 2016
Energia e ambiente
Recovery green metal: metalli preziosi e sostenibili
I rifiuti elettronici sono considerati miniere urbane ricche di elementi nobili e metalli preziosi. Ma recuperare rame, oro, platino e terre rare mescolati tra loro, da un miscuglio di chip e schede elettroniche, richiede attualmente processi molto energivori o che fanno uso di reagenti aggressivi dal punto di vista ambientale. Ecco perché il processo messo a punto dall’Università di Cagliari e descritto in un articolo uscito sulla rivista Green Chemistry, caratterizzato da basso consumo di energia e un modesto uso di reagenti aggressivi, per di più riciclabili, ha attirato l’attenzione della comunità scientifica internazionale e di molti operatori del settore. Ora si tratta di passare dalla scala di laboratorio alla scala industriale, e così Recovery Green Metal è diventato anche un progetto di Crowsourcing. Ne parliamo con Angela Serpe del Dipartimento di Scienze Chimiche e Geologiche Università di Cagliari. Ascolta la puntata…

28 gennaio 2016
Energia e ambiente
GNL e trasporto pesante: un’infrastruttura tutta da realizzare
Grazie alla netta superiorità ambientale e, almeno fin’ora, grazie alla minore pressione fiscale che determina un costo inferiore del 40% rispetto al gasolio, il GNL – gas naturale liquefatto – ha tutte le carte in regola per diventare un attore importante nel panorama dei combustibili da trasporto, specialmente in Italia, Paese che, come abbiamo ricordato anche ieri, è leader mondiale nelle tecnologie del gas per autotrasporto. Ma perché questo accada è necessario sviluppare l’infrastruttura di distribuzione del GNL: almeno una quarantina di distributori per coprire tutta la rete autostradale, contro i 2 di oggi. E soprattutto, manca una filiera di approvvigionamento che non costringa a importare tutto il GNL da Francia e Spagna. Gli investitori ci sono, i progetti pure, manca una normativa unica che renda meno complicato portarli fino in fondo. Ascolta la puntata…

27 gennaio 2016
Energia e ambiente
GNL e trasporto pesante: i vantaggi ambientali
Con un abbattimento del 90% delle emissioni di particolato rispetto al gasolio e il 20% di emissioni di CO2 in meno il GNL, gas naturale liquefatto, è considerato un combustibile strategico dall’Unione Europea per consentire uno scatto nella sostenibilità del trasporto pesante. Parliamo dello stesso gas che esce dai fornelli di gran parte delle case degli italiani, ma raffreddato a 160 gradi sotto zero per mantenerlo liquido, cosa che ne rende enormemente più efficiente il trasporto, visto che in questa forma occupa 600 volte meno volume che in forma gassosa e può essere trasportato a pressione atmosferica senza bisogno di bombole. Oggi sono poco più di 60 i camion a GNL circolanti in Italia, nonostante il bel-paese sia un leader mondiale nelle tecnologie del gas per autotrasporto. Ascolta la puntata… 

26 gennaio 2016
Energia e ambiente
Celle a combustibile: quelle a microbi vanno a spazzatura
Abbiamo parlato spesso di celle a combustibile. Si tratta, come molti ascoltatori ormai sanno, di una tecnologia che permette di produrre energia elettrica per via chimica a partire da idrogeno, metano o altre sostanze organiche come gli alcoli, ma senza passare da una vera e propria combustione, e quindi con più efficienza e con una minore produzione di inquinanti. Ebbene, al Fuel Cell Lab dell’Università Parthenope di Napoli sono impegnati nello studio di un particolare tipo di fuel cell che incorpora anche la fonte di idrogeno, prodotto da dei particolari batteri che abitano all’interno della cella a combustibile e si nutrono di rifiuti, come scarti agricoli e acque reflue, che al termine della digestione vengono trasformati in ottimo concime. Ascolta la puntata…

20 gennaio 2016
Energia e ambiente
Cosa può fare la differenza contro l’inquinamento in città
Un’automobile euro 4 che rispetti le soglie previste produce in media venticinque volte più particolato dai freni e dagli pneumatici che dal tubo di scappamento. Mentre tutto il traffico, nel suo complesso, incide per circa il 20/25% delle emissioni totali di PM2,5, il particolato più pericoloso per la salute; numeri che fanno capire perché saltuari blocchi del traffico non hanno quasi nessun effetto sulla qualità dell’aria.
Per rendere stabilmente più pulita l’aria nelle città è invece necessario migliorare l’isolamento degli edifici, e spingere per l’adozione di tecnologie come le pompe di calore elettriche che non bruciano nulla e non hanno emissioni. Mentre da veicoli elettrici e ibridi, che consumano molto meno i freni dei veicoli tradizionali, può venire una riduzione di polveri da traffico. Anche se meglio sarebbe incentivare la bicicletta e i mezzi pubblici. Ascolta la puntata…

19 gennaio 2016
Energia e ambiente
Tutela dell’acqua: nuove regole per tenere conto del cambiamento climatico
L’acqua italiana, quella che esce dal rubinetto, è decisamente buona. Più del 99% dell’acqua di rete rispetta le norme in materia, che però stanno cambiando. Infatti, l’Europa ha ridefinito le regole per la tutela delle acque destinate all’alimentazione umana, introducendo limiti per nuove sostanze, fin’ora non considerate, ma soprattutto, modificando l’approccio. Il rischio, infatti, è che anche dove l’acqua, oggi, è buona, le cose possano cambiare, per esempio per effetto del cambiamento climatico che in molti casi sta modificando gli equilibri idrogeologici.
Per prevenire eventualità di questo tipo, le analisi dell’acqua che esce dal rubinetto non bastano, servono studi più approfonditi ed estesi a tutta la filiera di approvvigionamento dell’acqua. Ascolta la puntata…

11 gennaio 2016
Energia e ambiente
Un nuovo componente edilizio per costruzioni in laterizio antisismiche
Un nuovo componente edilizio che permette di realizzare tamponature antisismiche: è il contributo – uno dei più significativi – dato dall’Italia al progetto europeo INSYSME, che mira a mettere a punto nuovi componenti per edifici in laterizio in grado di resistere a scosse sismiche anche molto rilevanti.
Il giunto scorrevole progettato dalle Università di Pavia e Padova, in collaborazione con l’associazione dei produttori di laterizi, è facile da installare e si integra facilmente nei processi costruttivi tradizionali; riduce drasticamente i danni economici all’edificio in occasione di un terremoto; e in caso di scosse molto violente aiuta a preservare l’integrità strutturale ed evita i crolli, che fanno vittime sia tra gli abitanti dell’edificio sia tra i passanti. Ne abbiamo parlato con il professore Guido Magenes dell’Università di Pavia. Ascolta la puntata…

17 dicembre 2015
Energia e ambiente
Smog: la rete di monitoraggio ambientale che va dove serve
Parliamo di SMoG, un progetto europeo coordinato dall’Istituto Italiano di Vulcanologia grazie al quale è stato messo a punto un sistema open source che permette di realizzare reti di sensori ambientali multiparametrici per il monitoraggio di variabili geofisiche, come temperatura o presenza di gas tossici, in ambienti ostili. Il sistema è pensato per permettete alla protezione civile, in caso di calamità naturale o disastro ambientale, di predisporre in non più di 24 ore una rete di monitoraggio ambientale che, in alcuni casi (pensate a una nube tossica che si sposta col vento) può essere decisiva nella gestione di un’emergenza. Ascolta la puntata…

16 dicembre 2015
Energia e ambiente
CalBatt, il sistema di controllo di ricarica delle batterie
Tra le 100 “Italian Energy Stories” raccolte da Fondazione Symbola in occasione della conferenza di Parigi sul clima c’era anche CalBatt, uno spin off dell’Università della Calabria fondato dal Professor Gregorio Cappuccino e da Francesco Amoroso, ex ricercatore dell’ateneo calabrese. CalBatt ha sviluppato un processo di ricarica per batterie innovativo che permette di risparmiare energia elettrica.
Ascolta la puntata… 

8 dicembre 2015
Energia e ambiente
Rinnovabili non fotovoltaiche: attesa snervante per il decreto appeso al giudizio dell’Europa
Siamo nella settimana conclusiva dei negoziati sul clima di Parigi. E mentre un accordo in grado di fermare il surriscaldamento entro i 2 °C sembra lontano, il montante degli incentivi delle cosiddette FER non fotovoltaiche si avvicina al fatidico tetto dei 5,8 miliardi, raggiunti i quali le fonti rinnovabili, dall’eolico alle biomasse, rimarrebbero prive di qualunque sostegno. Probabilmente a quel punto tutto il comparto si bloccherebbe in attesa della soluzione, che arriverà non appena entrerà in vigore l’ultimo decreto in materia, di cui si aspetta l’imprimatur europeo. E intanto siamo a 5 miliardi e 745 milioni. Ascolta la puntata…

7 dicembre 2015
Energia e ambiente
Anche i tubi parlano
Anche i tubi parlano; quelli dell’acquedotto. E a seconda del fatto che vada tutto bene o che ci siano interruzioni, disfunzioni, perdite o altro, la “voce” del tubo muta. Captarla e interpretarla può consentire di monitorare sistemi idraulici che sono stati realizzati in epoche in cui non c’era alcuna possibilità di dotarli di una sensoristica avanzata.
Per monitorare tubi e condotte servono speciali microfoni, simili a quelli che si usano per amplificare le chitarre acustiche, ma il concetto è molto semplice: non diverso dalla tecnica con cui si può ascoltare arrivare il treno appoggiando l’orecchio su una rotaia. Ma si può anche fare di più, e trasformare i tubi di un acquedotto in una rete capace di trasmettere dati. Ascolta la puntata…

1 dicembre 2015
Energia e ambiente
Raccolta dei rifiuti elettronici: arriva l’1 contro 0, ma c’è troppa burocrazia
Per incrementare la raccolta dei rifiuti elettronici il Ministero dell’Ambiente ha annunciato alcune settimane fa l’uno contro zero. Si tratta di un’estensione del ben noto 1 contro 1, ovvero la regola per cui se compro un apparecchio elettrico nuovo posso lasciarne al negozio uno obsoleto e ci penserà lui a smaltirlo correttamente. L’intento è buono ma per far si che il meccanismo funzioni e non sia eccessivamente gravoso per gli esercizi commerciali che lo applicano c’è un po’ di burocrazia da togliere di mezzo. Ascolta la puntata…

23 novembre 2015
Energia e ambiente
Idrogeno in pastiglie
L’idrogeno sarà probabilmente il vettore energetico del futuro, prima, però, rimangono ancora un’infinità di problemi tecnici da risolvere prima di poterlo usare diffusamente, come per esempio trovare un modo sicuro, efficiente ed economico per immagazzinarlo e trasportarlo. Naturalmente si può accumulare ad alta pressione in speciali bombole, ma c’è un’alternativa più sicura: l’idrogeno, infatti, viene assorbito facilmente dai metalli, che nei suoi confronti si comportano come fossero spugne, riuscendo a sequestrarlo e stabilizzarlo, soprattutto se ridotti in polvere. Finora, però, gli accumulatori di idrogeno basati su questa tecnologia si sono rivelati poco pratici (queste polveri sono difficili da maneggiare) e soprattutto, troppo sensibili alle contaminazioni finendo per diventare inutilizzabili dopo pochi cicli di carica e scarica. Ma un nuovo brevetto dell’ENEA, basato su pastiglie di polvere compressa rivestite da uno strato metallico protettivo, indica una possibile strada per superare questo scoglio. Ascolta la puntata… 

20 novembre 2015
Energia e ambiente
Gestione idrica e cambiamento climatico
A causa del cambiamento climatico le piogge sono sempre più concentrate in poche, violente precipitazioni: bombe d’acqua che in qualche ora scaricano sul terreno le precipitazioni di una stagione, o di un intero anno.
E’ una situazione che mette a rischio gli equilibri idrogeologici, peggiora la qualità delle acque superficiali e mette in difficoltà i sistemi di gestione idrica di molte città. In particolare il paradigma, discutibile ma assai diffuso, secondo cui le acque meteoriche vengono dirottate nel sistema fognario, e da lì ai sistemi di depurazione, è del tutto inadeguato a gestire le precipitazioni più intense.
Ecco perché sarebbe necessario, in molte città, ricostruire infrastrutture simili ai reticoli di canali di deflusso di cui qualunque città medioevale, in assenza di fogne, era ben dotata. Ascolta la puntata…

19 novembre 2015
Energia e ambiente
La dote dell’Italia a COP 21
La COP21 si avvicina. Cosa porterà in dote l’Italia al vertice di Parigi sul cambiamento climatico? Ci sono alcuni risultati indiscutibili: come una riduzione delle emissioni di CO2 superiore al 20% e una produzione di energia elettrica rinnovabile che sfiora il 38% (sembrava impossibile solo pochi anni fa). Ma ci sono anche elementi negativi: per esempio lo stop and go sulle rinnovabili elettriche, che dopo anni di incentivi anche troppo generosi, oggi è lasciato completamente a se stesso, col rischio di vanificare una buona parte degli sforzi fatti. Intanto, nel 2015, per la prima volta dopo anni, l’Italia ha prodotto meno energia rinnovabile che nell’anno precedente. E’ il risultato di un’estate molto secca che ha fatto crollare la produzione idroelettrica, una condizione che col cambiamento climatico potrebbe, però, diventare più la regola che l’eccezione. Insomma: vietato sedersi sugli allori. Ascolta la puntata… 

17 novembre 2015
Energia e ambiente
La carta del rinnovamento eolico sostenibile
2500 MW di impianti eolici sono in funzione da più di dieci anni e iniziano ad accusare i segni del tempo. Furono i primi a essere installati e perciò sono i meno evoluti tecnologicamente, ma anche quelli costruiti nelle zone più ventose del Paese, dove sono ormai accettati dalla popolazione. Per evitare che questo patrimonio muoia lentamente, è necessario sostituirli con una nuova generazione più efficiente e meno impattante sul paesaggio e sull’ambiente, obiettivo possibile se consideriamo che 4 moderne torri eoliche ne rimpiazzano 10 di un decennio fa.
Industrie, associazione dei comuni italiani e Legambiente hanno firmato una carta per condividere le linee guida del rifacimento di questi impianti. In attesa che la politica vari, non nuovi incentivi, ma regole più semplici e certe. Ascolta la puntata…

12 novembre 2015
Energia e ambiente
Recupero oli da frittura: il progetto Olly punta a estenderlo a 20 milioni di persone
100 mila tonnellate: è il quantitativo di oli alimentari esausti prodotti ogni anno in Italia (oli usati per le fritture, per esempio). Facendo un confronto a spanne, parliamo di qualcosa che equivale, in termini di potere calorifero, a 5 o 600 mila barili di petrolio. Invece gran parte degli oli esausti vengono semplicemente buttati nel lavandino, e da lì finiscono nei depuratori dove creano guai, se consideriamo che un solo kg d’olio è in grado di ricoprire 1000 metri quadri di superficie acquea impedendo lo scambio di ossigeno. Recuperare gli oli esausti, invece, è possibile ed economicamente conveniente, se per esempio vengono trasformati in bio-combustibile. Il problema è la loro dispersione: infatti per oltre il 60% si tratta di rifiuti di origine domestica, e raccogliere pochi litri di oli esausti da milioni di cittadini non è facile. Ma c’è chi ci sta provando. Ascolta la puntata…

9 novembre 2015
Energia e ambiente
Quanti girasoli hai? …Dall’ANACI una proposta di rating per i condomini
Una delle scommesse dei prossimi anni è riqualificare l’enorme patrimonio immobiliare risalente agli anni del boom rendendolo insieme più sicuro, dotato di servizi più avanzati e meno energivoro. Oggi però, soprattutto nei condomini, non esiste ancora una sensibilità sufficiente e spesso le ristrutturazioni si riducono a operazioni poco più che estetiche.
Per contribuire a diffondere questa cultura lo scorso 25 settembre l’ANACI, l’associazione nazionale degli amministratori di condominio, ha presentato un progetto per un’iniziativa di check up sui condomini italiani, una metodologia grazie alla quale sarà possibile stilare una sorta di pagella del condominio e assegnargli un rating sintetico: da uno a sei girasoli. Oltre un centinaio i parametri considerati; un’occasione importante per censire lo stato di milioni di case degli italiani. Ascolta la puntata…

30 ottobre 2015
Energia e ambiente
Sistemi termo-riflettenti multistrato: dallo spazio un’alternativa per l’isolamento degli edifici
Usati da tempo nel settore aeronautico ed aerospaziale ora iniziano a essere applicati anche nel campo edilizio: sono i materiali termoriflettenti multistrato. Sono dei sandwich composti da sottili lamine di alluminio alternate a strati di isolante; anche più di dieci strati per uno spessore complessivo che, però, non supera i due centimetri. Questi materiali devono essere installati con una sottile camera d’aria su entrambi i lati o sono pressoché inutili, ma applicati correttamente hanno un potere isolante che supera quello dei materiali tradizionali di pari spessore. Tuttavia, oggi non ci sono norme tecniche che regolino le prove per materiali che, come i termo-riflettenti, funzionano solo inseriti all’interno di un sistema. Così i confronti sono difficili e c’è molta confusione al riguardo. Ascolta la puntata…

28 ottobre 2015
Energia e ambiente
Nuovi catalizzatori per l’economia all’idrogeno
L’idrogeno rappresenta uno dei più promettenti vettori energetici del futuro, tanto che si parla di economia all’idrogeno. L’idea è produrre idrogeno dall’acqua sfruttando l’energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili come il sole e il vento nei momenti di massima produzione; immagazzinarlo, e infine bruciarlo all’interno di celle a combustibile, per riottenere energia elettrica quando la produzione da rinnovabili scarseggia. Ma prima che questa prospettiva possa concretizzarsi ci sono molti passi avanti da fare, e uno di questi riguarda la messa a punto di celle a combustibile più economiche, che non facciano uso di metalli preziosi come il platino.
Un passo avanti in questa direzione viene da una ricerca condotta in Francia da uno dei tanti cervelli in fuga italiani, che ha permesso, per la prima volta, di spiegare il funzionamento di una famiglia di catalizzatori non preziosi a base di ferro, possibili sostituti del platino, ponendo così le basi per migliorarli. Ascolta la puntata…

16 ottobre 2015
Energia e ambiente
Sempre più vicino il metano solare
Immaginate un pannello fotovoltaico da cui, invece che uscire un cavo della corrente, esce un tubo del gas. Non è un’idea bizzarra ma una delle prospettive su cui più si sta lavorando per garantire lo sviluppo delle rinnovabili che, come sole e vento, producono energia in modo discontinuo: e cioè accumularla sotto forma di composti chimici utili come, per esempio, il metano.
È la cosiddetta “fotosintesi artificiale” e, come vedremo, ha fatto un passo avanti grazie al lavoro svolto dall’Università della California e al Berkeley Lab, dove sono riusciti a mettere a punto un dispositivo che unisce una cella fotovoltaica e una cella elettrolitica popolata di certi batteri metanogeni. Il dispositivo trasforma acqua e CO2, che assorbe dall’atmosfera, in metano. Metano solare. Ascolta la puntata…

7 ottobre 2015
Energia e ambiente
Arriva l’Atlante del clima ondoso del Mediterraneo
L’energia che si può estrarre da onde, maree e correnti marine è gigantesca. Basti pensare che su un metro quadro di superficie terrestre il sole scarica al massimo 1kw di potenza, mentre la potenza che le onde del mare scaricano su ogni metro lineare di costa può facilmente valere 10 volte tanto.
Sfruttare l’energia del mare significa conoscere in modo dettagliato la velocità delle correnti, l’altezza delle onde e l’intensità delle maree, allo scopo di poter scegliere al meglio i luoghi in cui andare a caccia di energia.
Per questo l’ENEA ha realizzato “L’Atlante del clima ondoso del Mediterraneo”, la prima mappa capace di individuare con grande precisione le zone in cui l’energia del mare si concentra; un lavoro da cui è già nato un ulteriore sviluppo: un sistema di previsione del moto ondoso, fino a 5 giorni, che può fornire indicazioni preziose anche per la navigazione e la protezione civile. Ascolta la puntata…

5 ottobre 2015
Energia e ambiente
Progetto DEMOSOFC: biogas e celle a combustibile per depurare l’acqua senza sprechi di energia
Sarà il primo impianto di taglia industriale in Europa che produrrà energia elettrica sfruttando la tecnologia delle celle a combustibile a ossidi solidi (SOFC), e il più grande al mondo alimentato dal biogas ottenuto dalla depurazione delle acque. Verrà installato presso il depuratore di Collegno, vicino a Torino, e sarà realizzato grazie al progetto europeo DEMOSOFC coordinato dall’ateneo torinese e a cui partecipano altri 5 istituti di ricerca e aziende europei.
Le celle a combustibile a ossidi solidi sono probabilmente le più vicine a essere applicate su larga scala per via della loro efficienza elevata, flessibilità (vanno a idrogeno ma anche a metano e con vari tipi di alcol) e perché sono poco sensibili alla presenza di impurità. Ma non è finita qui: i fumi di scarico di queste celle a combustibile contengono CO2 facilmente separabile, che invece di finire in atmosfera può essere usata per vari scopi, tra cui la crescita accelerata di alghe. Ascolta la puntata…

2 ottobre 2015
Energia e ambiente
PEWEC: un pendolo galleggiante per produrre energia dalle onde
Uno scafo di 3 metri, a forma di guscio di noce, chiuso ermeticamente per impedire che possa entrarvi l’acqua di mare. E all’interno, un grosso pendolo. E’ questa la descrizione, molto approssimativa, di PEWEC, l’ultimo arrivato di una serie di prototipi di macchine per la produzione di energia dal moto ondoso.
Pewec, sviluppato dall’ENEA in collaborazione con il Politecnico di Torino, è abbastanza sofisticato da essere in grado di adattarsi a regimi di moto ondoso molto diversi e variabili nel tempo, una caratteristica tutt’altro che ovvia per questi sistemi, ma cruciale per applicazioni nel mar mediterraneo. Ma soprattutto, è stato progettato per tenere il più bassi possibile i costi di produzione.
Testato nel corso dell’estate, si è comportato persino meglio del previsto, e ora si punta a realizzarne una versione in scala uno a uno, dieci volte più grande. Ascolta la puntata… 

1 ottobre 2015
Energia e ambiente
AWA Modula: un “mega-deumidificatore” per produrre acqua potabile dove l’acqua non c’è
Come sa chiunque abbia in casa un piccolo deumidificatore, questi apparecchietti hanno bisogno di essere svuotati regolarmente dall’acqua che estraggono dall’ambiente. Ciò che in un caso rappresenta una scocciatura può invece rappresentare un’opportunità se guardato sotto un punto di vista differente.
Infatti il mondo è pieno di luoghi che non dispongono di acqua o che, se ce l’hanno, richiede di essere purificata o desalinizzata prima di essere utilizzabile. In questi casi può essere più efficiente estrarla dall’aria con una sorta di mega-deumidificatore.
All’Università di Pavia sono partiti da qui per mettere a punto AWA Modula, un apparato presentato all’EXPO destinato, per esempio, a rendere disponibile una fonte di acqua potabile, e al limite sterile, in situazioni di emergenza; o per consentire a un’albergo di auto-prodursi l’acqua sanitaria sfruttando il sistema di climatizzazione già presente. Ascolta la puntata…

29 settembre 2015
Energia e ambiente
Se il computer non consuma energia
Pensate se i computer non consumassero energia. Non proprio zero, ma quasi: così poco da poter ricavare tutta l’energia di cui hanno bisogno per funzionare direttamente dall’ambiente circostante.
Si credeva fosse impossibile, ma di recente il laboratorio Nips dell’Università di Perugia ha dimostrato che il limite di Landauer (l’enunciato secondo cui c’è una quantità minima di energia sotto cui non è possibile scendere per effettuare un’operazione logica) non vale per alcune categorie di circuiti, in particolare, per certi micro-meccanismi non esisterebbe alcun limite. Sì, avete capito bene: parliamo di circuiti non elettrici ma meccanici, un po’ più lenti ma estremamente efficienti.
Questa scoperta indica una direzione soprattutto per quanto riguarda lo sviluppo di sensori e micro sensori che si diffonderanno a decine di miliardi nei prossimi anni e che hanno tutti bisogno, in una misura o nell’altra, di essere alimentati. Ascolta la puntata…

28 settembre 2015
Energia e ambiente
La vertical farm dell’EXPO
A partire dallo scorso 10 luglio si susseguono, a distanza di tre o quattro settimane l’uno dall’altro, i raccolti di insalata e basilico della Vertical Farm realizzata dall’ENEA all’EXPO. Parliamo di una versione in scala ridotta delle grandi coltivazioni verticali studiate in tutto il mondo per produrre ortaggi per la città, in città, all’interno di speciali edifici. Non si tratta, come qualcuno potrebbe pensare, di una boutade, ma di una strada percorribile per coltivare prodotti agricoli a pochi metri da dove saranno consumati e con un impatto ambientale prossimo allo zero. Trattandosi di un sistema chiuso e controllato, il consumo di risorse in una Vertical Farm è ridotto al minimo: – 95% di acqua, -50% di fertilizzanti e niente agrofarmaci, visto che parassiti e piante infestanti restano semplicemente chiusi fuori. Unico neo il consumo di elettricità per l’illuminazione artificiale, di cui non si può fare a meno, e che però viene ampiamente ripagato dall’efficienza complessiva della filiera. Ascolta la puntata…

21 settembre 2015
Energia e ambiente
Detrazioni fiscali nel 2016: ancora poca chiarezza
Anche se a tutt’oggi manca l’ufficialità è pressoché certo che i bonus fiscali per le ristrutturazioni e le riqualificazioni energetiche nel settore dell’edilizia (i famosi 50 e 65%) verranno confermati. D’altronde il dispositivo funziona e si finanzia da solo. Meno chiaro è se ci saranno cambiamenti e di che tipo e questo è un male, visto che l’incertezza non aiuta a programmare soprattutto gli interventi più significativi, cioè quelli che hanno il maggior impatto sia economico che energetico, ma che richiedono più tempo per essere progettati ed eseguiti. Da tempo, d’altronde, si parla di alcune correzioni: per esempio di un tetto unitario per alcuni interventi, di accorciare il periodo di restituzione del credito da parte del fisco, e soprattutto di stabilizzare le detrazioni, magari con un decremento progressivo che continui a spingere i consumatori a non rimandare l’investimento per non perdere le condizioni migliori. Ascolta la puntata… 

18 settembre 2015
Energia e ambiente
Il nucleare di IV Generazione – 2a parte
Scorie radioattive per trecento anni anziché centomila, sicurezza passiva, cioè basata sulle leggi di natura anziché sull’attivazione di meccanismi complessi o che richiedono l’intervento dell’uomo, possibilità di utilizzare combustibili diversi dall’uranio 235 e maggiore efficienza energetica. Come abbiamo visto questi gli obiettivi cui puntano i ricercatori impegnati nello sviluppo del nucleare di IV Generazione. E per raggiungerli, la comunità internazionale ha individuato 6 possibili nuove architetture per i reattori nucleari del futuro. Ma quali sono le più promettenti? Quali le più vicine alla realizzazione? E qual è il ruolo dell’Italia nello sviluppo di queste tecnologie? Ascolta la puntata…

17 settembre 2015
Energia e ambiente
Il nucleare di IV Generazione – 1a parte
Sicurezza passiva, un nuovo ciclo del combustibile che non presti il fianco alla proliferazione nucleare, riduzione della pericolosità delle scorie a un livello accettabile e maggiore efficienza energetica: sono le promesse dell’energia nucleare di IV Generazione, attualmente allo studio. Il nucleare oggi attraversa un pessimo momento in Europa e in Giappone, ma circa 500 reattori sono in funzione nel mondo e vari Paesi, tra cui Cina, India e Stati Uniti, hanno programmi nucleari significativi. Al loro interno, il nucleare di IV Generazione rappresenta la speranza di una fonte di energia, se non perfetta, certamente assai meno problematica dell’energia nucleare che conosciamo. Non si tratta di un perfezionamento della generazione attuale di reattori nucleari, ma di un salto tecnologico con molte sfide e per questo, nonostante le conoscenze di base su cui si fonda siano note da decenni, sta impiegando molto tempo a concretizzarsi; e a Smart City – in due puntate cercheremo di scattare una fotografia della situazione. Ascolta la puntata…

16 settembre 2015
Energia e ambiente
Misurare la sostenibilità della pescicoltura italiana
La pescicoltura è una pratica virtuosa, perché evita di svuotare il mare dalle specie ittiche che consumiamo più di frequente, ma diventa un problema se alleviamo specie carnivore, perché queste si nutrono a loro volta di pesce. Nessuno mai si sognerebbe di allevare leoni a scopo alimentare, mentre questo avviene per spigole, trote e orate. Una soluzione però c’è ed è già ampiamente praticata. L’industria della pesca, infatti, produce anche enormi quantitativi di scarto (pensate solo alla preparazione di filetti e bastoncini di pesce) che possono essere trasformati in mangime. In Norvegia, per allevare un salmone di un chilo nel 1990 ci volevano ben 4,4 chili di pesce azzurro mentre oggi, sfruttando scarti di lavorazione, questo quantitativo è sceso a 7 etti. E in Italia? La risposta è che non lo sappiamo. Manca uno studio che permetta di dire quanto è sostenibile il pesce di allevamento italiano. Una mancanza a cui è necessario rimediare. Ascolta la puntata… 

15 settembre 2015
Energia e ambiente
Come trasformare i rifiuti in bio-asfalto
L’AMA, la società del Comune di Roma che gestisce i servizi ambientali, è stata di recente sotto i riflettori per i disservizi nella raccolta dei rifiuti. Ma come spesso capita, elementi di forte arretratezza convivono nelle società pubbliche con punte di assoluta eccellenza, come il progetto di cui parleremo stasera, che dovrebbe diventare realtà entro aprile 2016 e con cui l’AMA si appresta a trasformare in “asfalto biologico” la frazione più problematica della raccolta indifferenziata: la frazione organica, che di solito finisce in discarica con costi di smaltimento intorno ai 150 euro a tonnellata. L’idea è del 2006 e finalmente sta per concretizzarsi: permetterà all’AMA di risparmiare oltre 10 milioni di euro all’anno e, se tutto va bene, risolverà uno dei colli di bottiglia del sistema di raccolta dei rifiuti romano. Ascolta la puntata…

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MOBILITA’

27 luglio 2016
Mobilità
Una micro raffineria per farsi il biodiesel in casa: sarebbe facile, ma troppa burocrazia
Una micro raffineria grande sì e no come un frigorifero permette di trasformare 100 litri di olio da frittura usato, con l’aggiunta di un po’ di metanolo e di soda, in circa 95 litri di biodiesel e 5kg di glicerina. L’hanno progettata all’Università della Tuscia dove però ti spiegano che la cosa non ha niente di speciale. Dopotutto, con una pentola, un mestolo e un buon termometro – e a patto di sapere cosa si stia facendo – non è difficile produrre biodiesel in un qualsiasi garage. Ma in Italia, a meno di non usarlo in proprio per il riscaldamento o la cogenerazione elettrica, la vendita o l’uso per autotrazione di quantitativi così modesti di biodiesel sono del tutto scoraggiati da una normativa che appare un po’ troppo stringente, se consideriamo che, in mancanza di alternative, le famiglie italiane continuano a rovesciare 160 mila di tonnellate di oli di frittura, ogni anno, giù per lo scarico del lavandino. Ascolta la puntata…

8 giugno 2016
Mobilità
Autonoleggio e carsharing crescono, e la cultura dell’auto non è più la stessa
730 mila veicoli circolanti sono oggi veicoli a noleggio. Il numero viene, insieme a molti altri, dal 15° rapporto annuale dell’ANIASA, l’associazione di categoria che raccoglie gli operatori dell’autonoleggio, del leasing e del carsharing. Settore la cui crescita testimonia di come sia in atto un importante processo di trasformazione culturale, dove l’automobile non è più un oggetto da possedere, e in qualche caso ostentare, ma un servizio di mobilità di cui servirsi al pari di tutti gli altri. Il segno più evidente di ciò è nel +300% in tre anni di noleggi a lungo termine da parte di privati cittadini, e nel grande successo del Carsharing a Milano, che inizia a propagarsi anche ad altre città tra cui Roma. Eppure, manca una legge nazionale che dia uniformità proprio a questo settore, e così gli enti locali vanno in ordine sparso. Ne abbiamo parlato con Pietro Teofilatto, Direttore ANIASA. Ascolta la puntata…

31 maggio 2016
Mobilità
Mobilità elettrica: la “range parity” si avvicina e la rete è pronta
Non c’è dubbio che il punto debole dell’auto elettrica sia ancora oggi nella capacità limitata delle sue batterie. Partiamo da qui, dall’analisi di RSE – Ricerca Sistema Elettrico – sull’andamento dei costi e della densità energetica delle batterie, per cercare di capire se ci sarà molto da aspettare perché le auto elettriche raggiungano la cosiddetta “range parity” cioè un’autonomia confrontabile con quella delle auto tradizionali. Ma supponiamo di avere centinaia di migliaia o milioni di veicoli elettrici in circolazione, dovremmo attenderci un qualche impatto negativo sulla rete elettrica? Ebbene, ci sono buone notizie: secondo RSE questo è uno scenario improbabile persino con 10 milioni di veicoli elettrici in circolazione. Con Stefano Besseghini, Presidente ed Amministratore Delegato di RSE. Ascolta la puntata…

30 maggio 2016
Mobilità
Quali incentivi per la mobilità elettrica: le proposte della Carta di Arese
Ancora due puntate dedicate alla mobilità elettrica, all’indomani della tre giorni “rEvolution – Electric Drive Days”. Oggi diversi Paesi riconoscono a chi acquista veicoli elettrici incentivi che permettono di colmare o di ridurre il divario di costo con i veicoli tradizionali. Abbiamo imparato dolorosamente che questo genere di stimoli vanno dosati sapientemente, ma va detto che in questo caso parliamo di investimenti limitati: da qualche decina di milioni l’anno fino (negli scenari più rosei) a duecento milioni, per non più di 4 o 5 anni, quando si prevede che i veicoli elettrici diventeranno sufficientemente competitivi. Questi i numeri suggeriti nella carta di Arese, la carta degli impegni per la mobilità elettrica sottoscritta in occasione di rEvolution, per farci trovare pronti quando, tra pochi anni, la mobilità elettrica avrà i numeri per diventare un fenomeno di massa. Con Giancarlo Morandi, presidente del COBAT. Ascolta la puntata…

27 maggio 2016
Mobilità
Mobilità elettrica: parte rEvolution – Electric Drive Days
Andiamo al centro Sara di Lainate, nei pressi di Milano, che ospita “rEvolution – Electric Drive Days”, una tre giorni dedicata al mondo dei veicoli elettrici – sia automobili sia due ruote – che offre ai visitatori la possibilità di provarli in pista e ospita un raduno di possessori di veicoli elettrici. Si inizia con una giornata di convegni e con la firma della Carta degli impegni per la mobilità elettrica, che punta a sintetizzare le linee guida per lo sviluppo della mobilità elettrica in Italia, alla presenza di istituzioni governative e non: e ciò significa, prima di tutto, un piano nazionale che sviluppi l’ossatura di base dell’infrastruttura di ricarica, rendendola sufficientemente capillare da non rappresentare un freno alla diffusione di questi veicoli. Ma quanti punti di ricarica servirebbero, e quale sarebbe il loro impatto sulla rete e sul mercato elettrico nazionale? Ascolta la puntata…

18 maggio 2016
Mobilità
Un algoritmo per dimezzare le code
Le prime automobili in grado di guidare da sole in autostrada stanno per iniziare a circolare; ancora qualche anno e avremo in giro automobili in grado di cavarsela da sole su qualunque tracciato. A quel punto i primi benefici delle self-driving diventeranno evidenti: meno incidenti, per esempio. Per altri, invece, bisognerà aspettare il giorno in cui tutte le auto saranno capaci di guida autonoma. Allora sarà possibile fare cose inimmaginabili oggi, come abolire i semafori agli incroci, una possibilità teorica di cui si parla da tempo, a cui uno studio congiunto del MIT, del CNR di Pisa e dello Swiss Institute of Technology, in collaborazione con la fondazione centro studi Enel, ha dato concretezza: prima di tutto individuando un algoritmo ottimale per gestire questo tipo di incroci, e quindi dimostrando che saranno in grado di smaltire il doppio del traffico senza formare code. Ne parliamo con Paolo Santi, membro del Mit Senseable City Lab e ricercatore dell’Iit-Cnr. Ascolta la puntata…

5 maggio 2016
Mobilità
Asfalto anti calore
Una “pelle” spessa pochi millimetri progettata per ricoprire l’asfalto delle strade e abbatterne la temperatura sotto il solleone. Per ora esistono pochissime applicazioni di questa ricopertura composta da pietrisco calcareo unito a un polimero ultra resistente, messa a punto da un gruppo industriale specializzato in calcestruzzi e conglomerati bituminosi. Tuttavia questa come altre tecnologie volte ad aumentare l’albedo delle città, cioè la loro capacità di riflettere la luce solare, potrebbe dare un contributo significativo a ridurre l’effetto “isola di calore”, per cui la temperatura massima nei centri urbani supera di 5 o 6 gradi (10 nei casi peggiori) quella della campagna circostante. Un problema che rischia di diventare sempre più “caldo” con l’intensificarsi del riscaldamento globale. Con Rossano Granchi, Gruppo Granchi. Ascolta la puntata…

27 aprile 2016
Mobilità
Mvmant: l’app che permette di condividere il taxi
Siamo andati a Ragusa per parlare di Mvmant, un nuovo servizio dedicato alla mobilità che permette, tramite la solita app, la condivisione dei taxi da parte di più utenti che viaggiano sulle stesse tratte, e che possono quindi fare una parte di tragitto insieme. Diversi studi (a smart city, per esempio, abbiamo parlato di quelli fatti a tal proposito dal MIT) hanno mostrato che, soprattutto nelle grandi città, l’eventualità che più persone si trovino a viaggiare contemporaneamente sulla stessa tratta è molto frequente. Mvmant consente di cogliere questa opportunità con benefici ovvi sia per l’utente, che paga meno la tratta, che per il tassista, che può ottimizzare il proprio lavoro, ma è anche una risposta, e per certi versi un’alternativa, al modello Uber. Ne parliamo con Riccardo D’Angelo, Ceo di Edisonweb. Ascolta la puntata…

26 aprile 2016
Mobilità
Pneumatici sferici per le auto del futuro
E se gli pneumatici delle auto elettriche del futuro fossero delle sfere? Oggi le auto elettriche sono versioni elettrificate delle auto tradizionali a combustione interna, ma in realtà il passaggio all’energia elettrica potrebbe liberare il design dell’automobile da moltissimi vincoli. Per esempio la trasmissione delle forze all’interno di motori elettrici avviene senza contatto fisico, per effetto dei campi magnetici. Così si può benissimo immaginare un’auto che levita su ruote sferiche grazie a un campo magnetico che agisce contemporaneamente da trasmissione, sospensioni, sterzo e freno. Ruote sferiche permetterebbero di spostarsi in tutte le direzioni: consentirebbero per esempio alle auto di parcheggiare lateralmente, di ruotare su se stesse, di gestire in moto diverso l’usura e le situazioni in cui la tenuta di strada è difficile. Ne abbiamo parlato con Luca Crepaccioli, General Manager Goodyear Southern Europe. Ascolta la puntata…

12 aprile 2016
Mobilità
Progetto BUMP: piano del traffico contro piano della mobilità sostenibile
Che differenza c’è tra il tradizionale piano del traffico e un più moderno piano della mobilità sostenibile? Parliamo di BUMP Booster Urban Mobility Plan, un progetto finanziato dalla Commissione Europea che mira ad aiutare le amministrazioni locali delle città di medie dimensioni (dai 40 ai 350 mila abitanti) a mettere a punto un Piano della Mobilità Sostenibile che si occupa della mobilità delle persone, anziché occuparsi, come appunto facevano i vecchi piani del traffico, della mobilità degli automezzi. D’altronde proprio il progetto BUMP, che ha formato tecnici di oltre 90 città europee, ha dimostrato che le due istanze non sono coincidenti, e spesso, anzi, sono totalmente contrapposte. Con Luca Mercatelli, ricercatore di Area Science Park di Trieste. Ascolta la puntata…

28 marzo 2016
Mobilità
Self Driving Cars
Parlando di Self Driving Cars (auto che si guidano da sole) si è portati a pensare alle attività che si potrebbero svolgere durante il viaggio, visto che non ci sarà più bisogno di guidare, a come migliorerebbe la sicurezza stradale, all’affidabilità che effettivamente avrebbe un sistema autonomo di questo tipo e a che cosa accadrebbe, a livello legale, in caso di incidenti o infrazioni stradali. Ci si concentra poco però su un altro tema chiave: le ricadute che la diffusione di veicoli autonomi potrebbe portare sulla mobilità e sui modelli di business del mondo dell’automobile. Nel corso di questa puntata speciale vedremo che le Self Driving Cars potrebbero rivelarsi la chiave di volta per una mobilità più efficace e al tempo stesso più sostenibile. Ascolta la puntata… 

24 febbraio 2016
Mobilità
Verso auto più leggere per rispettare l’euro 6
Le emissioni dal tubo di scappamento dei moderni autoveicoli sono ormai ridotte all’osso: difficile fare più di così per rendere efficiente il motore e ripulire i fumi di scarico da inquinanti vari. Per rispettare standard come euro 6 e oltre, che prevedono emissioni di CO2 sotto i 95g per km, l’unica possibilità sarà quindi di bruciare meno combustibile, e come aveva già intuito Amory Lovins 20 anni fa, l’unico modo per riuscirci è fare veicoli più leggeri. Si tratta di un passaggio epocale per il mondo dell’auto, perché passare dall’acciaio alle leghe leggere come le leghe di alluminio e magnesio, o addirittura ai materiali compositi come la fibra di carbonio, che non possono in alcun modo essere saldati, comporta un totale stravolgimento della catena produttiva. Ascolta la puntata…

16 febbraio 2016
Mobilità
Biciclette a idrogeno
Andiamo a Napoli, all’Università Parthenope per parlare di biciclette a idrogeno. Analogamente a quanto sta accadendo per la mobilità elettrica, mezzi leggeri come biciclette e scooter potrebbero fare da apripista all’idrogeno nel mondo della mobilità. Infatti questi mezzi richiedono quantitativi minimi di idrogeno, che possono essere facilmente prodotti a casa con un piccolo idrolizzatore, senza aspettare che il paese si doti di una infrastruttura capillare di distributori di idrogeno. Grazie alla grande densità energetica di questo combustibile, biciclette e scooter alimentati a idrogeno potrebbero facilmente percorrere centinaia di chilometri con un litro, o consentire a delle cargo bikes di trasportare carichi molto pesanti. Ne abbiamo parlato con la ricercatrice Roberta Cristofaro del Fuel Cell Lab, Università Parthenope di Napoli. Ascolta la puntata…

5 febbraio 2016
Mobilità
Patente 2.0
Il mondo dell’automobile sta mutando rapidamente con l’introduzione di modelli ibridi ed elettrici, e con l’attenzione sempre maggiore all’ambiente, che si preserva anche con uno stile di guida attento agli sprechi. Di tutto questo, però, si fa a mala pena cenno nei corsi per neo-patentati. La normativa non prevede l’obbligo di fare pratica con l’eco-guida o con veicoli elettrici, praticamente banditi dalle autoscuole perché, a chi sostiene l’esame con un veicolo a cambio automatico, è vietato guidare quelli con il cambio tradizionale. Né gli esaminatori hanno alcun obbligo di formarsi su queste materie, per non parlare di chi la patente ce l’ha già. Ecco perché l’associazione che raccoglie le scuole guida sta portando avanti una battaglia di modernizzazione. Con Emilio Patella, Segretario Nazionale Unasca, Unione Nazionale Autoscuole. Ascolta la puntata…

3 febbraio 2016
Mobilità
Veicoli autonomi: serve una normativa che permetta di sperimentare
Seconda puntata in compagnia del centro studi Europcar dedicato alla ricerca sulla mobilità del futuro. Continueremo a parlare di veicoli a guida autonoma che rappresentano un’opportunità straordinaria per tutti i gestori di flotte. La tecnologia ormai c’è, o comunque sarà definitivamente pronta da qui a 5 o 6 anni. Ma la diffusione di questi veicoli, più sicuri degli attuali e destinati a trasformare il mondo della mobilità, potrebbe imbattersi in altri tipi di ostacoli, come per esempio un’infrastruttura di rete inadeguata (queste auto viaggiano perennemente connesse a internet) oppure una normativa inadeguata, soprattutto in queste fasi sperimentali iniziali. Attenzione però: perchè chi oggi saprà attirare la sperimentazione, attirerà anche lo sviluppo di nuovi business e nuovi servizi. Ne parliamo con Fabrizio Ruggiero, Managing Director di Europcar Italia e Head of Mobility Solutions di tutto il Gruppo. Ascolta la puntata…

2 febbraio 2016
Mobilità
Veicoli autonomi: carsharing e flotte i probabili pionieri
Da Nissan a Ford, da Audi a General Motors, tutti i principali gruppi automobilistici – che nel frattempo stanno stringendo alleanze con i giganti dell’informatica come Google o il motore di ricerca cinese Baidu – hanno annunciato che entro il 2020 metteranno in commercio i primi veicoli a guida autonoma. Anche il percorso tecnologico, progressivo ma rapido, col quale arriveremo ad assuefarci all’idea di affidarci al pilota automatico, appare ormai segnato. Anche i pionieri sono facilmente identificabili nel mondo dell’autonoleggio che, insieme al mondo della logistica, è tra i soggetti che maggiormente potranno beneficiare, in termini di maggiore flessibilità della flotta e riduzione degli incidenti, delle auto che si guidano da sole. Ne parliamo con Fabrizio Ruggiero, Managing Director di Europcar Italia e Head of Mobility Solutions di tutto il Gruppo. Ascolta la puntata…

18 gennaio 2016
Mobilità
Super-treno Hyperloop: team di studenti di Pisa tra i favoriti per il progetto degli ammortizzatori
Per il super-treno Hyperloop, che levita a 1200 km orari su binari magnetici in un grande tubo sottovuoto e di cui quest’anno verrà realizzato un primo prototipo in scala uno a due, ci vogliono sospensioni molto speciali: a quella velocità basta un dosso di un millimetro per causare scuotimenti ai passeggeri e a tutta la struttura del treno. Per risolvere problemi di questo tipo è nata la “Space X Hyperloo Pod Competition”, sponsorizzata dal miliardario americano Elon Musk, un concorso di idee internazionale dove i super-ammortizzatori progettati da un gruppo di studenti di ingegneria dell’Università di Pisa, capaci di adattarsi attivamente al tracciato e di sfruttare le precedenti corse per migliorare le prestazioni, sono stati selezionati tra i progetti finalisti. Con Emanuele Raffaele, studente presso la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. Ascolta la puntata…

13 gennaio 2016
Mobilità
Infrastruttura per la distribuzione dell’idrogeno: ecco il piano di sviluppo proposto dall’Associazione italiana per l’idrogeno e le celle a combustibile
Continuiamo a parlare della filiera dell’auto a idrogeno all’indomani degli stati generali sull’idrogeno e le celle a combustibile che si sono svolti a Napoli poche settimane fa, durante i quali sono state presentate le bozze di quello che potrebbe diventare il piano nazionale per la realizzazione di un primo nucleo di 100 distributori di idrogeno sparpagliati per tutto il Paese: 50 lungo le autostrade e 50 nelle periferie delle grandi città, entro il 2025. Come vedremo, questa infrastruttura, dal costo stimabile in 200/300 milioni di euro, potrebbe essere sufficiente ad alimentare un primo nucleo di veicoli a idrogeno destinati al trasporto merci, al trasporto pubblico e ai servizi di carsharing. A quel punto il ghiaccio sarebbe rotto e il mercato farebbe il resto. Con Angelo Moreno, presidente H2IT. Ascolta la puntata…

12 gennaio 2016
Mobilità
Auto a idrogeno: costano troppo? Questione di numeri…
Poche settimane fa si sono riuniti a Napoli esperti da tutto il mondo per parlare dello sviluppo dell’auto a idrogeno. E noi ne approfitteremo per fare il punto, in due puntate su una delle tecnologie più promettenti e, insieme, più sfidanti. I problemi da superare, infatti, non sono pochi, a partire dal costo delle celle a combustibile, in cui l’idrogeno viene bruciato per produrre elettricità, i cui costi sono ancora proibitivi: decine di migliaia di euro per una cella abbastanza potente da far circolare un’automobile. Troppo. Eppure i produttori di questi sistemi assicurano che di fronte a un mercato di centinaia di migliaia di pezzi questi costi potrebbero diminuire di dieci volte, rendendo la tecnologia dell’idrogeno competitiva con quelle tradizionali. Con Angelo Moreno, presidente di H2IT. Ascolta la puntata…

13 novembre 2015
Mobilità
Auto elettriche: alle flotte aziendali convengono (…nonostante tutto)
Opinione corrente è che le auto elettriche siano semplicemente troppo costose e che oggi non trovino sul territorio un’infrastruttura di ricarica sufficiente. Questo può essere vero in molti casi, ma non in quello di tante flotte aziendali. Spesso i veicoli di queste flotte (pensiamo per esempio alla logistica) sono impegnate in un continuo va e vieni dalle sedi aziendali, che possono attrezzarsi con le strutture di ricarica necessarie. Quanto ai costi, le auto elettriche recuperano il gap di prezzo in alcuni anni, grazie ai costi di gestione molto più bassi. E pur tenendo conto dell’energia persa nella generazione e trasmissione elettrica, anche il bilancio energetico è nettamente in positivo. Motivo per cui le flotte elettriche possono dare un forte contributo a ridurre l’impronta ambientale di una impresa. Ascolta la puntata… 

11 novembre 2015
Mobilità
Progetto LIFE Strade per evitare gli incidenti dovuti agli animali
Se viaggiando lungo le strade dell’Umbria, magari in piena notte, doveste improvvisamente sentire i suoni di una battuta di caccia, non si tratta né di fantasmi né di allucinazioni, è invece più probabile che stiate per investire un animale intento ad attraversare, e che abbiate appena ignorato il lampeggiante che ve lo segnalava. I suoni di una battuta di caccia al cinghiale, piuttosto che l’ululato di un lupo, sono infatti l’estremo tentativo che il sistema LIFE STRADE, dopo aver individuato l’animale grazie a sensori a infrarossi, mette in atto per cercare di prevenire un incidente stradale a causa dell’attraversamento di un animale selvatico. Questo sistema è già attivo su 250 km di strade del centro Italia, dove si stima che si verificano circa 1 milione e mezzo di investimenti di animali ogni anno. Ascolta la puntata…

13 ottobre 2015
Mobilità
Hyperloop: il supertreno – 2° parte
La seconda parte dell’intervista con Michele Gresta, co-fondatore di Hyperloop Transpostation Technologies, la start-up che in California sta cercando di dare vita al concept del miliardario americano Elon Musk per una sorta di super-treno (in realtà il sistema ricorda concettualmente la posta pneumatica) capace di superare i 1200 km all’ora. Il primo tracciato di prova inizierà a essere costruito nel 2016 e sarà pronto nel 2018. Ma a rendere unico questo progetto è soprattutto il modo con cui i due fondatori sono riusciti a raccogliere intorno al progetto centinaia di ingegneri e tecnici di altissimo livello, che sparsi per tutto il mondo lavorano per Hyperloop part-time, ricevendo in cambio delle stock-options. Ascolta la puntata…

12 ottobre 2015
Mobilità
Hyperloop: il supertreno che corre alla velocità del suono
Se togli a un treno l’attrito col terreno facendolo levitare, e l’attrito con l’aria facendolo viaggiare in un tubo sottovuoto, questo può andare velocissimo e consumare poca energia. È questa l’idea di fondo alla base di Hyperloop, un super-treno da 1200 km/h di cui il miliardario americano Elon Musk ha progettato il concept, salvo poi rendersi conto che non aveva il tempo di svilupparlo, così ha pubblicato i progetti in open source, invitando chi ci credeva a svilupparlo.
Parliamo quindi con Gabriele Gresta, che in California ha fondato, insieme col socio tedesco Dirk Ahlborne, Hyperloop Transportation Technologies, una start-up che prevede di realizzare la prima tratta sperimentale nel 2016, lungo un tracciato di otto chilometri presso Quay Valley. Ascolta la puntata…

25 settembre 2015
Mobilità
Esploratori Vs Abitudinari
Siete esploratori o abitudinari? Sono queste le due categorie in cui, come individui, ci dividiamo in rapporto alle nostre abitudini in fatto di mobilità, scoperte da ricercatori del CNR e dell’Università di Pisa insieme a colleghi di università straniere grazie a uno studio pubblicato sulla rivista “Nature Communications”. Si tratta di una distinzione cruciale e molto netta che finora non era mai stata individuata, emersa seguendo con il GPS gli spostamenti quotidiani di 67 mila persone e 46 mila autoveicoli. Poco più della metà di noi è abitudinaria, mentre la restate parte 40/45% di noi è costituita da esploratori. L’aver individuato questa differenza negli schemi di mobilità delle persone può servire per mettere a punto modelli di propagazione delle infezioni più precisi; e naturalmente è un nuovo elemento di cui tener conto nella progettazione della mobilità: dai servizi alle infrastrutture. Ascolta la puntata…

23 settembre 2015
Mobilità
Veicoli autonomi più carsharing: la killer application della mobilità
Cosa succede se mettiamo insieme veicoli autonomi, cioè che si guidano da soli, con il concetto di carsharing? La miscela è esplosiva e potrebbe cambiare il modo in cui pensiamo all’automobile, che da mezzo prevalentemente privato, potrebbe assumere sempre di più la funzione di “mezzo pubblico individuale”. L’unico aspetto debole del carsharing, infatti, è la necessità di andare a cercarsi l’auto e i limiti per quanto riguarda il suo parcheggio una volta che abbiamo finito di usarla: ma se l’auto viene a prenderci sotto casa quando ne abbiamo bisogno e alla fine se ne torna da sola allo stallo, questi problemi sono risolti e abbiamo un mezzo di trasporto pubblico ideale per i piccoli spostamenti e per coprire quel fatidico ultimo miglio che separa le dimore di molti di noi dal resto del sistema di trasporto pubblico. In un parco di Singapore si è sperimentato proprio questo scenario con l’aiuto del MIT e una di quelle Golf cart che si usano per spostarsi sui campi da golf. Ascolta la puntata… 

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LAVORO E SVILUPPO ECONOMICO

26 luglio 2016
Lavoro e sviluppo economico
Neuroni e sinapsi elettroniche per il primo chip-neuromorfico
NeuRam3 è un progetto finanziato dall’Unione europea che mira a realizzare il primo chip neuromorfico: un microprocessore con una architettura completamente diversa da quella dei chip che fanno funzionare i normali computer, ispirato alla struttura del cervello. In effetti parliamo di ricreare una versione elettronica della rete nervosa, con tanto di neuroni elettronici e connessioni equivalenti alle sinapsi: ed è qui che viene la parte più difficile. Nel cervello ogni neurone ha migliaia di sinapsi attraverso le quali può stimolare o inibire altrettanti neuroni a cui è connesso; ed è proprio alla continua modifica del peso di queste sinapsi che si deve la capacità del cervello di imparare. In un chip neuromorfico nemmeno troppo complicato le sinapsi elettroniche potrebbero essere facilmente miliardi: devono quindi essere nanoscopiche, consumare poca energia e mantenere memoria del proprio stato. Non facile, ma una soluzione potrebbe essere a portata di mano: un nuovo componente elettronico chiamato memristore. Ascolta la puntata…

20 luglio 2016
Lavoro e sviluppo economico
Costruzioni in legno e acciaio: una nuova tecnologia ibrida li mette assieme per creare edifici smontabili
Legno e acciaio sono materiali ampiamente usati nel settore delle costruzioni; ma in genere sono l’uno in alternativa all’altro. Gli edifici tradizionali, infatti, sono realizzati con uno scheletro in cemento armato dove è l’acciaio a garantire le principali funzioni strutturali, mentre negli edifici in legno questa stessa funzione viene invece affidata a travi in legno lamellare. I due materiali offrono vantaggi e svantaggi complementari, che la tecnologia ibrida di cui parleremo stasera tenta di superare. Parliamo di un processo per la costruzione di prefabbricati che, grazie a metodologie di progettazione ad hoc e alla messa a punto di tutta una serie di raccordi ad alta tecnologia, permette di accoppiare legno e acciaio consentendo di creare strutture totalmente smontabili e riorganizzabili. Ascolta la puntata…

18 luglio 2016
Lavoro e sviluppo economico
3D Finiscer: stampa 3D senza “gradini”
Uno dei limiti della stampa 3D è la ruvidità e irregolarità della superficie esterna dei manufatti.
E’ un problema intrinseco delle tecnologie additive: l’oggetto viene creato sovrapponendo strati di materiale uno dopo l’altro, e ciò lascia come dei gradini sulla superficie, tanto più piccoli quanto più sottili sono gli strati depositati (e quindi quanto più si tratta di un processo di stampa di precisione). Tuttavia non si ha mai una superficie liscia. A parte rari casi in cui può essere persino un vantaggio (per esempio nel caso di una protesi può aiutare i tessuti biologici a “fare presa”) questa rugosità è una scocciatura che obbliga a trattamenti di rifinitura di cui si farebbe volentieri a meno. La notizia è che per alcuni materiali, molto diffusi nella stampa 3D a filamento fuso, sarà possibile eliminare le irregolarità grazie a una tecnologia chiamata 3D Finisher, sviluppata dallo spin off 3DNextech dell’Istituto di Bio-Robotica della Scuola Sant’anna di Pisa. Ascolta la puntata…

30 giugno 2016
Lavoro e sviluppo economico
I limiti della stampa 3D
Sono il futuro dell’industria e della produzione di massa, ma non ancora il presente. Le stampanti 3D non prevedono ancora procedure automatizzate per eliminare la rugosità superficiale e per liberare i manufatti dal blocco di polvere metallica in cui si trovano inglobati alla fine del processo: parliamo di blocchi di metallo solido e polvere metallica, che possono pesare facilmente decine di chilogrammi. Tutte queste operazioni oggi vengono svolte manualmente e ciò, assieme al numero ancora limitato di polveri metalliche e al loro costo assai elevato, rappresenta un limite alla diffusione di questi sistemi nella manifattura, ma segnala anche l’esistenza di altrettante nicchie di mercato all’interno del nuovo e nascente ecosistema che ruota intorno alle tecnologie additive. Con Barbara Previtali, ricercatrice presso il Politecnico di Milano e responsabile dell’area ricerca del SITEC – Laboratorio per le Applicazioni Laser. Ascolta la puntata… 

29 giugno 2016
Lavoro e sviluppo economico
Industria 4.0: rapporto Smart Manufactoring 2016
Industria 4.0 è un nuovo paradigma produttivo, dove la penetrazione della rete e dei sistemi esperti nella fabbrica è tale per cui un gran numero di decisioni, che riguardano sia le singole lavorazioni, sia l’organizzazione e la gestione della produzione nel suo complesso, vengono affidate all’automazione. Parliamo di uno scenario che per il momento si realizza in pochissimi casi, ma che offre tali e tanti vantaggi in termini di flessibilità della produzione, riduzione degli errori, produttività, da risultare un percorso obbligato. Ci chiediamo: a che punto di questo percorso è l’Italia, Paese fortemente manifatturiero? Ne parliamo a Smart City a partire da quanto emerso dal secondo rapporto sullo Smart Manufactoring, pubblicato dall’Osservatorio della School of Management del Politecnico di Milano, che fotografa un Paese diviso tra conservatori, innovatori consapevoli, e innovatori un po’ per caso. Con Giovanni Miragliotta, responsabile della ricerca Osservatorio Smart Manufactoring. Ascolta la puntata…

21 giugno 2016
Lavoro e sviluppo economico
Sicurezza informatica: da Trento il primo chip quantistico a basso costo
Alla base di quasi tutti i sistemi di crittografia, che a loro volta sono essenziali per la sicurezza delle comunicazioni informatiche, ci sono degli algoritmi che generano sequenze di numeri casuali. Tuttavia questi algoritmi possono sempre essere condizionati, almeno in linea di principio, dall’esterno; e poiché di fatto eseguono delle istruzioni predefinite, le sequenze di numeri che generano mantengono pur sempre un certo livello di prevedibilità. Si tratta di due criticità evidenti che promettono di essere superate dal generatore di numeri casuali messo a punto da Università di Trento e Fondazione Bruno Kessler: parliamo di un oggetto fisico, un piccolo chip a basso costo, che si può realizzare con tecnologie elettroniche tradizionali e inserire in qualunque altro apparato, e che per generare numeri casuali sfrutta un processo quantistico che lo rende del tutto imprevedibile e impossibile da manipolare. Con Lorenzo Pavesi, direttore del Dipartimento di Fisica dell’Università di Trento e coordinatore del team di ricerca. Ascolta la puntata…

17 giugno 2016
Lavoro e sviluppo economico
Julia, la super-cacciatrice di bug
Ogni programmatore sa che la fase più lunga e noiosa della scrittura di un software è il cosiddetto debugging, una procedura con cui si esegue più e più volte il programma alla ricerca di errori e malfunzionamenti. In questa fase sono di grande aiuto i debugger, cioè dei software che permettono di testare sistematicamente i programmi alla ricerca di bug. Julia è la più evoluta cacciatrice di Bug al mondo: è il frutto di un lavoro di ricerca di base partito dall’Università di Verona da cui sei anni fa è nato uno Spin-off che oggi è una Start-Up in pieno sviluppo. Julia è infatti il primo debugger semantico, che cioè, applicando tecniche di matematica astratta, è in grado di tenere conto del significato del codice, anziché andare alla ricerca di errori per tentativi. Con Fausto Spoto, co-founder e attuale responsabile scientifico di Julia, nonché docente di informatica all’Università di Verona. Ascolta la puntata…

1 giugno 2016
Lavoro e sviluppo economico
Robogen: un’officina virtuale per progettare e realizzare universi robotici
Progettare un robot come un lego, partendo da componenti elettronici standard disponibili ovunque e “mattoncini” virtuali, che possono essere personalizzati e realizzati con una stampante 3D, quindi assemblati. Questa è solo una delle applicazioni di Robogen: progettata al Politecnico di Losanna dal Laboratory of Intelligent Systems, è un’officina virtuale che permette di ideare, testare in ambiente virtuale e in seguito realizzare fisicamente dei robot usando componenti e materiali low cost. Robogen porta la progettazione di robot alla portata di ricercatori che non sono strettamente dei roboticisti e di milioni di “smanettoni”. Tra gli aspetti più affascinanti, la possibilità di progettare interi mondi robotici virtuali, popolati da robot animati da reti neurali, capaci di apprendere e di riprodursi e impegnati in una costante lotta per la sopravvivenza. Con Dario Floreano, direttore del Laboratory of Intelligent Systems e del Swiss National Center of Robotics. Ascolta la puntata…

17 maggio 2016
Lavoro e sviluppo economico
Primo: un “nano-lanciatore” per nano-satelliti
Torniamo all’incubatore I3P del Politecnico di Torino per parlare di Primo, il razzo ultra leggero destinato al lancio di micro e nanosatelliti su cui sta lavorando la start-up italiana Leaf Space. Come abbiamo visto in una puntata recente, negli ultimi tre anni sono stati messi in orbita circa 400 nano-satelliti contro i 100 lanciati nel dieci anni precedenti. Parliamo di oggetti che pesano non più di 10 chili, ma più spesso uno o due: dimensioni molto contenute grazie alle quali possono essere sfruttati come tappabuchi, andando a riempire gli spazi liberi lasciati a bordo di razzi e vettori orbitali dal carico principale. Ma la rapida diffusione dei nano-satelliti negli ultimi anni (pensate persino alcuni gruppi di radio-amatori sono riusciti a farsi il proprio satellite privato) hanno fatto nascere l’esigenza di mettere a punto lanciatori ad hoc: dei nano-lanciatori per nano-satelliti. Ne abbiamo parlato con Jonata Puglia, Chief Executive Officer Leaf Space. Ascolta la puntata…

13 maggio 2016
Lavoro e sviluppo economico
PULPino: il microprocessore open-source
Nel mondo dell’internet delle cose sta per sbarcare un nuovo protagonista, o almeno questa è l’ambizione: si chiama PULPino ed è il primo microprocessore open source ad alte prestazioni e ad alta efficienza. È Stato progettato dall’Integrated Systems Laboratory (IIS) del Politecnico di Zurigo e dal laboratorio Energy Efficient Embedded Systems (EEES) dell’Alma Mater; il chip è stato anche realizzato fisicamente e testato; ora il progetto è pubblico e tutti sono liberi di farne ciò che vogliono. E c’è già chi è pronto a produrlo… Per capire la rilevanza di PULPino bisogna ricordare che la maggior parte degli hardware open source sono degli assemblati di dispositivi commerciali, i quali non necessariamente sono essi stessi open source. PULPino riempie questo vuoto. Ne abbiamo parlato con Luca Benini, Dipartimento di Ingegneria dell’Energia Elettrica e dell’Informazione “Guglielmo Marconi”, Università di Bologna. Ascolta la puntata…

9 maggio 2016
Lavoro e sviluppo economico
Nanosatelliti alla conquista dello spazio
Ancora spazio a Smartcity, alla portata di sempre più soggetti grazie anche allo sviluppo, negli ultimi anni, dei cosiddetti nanosatelliti, la maggior parte dei quali risponde allo standard internazionale cube sat, messo a punto anni fa: parliamo di oggetti con la forma di un cubo di 10 cm di lato e poco più di 1 kg di peso massimo, e caratteristiche tecniche standard per garantire la compatibilità con i vari lanciatori di razzi disponibili. I nanosatelliti costano poco e possono essere usati per riempire i buchi sfruttando lo spazio avanzato all’interno del lanciatore una volta predisposto il carico principale. Questo consente di migliorare il fattore di carico dei razzi e riduce anche i costi di lancio, che spesso sono anche il costo principale, considerato che spedire 1 kg di peso nello spazio costa dai 10 ai 40 mila dollari. Così è accaduto che persino alcune associazioni di radioamatori abbiano potuto permettersi il loro satellitino personale. Con Fabio Nichele, Mission Development – System Engineering Tyvak. Ascolta la puntata…

6 maggio 2016
Lavoro e sviluppo economico
International Space Apps Challenge
International Space Apps Challenge è il più grande hackaton dedicato allo spazio a livello mondiale, una sfida lanciata dalla NASA e dall’ESA che coinvolge 170 città nel mondo di 72 paesi, a cui possono partecipare scienziati, designer, artisti, imprenditori, studenti e curiosi di tutto il mondo, indipendentemente dal loro background o dal livello di competenze. Il 23 e 24 Aprile scorsi l’I3P, l’incubatore delle Imprese Innovative del Politecnico di Torino ha ospitato la sessione italiana della competizione; vi raccontiamo alcune delle idee più originali e interessanti emerse nel corso della competizione. Come le vele solari per i nano satelliti, sempre più diffusi, capaci di spingerli attraverso il sistema; tecniche per identificare gli asteroidi più promettenti da cui ricavare minerali, e mini razzi per muoversi su Marte compiendo grandi balzi. Ascolta la puntata…

22 aprile 2016
Lavoro e sviluppo economico
Proxentia: un laboratorio per il controllo alimenti grande come un POS
Un dispositivo che in pochi minuti e al costo di pochi euro, permette di analizzare una partita di alimenti: vino, latte, cereali; e verificare che non sia contaminata né avariata. Lo ha messo a punto una Start-Up, Proxentia, che l’anno scorso, grazie a questo prodotto, ha ricevuto riconoscimenti come il premio Gaetano Marzotto e il finanziamento da parte del prestigioso programma SME Instruments di Horizon 2020, dedicato alle idee che possono dotare le Piccole Medie Imprese di nuovi strumenti di business. Parliamo in buona sostanza di un oggetto grande come un POS che, grazie a una tecnica concepita all’Università di Milano nel 2006, permette, ovunque ci si trovi, di fare le stesse analisi chimiche di un laboratorio per il controllo degli alimenti. Si stima che il mercato per dispositivi di questo tipo, che permettono un controllo di qualità diffuso, sia destinato a raggiungere un volume tra i 2 e i 3,5 miliardi di dollari. Ne parliamo con Matteo Salina, CEO e cofondatore. Ascolta la puntata…

30 marzo 2016
Lavoro e sviluppo economico
Il futuro degli Hard Disk tra 2D e 3D
Uno degli ultimi Nobel per la fisica è stato assegnato per la scoperta della magnetoresistenza gigante, una proprietà di certi materiali che è alla base del funzionamento degli hard disk. Il termine deriva dal fatto che, in presenza di un campo magnetico, la resistenza elettrica di questi materiali diminuisce drasticamente, e ciò fornisce una via per memorizzare informazioni. Così non c’è da stupirsi per l’interesse che sta montando intorno a una nuova classe di materiali dotati di una magnetoresistenza ancora più accentuata: una magnetoresistenza titanica. Sono i TMD (transition metal dichalcogenides) e sono a metà strada tra il grafene (materiale bidimensionale per eccellenza, costituito da un singolo strato di atomi di carbonio disposti a nido d’ape) e il vecchio (e più che mai tridimensionale) silicio. Con Ivana Vobornik, Iom-Cnr. Ascolta la puntata…

17 marzo 2016
Lavoro e sviluppo economico
Soft Robotics
Oggi, se entriamo in una fabbrica, vediamo che robot e operai sono tenuti fisicamente separati per evitare infortuni o peggio. Perché possano un giorno collaborare e operare in mezzo a noi esseri umani, infatti, c’è bisogno che i robot siano più sicuri di quanto non siano oggi. C’è bisogno, per esempio, che un contatto accidentale non rischi di tramutarsi in ossa rotte e una corsa in ambulanza. Problematiche di questo tipo hanno spinto Cecilia Laschi, una delle 25 donne geniali della robotica mondiale, a inventare alcuni anni fa un nuovo settore di ricerca, la soft-robotics, letteralmente robotica soffice. Oggi questo settore è in pieno sviluppo, e dalle prime sperimentazioni (come il polpo robot progettato dall’Istituto di bio-robotica di Pisa) si passa alle prime applicazioni concrete. Ascolta la puntata… 

15 marzo 2016
Lavoro e sviluppo economico
Edilizia: inizia il 7° ciclo
Morto un ciclo se ne fa un altro: il 7°, per la precisione. Parliamo del ciclo dell’edilizia, e che un ciclo si fosse concluso – anche piuttosto drammaticamente – con una lunga crisi, lo si era capito. Meno ovvio era che ne stesse iniziando un altro, che pure è quanto sembra emergere dai dati del CRESME presentati alla Mostra Convegno Expocomfort. A far propendere gli esperti del CRESME per questa ipotesi c’è il fortissimo spostamento del peso degli impianti nel settore delle costruzioni: dove fino a qualche anno fa si faticava a raggiungere il 10% del valore totale, oggi si supera il 30%, con l’Italia che per una volta è addirittura numero uno in Europa davanti alla Germania. Cambiano anche le tipologie tecnologiche, sempre più orientate alle soluzioni innovative. Ne abbiamo parlato con Lorenzo Bellicini, direttore CRESME. Ascolta la puntata…

7 marzo 2016
Lavoro e sviluppo economico
Fibre ottiche col turbo
Immaginate di acquistare la vista a colori dopo aver goduto fino a quel momento di una visione esclusivamente in bianco e nero, come quella di alcuni animali. Oltre alla meraviglia, presto vi rendereste conto che la nuova visione a colori vi dà anche molte più informazioni sull’ambiente circostante: per esempio sullo stato di maturazione della frutta… Anche il mondo della fibra ottica (oggi poco più che monocromatico) potrebbe presto diventare multicolore grazie a una tecnologia messa a punto dal progetto europeo Coconut coordinato dalla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. Questo permetterebbe un balzo gigantesco nella capacità delle linee esistenti di trasportare dati, un po’ come quando si passò dal vecchio modem telefonico all’attuale linea ADSL. Ne abbiamo parlato con il coordinatore del progetto Coconut, Ernesto Ciaramella dell’Istituto di Tecnologie della Comunicazione, dell’Informazione e della Percezione – Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. Ascolta la puntata…

26 febbraio 2016
Lavoro e sviluppo economico
L’evoluzione della Blockchain
E’ possibile sostituire conti correnti, catasti immobiliari, registri automobilistici e così via con un algoritmo P2P, condiviso dagli utenti della rete? Continuiamo a parlare della blockchain, la tecnologia informatica grazie alla quale bitcoin elimina il bisogno di una terza parte, come per esempio una banca, per garantire la correttezza delle transazioni di denaro, sostituendola con un algoritmo peer to peer. Ma se la blockchain è in grado di garantire, grazie a un meccanismo P2P, possesso e transazioni di denaro, perché non potrebbe essere usata anche per tenere traccia di possesso e transazioni di tutti i beni registrati, dalle SIM telefoniche alle proprietà immobiliari, fino al pagamento delle tasse? Naturalmente c’è chi ci sta pensando…Con Fausto Jori, partner di Reply. Ascolta la puntata…

25 febbraio 2016
Lavoro e sviluppo economico
Blockchain: come funziona il cuore del bitcoin
In due puntate cercheremo di fare luce su una tecnologia considerata da molti esperti una delle invenzioni più geniali degli ultimi anni. Parliamo della blockchain, la tecnologia a cui si deve la sicurezza delle transazioni finanziarie in bitcoin, la prima e più diffusa moneta elettronica peer to peer. La blockchain altro non è che una lista di tutte le transazioni in bitcoin mai avvenute. Questa lista (dove non compaiono mai nomi ma solo indirizzi simili a un IBAN) è pubblica e condivisa da migliaia di utenti sparsi in tutto il web che la ospitano volontariamente; chiunque la può consultare ma, come vedremo stasera, è impossibile da manipolare e non può essere controllata da parte di alcuna autorità centrale. La blockchain, insomma, elimina il bisogno di una terza parte, come per esempio una banca, che garantisca la correttezza delle transazioni in denaro, sostituendola con un meccanismo peer to peer. Con Fausto Jori, partner di Reply. Ascolta la puntata…

22 febbraio 2016
Lavoro e sviluppo economico
Il trading dei crediti commerciali P2P
Ancora una puntata dedicata al mondo della finanza peer to peer: una delle evoluzioni più interessanti della cosiddetta sharing economy. Parliamo in questo caso del trading dei crediti commerciali: quella procedura per cui si cedono fatture ancora da incassare a fronte di una liquidità immediata, naturalmente con l’applicazione di un tasso di interesse. Piattaforme internet che si occupano di intermediare questo tipo di trading finanziario sono oggi presenti in molti Paesi: parliamo a tutti gli effetti di un nuovo canale di finanziamento che interessa soprattutto le piccole e piccolissime imprese colpite dal credit cruch. Il fenomeno si è consolidato negli ultimi 5 anni con volumi che oggi sono dell’ordine dei miliardi di dollari negli USA e delle centinaia di milioni di euro in UK e Germania, mentre in Italia ha iniziato a muovere i primi passi da meno di un anno. Ne parliamo con Francesco Sacco, docente di Strategia aziendale presso l’Università dell’Insubria di Varese e la SDA Bocconi di Milano. Ascolta la puntata…

9 febbraio 2016
Lavoro e sviluppo economico
P2P lending: il prestito nell’era dei social – 2a parte
Seconda parte dell’intervista a Francesco Sacco, economista, con cui stiamo affrontando il tema del P2P lending, o social lending: parliamo della versione 2.0 del prestito tra privati cittadini, dove una piattaforma internet funge da intermediario e si occupa di verificare il merito creditizio di chi fa domanda, di ridistribuire i rischi tra i prestatori e, se necessario, di procedere al recupero crediti. Come abbiamo visto si tratta di un fenomeno in grande crescita, che ha fatto registrare un volume di scambi di 111 miliardi nel 2015, ma che in Italia è appena agli inizi, complice anche lo stop subito nel 2009 per fare chiarezza sulle regole. Tuttavia, da quando è stato reintrodotto, il P2P lending sta crescendo rapidamente anche qui, con tassi del 30-40% e con la certezza che da lì non potrà mai venire la prossima crisi sistemica del credito. Ascolta la puntata…

8 febbraio 2016
Lavoro e sviluppo economico
P2P lending: il prestito nell’era dei social
Ancora poco conosciuto in Italia, il peer to peer lending ha ormai superato i 100 miliardi di dollari di scambi nel mondo. Si tratta di una forma di prestito diretto tra privati (seppure per cifre limitate) che avviene per mezzo di piattaforme regolamentate e vigilate dalla banca d’Italia le quali si occupano di vagliare le domande di finanziamento e redistribuire il rischio tra i prestatori; e per queste attività incassano una commissione. Queste piattaforme non sono né banche né finanziarie ma puri intermediari e come tali hanno costi di gestione molto più bassi che rendono possibile erogare prestiti a tassi inferiori e offrire interessi più alti ai prestatori. Il P2P lending cresce a tre cifre soprattutto nel mondo anglosassone e in Cina, e rappresenta un fenomeno simbolo del paradigma della sharing economy. Ne parliamo con Francesco Sacco, docente di Strategia aziendale presso l’Università dell’Insubria di Varese e la SDA Bocconi di Milano. Ascolta la puntata…

1 febbraio 2016
Lavoro e sviluppo economico
Italiano il nuovo algoritmo per la generazione dei numeri casuali. Girerà sui computer di tutto il mondo
E’ made in Italy il nuovo algoritmo per la generazione di numeri casuali che girerà su computer, tablet e cellulari di tutto il mondo. La generazione di numeri casuali ha moltissime applicazioni in informatica: dall’introduzione di casualità nei video giochi alla generazione di identificatori per le transazioni finanziarie, e qui, il precedente algoritmo utilizzato da App e Browser iniziava a scricchiolare: in pratica i numeri non erano abbastanza casuali. Ecco allora la decisione di Google – e a cascata di tutti gli altri – di adottare l’algoritmo messo a punto in uno dei suoi lavori di ricerca da Sebastiano Vigna, Professore dell’Università Statale di Milano che, come spesso accade nel mondo dell’open source, è venuto a saperlo solo per caso. Ascolta la puntata…

25 gennaio 2016
Lavoro e sviluppo economico
Da Harward una superficie super-antiadesiva per battere l’attrito, ma il brevetto originale è delle piante carnivore…
Una pianta carnivora ornamentale, la Nepenthes, conosciuta per i suoi grandi calici a forma di anfora, nasconde il segreto di una delle superfici più scivolose, anti-adesive e omni-repellenti che esistano. Il segreto della scivolosità del calice della Nepenthes è la capacità di mantenere la superficie super idratata, e quindi ricoperta permanentemente da un sottile velo d’acqua su cui lo sporco, e soprattutto i poveri insetti che tentano di risalire lungo le pareti del calice non riescono a far presa. Un team di Harward è riuscito a realizzare una superficie artificiale ultra repellente e antiadesiva che si ispira a questo principio: è capace di funzionare anche a pressioni elevate e sott’acqua, si auto-ripara e opportunamente adattata può respingere praticamente ogni tipo di sostanza. Con Bruno Zappone, Cnr-Nanotec. Ascolta la puntata…

08 gennaio 2016
Lavoro e sviluppo economico
A fare la super-colla subacquea si impara dalle cozze
Provate ad appiccicare un pezzo di scotch all’interno di un bicchiere vuoto. Poi riempitelo d’acqua e riprovateci: non ci sarà verso di farlo aderire. E d’altronde, il risultato sarebbe lo stesso con qualunque altra colla o adesivo a presa rapida. A meno che non siate una cozza…
Il mitile, infatti, noto più che altro per le sue doti gastronomiche, è in realtà un vero esperto di super colle; uno dei più raffinati del mondo animale. E all’Istituto di nano-tecnologia del Consiglio Nazionale delle Ricerche sono riusciti a descrivere l’esatta sequenza di proteine che la cozza secerne per riuscire ad attaccarsi sott’acqua a superfici di ogni tipo. Una super colla capace di fare presa in ambiente acquoso sarebbe preziosa in ambiente navale, ma soprattutto in campo medico, per ri-incollare ossa rotte e chiudere ferite senza suture. Ascolta la puntata…

14 dicembre 2015
Lavoro e sviluppo economico
Stampanti 3D e metallo in polvere: una grande opportunità per l’industria metallurgica italiana
Lo sviluppo della stampa 3D passa anche per la messa a punto di nuovi materiali di stampa. Per quanto se ne siano aggiunti numerosi negli ultimi anni, in realtà è stata a malapena scalfita la superficie di un mondo vastissimo. Per esempio esistono non più di 20 o 30 miscele di polveri metalliche per la stampa 3D, ma se ne potrebbero mettere a punto centinaia, o forse migliaia. Uno spazio di ricerca e sviluppo, nonché di business, di grande interesse per l’industria metallurgica, che in Italia non gode certo di ottima salute. Ascolta la puntata…

9 dicembre 2015
Lavoro e sviluppo economico
Arrivano i Worksumer
Internet, robotica e automazione sempre più diffuse, così come nuovi paradigmi quali la sharing economy, l’economia condivisa, stanno cambiando profondamente il mondo del lavoro. Si dice spesso in peggio. Ma da questa trasformazione sta emergendo anche una classe di lavoratori diversa da tutte quelle che si sono viste in passato. Da molti punti di vista sono simili a liberi professionisti, ma non inquadrabili in una professione. Alcuni sono imprenditori che, più che imprese, fondano progetti destinati a vivere e morire in pochi anni. Queste persone hanno un rapporto diverso anche con il luogo di lavoro, tanto che c’è chi li chiama worksumer. Ne parliamo con Pietro Martani. Ascolta la puntata… 

25 novembre 2015
Lavoro e sviluppo economico
Fosforene: sviluppata in Italia la prima applicazione del “silicio del XXI secolo”
C’è tutta una nuova classe di materiali che sta crescendo. Sono, se così si può dire, i figli del grafene: come silicene, germanene e fosforene, materiali bidimensionali formati da un singolo strato di atomi, dotati di proprietà sorprendenti.
Ed è proprio di quest’ultimo, il fosforene, di cui parliamo. Ottenuto dal fosforo nero, il fosforene è stato utilizzato dal CNR per mettere a punto un nuovo tipo di foto-rivelatore di dimensioni nanometriche. Si prevede che avrà applicazioni soprattutto nel campo della sicurezza fisica (inclusi controlli anti terrorismo) e degli alimenti. Ma questo è solo l’inizio per un materiale che promette di fare faville nel campo dei dispositivi elettronici. Ascolta la puntata…

10 novembre 2015
Lavoro e sviluppo economico
Marketing immobiliare e big data
Se un tempo bastava costruire, e si poteva stare certi che qualcuno avrebbe comprato, oggi è necessario progettare le operazioni immobiliari in modo più raffinato. Oggi i siti di inserzioni immobiliari raccolgono grandi quantità di dati rispetto ai desiderata dei clienti: è uno dei tanti esempi di big-data. Per esempio è facile capire, a partire da questi osservatori, se in un certo quartiere sono più ricercati i bilocali o i trilocali, di che metratura, se viene richiesto il box e così via. Queste informazioni, unite a indagini di mercato più classiche, permettono di incrociare meglio domanda e offerta ed evitano il rischio di nuove cattedrali nel deserto. Ascolta la puntata…

29 ottobre 2015
Lavoro e sviluppo economico
Se gli oggetti parlassero e sapessero ascoltare
Se vi capita di suonare la chitarra acustica, sapete perfettamente che cos’è un pick-up piezoelettrico. È quella sbarretta di quarzo o altri materiali che, posizionata sotto l’attacco delle corde, permette di tradurre le vibrazioni della tavola armonica della chitarra in un segnale elettrico, e quindi di amplificarla.
Applicate uno di questi cristalli piezoelettrici al vetro di una finestra, e questa si trasformerà in una specie di grande microfono, o al contrario, somministrate un segnale elettrico al piezoelettrico e questo farà vibrare tutta la superficie vetrata, trasformando una finestra in una cassa acustica.
Quello di rendere una qualunque superficie in grado di emettere e captare suoni (dalla musica al suono dei passi) è una delle mission in cui è impegnata Soluzioni Ingegneria, società di ricerca nata da una costola del Politecnico di Milano. Ascolta la puntata…

27 ottobre 2015
Lavoro e sviluppo economico
Realtà aumentata: prime applicazioni per la vita di tutti i giorni
Immaginate di voler comprare una stufa: è un’oggetto ingombrante e non potete certo portarvene 20 modelli diversi a casa per vedere quale sta meglio in salotto. Ecco allora che potreste ricorrere alla realtà aumentata: stampate uno speciale tag su un comune foglio a4, lo mettete là dove prevedete di piazzare la stufa e inquadrate la scena attraverso un tablet dotato di un’apposita app, ed ecco la stufa spuntare dal foglio di carta, posizionata esattamente, con il suo ingombro reale. A questo punto potete girarci attorno, cambiare colore o modello o posizione; fare, insomma, tutte le prove che ritenete. È uno degli esempi (altri riguardano la manutenzione di piccoli elettrodomestici o la consultazione dei bugiardini dei medicinali) di come la realtà aumentata, dopo aver iniziato a diffondersi soprattutto a livello professionale, potrebbe presto entrare nelle nostre case. Ascolta la puntata… 

26 ottobre 2015
Lavoro e sviluppo economico
Se anche gli smartphone hanno bocca e orecchie: perché non dovrebbero parlarsi?
La cosa più normale per due esseri umani che vogliono passarsi un’informazione è che, semplicemente, si parlino. D’altronde, se pensiamo a smart phone e tablet, tutti hanno a bordo almeno un microfono e uno speaker: perché, allora, anch’essi non dovrebbero potersi parlare? Onesecpay è una start-up che ha lavorato su questa idea elaborando una possibile alternativa a protocolli di connessione a corto raggio come NFC o bluetooth. Si tratta di un servizio grazie al quale due dispositivi possono letteralmente parlarsi scambiandosi una sorta di breve jingle della durata di circa un secondo, al cui interno si cela un piccolo pacchetto di dati: come per esempio la ricevuta di un parcheggio a pagamento, oppure un biglietto da visita, o un link da cui scaricare un file o il testo di un’email. Ascolta la puntata…

23 ottobre 2015
Lavoro e sviluppo economico
Cresce il Barter, il “baratto 2.0” dedicato alle imprese
Funziona molto bene all’estero, in numerosi Paesi, meno da noi dove tuttavia si sta diffondendo sempre più, soprattutto in regioni come Emilia Romagna e Lombardia, e particolarmente in Sardegna. E’ il barter: una nuova forma di baratto intermediata dalla rete o, se volete, un circuito collaterale, con una sua moneta virtuale di riferimento, grazie alla quale le imprese che vi aderiscono possono scambiarsi beni e servizi.
Il barter, che viene gestito da apposite società, permette alle aziende di ricorrere in misura minore al credito e di lavorare sulle scorte di magazzino, oppure di qualificarsi all’interno di un network di imprese se il barter a cui si aderisce “filtra” i candidati sulla base di criteri sociali, etici, economici o altro. Ascolta la puntata…

22 ottobre 2015
Lavoro e sviluppo economico
Alleanza smart working
Alleanza smart working è un progetto nato nell’ambito del Piano Territoriale per la Conciliazione famiglia-lavoro coordinato dall’ASL Bergamo, grazie al quale 5 grandi aziende del territorio (oltre allo stesso comune bergamasco) hanno potuto sperimentare lo smart working su oltre 1000 tra lavoratori e lavoratrici. Al giro di boa dei sei mesi, sono decine di migliaia i kilometri risparmiati complessivamente dai lavoratori, pari a 64 tonnellate di co2 emesse in meno. Una media di 2000 euro di minori spese da parte dalla forza lavoro per ogni giorno di sperimentazione. 133 sono le ore che, mediamente, ogni smart worker ha risparmiato dall’inizio della sperimentazione. Mentre 231 sono state le ore complessivamente reinvestite in lavoro, che hanno portato a un aumento complessivo della produttività. Ascolta la puntata…

21 ottobre 2015
Lavoro e sviluppo economico
Un “cartone delle uova quantistico” pone le basi dei computer del domani
Il computer quantistico si avvicina. Non a grandi passi ma, tutto sommato, abbastanza rapidamente. Vediamo infatti come un progresso rilevante sia venuto da una ricerca svolta parallelamente da diversi istituti europei tra cui il LENS di Firenze, i quali hanno messo a punto quello che potremmo definire un “simulatore quantistico”. L’oggetto di cui parliamo, largo in tutto un decimo di millimetro, è particolare: immaginate una sorta di cartone per le uova fatto di luce laser, nei cui buchi si annidano singoli atomi. Questo aggeggio permette di simulare materiali e molecole che oggi non esistono e, ulteriormente perfezionato, potrebbe costituire l’architettura di base dei computer quantistici del futuro. Ascolta la puntata…

15 ottobre 2015
Lavoro e sviluppo economico
Verso i robot collaborativi
Le potenzialità della collaborazione tra uomini e robot sono straordinarie. Il robot può svolgere al posto dell’uomo tutti i compiti più faticosi, più alienanti e più usuranti, mentre l’uomo può concentrarsi sulle cose che sa fare meglio e dove eccelle: intuito, capacità di contestualizzare e prendere decisioni complesse. Ma oggi, per ragioni di sicurezza, robot e uomini lavorano rigidamente separati: i primi rinchiusi in “gabbie di sicurezza”, i secondi che li monitorano a distanza. Per consentire che possano cooperare nello stesso spazio senza barriere fisiche, si stanno quindi sviluppando nuovi tipi di robot in grado di muoversi con grande accortezza e sensibilità nei confronti di chi sta loro intorno. Obiettivo che è sempre più vicino. Ascolta la puntata…

9 ottobre 2015
Lavoro e sviluppo economico
Stampa 3D: dalla prototipazione alla produzione di massa
Da vent’anni la stampa 3D viene utilizzata nel campo della prototipazione grazie alla possibilità che offre di trasformare, con un click, un progetto digitale in un oggetto fisico. Ma le tecnologie additive stanno conquistando sempre più settori industriali soppiantando altre tecnologie meno efficienti anche nelle produzioni di massa, soprattutto quando si tratta di realizzare oggetti che si adattano perfettamente alle forme del corpo umano: come plantari ortopedici, ausili uditivi, occhiali e persino vestiti: un gruppo di designer americani, per esempio, riesce a stampare vestiti che escono dalla stampante sotto forma di una palla e che si possono poi dispiegare, come le ali di una farfalla. Ascolta la puntata…

8 ottobre 2015
Lavoro e sviluppo economico
Stampa 3D: le principali tecnologie
Ormai le stampanti 3D hanno fatto la loro comparsa persino sugli scaffali dei centri commerciali grazie al crollo di prezzo che ha interessato una delle tecnologie di stampa disponibili, la cosiddetta stampa a filo, quella in cui un filo di materiale plastico viene riscaldato fino a fondersi e deposto a strati successivi, fino a formare oggetti tridimensionali. Ma le tecnologie di stampa 3D sono almeno una trentina: alcune fanno uso di polveri, altre di liquidi; alcune sfruttano il laser per disegnare i singoli strati, altre dei proiettori video e così via. Cercheremo di capire quali sono le principali differenze tra queste famiglie tecnologiche. Ascolta la puntata… 

6 ottobre 2015
Lavoro e sviluppo economico
Etichetta dinamica
La chiamano, semplicemente, etichetta dinamica, ma sembra più un piccolo computer con tanto di schermo. Solo che invece di essere assemblato, viene letteralmente stampato, all’interno di una etichetta da applicare in seguito o direttamente sull’imballaggio di un prodotto, una bottiglia di succo di frutta, tanto per dire. Prodotta su larga scala costerebbe pochi centesimi di euro e avrebbe applicazioni in una quantità di situazioni diverse. Pensiamo, solo per fare un esempio, ai prodotti alimentari, dove potrebbe visualizzare promozioni e fornire informazioni dinamiche e sempre aggiornate sullo stato di conservazione dell’alimento. Sviluppata e brevettata dall’Istituto Italiano di Tecnologia insieme al Politecnico di Milano, ora è in attesa di trovare finanziatori che possano svilupparla industrialmente. Ascolta la puntata…

22 settembre 2015
Lavoro e sviluppo economico
In arrivo nuovi modi per interagire con lo smartphone
Alzare o abbassare il volume dello smartphone con un gesto della mano; inviare una fotografia con un soffio; scuotere il cellulare per lanciare una chiamata di emergenza; scorrere una serie di slide schioccando le dita. Queste sono alcune delle nuove modalità di interazione che sfruttano i sensori già presenti a bordo della maggior parte degli smartphone, messe a punto da Snapback, start-up nata nel 2013. La storia della prodigiosa diffusione delle tecnologie informatiche nel corso degli ultimi 30 anni è in gran parte la storia di una ricerca: quella di interfacce e modi di interagire con il computer sempre più semplici e naturali. E questa ricerca non si è fermata… Ascolta la puntata… 

10 settembre 2015
Lavoro e sviluppo economico
Expo delle tecnologie: risultati di “mid term”
L’Expo è un campo di prova per molte delle tecnologie che ricadono nell’alveo della cosiddetta smart city: la città intelligente. Da questo punto di vista l’esposizione universale ha goduto di un’opportunità più unica che rara: quella di poter progettare da zero tutte le infrastrutture, collegandole a un solo centro di comando e controllo che accentra tutte le informazioni. Questa capacità di analisi ha permesso di migliorare, quasi in tempo reale, la gestione degli accessi al sito da parte del pubblico, di adattare le politiche di vendita dei biglietti, e anche di risolvere un furto in poche ore. Intanto i 100 totem informativi sparpagliati per l’EXPO hanno totalizzato oltre due milioni di utilizzi, quasi sempre da parte di gruppi impegnati a prendere una decisione collettiva: una dimensione che i dispositivi mobili come smartphone e tablet, strettamente individuali, non sono in grado di intercettare. Ascolta la puntata…

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CULTURA E TURISMO

16 giugno 2016
Cultura e turismo
Il maestro digitale
E’ appena tornato da Shangai dove si è presentato alla Fiera della Tecnologia: è una sorta di Maestro Digitale, un’intelligenza artificiale che aiuta i bambini a imparare la matematica e a riconoscere gli odori, risultato del progetto “Inf@nzia Digitale 3.6” finanziato dal MIUR e coordinato dalla società Engineering, che ha coinvolto l’Università Federico II di Napoli, l’Università di Salerno, di Trento e La Sapienza di Roma. Il rapporto tra i bambini e la tecnologia, a cui ormai sono esposti fin da quando sono in fasce, non finisce mai di suscitare dibattiti: fa bene, fa male, fa male solo se si esagera. Il Maestro digitale tenta di superare questa discussione: realizzato sulla base del metodo Montessori, permette ai bambini di giocare usando oggetti fisici (tra cui fialette contenenti odori) che la piattaforma è in grado di riconoscere e con cui è in grado di interagire. Ne parliamo con Orazio Miglino, professore di psicologia dello sviluppo e psicologia dell’educazione, Università Federico II di Napoli, direttore del laboratorio per la Cognizione Naturale e Artificiale (Nac). Ascolta la puntata… 

21 aprile 2016
Cultura e turismo
Progetto Nanocoat
Per proteggere dagli effetti del tempo le opere d’arte, da alcuni anni si punta a speciali rivestimenti nanotecnologici: vernici e gel che le rendono inattaccabili dallo sporco e dagli inquinanti. Questi rivestimenti si basano sulle proprietà di materiali come il biossido di titanio, i quali in presenza di luce ultravioletta riescono a disgregare sostanze inquinanti e patine che si depositano sugli oggetti, rendendoli in pratica auto-pulenti. Tuttavia questa soluzione funziona solo con i manufatti che si trovano all’aperto, dove sono presenti i raggi UV di cui la luce solare è ricca. O almeno, così è stato finora. Infatti all’Università della Sapienza, e più precisamente al CISTeC – Centro di Ricerca in Scienza e Tecnica per la Conservazione del Patrimonio Storico-Architettonico – sono riusciti a mettere a punto dei nuovi rivestimenti nanotecnologici che sono attivi anche con la luce di una normale lampadina, e potrebbero perciò essere usati anche al chiuso. Con la prof.ssa Maria Laura Santarelli, Direttore del CISTeC. Ascolta la puntata…

6 aprile 2016
Cultura e turismo
RomeCup: studenti da tutta Italia si sfidano a colpi di robot
Un robot che si divide in due: una unità centrale e un satellite, una sonda capace di scivolare agilmente sotto un’automobile per verificare se ci sono esplosivi. Quello appena descritto è uno di centinaia di prototipi che si sono affrontati nella RomeCup, una competizione di robotica che ha coinvolto 156 team di 17 regioni italiane, composti da studenti in gran parte provenienti dalle scuole tecniche. La RomeCup, così come le Olimpiadi di Robotica (le due manifestazioni si sono svolte contemporaneamente a Roma), ha soprattutto lo scopo di preparare le giovani generazioni a quello che sarà, come abbiamo tante volte sostenuto qui in trasmissione, il più potente fattore di cambiamento sociale dei prossimi decenni. Ecco perché il successo di queste manifestazioni è un buon segnale. Con Alfonso Molina, direttore scientifico Fondazione Mondo Digitale. Ascolta la puntata…

1 marzo 2016
Cultura e turismo
Internet e l’era della disinformazione 2a Parte
“Pregiudizio di conferma” e “Camera di risonanza”: due gergali che, come abbiamo visto nella puntata di Smart City precedente, descrivono i principali alleati della proliferazione di bufale su internet; e due comportamenti molto umani, come emerge dai risultati dello studio che ha coinvolto 2 milioni di utenti italiani di social network, secondo cui teorie complottiste e false credenze, o credenze prive di fondamento scientifico, vengono fatte circolare sui social network tre volte di più delle informazioni scientificamente fondate, anche grazie al meccanismo con cui i motori di ricerca formano i loro ranking, basato in gran parte sulla popolarità dei contenuti. In alcuni casi si assiste anche a una forte polarizzazione, a cui contribuisce lo stile aggressivo di alcuni siti anti-bufala. Possibili rimedi? Motori di ricerca più intelligenti ma soprattutto più cultura. Ne parliamo ancora con Walter Quattrociocchi, Istituto IMT Alti studi di Lucca. Ascolta la puntata… 

29 febbraio 2016
Cultura e turismo
Internet e l’era della disinformazione 1a Parte
La proliferazione di bufale e false notizie sul web è stata individuata dal World Economic Forum come una delle più serie minacce per la nostra società, al pari del terrorismo. In tal senso uno studio condotto dal laboratorio di Computational Social Science dell’Istituto IMT Alti studi di Lucca, che ha coinvolto 2 milioni di utenti italiani di vari social, ha permesso per la prima volta nel nostro Paese di analizzare il fenomeno su una base statistica così ampia. L’analisi è basata su dati pubblici, come i “like” e i vari post degli utenti dei social, e dimostra come l’informazione scientifica, ovvero basata su fonti verificabili, stia soccombendo all’informazione “alternativa” e non scientificamente fondata. Perché? Quali sono i meccanismi alla base della proliferazione di bufale in internet? E quali i possibili rimedi? Ne parliamo in due puntate con Walter Quattrociocchi, Istituto IMT Alti studi di Lucca. Ascolta la puntata…

10 febbraio 2016
Cultura e turismo
Lettura del pensiero: si comincia dai moscerini
Che cosa passa per la mente un moscerino della frutta? Realisticamente pensieri del tipo “caldo”, “freddo”, “fame”, o magari “banana”. Forse ‘pensiero’ non è nemmeno la parola più adatta per descrivere le percezioni di un moscerino, ma con i suoi 100 mila neuroni contro i 100 miliardi del cervello umano, la drosofila – uno degli esseri viventi più studiati in natura – è un buon soggetto (né troppo semplice né troppo complesso) per iniziare a sgrovigliare quell’enigma che è la relazione tra mente e cervello: ovvero, come una massa di reazioni elettrochimiche possa tradursi in sensazioni, emozioni e, nei cervelli più complessi, in pensiero. Alla Northwestern University, in Illinois, hanno trovato il modo per far luce su come il cervello della drosofila rappresenti il mondo che la circonda e gli stimoli sensoriali che da esso riceve, e usi queste informazioni per prendere decisioni. Tutto grazie a delle proteine fluorescenti e tanta ingegneria genetica. Ne abbiamo parlato con Marco Gallio, Assistant Professor Department of Neurobiology Northwestern University, Illinois. Ascolta la puntata…

4 gennaio 2016
Cultura e turismo
Banda larga tra Fori e Colosseo
Da alcune settimane i maggiori siti archeologici e musei di Roma sono connessi con una infrastruttura di banda larga da 100 megabit. Si tratta di una delle ultime fatiche del GARR, il consorzio che gestisce la Rete Italiana dell’Università e della Ricerca, e permetterà di sperimentare nuove forme di fruizione dei beni artistici e archeologici presenti in città.
La banda ultra-larga, infatti, è un fattore abilitante decisivo per qualunque progetto di valorizzazione digitale del patrimonio culturale: dalla condivisione di dati con studiosi di tutto il mondo, alle applicazioni per il turista, come la possibilità di “toccare” un quadro o una statua grazie a speciali guanti per la realtà virtuale. Ascolta la puntata…

18 dicembre 2015
Cultura e turismo
Annabel: il cervello elettronico che ha imparato da zero
Annabel è una intelligenza artificiale molto speciale, è la prima ad aver imparato tutto da sola. Infatti, coi suoi 2 milioni di neuroni simulati al computer, Annabel ha imparato a “parlare” (per quanto in modo non sofisticato) senza che sia stata dotata di alcuna regola grammaticale o sintattica.
Sviluppata dall’Università di Sassari in collaborazione con l’Università britannica di Plymouth, Annabel, per ora, comunica solo per iscritto, e ha già dimostrato una cosa: e cioè che per parlare non serve che il cervello sia dotato di particolari conoscenze innate, semmai di una grande flessibilità e capacità di apprendimento. Un risultato significativo non solo per il mondo della ricerca sull’intelligenza artificiale. Ascolta la puntata… 

16 novembre 2015
Cultura e turismo
Se gli sci usati diventano tende di lusso
Impossibili da riciclare, gli sci usati finiscono a tonnellate in discarica o in un termo-valorizzatore. Tuttavia – come accade per altri materiali avanzati – quando vengono buttati, gli sci usati sono ancora dotati di proprietà tecniche straordinarie, motivo per cui al Politecnico di Milano si sta cercando un modo per riutilizzarli. Un’applicazione promettente consiste (dopo averli opportunamente selezionati e spuntati) nell’usarli per realizzare l’ossatura di tensostrutture particolarmente resistenti e confortevoli. Tensostrutture di questo genere potrebbero trovare applicazione nel turismo e, in caso di calamità, quando si tratta di dare un alloggio temporaneo a migliaia di persone, magari in condizioni climatiche avverse. Ascolta la puntata…

14 ottobre 2015
Cultura e turismo
Laser per l’arte e la sicurezza
Se il XX secolo è stato quello dell’elettronica, il XXI sarà quello dei laser e dell’ottica. La previsione è di Orazio Svelto, autore di Principle of Lasers (la “bibbia” del laser per studenti di mezzo mondo) e quasi certamente è azzeccata. Il laser si sta diffondendo in sempre più settori. Vedremo alcuni esempi di nuove applicazioni nei campi del restauro artistico, dove permette analisi non distruttive e una rimozione chirurgica di sporco e impurità accumulati dal tempo, e della sicurezza, dove consente analisi chimiche accurate e rapidissime. Per esempio, grazie a una tecnica chiamata spettroscopia Raman, è possibile eseguire una velocissima scansione laser di un’automobile mentre passa attraverso un varco, e stabilire se su maniglie o bagagliaio sono presenti tracce, anche infinitesimali di esplosivo. Ascolta la puntata…

30 settembre 2015
Cultura e turismo
Violini alla luce del sincrotrone
Il sincrotrone Elettra di Trieste – ne abbiamo parlato altre volte – è in pratica un gigantesco microscopio; una macchina formata da un anello di 300 metri di circonferenza il cui scopo è produrre una luce molto particolare, la luce di sincrotrone, grazie alla cui precisione, luminosità e spettro, è possibile “fotografare” oggetti incredibilmente piccoli e dal comportamento sfuggente, oppure vedere dettagli quasi invisibili, come per esempio quelli scoperti in alcuni dei più preziosi violini prodotti in Italia da maestri della liuteria come Stradivari. Ascolta la puntata…

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SALUTE E BENESSERE

25 luglio 2016
Salute e benessere
Arriva la prima retina artificiale
Una retina artificiale, messa a punto congiuntamente da due diversi laboratori dell’Istituto Italiano di Tecnologia, ha permesso finora di restituire ad animali notturni la vista, e un’acuità visiva simile a quella che avevano prima che la loro retina si ammalasse, rendendoli ciechi. Parliamo di un materiale foto-elettrico, derivato dal settore fotovoltaico, ma bio-compatibile e capace di stimolare il sistema nervoso. I ricercatori hanno dimostrato che un dischetto di questo materiale, adagiato sul fondo dell’occhio, è in grado di restituire la vista in caso di retina danneggiata. La sperimentazione clinica non comincerà prima di due anni ma la notizia costituisce una speranza per alcune patologie della vista oggi incurabili. Ascolta la puntata…

19 luglio 2016
Salute e benessere
Robot per la vita di tutti i giorni
Co-Robotics è uno spin off della scuola Superiore Sant’anna di Pisa che crede non sia lontano il momento in cui i robot entreranno a far parte della nostra vita assistendoci da vicino nei luoghi di lavoro e in casa, dove per ora si sono intrufolati sotto forma di lava-pavimenti. Presto, però, potrebbero fare un po’ di tutto, ed è di un robot di questo tipo che parleremo stasera a Smart City: presentato di recente al Convegno sulle Tecnologie Intelligenti per gli Ambienti di Vita (Ambient Assisted Living), il robot per assistenza domestica progettato da Co-robotics è in grado di sorvegliare l’ambiente; lanciare l’allarme se, per esempio, una persona sviene; afferrare e porgere oggetti, aiutare grazie a un maniglione la deambulazione di chi ha difficoltà a camminare, consegnare la posta in un condominio e proporre giochi e passatempi. Ed è progettato per essere prodotto in massa… Ascolta la puntata…

23 giugno 2016
Salute e benessere
Un robot da zaino per portare gli specialisti medici ovunque
Ci sono numerose situazioni in cui un malato ha bisogno di visite specialistiche ma a causa della sua patologia non può muoversi, se non con grandi complicazioni e sopportando costi elevati. Pensando a casi come questi è nata l’idea di un robot medico che può stare in uno zaino e che, portato dal medico di famiglia a casa dell’ammalato, gli permetta di ottenere prestazioni specialistiche senza muoversi. Simile al cugino più grande di cui abbiamo già parlato, usato in ambiente ospedaliero per consentire a medici specialisti di visitare a distanza un malato in fase acuta, e consultarsi con il personale medico che lo ha in cura, questo mini avatar robotico permetterebbe di estendere lo stesso approccio anche ai malati cronici. E non è difficile immaginare quanto potrebbe essere prezioso, un oggetto del genere, se fosse dato in dotazione a delle ambulanze. Con Mario Guidotti, primario dell’Unità operativa di Neurologia dell’Ospedale Valduce di Como. Ascolta la puntata…

15 giugno 2016
Salute e benessere
Un avatar robotico per effettuare visite mediche a distanza
Storicamente, uno dei motivi per cui si ospedalizzano i malati è che gli ospedali riuniscono a pochi metri l’uno dall’altro laboratori di analisi e specialisti relativi a tutte le discipline mediche; ciò consente di indirizzare rapidamente il malato verso le cure più appropriate. Per ragioni del tutto simili la telemedicina è da sempre impegnata a sviluppare la telepresenza: per consentire cioè ai medici più esperti di portare le proprie competenze dove serve, senza spostare né il medico né il malato e senza sprecare tempo. Con Smart City andremo al centro di riabilitazione di Villa Beretta, nei pressi di Lecco, dove sono specializzati nella riabilitazione di persone che hanno subito danni neurologici, e dove si sta sperimentando RP-Lite, una sorta di Avatar, dalla forma vagamente umana e con uno schermo al posto del volto, che specialisti da tutto il mondo possono prendere in prestito per “visitare” a distanza i pazienti. Con Mario Guidotti, primario dell’Unità operativa di Neurologia dell’Ospedale Valduce di Como. Ascolta la puntata…

24 maggio 2016
Salute e benessere
Osso bionico auto-riparante
Immaginate la scena seguente: un ricercatore prende quello che sembra un rettangolino di gomma trasparente, lo taglia in due con una lametta, poi unisce i pezzi e questo torna esattamente come prima; tendendolo, il rettangolino si allunga ma non si rompe e non si vede alcuna traccia del taglio. Quello che sembra un gioco di prestigio è invece il sorprendente risultato di una ricerca dell’Università di Milano-Bicocca e dell’Imperial College di Londra, che ha portato a brevettare un materiale auto-riparabile, elastico e resistente, biocompatibile e stampabile in 3D, che nasce per essere applicato nell’ambito della medicina rigenerativa e in particolare per la rigenerazione delle cartilagini, ma che opportunamente adattato potrebbe essere utilizzato per conferire a vari oggetti – a partire da schermi di tablet e smartphone – la capacità di autoripararsi. Ne parliamo con Laura Cipolla, Università di Milano-Bicocca. Ascolta la puntata…

23 maggio 2016
Salute e benessere
Microbiota delle città
Lo abbiamo ricordato nella puntata precedente: conosciamo sì e no l’1% dei batteri che popolano il nostro corpo, più numerosi delle stesse cellule umane e impegnati in funzioni cruciali per il metabolismo. Ora questo vuoto potrà ora essere colmato dal microscopio computazionale messo a punto all’Università di Trento: una metodologia che consente di ricostruire un intero ecosistema di microrganismi a partire da un campione di DNA. Ma già si affacciano altre domande: per esempio, non sappiamo praticamente nulla del microbiota delle città, cioè della popolazione di microrganismi che abitano metropolitane, autobus, strade e piazze, nonostante trascorriamo gran parte della nostra vita in loro compagnia. Con Nicola Segata, capo del Laboratorio di Metagenomica computazionale al Centro di Biologia integrata (CIBIO) dell’Università di Trento. Ascolta la puntata…

20 maggio 2016
Salute e benessere
Un microscopio computazionale per svelare il mondo dei microrganismi
Immaginate di dover ricostruire un migliaio di puzzle diversi le cui tessere sono state mescolate tutte insieme. E’ quanto riesce a fare il microscopio computazionale messo a punto dall’Università di Trento, capace di ricostruire, a partire dai frammenti di DNA presenti nella saliva e in altre secrezioni, il microbiota umano: quel vasto ecosistema di batteri e altri microrganismi, più numerosi delle stesse cellule umane, che popola il nostro corpo. Oggi sappiamo che il microbiota è importantissimo per lo svolgimento di molte funzioni fisiologiche, che varia massicciamente da individuo a individuo e che alcune di queste variazioni potrebbero essere alla base di numerose patologie, ma ne conosciamo poco più dell’1%. Il restante 99 è un vuoto che il microscopio computazionale può colmare. Con Nicola Segata, capo del Laboratorio di Metagenomica computazionale al Centro di Biologia integrata (CIBIO) dell’Università di Trento. Ascolta la puntata…

4 maggio 2016
Salute e benessere
Il punto sull’innovazione digitale in sanità
Ultimo rapporto dell’Osservatorio dell’innovazione digitale in sanità, curato dalla school of management del politecnico di Milano. La digitalizzazione, concordano tutti gli esperti, rappresenta la principale opportunità di rendere la macchina della sanità, che rischia di implodere sotto il suo stesso peso, capace di resistere agli sconvolgimenti demografici che ci aspettano, con la quota degli anziani, e quindi dei malati cronici, in costante crescita. Ma a che punto siamo? Come vedremo stasera, le cose procedono speditamente se parliamo di cartella clinica elettronica, dematerializzazione delle ricette, di prenotazioni e di refertazione online, tutte pratiche in netta crescita. A rilento invece il fascicolo sanitario elettronico e la diffusione della telemedicina: due pilastri della sanità digitale, che ancora fanno fatica a trovare un soggetto che li porti avanti con l’autorevolezza e le risorse adeguate. Con il professor Mariano Corso, Responsabile scientifico dell’Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità. Ascolta la puntata…

18 aprile 2016
Salute e benessere
MILANO: il robot chirurgico tascabile che opera il corpo umano dall’interno
Pesa tre chili, contro i 700 dello standard attuale ed entra in una valigetta. A vederlo in azione sembra di avere davanti un transformer, invece è il prototipo di un robot chirurgico di concezione totalmente nuova, che sta prendendo forma all’AIMS, il centro di formazione in chirurgia mini-invasiva dell’ospedale Niguarda di Milano…. e MILANO è anche l’acronimo del progetto. Ebbene questo robot, un oggetto cilindrico di 3 cm di diametro e mezzo metro di lunghezza, è in grado di entrare nel corpo umano attraverso un’unica incisione praticata a livello dell’ombelico; a quel punto cambia forma tirando fuori braccia, pinze e strumenti di tutti i generi, telecamere e quant’altro serva al chirurgo per intervenire. E a quel punto da lì, dall’interno del corpo umano, opera. Ne abbiamo discusso con Antonello Forgione, Direttore scientifico di AIMS Academy. Ascolta la puntata…

15 aprile 2016
Salute e benessere
Dispositivi biomedicali a prova di Risonanza Magnetica
Protesi di articolazioni, protesi neurosensoriali (come la coclea artificiale), defibrillatori e pacemaker, per non parlare di protesi dentarie e di viti e bulloni, usati da anni per riparare le ossa rotte: l’armamentario dei pezzi di ricambio per il corpo umano è sempre più ricco. Tuttavia, taluni di questi rendono difficile, se non impossibile o addirittura pericoloso per la vita, eseguire alcuni esami diagnostici tra i più gettonati, in particolare la risonanza magnetica, una delle tecniche diagnostiche più affidabili e precise e per questo insostituibile. Ecco perché si sta lavorando per sostituire i materiali metallici, peggio ancora se ferromagnetici, cioè facilmente magnetizzabili, con altri che non lo siano, fino a mettere a punto dispositivi in grado di funzionare normalmente anche immersi nel potentissimo campo magnetico di una RMN. Ne abbiamo parlato con la dott.ssa Sabina Strocchi, Ospedale di Circolo e Fondazione Macchi – Polo Universitario Varese. Ascolta la puntata…

14 aprile 2016
Salute e benessere
Grafene: il disinfettante del futuro
Potrebbe essere il disinfettante del futuro, completamente diverso da qualunque altro esistente. Funziona come un coltello molecolare che taglia e buca le membrane cellulari, come un foglio che avvolge i microorganismi soffocandoli, e se si insinua nella cellula ne compromette il normale funzionamento: tre modi con cui il grafene, applicato sotto forma di gel, uccide batteri e organismi patogeni.Abbiamo parlato tante volte di questo materiale formato da fogli di carbonio spessi solo un atomo, ottenuti la prima volta sfogliando la mina di una matita. Che fosse incredibilmente versatile lo si sapeva, ma nessuno si aspettava che avrebbe funzionato anche come disinfettante: una scoperta dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e dell’Istituto Sistemi Complessi del Cnr di Roma, nel corso di una ricerca congiunta sui biomateriali. Con Claudio Conti, direttore Isc-Cnr. Ascolta la puntata…

13 aprile 2016
Salute e benessere
Operazioni simulate e didattica: come la Stampa 3d può cambiare il modo di lavorare negli ospedali
Un giorno le stampanti 3D permetteranno di stampare, cellula per cellula, interi organi. Oggi già permettono di realizzare protesi altamente personalizzate, a partire dalle protesi dentarie. Ma le applicazioni cliniche non sono l’unico sbocco della Stampa 3D in campo medico. Ci siamo chiesti come questa tecnologia possa cambiare il modo di lavorare delle strutture sanitarie odierne. La stampa 3D, infatti, attraverso la realizzazione di modelli anatomici tridimensionali, può essere utilizzata per simulare o per mettere a punto operazioni chirurgiche complesse, per facilitare la comunicazione tra medici e paziente e per migliorare la didattica. Con Vittorio Satta, docente presso l’Università LIUC di Castellanza. Ascolta la puntata…

18 marzo 2016
Salute e benessere
Tatto bionico
Torniamo a Pisa, alla Scuola Superiore Sant’Anna dove, per la prima volta al mondo, un amputato ha potuto percepire la texture e la differenza tra superfici lisce o rugose in tempo reale, come se non avesse perso l’arto, utilizzando un dito artificiale connesso ai nervi del braccio. L’applicazione clinica di questa tecnologia non è una prospettiva immediata, ma possiamo dire che il tatto bionico è una realtà. La cosa straordinaria, infatti, è che questa “pelle elettronica” stimola i nervi proprio come farebbero le terminazioni nervose naturali, e così anche le percezioni tattili da parte di chi ha ricevuto la protesi sono le stesse dell’arto biologico.
La ricerca, pubblicata su eLife e condotta in collaborazione con il Politecnico di Losanna, ora andrà avanti con l’obiettivo di rendere il tatto bionico capace di distinguere sempre più dettagli e restituire una percezione sempre più raffinata. Ne abbiamo parlato con Calogero Oddo, ricercatore presso Scuola Superiore Sant’Anna. Ascolta la puntata… 

14 marzo 2016
Salute e benessere
Alfred, il maggiordomo elettronico
Alfred, mitico maggiordomo di Batman, riesce spesso e volentieri ad anticipare i bisogni di Bruce Wayne. La domotica, ovvero l’automazione applicata alla casa, sta andando precisamente in questa direzione, trasformandosi progressivamente da tecnologia che regola variabili ambientali, come la temperatura degli ambienti, a sistema in grado di comprendere i bisogni degli abitanti e di dare loro delle risposte. Non è un caso che Alfred sia anche il nome di un maggiordomo domotico che due ex studenti dell’Università di Roma III stanno sviluppando con Microsoft Venture a Londra: totalmente virtuale, Alfred è un software che risiede nel cloud capace di interagire con gran parte dei sistemi domotici esistenti. I dati che raccoglierà sull’uso che facciamo di tutti questi oggetti sarà il suo cuore e la sua ricchezza. Ne abbiamo parlato con uno dei fondatori, Nicola Russo. Ascolta la puntata…

18 febbraio 2016
Salute e benessere
Ingegneria dei tessuti: dai laboratori ENEA di Frascati la tecnica per ricostruire i muscoli distrutti
Andiamo a Frascati, dove il lavoro portato avanti dal laboratorio di diagnostica e metrologia dell’ENEA, diretto da Laura Teodori, si è visto inserire da Stem Cells (una delle più importanti riviste scientifiche internazionali) nella top ten dei migliori risultati degli ultimi 30 anni di ricerca in fatto di medicina rigenerativa. Il riconoscimento si deve allo sviluppo di una tecnica particolare per la ricostruzione di tessuti distrutti o danneggiati: una sorta di impalcatura, composta da materiali biocompatibili e capace di fornire allo stesso tempo un substrato fisico e i giusti segnali chimici alle cellule staminali presenti nell’organismo, invitandole a popolare questa sorta di impalcatura e a ricostruire così il tessuto o l’organo distrutto. Il sistema ha già dimostrato di funzionare con lesioni muscolari gravissime, ma le applicazioni potenziali sono numerosissime. Ascolta la puntata…

15 gennaio 2016
Salute e benessere
GeoNose, l’App antipuzza
Puzze e cattivi odori sono al centro di migliaia di litigi tra vicini, petizioni, raccolte di firme, consigli comunali al calor bianco, e chi più ne ha più ne metta. D’altronde identificare l’origine di un cattivo odore può essere molto difficile, dato che questi possono viaggiare in modo del tutto inaspettato, anche su lunghe distanze. Parleremo quindi di GeoNose, un’App per smart-phone e tablet sviluppata al parco scientifico e tecnologico di Udine che permette di ricostruire con precisione l’origine di puzze o odori molesti a partire da rilevazioni di cattivi odori compiute da parte della cittadinanza o di gruppi di volontari opportunamente addestrati, per poi incrociarle in tempo reale con dati meteo come la direzione e la velocità del vento. Con Daniele Gulic, fondatore e amministratore di DerMap. Ascolta la puntata…

7 gennaio 2016
Salute e benessere
Nano cipolle di carbonio: una nuova arma nell’arsenale della medicina
Quello che fanno al laboratorio Nano Carbon Materials dell’IIT si potrebbe descrivere come un mix di fisica della materia, biologia molecolare e alta gioielleria. Partono da una nano polvere di diamanti che trasformano in un’altra nano polvere, composta da quelle che – per via della loro struttura concentrica – vengono chiamate nano-cipolle di carbonio, che infine decorano con molecole di ogni tipo: proteine per riconoscere specifiche cellule; molecole fosforescenti che si accendono solo nei tessuti con una acidità più elevata, come i tessuti tumorali; oppure molecole con effetti farmacologici. Le nano-cipolle di carbonio, infatti, sono totalmente biocompatibili e quindi adatte a fare da vettore a varie sostanze all’interno del corpo umano, e potrebbero diventare in alcuni anni una nuova arma nell’arsenale della nano-medicina. Ascolta la puntata…

15 dicembre 2015
Salute e benessere
Nina, l’intelligenza artificiale che ti salva dallo stress
Nina è un’intelligenza artificiale per controllori di volo stressati, progettata principalmente all’Università della Sapienza di Roma. A partire dal segnale elettro-encefalografico, che capta attraverso una cuffietta dotata di elettrodi, Nina riesce a stabilire lo stato mentale di una persona, e se rileva una situazione di sovraccarico mentale o di stress, interviene sbrogliando da sola una parte del traffico aereo, in modo da diminuire lo stress ed evitare errori che potrebbero avere conseguenze gravi. Oltre che dai controllori di volo, sistemi come Nina potrebbero un giorno essere usati da piloti, conduttori di mezzi pubblici, mezzi pesanti o mezzi bellici: dove, insomma, una semplice distrazione può costare cara. Ascolta la puntata…

26 novembre 2015
Salute e benessere
Progetto Futura: un robot per sconfiggere il cancro
Coordinato dalla Scuola Sant’anna Di Pisa, il Progetto Futura è pronto a entrare nella fase di sperimentazione clinica. Parliamo di un Robot capace di focalizzare in un punto ben preciso, all’interno del corpo umano, un potente fascio di ultrasuoni in grado di distruggere le formazioni tumorali.
E’ un progresso importante perché gli ultrasuoni, a differenza di altre tecnologie usate per colpire un bersaglio all’interno dell’organismo, come per esempio la radioterapia, sono praticamente privi di effetti collaterali. Ascolta la puntata…

4 novembre 2015
Salute e benessere
Radioprotezione: tra nuove tecnologie, cattiva informazione e sistemi di etichettatura per informare l’utente
Alla base di alcuni dei più importanti progressi della medicina moderna c’è l’affinamento delle tecniche di imaging, che consentono di ottenere dettagli sempre più precisi dell’interno del corpo umano. Come vedremo stasera, si tratta di progressi riconducibili in gran parte alle tecnologie digitali che da un lato hanno messo a disposizione sensori più raffinati, e dall’altro una capacità di elaborazione delle immagini impensabile fino a pochi anni fa. Tuttavia, molte di queste nuove tecnologie si servono di radiazioni ionizzanti, come i raggi X, e come spesso accade quando di mezzo c’è la salute (basti pensare alla questione dei vaccini, sempre più snobbati) c’è molta confusione nell’opinione pubblica. Così una direttiva dell’unione europea ha imposto ai Paesi membri un sistema di etichettatura che, una volta entrato in funzione, permetterà a noi tutti di farci un’idea della pericolosità, o meno, di un esame radiologico. Ascolta la puntata…

20 ottobre 2015
Salute e benessere
Tatuaggi elettronici
Tutti noi abbiamo fatto, almeno una volta nella vita, l’esperienza di un elettrocardiogramma. Prima di cominciare l’esame, il medico dispone sul corpo gli elettrodi grazie ai quali registrerà il segnale elettrico del cuore: dei piccoli dischetti di metallo spalmati di un gel che serve a garantire il contatto elettrico.
Ebbene, tutto questo potrebbe sparire grazie ai tatuaggi elettronici sviluppati dal Centro per la Micro-Biorobotica dell’Istituto Italiano di Tecnologia. Del tutto simili a quei tatuaggi temporanei con cui di solito si divertono i bambini (il trucco sta nello speciale inchiostro conduttivo messo a punto dai ricercatori), hanno il vantaggio di aderire perfettamente alla pelle anche con il soggetto in movimento e di mantenere efficiente il contatto molto più a lungo di quelli tradizionali. E, come i vecchi tatuaggi temporanei, si tolgono con una spugna e un po’ di acqua e sapone. Ascolta la puntata…

14 settembre 2015
Salute e benessere
Uno scudo stile Enterprise per proteggere gli astronauti dalle radiazioni
Pochi sanno che il più grande ostacolo da superare prima che un essere umano possa mettere piede su Marte o affrontare lunghi viaggi spaziali non riguarda, come si potrebbe pensare, problemi quali la propulsione oppure l’assenza di gravità prolungata, bensì la protezione degli astronauti dalle radiazioni. Lo spazio è pieno di radiazioni di ogni tipo, alcune delle quali molto difficili da schermare, come le particelle ad altissima energia generate dai fenomeni più violenti del cosmo: parliamo, in pratica, di proiettili lanciati alla velocità delle luce, tanto che le armi a particelle sono un classico della fantascienza. D’altronde, anche l’unico modo per fermarle è abbastanza fantascientifico: infatti, ci vuole uno scudo magnetico stile Enterprise… E l’Agenzia Spaziale Italiana ne ha ideato uno basato su una configurazione dei magneti completamente nuova, molto più leggera delle precedenti. Ascolta la puntata…

24 settembre 2015
Salute e benessere
Parastinchi geolocalizzati per un nuovo modo di vedere il calcio
Se appartenete a quella categoria di persone che non può fare a meno di vedere e rivedere la moviola, impazzite per le statistiche calcistiche, e volete sapere tutto di tattica e condizioni fisiche dei giocatori, sappiate che parliamo di parastinchi dotati di sensori che potrebbero cambiare il modo di vedere il calcio. Li sta sviluppando una start-up italiana, SpaceExe, e contengono sensori che permettono di geolocalizzare con altissima precisione ogni singolo giocatore in campo, in ogni istante: di ognuno di loro si potranno conoscere traiettorie e movimenti con e senza palla, calcolare la potenza del tiro, l’accelerazione, e naturalmente se ha subito urti di qualche tipo. Ascolta la puntata…

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